Tragedia di Palinuro, interrogatorio per i compagni dei sub morti

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Primi interrogatori per la morte dei sub di Palinuro. Il sostituto procuratore Vincenzo Palumbo che sta seguendo le indagini ha voluto ascoltare i ragazzi del diving Mauro sub. Presso la sede della capitaneria di porto ieri sera sono arrivati i quattro collaboratori di Mauro Cammardella che venerdì mattina erano a bordo della barca e facevano parte del gruppo in uscita e i due istruttori, che una volta scattato l’allarme sono entrati nella Grotta della Scaletta. Paolo Fedullo è stato tra i primi a raggiungere cala Fetente. È entrato nel cunicolo e si è reso subito conto della tragedia quando davanti ai suoi occhi è apparsa una pinna gialla. Il sostituto Palumbo ha voluto ascoltare i ragazzi nel quarto giorno delle ricerche. Recuperati i corpi di Cammardella e Tancredi si continua a lavorare per ritrovare Silvio Anzola. Anche ieri le operazioni di ricerca sono andate avanti per tutto il giorno. I sommozzatori si sono fermati solo dopo le diciotto «purtroppo con esito negativo» spiega il comandante provinciale dei vigili del fuoco Emanuele Franculli. Le immersioni riprenderanno oggi. I sub stanno perlustrando palmo a palmo la grotta delle Scaletta. Ogni cunicolo e anfratto. Operazioni particolarmente difficili e pericolose rese ancora più complicate dalla presenza di limo. A partire da oggi le ricerche saranno estese anche in superficie per non tralasciare nessuna ipotesi. Cammardella e Tancredi sono stati ritrovati vicini, pare che fossero faccia a faccia, posizione che farebbe pensare che uno dei due stesse tornando indietro. Il corpo di Anzola non è stato rinvenuto nelle vicinanze degli agli altri due sub come era stato ipotizzato in un primo momento. Situazione, che a questo punto, aprirebbe diverse ipotesi. Tancredi che aveva il bibo (due bombole) potrebbe essere rimasto incastrato nel cunicolo, Cammardella potrebbe aver fatto il percorso all’inverso per aiutarlo. Il terzo sub potrebbe essere rimasto indietro nel percorso finendo in qualche anfratto. Altra ipotesi è che Cammardella e Tancredi si siano divisi per ritrovare Anzola di cui non avevano più tracce. Il turista milanese potrebbe avere avuto un malore o un guasto all’attrezzatura. I due colleghi si sarebbero mobilitati per ritrovarlo. Sono solo ipotesi che potranno essere confermate dopo il ritrovamento di Anzola. L’attrezzatura dei primi due sub è stata posta sotto sequestro. Dai dati che forniranno i computer potrà essere risolto il giallo dell’immersione. Al momento é dato sapere solo che venerdì mattina i sub hanno segnalato l’uscita alla Capitaneria di Porto. Alle dieci si sono allontanati per iniziare l’escursione. Nella comunicazione fatta agli uomini della guardia costiera il Diving avrebbe parlato genericamente di una immersione nella parete di Punta Jacco. Nessun accenno a cunicoli e anfratti. Anche su questo dato sta lavorando la procura. «Approfondiremo – tiene a precisare il Procuratore Capo Giancarlo Grippo – solo dopo questa prima fase di emergenza. Non credo che al momento sia decisivo il profilo della individuazione del percorso segnalato dal gruppo. Non sappiamo se entrare nel cunicolo sia stata una scelta volontaria dei sub. Possono essere stati costretti da un imprevisto che si è presentato durante l’escursione. Se ci sono responsabilità penali forti per la morte dei sub vanno ricercate altrove». Al momento non ci sono iscritti nel registro degli indagati. Le indagini sono solo all’inizio ma oggi il medico legale effettuerà le autopsie. La preoccupazione degli inquirenti ora è quella di recuperare un corpo.

IL MATTINO.IT

Primi interrogatori per la morte dei sub di Palinuro. Il sostituto procuratore Vincenzo Palumbo che sta seguendo le indagini ha voluto ascoltare i ragazzi del diving Mauro sub. Presso la sede della capitaneria di porto ieri sera sono arrivati i quattro collaboratori di Mauro Cammardella che venerdì mattina erano a bordo della barca e facevano parte del gruppo in uscita e i due istruttori, che una volta scattato l’allarme sono entrati nella Grotta della Scaletta. Paolo Fedullo è stato tra i primi a raggiungere cala Fetente. È entrato nel cunicolo e si è reso subito conto della tragedia quando davanti ai suoi occhi è apparsa una pinna gialla. Il sostituto Palumbo ha voluto ascoltare i ragazzi nel quarto giorno delle ricerche. Recuperati i corpi di Cammardella e Tancredi si continua a lavorare per ritrovare Silvio Anzola. Anche ieri le operazioni di ricerca sono andate avanti per tutto il giorno. I sommozzatori si sono fermati solo dopo le diciotto «purtroppo con esito negativo» spiega il comandante provinciale dei vigili del fuoco Emanuele Franculli. Le immersioni riprenderanno oggi. I sub stanno perlustrando palmo a palmo la grotta delle Scaletta. Ogni cunicolo e anfratto. Operazioni particolarmente difficili e pericolose rese ancora più complicate dalla presenza di limo. A partire da oggi le ricerche saranno estese anche in superficie per non tralasciare nessuna ipotesi. Cammardella e Tancredi sono stati ritrovati vicini, pare che fossero faccia a faccia, posizione che farebbe pensare che uno dei due stesse tornando indietro. Il corpo di Anzola non è stato rinvenuto nelle vicinanze degli agli altri due sub come era stato ipotizzato in un primo momento. Situazione, che a questo punto, aprirebbe diverse ipotesi. Tancredi che aveva il bibo (due bombole) potrebbe essere rimasto incastrato nel cunicolo, Cammardella potrebbe aver fatto il percorso all’inverso per aiutarlo. Il terzo sub potrebbe essere rimasto indietro nel percorso finendo in qualche anfratto. Altra ipotesi è che Cammardella e Tancredi si siano divisi per ritrovare Anzola di cui non avevano più tracce. Il turista milanese potrebbe avere avuto un malore o un guasto all’attrezzatura. I due colleghi si sarebbero mobilitati per ritrovarlo. Sono solo ipotesi che potranno essere confermate dopo il ritrovamento di Anzola. L’attrezzatura dei primi due sub è stata posta sotto sequestro. Dai dati che forniranno i computer potrà essere risolto il giallo dell’immersione. Al momento é dato sapere solo che venerdì mattina i sub hanno segnalato l’uscita alla Capitaneria di Porto. Alle dieci si sono allontanati per iniziare l’escursione. Nella comunicazione fatta agli uomini della guardia costiera il Diving avrebbe parlato genericamente di una immersione nella parete di Punta Jacco. Nessun accenno a cunicoli e anfratti. Anche su questo dato sta lavorando la procura. «Approfondiremo – tiene a precisare il Procuratore Capo Giancarlo Grippo – solo dopo questa prima fase di emergenza. Non credo che al momento sia decisivo il profilo della individuazione del percorso segnalato dal gruppo. Non sappiamo se entrare nel cunicolo sia stata una scelta volontaria dei sub. Possono essere stati costretti da un imprevisto che si è presentato durante l’escursione. Se ci sono responsabilità penali forti per la morte dei sub vanno ricercate altrove». Al momento non ci sono iscritti nel registro degli indagati. Le indagini sono solo all’inizio ma oggi il medico legale effettuerà le autopsie. La preoccupazione degli inquirenti ora è quella di recuperare un corpo.

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