LA DIOCESI DI FIRENZE A VILLA CRAWFORD.

0

L’Arcivescovo Betori della diocesi di Firenze, nella settimana dal 21 al 28 agosto, ha svolto pesso la residenza di Villa Crawford a SantìAgnello, incontri con tutti i parroci della diocesi fiorentina, incontrandoli ad uno ad uno, singolarmente, nello scenario incantevole del Golfo di Napoli e curati dalle Suore che gestiscono la struttura. Il vescovo di Teano Calvi Monsignor Arturo Aiello ha reso omaggio al collega fiorentino nella giornata di venerdi sera. Guardiamo questo arcivescovo fiorentino con grande interesse perchè ha detto in occasione dell’omelia della festa di San Giovanni, delle cose pesanti, pronunciando frasi forti, come :

“Sogno un nuovo umanesimo fiorentino, un costante cammino di umanizzazione, cui servono memoria, coraggio, sana e umana utopia”. Lo ha detto il cardinale Giuseppe Betori, nell’omelia della messa per il patrono della città San Giovanni, citando per il capoluogo toscano le parole che Papa Francesco ha detto un mese fa all’Europa, “non saprei né potrei trovare parole migliori per dirlo”. “Sogno una Firenze giovane, capace di essere ancora madre: una madre che abbia vita, perché rispetta la vita e offre speranze di vita. Sogno una Firenze che si prende cura del bambino, che soccorre come un fratello il povero e chi arriva in cerca di accoglienza perché non ha più nulla e chiede riparo. Sogno una Firenze che ascolta e valorizza le persone malate e anziane, perché non siano ridotte a improduttivi oggetti di scarto. Sogno una Firenze, in cui essere migrante non è delitto, bensì un invito ad un maggior impegno con la dignità di tutto l’essere umano. Sogno – ha proseguito il cardinale – una Firenze dove i giovani respirano l’aria pulita dell’onestà, amano la bellezza della cultura e di una vita semplice, non inquinata dagli infiniti bisogni del consumismo; dove sposarsi e avere figli sono una responsabilità e una gioia grande, non un problema dato dalla mancanza di un lavoro sufficientemente stabile. Sogno una Firenze delle famiglie, con politiche veramente effettive, incentrate sui volti più che sui numeri, sulle nascite dei figli più che sull’aumento dei beni. Sogno una Firenze che promuove e tutela i diritti di ciascuno, senza dimenticare i doveri verso tutti. Sogno una Firenze di cui non si possa dire che il suo impegno per i diritti umani è stato la sua ultima utopia”.

L'Arcivescovo Betori della diocesi di Firenze, nella settimana dal 21 al 28 agosto, ha svolto pesso la residenza di Villa Crawford a SantìAgnello, incontri con tutti i parroci della diocesi fiorentina, incontrandoli ad uno ad uno, singolarmente, nello scenario incantevole del Golfo di Napoli e curati dalle Suore che gestiscono la struttura. Il vescovo di Teano Calvi Monsignor Arturo Aiello ha reso omaggio al collega fiorentino nella giornata di venerdi sera. Guardiamo questo arcivescovo fiorentino con grande interesse perchè ha detto in occasione dell'omelia della festa di San Giovanni, delle cose pesanti, pronunciando frasi forti, come :

"Sogno un nuovo umanesimo fiorentino, un costante cammino di umanizzazione, cui servono memoria, coraggio, sana e umana utopia". Lo ha detto il cardinale Giuseppe Betori, nell’omelia della messa per il patrono della città San Giovanni, citando per il capoluogo toscano le parole che Papa Francesco ha detto un mese fa all'Europa, "non saprei né potrei trovare parole migliori per dirlo". "Sogno una Firenze giovane, capace di essere ancora madre: una madre che abbia vita, perché rispetta la vita e offre speranze di vita. Sogno una Firenze che si prende cura del bambino, che soccorre come un fratello il povero e chi arriva in cerca di accoglienza perché non ha più nulla e chiede riparo. Sogno una Firenze che ascolta e valorizza le persone malate e anziane, perché non siano ridotte a improduttivi oggetti di scarto. Sogno una Firenze, in cui essere migrante non è delitto, bensì un invito ad un maggior impegno con la dignità di tutto l'essere umano. Sogno – ha proseguito il cardinale – una Firenze dove i giovani respirano l'aria pulita dell'onestà, amano la bellezza della cultura e di una vita semplice, non inquinata dagli infiniti bisogni del consumismo; dove sposarsi e avere figli sono una responsabilità e una gioia grande, non un problema dato dalla mancanza di un lavoro sufficientemente stabile. Sogno una Firenze delle famiglie, con politiche veramente effettive, incentrate sui volti più che sui numeri, sulle nascite dei figli più che sull'aumento dei beni. Sogno una Firenze che promuove e tutela i diritti di ciascuno, senza dimenticare i doveri verso tutti. Sogno una Firenze di cui non si possa dire che il suo impegno per i diritti umani è stato la sua ultima utopia".