Nasce l’Italia di Ventura. Stasera a Bari la prova generale. Non c’è tempo per le rivoluzioni, si riparte da Conte

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Ventura parte da Bari, scelta condivisa con la Federcalcio e ovviamente con il suo predecessore che gli lasciò, prima di quella azzurra, anche la panchina del club pugliese. La città è come se fosse sua, anche lui è di Genova e il San Nicola si riempie solo a metà, venduti 30.000 biglietti. Qui ha allenato. E qui si è sposato, lo scorso primo giugno e ancora da tecnico del Torino. Ovviamente qui ha anche cominciato pure Conte, il 4 settembre del 2014 contro l’Olanda. Con un successo, 2 a 0, celebrato con il primo e ultimo gol di Immobile in azzurro e il rigore di De Rossi che rimane il miglior realizzatore del gruppo, 18 reti. Del resto qui la Nazionale vince sempre o quasi (9 volte su 10, solo la Scozia pareggiò qui, 1 a 1, nel 2009). In attesa di conoscere l’undicesimo risultato, tutto da copione azzurro. Perché, come due anni fa, anche il nuovo ct debutta in amichevole. Nella circostanza contro un’avversaria che in casa, però, non superiamo da 54 anni (il 14 novembre 2012 l’ultimo incrocio: a Parma finì 1-2): è la Francia vicecampione d’Europa che, rivoluzionata da Deschamps più per gli infortuni di stagione, fa la prova generale per la trasferta di martedì in Bielorussia, valida per le qualificazioni mondiali. L’Italia ha lo stesso obiettivo dei Bleus. Non sbagliare nella prima tappa, per mettersi subito in viaggio verso la Russia: appuntamento lunedì ad Haifa per affrontare Israele. Ventura non si può certo permettere di fare esperimenti. Sa che, per andare sul sicuro, deve ripartire dall’Europeo in cui la Nazionale di Conte è stata comunque protagonista. Nel gioco e nel carattere. Si è arresa, e solo ai rigori, nel quarto di finale contro la Germania campione del mondo. Il sistema di gioco, dunque, sarà ancora il 3-5-2 e anche la formazione di partenza in gran parte confermata. Per nove-undicesimi gli azzurri sono quelli del precedente ct. In difesa, davanti a Buffon e tra Barzagli e Chiellini, la novità sarà Astori, escluso dai 23 per la Francia e schierato centrate da Sousa domenica scorsa contro il Chievo. Stasera prenderà il posto di Bonucci che è rimasto in permesso a Torino per stare vicino al suo piccolo Matteo in convalescenza. Dovrebbe venire a Bari nelle prossime ore e tornare titolare contro Israele. A centrocampo, invece, entrerà da mezzala sinistra Bonaventura: Giaccherini si è fatto male ed è uscito dal gruppo con altri sette. De Rossi regista e Candreva sulla corsia destra: tornano i grandi assenti della notte di Bordeaux. Davanti toccherà ancora a Eder e Pellè. Ma Pavoletti e il capocannoniere del campionato Belotti sono i primi in sala d’attesa. L’Italia, dunque, è simile all’ultima. La Francia no. I vicecampioni d’Europa, perso il titolo continentale in casa contro il Portogallo lo scorso 10 luglio, si presentano a Bari in emergenza. La rosa è largamente incompleta. Deschamps, nella virata studiata a tavolino, ha provato a puntare sui giovani, ma alcuni hanno dovuto rinunciare, fermati da incidenti più o meno seri: fuori Coman, Lacazette e Fekir. Che si aggiungono ai titolari Lloris e Sagna, anche loro infortunati. Il meglio, o quasi, non c’è. Perché tra i Bleus, già da tempo, mancano Benzema, Nasri, Valbuena e Ribery. Il ct prova ad andare oltre e dà spazio al debuttante Dembelè, 19 anni, nuovo attaccante del Borussia Dortmund. Non può certo fare paragoni con il 4-2-3-1 schierato nella finale di 52 giorni fa a Saint Denis. Sono sei i titolari che cambiano, con la difesa completamente nuova: Lloris, Sagna ed Evra non sono tra i convocati, Umtiti forse parte in panchina. Come il jolly Sissoko, arrivato solo al fotofinish, dopo il viaggio a Londra per firmare con il Chelsea di Conte, e Payet che può lasciare il posto a Kantè. Pogba, invece, c’è e sfida per la prima volta i suoi ex compagni della Juve. E Griezmann, capocannoniere dell’Europeo con 6 reti, può stare sicuro: qui non troverà Cristiano Ronaldo. (Ugo Trani – Il Mattino)

Ventura parte da Bari, scelta condivisa con la Federcalcio e ovviamente con il suo predecessore che gli lasciò, prima di quella azzurra, anche la panchina del club pugliese. La città è come se fosse sua, anche lui è di Genova e il San Nicola si riempie solo a metà, venduti 30.000 biglietti. Qui ha allenato. E qui si è sposato, lo scorso primo giugno e ancora da tecnico del Torino. Ovviamente qui ha anche cominciato pure Conte, il 4 settembre del 2014 contro l’Olanda. Con un successo, 2 a 0, celebrato con il primo e ultimo gol di Immobile in azzurro e il rigore di De Rossi che rimane il miglior realizzatore del gruppo, 18 reti. Del resto qui la Nazionale vince sempre o quasi (9 volte su 10, solo la Scozia pareggiò qui, 1 a 1, nel 2009). In attesa di conoscere l’undicesimo risultato, tutto da copione azzurro. Perché, come due anni fa, anche il nuovo ct debutta in amichevole. Nella circostanza contro un’avversaria che in casa, però, non superiamo da 54 anni (il 14 novembre 2012 l’ultimo incrocio: a Parma finì 1-2): è la Francia vicecampione d’Europa che, rivoluzionata da Deschamps più per gli infortuni di stagione, fa la prova generale per la trasferta di martedì in Bielorussia, valida per le qualificazioni mondiali. L’Italia ha lo stesso obiettivo dei Bleus. Non sbagliare nella prima tappa, per mettersi subito in viaggio verso la Russia: appuntamento lunedì ad Haifa per affrontare Israele. Ventura non si può certo permettere di fare esperimenti. Sa che, per andare sul sicuro, deve ripartire dall’Europeo in cui la Nazionale di Conte è stata comunque protagonista. Nel gioco e nel carattere. Si è arresa, e solo ai rigori, nel quarto di finale contro la Germania campione del mondo. Il sistema di gioco, dunque, sarà ancora il 3-5-2 e anche la formazione di partenza in gran parte confermata. Per nove-undicesimi gli azzurri sono quelli del precedente ct. In difesa, davanti a Buffon e tra Barzagli e Chiellini, la novità sarà Astori, escluso dai 23 per la Francia e schierato centrate da Sousa domenica scorsa contro il Chievo. Stasera prenderà il posto di Bonucci che è rimasto in permesso a Torino per stare vicino al suo piccolo Matteo in convalescenza. Dovrebbe venire a Bari nelle prossime ore e tornare titolare contro Israele. A centrocampo, invece, entrerà da mezzala sinistra Bonaventura: Giaccherini si è fatto male ed è uscito dal gruppo con altri sette. De Rossi regista e Candreva sulla corsia destra: tornano i grandi assenti della notte di Bordeaux. Davanti toccherà ancora a Eder e Pellè. Ma Pavoletti e il capocannoniere del campionato Belotti sono i primi in sala d’attesa. L’Italia, dunque, è simile all’ultima. La Francia no. I vicecampioni d’Europa, perso il titolo continentale in casa contro il Portogallo lo scorso 10 luglio, si presentano a Bari in emergenza. La rosa è largamente incompleta. Deschamps, nella virata studiata a tavolino, ha provato a puntare sui giovani, ma alcuni hanno dovuto rinunciare, fermati da incidenti più o meno seri: fuori Coman, Lacazette e Fekir. Che si aggiungono ai titolari Lloris e Sagna, anche loro infortunati. Il meglio, o quasi, non c’è. Perché tra i Bleus, già da tempo, mancano Benzema, Nasri, Valbuena e Ribery. Il ct prova ad andare oltre e dà spazio al debuttante Dembelè, 19 anni, nuovo attaccante del Borussia Dortmund. Non può certo fare paragoni con il 4-2-3-1 schierato nella finale di 52 giorni fa a Saint Denis. Sono sei i titolari che cambiano, con la difesa completamente nuova: Lloris, Sagna ed Evra non sono tra i convocati, Umtiti forse parte in panchina. Come il jolly Sissoko, arrivato solo al fotofinish, dopo il viaggio a Londra per firmare con il Chelsea di Conte, e Payet che può lasciare il posto a Kantè. Pogba, invece, c’è e sfida per la prima volta i suoi ex compagni della Juve. E Griezmann, capocannoniere dell’Europeo con 6 reti, può stare sicuro: qui non troverà Cristiano Ronaldo. (Ugo Trani – Il Mattino)

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