Procura indaga sulla scuola di Amatrice: fondi stanziati e dispersi nel nulla. Si indaga anche sul campanile di Accumoli

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Dal 2008 al 2013 quella che era la Provincia di Rieti, oggi soppressa. ha destinato al Comune di Amatrice un totale di 2.513.600 euro. Finanziamenti per interventi di edilizia pubblica, finanziamenti su cui avvierà verifiche l’inchiesta della Procura di Rieti, coordinata dal procuratore capo Giuseppe Saieva. Il fascicolo, a carico di ignoti, viene definito «un contenitore» dove confluiranno tutte le vicende e gli episodi sospetti legati ai crolli di martedì notte. L’ipotesi di iscrizione di reato è disastro e omicidio colposo, ma l’intenzione reale dei magistrati è capire se i soldi assegnati per adeguare alcuni edifici pubblici alle norme antisismiche sono stati spesi in maniera corretta. L’attenzione principale, naturalmente, sarà data alla scuola materna-elementare-media «Romolo Capranica» dove, quattro anni fa, 511.296 euro furono assegnati per lavori di adeguamento alle norme antisismiche. Eppure l’istituto scolastico si è sbriciolato, trasformandosi in gran parte in un accumulo di macerie. Quei soldi facevano riferimento ad una legge della Regione Lazio di variazione di bilancio: la numero 17 del maggio 2009. Dopo il terremoto dell’Aquila assegnava 5 milioni di euro alle Province per interventi di sicurezza sugli edifici pubblici. Nel 2013 la Provincia di Rieti ha dovuto chiudere i battenti. Soppressa, come altre in Italia. Nella relazione finale di chiusura gestione, sono quattro gli stanziamenti per il Comune di Amatrice. In tre casi si fa riferimento proprio alla legge regionale 17: il recupero edilizio della casa comunale per 150.000 euro stanziati nel 2010; il recupero edilizio della stazione dei Carabinieri per 300.000 euro stanziati nel 2010; il recupero edizilio dell’Istituto alberghiero per 600.000 euro stanziati nel 2012. Fanno, in totale, 1.050.000 euro. La sede del Comune è crollata, inagibile è la stazione dei Carabinieri. Ma gli interrogativi principali riguardano la scuola «Capranica». Nel 2008 la Provincia stanzia 1.263.600 euro per la «realizzazione di un edificio scolastico ad Amatrice». Una «massiccia opera di ristrutturazione» con l’adeguamento alle norme antisismiche viene avviata solo nel 2012, grazie a un finanziamento di 511.000 euro di fondi del Ministero dell’istruzione. È affidata all’impresa Consorzio stabile Valori Scarl di Roma, mentre gli ultimi lavori per il«polo verticalizzato scolastico» risalgono al 2003. E i fondi del 2008? A differenza degli altri, portano la dicitura «edilizia scolastica». Quasi certamente non sono stati utilizzati per la ristrutturazione di quattro anni fa. E proprio sulle cifre e sull’impiego dei finanziamenti sarà focalizzata l’indagine della Procura. Alla scuola di Amatrice si assoceranno le verifiche anche sui lavori al campanile di Accumoli alto otto metri, crollato con la campana che ha sfondato una casa uccidendo la famiglia Tuccio: padre, madre e due figli. Il campanile era stato restaurato per tre volte dal 1979. L’ultima con i fondi dell’ex commissario per il sisma del 1997. Dice il sindaco di Accumoli, Stefano Petrucci: «La scossa è stata talmente forte che non poteva reggere. Non c’è stata imperizia. Certo, la morte di una famiglia intera è un dramma, i figli erano cresciuti con i miei, ma non strumentalizziamo». E aggiunge sempre il sindaco: «Non possiamo dare la colpa al progettista o a chi ha eseguito i lavori. Non possiamo fare i campanili delle chiese in acciaio o in cemento armato, lo dico da tecnico». Anche il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, prende le distanze dall’inchiesta della Procura di Rieti e annuncia: «Quando andrà avanti abbiamo già notificato ai Carabinieri che l’amministrazione si costituirà parte civile sulla vicenda del crollo della scuola Capranica. Se qualcuno ha imbrogliato, ha imbrogliato noi». E ancora: «Dopo il terremoto dell’Aquila facemmo venire i tecnici per verificare se la scossa, che qui si è sentita molto forte, avesse messo a repentaglio la stabilità dell’edificio. E la scuola è risultata a posto. Poi nel 2013 ci fu un altro terremoto e altri rilievi tecnici. E per la stabilità della scuola io ricevetti addirittura i complimenti. La struttura è sottoposta a vincoli della Soprintendenza e, per adeguarla alle norme antisismiche, vennero stanziati circa 500.000 euro dalla Regione e 100.000 dal Comune». Un totale di 600.000 euro, mentre al dicembre del 2013, sulla «realizzazione di un edificio scolastico ad Amatrice» per cui nel 2008 erano stati stanziati 1.263.600 euro, nella relazione di chiusura della Provincia si legge «finanziato», ma sullo stato dei lavori si aggiunge «zero per cento». Dice il procuratore capo di Rieti, Giuseppe Saieva: «La nostra inchiesta procederà solo quando avremo ultimato gli adempimenti legati al riconoscimento delle vittime. In questo momento non abbiamo neanche gli uomini della polizia giudiziaria cui delegare gli accertamenti, perché sono tutti impegnati nelle operazioni legate ai soccorsi del terremoto. Di certo al fascicolo lavoreranno tutti i miei sostituti, che sono cinque, perché vogliamo fare chiarezza su tutto e ci metteremo molto impegno». Ieri il procuratore era ad Amatrice con i pm Cristina Cambi e Raffaella Gammarota. Tutti impegnati a concedere i nullaosta sulle salme riconosciute dai parenti. Adempimenti assegnati alla Procura, che è il solo ufficio, nelle morti per sciagure, incidenti e delitti, che può disporre la restituzione dei corpi senza vita ai familiari per i funerali. Adempimenti che, per l’alto numero di vittime concentrate in maggioranza nella provincia di Rieti, per ora non danno respiro ai magistrati dell’ufficio giudiziario rietino che ha, in tutto, 5 sostituti (uno è in ferie) più il procuratore. Quando l’inchiesta potrà entrare nel vivo, gli inquirenti nomineranno dei loro consulenti tecnici e, soprattutto, disporranno l’acquisizione di tutti gli atti amministrativi sui lavori antisismici che riterranno necessari. Poi verrà il turno degli interrogatori dei tecnici e dei titolari delle ditte, seguiti da eventuali perizie. Di certo i magistrati si prefiggono soprattutto il compito di verificare il corretto utilizzo dei soldi stanziati con finalità precise e la correttezza tecnica dei lavori antisismici disposti sugli edifici pubblici. A cominciare dalla scuola «Capranica» di Amatrice. (Gigi Di Fiore – Il Mattino)

Dal 2008 al 2013 quella che era la Provincia di Rieti, oggi soppressa. ha destinato al Comune di Amatrice un totale di 2.513.600 euro. Finanziamenti per interventi di edilizia pubblica, finanziamenti su cui avvierà verifiche l’inchiesta della Procura di Rieti, coordinata dal procuratore capo Giuseppe Saieva. Il fascicolo, a carico di ignoti, viene definito «un contenitore» dove confluiranno tutte le vicende e gli episodi sospetti legati ai crolli di martedì notte. L’ipotesi di iscrizione di reato è disastro e omicidio colposo, ma l’intenzione reale dei magistrati è capire se i soldi assegnati per adeguare alcuni edifici pubblici alle norme antisismiche sono stati spesi in maniera corretta. L’attenzione principale, naturalmente, sarà data alla scuola materna-elementare-media «Romolo Capranica» dove, quattro anni fa, 511.296 euro furono assegnati per lavori di adeguamento alle norme antisismiche. Eppure l’istituto scolastico si è sbriciolato, trasformandosi in gran parte in un accumulo di macerie. Quei soldi facevano riferimento ad una legge della Regione Lazio di variazione di bilancio: la numero 17 del maggio 2009. Dopo il terremoto dell’Aquila assegnava 5 milioni di euro alle Province per interventi di sicurezza sugli edifici pubblici. Nel 2013 la Provincia di Rieti ha dovuto chiudere i battenti. Soppressa, come altre in Italia. Nella relazione finale di chiusura gestione, sono quattro gli stanziamenti per il Comune di Amatrice. In tre casi si fa riferimento proprio alla legge regionale 17: il recupero edilizio della casa comunale per 150.000 euro stanziati nel 2010; il recupero edilizio della stazione dei Carabinieri per 300.000 euro stanziati nel 2010; il recupero edizilio dell’Istituto alberghiero per 600.000 euro stanziati nel 2012. Fanno, in totale, 1.050.000 euro. La sede del Comune è crollata, inagibile è la stazione dei Carabinieri. Ma gli interrogativi principali riguardano la scuola «Capranica». Nel 2008 la Provincia stanzia 1.263.600 euro per la «realizzazione di un edificio scolastico ad Amatrice». Una «massiccia opera di ristrutturazione» con l’adeguamento alle norme antisismiche viene avviata solo nel 2012, grazie a un finanziamento di 511.000 euro di fondi del Ministero dell’istruzione. È affidata all’impresa Consorzio stabile Valori Scarl di Roma, mentre gli ultimi lavori per il«polo verticalizzato scolastico» risalgono al 2003. E i fondi del 2008? A differenza degli altri, portano la dicitura «edilizia scolastica». Quasi certamente non sono stati utilizzati per la ristrutturazione di quattro anni fa. E proprio sulle cifre e sull’impiego dei finanziamenti sarà focalizzata l’indagine della Procura. Alla scuola di Amatrice si assoceranno le verifiche anche sui lavori al campanile di Accumoli alto otto metri, crollato con la campana che ha sfondato una casa uccidendo la famiglia Tuccio: padre, madre e due figli. Il campanile era stato restaurato per tre volte dal 1979. L’ultima con i fondi dell’ex commissario per il sisma del 1997. Dice il sindaco di Accumoli, Stefano Petrucci: «La scossa è stata talmente forte che non poteva reggere. Non c’è stata imperizia. Certo, la morte di una famiglia intera è un dramma, i figli erano cresciuti con i miei, ma non strumentalizziamo». E aggiunge sempre il sindaco: «Non possiamo dare la colpa al progettista o a chi ha eseguito i lavori. Non possiamo fare i campanili delle chiese in acciaio o in cemento armato, lo dico da tecnico». Anche il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, prende le distanze dall’inchiesta della Procura di Rieti e annuncia: «Quando andrà avanti abbiamo già notificato ai Carabinieri che l’amministrazione si costituirà parte civile sulla vicenda del crollo della scuola Capranica. Se qualcuno ha imbrogliato, ha imbrogliato noi». E ancora: «Dopo il terremoto dell’Aquila facemmo venire i tecnici per verificare se la scossa, che qui si è sentita molto forte, avesse messo a repentaglio la stabilità dell’edificio. E la scuola è risultata a posto. Poi nel 2013 ci fu un altro terremoto e altri rilievi tecnici. E per la stabilità della scuola io ricevetti addirittura i complimenti. La struttura è sottoposta a vincoli della Soprintendenza e, per adeguarla alle norme antisismiche, vennero stanziati circa 500.000 euro dalla Regione e 100.000 dal Comune». Un totale di 600.000 euro, mentre al dicembre del 2013, sulla «realizzazione di un edificio scolastico ad Amatrice» per cui nel 2008 erano stati stanziati 1.263.600 euro, nella relazione di chiusura della Provincia si legge «finanziato», ma sullo stato dei lavori si aggiunge «zero per cento». Dice il procuratore capo di Rieti, Giuseppe Saieva: «La nostra inchiesta procederà solo quando avremo ultimato gli adempimenti legati al riconoscimento delle vittime. In questo momento non abbiamo neanche gli uomini della polizia giudiziaria cui delegare gli accertamenti, perché sono tutti impegnati nelle operazioni legate ai soccorsi del terremoto. Di certo al fascicolo lavoreranno tutti i miei sostituti, che sono cinque, perché vogliamo fare chiarezza su tutto e ci metteremo molto impegno». Ieri il procuratore era ad Amatrice con i pm Cristina Cambi e Raffaella Gammarota. Tutti impegnati a concedere i nullaosta sulle salme riconosciute dai parenti. Adempimenti assegnati alla Procura, che è il solo ufficio, nelle morti per sciagure, incidenti e delitti, che può disporre la restituzione dei corpi senza vita ai familiari per i funerali. Adempimenti che, per l’alto numero di vittime concentrate in maggioranza nella provincia di Rieti, per ora non danno respiro ai magistrati dell’ufficio giudiziario rietino che ha, in tutto, 5 sostituti (uno è in ferie) più il procuratore. Quando l’inchiesta potrà entrare nel vivo, gli inquirenti nomineranno dei loro consulenti tecnici e, soprattutto, disporranno l’acquisizione di tutti gli atti amministrativi sui lavori antisismici che riterranno necessari. Poi verrà il turno degli interrogatori dei tecnici e dei titolari delle ditte, seguiti da eventuali perizie. Di certo i magistrati si prefiggono soprattutto il compito di verificare il corretto utilizzo dei soldi stanziati con finalità precise e la correttezza tecnica dei lavori antisismici disposti sugli edifici pubblici. A cominciare dalla scuola «Capranica» di Amatrice. (Gigi Di Fiore – Il Mattino)