Pontecagnano Faiano. Lutto per il cantautore Vito Marletta, trovato senza vita nella sua casa di Milano

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Pontecagnano Faiano. Stupore, sgomento, grande commozione: questi i sentimenti delle persone che conoscevano Vito Marletta e che, nei giorni scorsi, hanno appreso della sua morte. Un colpo per chi lo conosceva, un colpo per gli amici più stretti, così come per chi lo aveva conosciuto seppur non frequentandolo assiduamente. In strada e sul web, in particolare a Pontecagnano Faiano, molte persone hanno ricordato il cantautore 48enne, trovato morto nella sua casa a Milano, dove lavorava. Genni Criscuolo, di Pontecagnano Faiano, talent scout appassionato di musica e ideatore del festival “Canto per te”, ha così commentato la notizia: «Lo conoscevo come un po’ tutti a Pontecagnano, non proprio strettamente, ma so che era una persona eccezionale, molto sensibile e umile e anche quando ha avuto successo a Sanremo non si è affatto montato la testa. Quando ho saputo della sua morte ci sono rimasto davvero male». Vito Marletta nel 1996 vinse l’Antifestival di Sanremo a Bordighera con il brano “Lettera a Dario” e partecipò poi a Sanremo Giovani con “I poeti non cambiano”; nel 1997, quindi, la partecipazione a Sanremo con il brano “Innamorarsi è”. Tuttavia la sua scalata alla scena nazionale della musica inizia a fine anni Ottanta con una partecipazione al festival di Castrocaro (in quella edizione arrivò in finale). Nel 1995 è finalista al premio “Rino Gaetano”. Una passione viscerale per la musica e un amore incondizionato per la sua terra, miste ad una umiltà e una riservatezza che si farebbe fatica ad accostare a un personaggio di successo. «Di Vito Marletta ricordo che durante le sue serate era un grande trascinatore di folle, nel senso che sul palco riusciva a trasmettere davvero una grande energia e traspariva molto il fatto che lui si divertiva a fare musica» è stato il ricordo di Marcello Attanasio, cantautore e chitarrista salernitano. «Non abbiamo lavorato insieme ma l’ho conosciuto 20 anni fa, io suonavo nei locali con il mio gruppo, lui con il suo. Era davvero attaccato alla musica, un peccato che sia andata così». Commosso il ricordo di Giovanni Valitutto, amico di Vito sin dall’adolescenza: «Che brutto colpo apprendere una notizia del genere. Era un ragazzo umile, nonostante il successo non si era montato la testa e amava tantissimo la sua terra. Infatti, anche dopo Sanremo, aveva deciso di tornare a Salerno e di suonare nei locali della provincia. Locali che, sistematicamente, si riempivano di persone ogni volta che c’era lui». Valitutto ricorda qualche episodio: «A Bordighera, quando vinse l’Antifestival e pronunciarono il suo nome feci una corsa gridando sino al palco e quando gli chiesero chi fossi, lui rispose che non mi conosceva. Era una persona riservata nonostante il successo per quanto fosse anche un gran giocherellone, gli piaceva scherzare e amava tantissimo la musica e la sua terra. Per me era come un fratello, la sua famiglia è la mia seconda famiglia». Giovanni Valitutto poi chiude: «Gli avevo chiesto di cantare la mia canzone preferita, “My way” di Frank Sinatra, ma lui aveva sempre rinviato questa cosa, poi è andata come è andata». Triste anche il musicista salernitano Rino Alfano, del gruppo 2080 con Ronny De Ruggiero: «Che brutta storia. Lo ricordo quando si esibiva qui a Salerno e ricordo la sua partecipazione a Sanremo. Era molto legato alla musica». Anche il sindaco di Pontecagnano Faiano, Ernesto Sica, in una nota ha ricordato Marletta: «Vito era un artista che ha dato lustro alla città di Pontecagnano Faiano nel panorama nazionale della musica italiana». (Marco De Simone – La Città) 

Pontecagnano Faiano. Stupore, sgomento, grande commozione: questi i sentimenti delle persone che conoscevano Vito Marletta e che, nei giorni scorsi, hanno appreso della sua morte. Un colpo per chi lo conosceva, un colpo per gli amici più stretti, così come per chi lo aveva conosciuto seppur non frequentandolo assiduamente. In strada e sul web, in particolare a Pontecagnano Faiano, molte persone hanno ricordato il cantautore 48enne, trovato morto nella sua casa a Milano, dove lavorava. Genni Criscuolo, di Pontecagnano Faiano, talent scout appassionato di musica e ideatore del festival “Canto per te”, ha così commentato la notizia: «Lo conoscevo come un po’ tutti a Pontecagnano, non proprio strettamente, ma so che era una persona eccezionale, molto sensibile e umile e anche quando ha avuto successo a Sanremo non si è affatto montato la testa. Quando ho saputo della sua morte ci sono rimasto davvero male». Vito Marletta nel 1996 vinse l’Antifestival di Sanremo a Bordighera con il brano “Lettera a Dario” e partecipò poi a Sanremo Giovani con “I poeti non cambiano”; nel 1997, quindi, la partecipazione a Sanremo con il brano “Innamorarsi è”. Tuttavia la sua scalata alla scena nazionale della musica inizia a fine anni Ottanta con una partecipazione al festival di Castrocaro (in quella edizione arrivò in finale). Nel 1995 è finalista al premio “Rino Gaetano”. Una passione viscerale per la musica e un amore incondizionato per la sua terra, miste ad una umiltà e una riservatezza che si farebbe fatica ad accostare a un personaggio di successo. «Di Vito Marletta ricordo che durante le sue serate era un grande trascinatore di folle, nel senso che sul palco riusciva a trasmettere davvero una grande energia e traspariva molto il fatto che lui si divertiva a fare musica» è stato il ricordo di Marcello Attanasio, cantautore e chitarrista salernitano. «Non abbiamo lavorato insieme ma l’ho conosciuto 20 anni fa, io suonavo nei locali con il mio gruppo, lui con il suo. Era davvero attaccato alla musica, un peccato che sia andata così». Commosso il ricordo di Giovanni Valitutto, amico di Vito sin dall’adolescenza: «Che brutto colpo apprendere una notizia del genere. Era un ragazzo umile, nonostante il successo non si era montato la testa e amava tantissimo la sua terra. Infatti, anche dopo Sanremo, aveva deciso di tornare a Salerno e di suonare nei locali della provincia. Locali che, sistematicamente, si riempivano di persone ogni volta che c’era lui». Valitutto ricorda qualche episodio: «A Bordighera, quando vinse l’Antifestival e pronunciarono il suo nome feci una corsa gridando sino al palco e quando gli chiesero chi fossi, lui rispose che non mi conosceva. Era una persona riservata nonostante il successo per quanto fosse anche un gran giocherellone, gli piaceva scherzare e amava tantissimo la musica e la sua terra. Per me era come un fratello, la sua famiglia è la mia seconda famiglia». Giovanni Valitutto poi chiude: «Gli avevo chiesto di cantare la mia canzone preferita, “My way” di Frank Sinatra, ma lui aveva sempre rinviato questa cosa, poi è andata come è andata». Triste anche il musicista salernitano Rino Alfano, del gruppo 2080 con Ronny De Ruggiero: «Che brutta storia. Lo ricordo quando si esibiva qui a Salerno e ricordo la sua partecipazione a Sanremo. Era molto legato alla musica». Anche il sindaco di Pontecagnano Faiano, Ernesto Sica, in una nota ha ricordato Marletta: «Vito era un artista che ha dato lustro alla città di Pontecagnano Faiano nel panorama nazionale della musica italiana». (Marco De Simone – La Città)