Roma choc – Spalletti deluso dalla Roma troppi espulsi non capisco

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Da quando è tornato è la quarta sconfitta con la Roma. Una sconfitta che brucia, che segna la stagione dopo i tanti buoni propositi della vigilia. Luciano Spalletti aveva perso con la Juve, due volte con il Real Madrid e stasera contro il Porto. La sconfitta più inaspettata, che relega la Roma nell’Europa League, lontano dal palcoscenico principale al quale ambiva l’allenatore giallorosso. Bisogna riconoscere gli errori, fare autocritica dopo una sconfitta del genere, che non può essere imputata all’arbitro che ha espulso due giocatori della Roma in modo ineccepibile. Difficile spiegare questa sconfitta e i tre cartellini rossi in 180 minuti. Spalletti ci prova: «Si spiegano male, perché è una sconfitta difficile da mandare giù e difficile da analizzare, perché nel disegno che mi ero fatto volevo gestire la partita, avere qualche palleggiatore in più perché ai primi due errori non ci saltassero i nervi. Invece è stata una partita delicata da subito. Abbiamo perso palloni troppi facili per la qualità della nostra squadra. Così ci siamo un po’ innervositi. Ci tenevamo moltissimo e allora poi è facile andare oltre, perché non ti va bene niente di quello che hai programmato. Questa situazione di avere due giocatori espulsi è una cosa nuova anche per noi. E non va bene».

LE SCELTE. Spalletti spiega le scelte iniziali. Perché De Rossi difensore e non Fazio, per esempio: «Fazio ha tutte le carte in regola per giocare, ma per avere un centrale che inizia l’azione e che può avere più qualità Daniele è l’interprete ideale. Ha già ricoperto quel ruolo. E poi mi serviva una soluzione difensiva da inserire in corsa, uno da mettere per le palle alte. Sull’esterno avevo verificato che Peres non era in grandi condizioni e allora ho dovuto fare altri ragionamenti. Ma se la gestione della palla è quella è sbagliato». De Rossi è alla quattordicesima espulsione in carriera: «Lo conosco bene, ho continuato a conoscerlo bene, a me sembra tutto un altro De Rossi, è un uomo vero, che capisce le situazioni. Lo avevo fatto riposare per averlo pronto per questa partita. Uno di quelli che ritenevo fondamentali. Per me questa è la prima espulsione, non la quattordicesima». Una partita che aspettava da otto mesi, aveva detto alla vigilia. Oggi deve ammettere che la Roma ha fallito: «Io rifarei tutto, la sentivo dentro questa partita. Era giusto fare quello che ho fatto, altrimenti avrei sterzato in modo diverso. Questa è una sconfitta che ci spezza in due, ora ci aspetta un periodo lungo e durissimo. Ora siamo disposti a tutto. E’ difficile andare a trovare una causa e basta, ora sono tante le insidie con le quali convivere e bisogna superarle un po’ per volta. Queste sono botte forti, non basta una situazione per risanare, ci vorranno tre mesi in modo eccezionale per rimettere le cose a posto e sarà una fatica a livello mentale e fisico. Per riconoscere quello che deve essere il futuro. Ora ci tapperemo le orecchie perchè ci diranno di tutto». Spalletti prova a guardare avanti: «Valuteremo le reazioni giorno dopo giorno, durante gli allenamenti, bisogna cominciare a riguardare avanti, per ricaricare di buone intenzioni il nostro futuro

. L’AMAREZZA DI SABATINI. Anche il direttore sportivo commenta il tonfo della Roma: «E’ stata una serataccia, erano mesi che questa squadra non sbagliava partita. Qualcino ha parlato con Pallotta, io no ma credo che sia amareggiato quanto lo siamo noi. Il risultato non avrebbe comunque cambiato le strategie di mercato. Domani (oggi, n.d.r.) ci confronteremo con Spalletti, ma non è il risultato negativo che ci fa fare mosse in entrata o in uscita, avremmo fatto le stesse mosse di mercato, magari con uno spirito migliore».

fonte:corrieredellosport

Da quando è tornato è la quarta sconfitta con la Roma. Una sconfitta che brucia, che segna la stagione dopo i tanti buoni propositi della vigilia. Luciano Spalletti aveva perso con la Juve, due volte con il Real Madrid e stasera contro il Porto. La sconfitta più inaspettata, che relega la Roma nell’Europa League, lontano dal palcoscenico principale al quale ambiva l’allenatore giallorosso. Bisogna riconoscere gli errori, fare autocritica dopo una sconfitta del genere, che non può essere imputata all’arbitro che ha espulso due giocatori della Roma in modo ineccepibile. Difficile spiegare questa sconfitta e i tre cartellini rossi in 180 minuti. Spalletti ci prova: «Si spiegano male, perché è una sconfitta difficile da mandare giù e difficile da analizzare, perché nel disegno che mi ero fatto volevo gestire la partita, avere qualche palleggiatore in più perché ai primi due errori non ci saltassero i nervi. Invece è stata una partita delicata da subito. Abbiamo perso palloni troppi facili per la qualità della nostra squadra. Così ci siamo un po’ innervositi. Ci tenevamo moltissimo e allora poi è facile andare oltre, perché non ti va bene niente di quello che hai programmato. Questa situazione di avere due giocatori espulsi è una cosa nuova anche per noi. E non va bene».

LE SCELTE. Spalletti spiega le scelte iniziali. Perché De Rossi difensore e non Fazio, per esempio: «Fazio ha tutte le carte in regola per giocare, ma per avere un centrale che inizia l’azione e che può avere più qualità Daniele è l’interprete ideale. Ha già ricoperto quel ruolo. E poi mi serviva una soluzione difensiva da inserire in corsa, uno da mettere per le palle alte. Sull’esterno avevo verificato che Peres non era in grandi condizioni e allora ho dovuto fare altri ragionamenti. Ma se la gestione della palla è quella è sbagliato». De Rossi è alla quattordicesima espulsione in carriera: «Lo conosco bene, ho continuato a conoscerlo bene, a me sembra tutto un altro De Rossi, è un uomo vero, che capisce le situazioni. Lo avevo fatto riposare per averlo pronto per questa partita. Uno di quelli che ritenevo fondamentali. Per me questa è la prima espulsione, non la quattordicesima». Una partita che aspettava da otto mesi, aveva detto alla vigilia. Oggi deve ammettere che la Roma ha fallito: «Io rifarei tutto, la sentivo dentro questa partita. Era giusto fare quello che ho fatto, altrimenti avrei sterzato in modo diverso. Questa è una sconfitta che ci spezza in due, ora ci aspetta un periodo lungo e durissimo. Ora siamo disposti a tutto. E’ difficile andare a trovare una causa e basta, ora sono tante le insidie con le quali convivere e bisogna superarle un po’ per volta. Queste sono botte forti, non basta una situazione per risanare, ci vorranno tre mesi in modo eccezionale per rimettere le cose a posto e sarà una fatica a livello mentale e fisico. Per riconoscere quello che deve essere il futuro. Ora ci tapperemo le orecchie perchè ci diranno di tutto». Spalletti prova a guardare avanti: «Valuteremo le reazioni giorno dopo giorno, durante gli allenamenti, bisogna cominciare a riguardare avanti, per ricaricare di buone intenzioni il nostro futuro

. L’AMAREZZA DI SABATINI. Anche il direttore sportivo commenta il tonfo della Roma: «E’ stata una serataccia, erano mesi che questa squadra non sbagliava partita. Qualcino ha parlato con Pallotta, io no ma credo che sia amareggiato quanto lo siamo noi. Il risultato non avrebbe comunque cambiato le strategie di mercato. Domani (oggi, n.d.r.) ci confronteremo con Spalletti, ma non è il risultato negativo che ci fa fare mosse in entrata o in uscita, avremmo fatto le stesse mosse di mercato, magari con uno spirito migliore».

fonte:corrieredellosport