L’inventore di Facebook Zuckerberg dal Papa: «Essere connessi aiuta». Poi incontra Renzi

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Dalle tabulae ai tablet, il salto è quantico, ma è chiaro che per la Chiesa di Papa Francesco i social sono strumenti sempre più strategici. Un lungo colloquio in Vaticano con Mark Zuckerberg, durato più di mezz’ora, ha dato modo al Papa e al fondatore di Facebook di misurare la rispettiva sintonia su alcune questioni chiave, per esempio sulla necessità di utilizzare le nuove tecnologie per connettere le persone più povere, farle uscire dal loro isolamento, combattere l’emarginazione e la miseria. L’incontro è servito anche a riflettere su come la comunicazione può «incoraggiare una cultura dell’incontro e fare arrivare un messaggio di speranza, specialmente alle persone più disagiate». Forse è prematuro parlare di un’asse tra Zuckerberg e Bergoglio, tuttavia l’attenzione a questo settore al di là del Tevere è massima. Prima di questo incontro, alcuni mesi fa, il Papa ha avuto modo di approfondire l’argomento «tecnologie» con il ceo di Google Eric Schmidt, il ceo di Google, l’altra piattaforma che viene ampiamente utilizzata durante i viaggi papali. Le vie del Signore sono infinite. Che Mark Zuckerberg fosse un uomo riservato, era noto già dai tempi della luna di miele che, con la moglie Priscilla Chan, trascorse nel 2012 tra la Capitale e la costiera Amalfitana. Anche stavolta Zuckerberg conferma la sua volontà di tutelare la privacy e misurare con precisione cosa far trapelare del suo viaggio. Quasi un paradosso: l’ideatore di Facebook intento a centellinare ogni notizia del suo soggiorno romano. Ma tant’è. La giornata che il Ceo di Facebook ha trascorso nella città Eterna, meta amata già dai tempi dei suoi studi ad Harvard, è fitta di appuntamenti. Ha fatto footing ai piedi del Colosseo, accompagnato da Luca Colombo, country manager di Facebook Italia. «È bello essere di nuovo a Roma». Poi una doccia veloce in hotel e via agli incontri istituzionali. Papa Francesco e poi a palazzo Chigi con la moglie per l’incontro con Matteo Renzi. Un’ora a porte chiuse in un clima rilassato. «Con il primo ministro – ha postato – abbiamo parlato del terremoto della scorsa settimana e di come la community di Facebook in Italia e in tutto il mondo si sia unita per aiutare le persone a ricominciare». Fondamentale durante la tragedia di Amatrice il “Safety Check”, usato da molti utenti per informare che erano salvi. Con il presidente del Consiglio si è affrontato anche il tema dell’intelligenza artificiale. «Come parte del progetto di ricerca Facebook in questo campo – ha aggiunto Zuckerberg sul suo profilo – stiamo donando 26 potenti server GPU a gruppi di ricerca in diversi paesi europei incluso uno all’università di Modena e di Reggio Emilia». Il presidente del Consiglio regalerà alla coppia una copia del «De amicitia» di Cicerone. «Abbiamo discusso – ha aggiunto il premier usando Facebook – di come valorizzare nel modo più efficace questo strumento nel governo della cosa pubblica». La giornata è andata avanti con l’incontro all’università Luiss Guido Carli. Lì Zuckerberg arriva in jeans e maglietta. Partecipano in tanti e tutti con la voglia di scoprire qualcosa in più di quel giovane capace di rivoluzionare il modo della comunicazione. E’ un successo anche in diretta: più di 58.000 sono gli utenti collegati da tutto il mondo su Facebook. «I nostri ragazzi cresciuti nel pieno della crisi economica sono nativi digitali per definizione – ha commentato il direttore della Luiss, Giovanni Lo Storto – Aver dato loro modo di un contatto diretto con il fondatore di Facebook li scuote ad andare avanti con le loro idee e i loro progetti». C’è tempo anche per un breve meeting con Emma Marcegaglia, presidente della Luiss. Stavolta si parla di azioni comuni da mettere in campo per la creazione di piattaforme per lo sviluppo formativo nei paesi africani. Infine una cena alla Casina Valadier. (Camilla Mozzetti e Franca Giansoldati – Il Mattino) 

Dalle tabulae ai tablet, il salto è quantico, ma è chiaro che per la Chiesa di Papa Francesco i social sono strumenti sempre più strategici. Un lungo colloquio in Vaticano con Mark Zuckerberg, durato più di mezz’ora, ha dato modo al Papa e al fondatore di Facebook di misurare la rispettiva sintonia su alcune questioni chiave, per esempio sulla necessità di utilizzare le nuove tecnologie per connettere le persone più povere, farle uscire dal loro isolamento, combattere l’emarginazione e la miseria. L’incontro è servito anche a riflettere su come la comunicazione può «incoraggiare una cultura dell’incontro e fare arrivare un messaggio di speranza, specialmente alle persone più disagiate». Forse è prematuro parlare di un’asse tra Zuckerberg e Bergoglio, tuttavia l’attenzione a questo settore al di là del Tevere è massima. Prima di questo incontro, alcuni mesi fa, il Papa ha avuto modo di approfondire l’argomento «tecnologie» con il ceo di Google Eric Schmidt, il ceo di Google, l’altra piattaforma che viene ampiamente utilizzata durante i viaggi papali. Le vie del Signore sono infinite. Che Mark Zuckerberg fosse un uomo riservato, era noto già dai tempi della luna di miele che, con la moglie Priscilla Chan, trascorse nel 2012 tra la Capitale e la costiera Amalfitana. Anche stavolta Zuckerberg conferma la sua volontà di tutelare la privacy e misurare con precisione cosa far trapelare del suo viaggio. Quasi un paradosso: l’ideatore di Facebook intento a centellinare ogni notizia del suo soggiorno romano. Ma tant’è. La giornata che il Ceo di Facebook ha trascorso nella città Eterna, meta amata già dai tempi dei suoi studi ad Harvard, è fitta di appuntamenti. Ha fatto footing ai piedi del Colosseo, accompagnato da Luca Colombo, country manager di Facebook Italia. «È bello essere di nuovo a Roma». Poi una doccia veloce in hotel e via agli incontri istituzionali. Papa Francesco e poi a palazzo Chigi con la moglie per l’incontro con Matteo Renzi. Un’ora a porte chiuse in un clima rilassato. «Con il primo ministro – ha postato – abbiamo parlato del terremoto della scorsa settimana e di come la community di Facebook in Italia e in tutto il mondo si sia unita per aiutare le persone a ricominciare». Fondamentale durante la tragedia di Amatrice il “Safety Check”, usato da molti utenti per informare che erano salvi. Con il presidente del Consiglio si è affrontato anche il tema dell’intelligenza artificiale. «Come parte del progetto di ricerca Facebook in questo campo – ha aggiunto Zuckerberg sul suo profilo – stiamo donando 26 potenti server GPU a gruppi di ricerca in diversi paesi europei incluso uno all’università di Modena e di Reggio Emilia». Il presidente del Consiglio regalerà alla coppia una copia del «De amicitia» di Cicerone. «Abbiamo discusso – ha aggiunto il premier usando Facebook – di come valorizzare nel modo più efficace questo strumento nel governo della cosa pubblica». La giornata è andata avanti con l’incontro all’università Luiss Guido Carli. Lì Zuckerberg arriva in jeans e maglietta. Partecipano in tanti e tutti con la voglia di scoprire qualcosa in più di quel giovane capace di rivoluzionare il modo della comunicazione. E’ un successo anche in diretta: più di 58.000 sono gli utenti collegati da tutto il mondo su Facebook. «I nostri ragazzi cresciuti nel pieno della crisi economica sono nativi digitali per definizione – ha commentato il direttore della Luiss, Giovanni Lo Storto – Aver dato loro modo di un contatto diretto con il fondatore di Facebook li scuote ad andare avanti con le loro idee e i loro progetti». C’è tempo anche per un breve meeting con Emma Marcegaglia, presidente della Luiss. Stavolta si parla di azioni comuni da mettere in campo per la creazione di piattaforme per lo sviluppo formativo nei paesi africani. Infine una cena alla Casina Valadier. (Camilla Mozzetti e Franca Giansoldati – Il Mattino)