Maksimovic, bloccato all’aeroporto di Francoforte per un allarme terrorismo, salta visite mediche e firma al fotofinish

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Un azzardo. Un meraviglioso azzardo. Certamente contenuto e calcolato nel suo rischio, ma comunque una specie di roulette in cui De Laurentiis decide di non tirarsi indietro. Perché quelli del Napoli non si fanno mancare mai nulla: neppure un ultimo giorno di mercato da far invidia ai gialli di Agatha Christie. Nikola Maksimovic diventa realmente un giocatore del Napoli quando alle 23 mancano appena trenta minuti e il contratto viene firmato e depositato via posta certificata in Lega Calcio. Praticamente l’affare va in porto per un soffio: fosse saltato, sarebbe stato una sciagura, considerando i tempi biblici di questa trattativa. Il serbo si lega al club azzurro fino al 2021: guadagnerà circa 1,8 milioni all’anno. La formula, alla fine, è quella del prestito fissato a 5 milioni con riscatto obbligatorio a 20 milioni di euro. «Un’altra pedina giovane e di talento per il nostro Napoli», il saluto notturno del presidente azzurro. De Laurentiis decide di farlo firmare nonostante non abbia svolto le visite mediche a Villa Stuart. Proprio così. Il serbo non si è sottoposto al tradizionale consulto che è propedeutico alla firma dei contratti. E non lo ha fatto per un semplice motivo: non è arrivato in tempo. E la scelta del club azzurro di andare avanti lo stesso nell’operazione, nonostante attimi di tensione e di ira nei confronti dell’entourage del giocatore, è senza dubbio coraggiosa: il difensore granata è stato operato al metatarso del piede sinistro proprio un anno fa e ha saltato quasi mezzo campionato per i postumi dell’intervento chirurgico. Poi è rientrato a inizio gennaio, dopo 118 giorni senza giocare e alla fine ha disputato in tutto solo 17 gare. Ed è chiaro che i medici del Napoli avevano una missione precisa: volevano vedere più da vicino lo stato della gamba acciaccata. Nulla da fare. E se durante i controlli nascesse un problema? Non è escluso che il Napoli possa chiedere al Torino di considerare nullo l’accordo. Il Napoli però si fida del certificato di idoneità che i medici granata hanno sottoscritto prima dell’inizio della stagione agonistica, il 18 luglio scorso. E che dicono che Maksimovic sta bene. Una giornata interminabile quella di ieri: alle ore 8,50 il giocatore serbo si imbarca da Belgrado: deve fare scalo a Francoforte per un’ora e mezza ed è atteso a Villa Stuart dal professor Mariani e dal responsabile sanitario degli azzurri De Nicola intorno alle 14. I dirigenti del Napoli, temendo un intoppo, hanno inutilmente insistito perché il difensore partisse per l’Italia già nel pomeriggio di martedì, quando ormai era chiaro che l’affare era in dirittura d’arrivo. Ma Ramadani ha glissato. E l’intoppo, puntuale, è arrivato: perché all’aeroporto di Francoforte verso le 12 è scattato un allarme terrorismo, con la polizia che ha evacuato due terminal. Una donna ha eluso i controlli di sicurezza facendo così scattare il piano di evacuazione. Decine di voli sono stati cancellati, altri ritardati. Quello di Maksimovic è in ballo fino alle 15,30 poi viene cancellato e il serbo spostato su un volo Lufthansa che parte in serata. Il Napoli e lo staff di Maksimovic temono altri imprevisti: organizzano un volo privato dallo scalo di Mannheim a 70 chilometri di distanza. Lo staff medico di Villa Stuart e quello del Napoli capiscono subito che i tempi per una visita (dura almeno un’ora e mezza) non ci sono. E allertano il club azzurro. De Laurentiis, che è nella sede della Filmauro, ha un momento di perplessità: non può fare marcia indietro, anche perché pesa ancora la pillola al cianuro del contratto di Soriano consegnato l’anno scorso fuori tempo massimo, né può spendere 25 milioni senza avere le spalle al coperto. Si consulta con De Nicola e subito dopo decidono di farsi inviare dal Torino il certificato di idoneità rilasciato dallo staff medico granata prima dell’inizio del ritiro. Non è moltissimo ma è meglio che nulla. A quel punto a Maksimovic viene inviata via mail una parte della documentazione, compresa la liberatoria con il Torino: il giocatore la stampa, la firma, la scannerizza e la invia alla sede della Filmauro. Alle 21,15 Maksimovic finalmente atterra a Fiumicino col volo privato: l’ad Chiavelli con il dirigente Tagliacarne sono lì ad accoglierlo. Chiavelli è contrariato e infastidito, il giocatore stanchissimo: l’auto prende la direzione della sede del Napoli per espletare le ultime formalità del contratto. La firma arriva sul filo del gong, intorno alle 22,15 quando anche il Toro controfirma ed è tutto fatto. (Pino Taormina – Il Mattino) 

Un azzardo. Un meraviglioso azzardo. Certamente contenuto e calcolato nel suo rischio, ma comunque una specie di roulette in cui De Laurentiis decide di non tirarsi indietro. Perché quelli del Napoli non si fanno mancare mai nulla: neppure un ultimo giorno di mercato da far invidia ai gialli di Agatha Christie. Nikola Maksimovic diventa realmente un giocatore del Napoli quando alle 23 mancano appena trenta minuti e il contratto viene firmato e depositato via posta certificata in Lega Calcio. Praticamente l’affare va in porto per un soffio: fosse saltato, sarebbe stato una sciagura, considerando i tempi biblici di questa trattativa. Il serbo si lega al club azzurro fino al 2021: guadagnerà circa 1,8 milioni all’anno. La formula, alla fine, è quella del prestito fissato a 5 milioni con riscatto obbligatorio a 20 milioni di euro. «Un’altra pedina giovane e di talento per il nostro Napoli», il saluto notturno del presidente azzurro. De Laurentiis decide di farlo firmare nonostante non abbia svolto le visite mediche a Villa Stuart. Proprio così. Il serbo non si è sottoposto al tradizionale consulto che è propedeutico alla firma dei contratti. E non lo ha fatto per un semplice motivo: non è arrivato in tempo. E la scelta del club azzurro di andare avanti lo stesso nell’operazione, nonostante attimi di tensione e di ira nei confronti dell’entourage del giocatore, è senza dubbio coraggiosa: il difensore granata è stato operato al metatarso del piede sinistro proprio un anno fa e ha saltato quasi mezzo campionato per i postumi dell’intervento chirurgico. Poi è rientrato a inizio gennaio, dopo 118 giorni senza giocare e alla fine ha disputato in tutto solo 17 gare. Ed è chiaro che i medici del Napoli avevano una missione precisa: volevano vedere più da vicino lo stato della gamba acciaccata. Nulla da fare. E se durante i controlli nascesse un problema? Non è escluso che il Napoli possa chiedere al Torino di considerare nullo l’accordo. Il Napoli però si fida del certificato di idoneità che i medici granata hanno sottoscritto prima dell’inizio della stagione agonistica, il 18 luglio scorso. E che dicono che Maksimovic sta bene. Una giornata interminabile quella di ieri: alle ore 8,50 il giocatore serbo si imbarca da Belgrado: deve fare scalo a Francoforte per un’ora e mezza ed è atteso a Villa Stuart dal professor Mariani e dal responsabile sanitario degli azzurri De Nicola intorno alle 14. I dirigenti del Napoli, temendo un intoppo, hanno inutilmente insistito perché il difensore partisse per l’Italia già nel pomeriggio di martedì, quando ormai era chiaro che l’affare era in dirittura d’arrivo. Ma Ramadani ha glissato. E l’intoppo, puntuale, è arrivato: perché all’aeroporto di Francoforte verso le 12 è scattato un allarme terrorismo, con la polizia che ha evacuato due terminal. Una donna ha eluso i controlli di sicurezza facendo così scattare il piano di evacuazione. Decine di voli sono stati cancellati, altri ritardati. Quello di Maksimovic è in ballo fino alle 15,30 poi viene cancellato e il serbo spostato su un volo Lufthansa che parte in serata. Il Napoli e lo staff di Maksimovic temono altri imprevisti: organizzano un volo privato dallo scalo di Mannheim a 70 chilometri di distanza. Lo staff medico di Villa Stuart e quello del Napoli capiscono subito che i tempi per una visita (dura almeno un’ora e mezza) non ci sono. E allertano il club azzurro. De Laurentiis, che è nella sede della Filmauro, ha un momento di perplessità: non può fare marcia indietro, anche perché pesa ancora la pillola al cianuro del contratto di Soriano consegnato l’anno scorso fuori tempo massimo, né può spendere 25 milioni senza avere le spalle al coperto. Si consulta con De Nicola e subito dopo decidono di farsi inviare dal Torino il certificato di idoneità rilasciato dallo staff medico granata prima dell’inizio del ritiro. Non è moltissimo ma è meglio che nulla. A quel punto a Maksimovic viene inviata via mail una parte della documentazione, compresa la liberatoria con il Torino: il giocatore la stampa, la firma, la scannerizza e la invia alla sede della Filmauro. Alle 21,15 Maksimovic finalmente atterra a Fiumicino col volo privato: l’ad Chiavelli con il dirigente Tagliacarne sono lì ad accoglierlo. Chiavelli è contrariato e infastidito, il giocatore stanchissimo: l’auto prende la direzione della sede del Napoli per espletare le ultime formalità del contratto. La firma arriva sul filo del gong, intorno alle 22,15 quando anche il Toro controfirma ed è tutto fatto. (Pino Taormina – Il Mattino) 

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