Il mare di Palinuro ingoia le speranze di salvare tre sub.

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“….fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza “. Era questo il pensiero di Ulisse secondo Dante e in questo rivedo la filosofia dei tre sub: Mauro Tancredi, Mauro Cammardella e Silvio Anzola, che uniti dallo stesso amore per la conoscenza dei fondali marini, hanno condiviso lo stesso amaro destino a Palinuro(Sa) nei pressi di Cala Fetente. Usciti la mattina del 19 agosto 2016 per un’escursione subacquea non hanno più fatto ritorno né alle loro case, né ai loro cari. Negli anfratti della grotta dove i sommozzatori si sono immersi per ricercarli, hanno rinvenuto a tuttora solo una pinna. I loro corpi saranno tolti dalla grotta in cui si trovano a una profondità di 50 metri probabilmente nella mattinata di domani; è straziante perdere un congiunto, ma la loro fine è stata uno sfinimento dell’animo e del corpo di tutti i palinuresi, che man mano che passava il tempo vedevano affievolire le speranze di trovarli in vita. Nel 2012 altri quattro sub trovarono la morte nel mare di Palinuro, forse qui Palinuro, il nocchiero di Ulisse cerca la compagnia di uomini audaci e combattenti. Riposino tutti in pace e questo paese non debba mai più veder l’alba di simili tragedie. Le grotte di Palinuro in questi frangenti sono come le sale di rianimazione in cui si attende di ora in ora l’evolversi di situazioni incresciose. E’ auspicabile trovare al più presto una soluzione e un regolamento per disciplinare questo sport. In quest’era quaternaria in cui si esplora lo spazio dettagliatamente e la tecnologia è super avanzata è inaudito morire come è accaduto e come continua ad accadere.“….fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza “. Era questo il pensiero di Ulisse secondo Dante e in questo rivedo la filosofia dei tre sub: Mauro Tancredi, Mauro Cammardella e Silvio Anzola, che uniti dallo stesso amore per la conoscenza dei fondali marini, hanno condiviso lo stesso amaro destino a Palinuro(Sa) nei pressi di Cala Fetente. Usciti la mattina del 19 agosto 2016 per un’escursione subacquea non hanno più fatto ritorno né alle loro case, né ai loro cari. Negli anfratti della grotta dove i sommozzatori si sono immersi per ricercarli, hanno rinvenuto a tuttora solo una pinna. I loro corpi saranno tolti dalla grotta in cui si trovano a una profondità di 50 metri probabilmente nella mattinata di domani; è straziante perdere un congiunto, ma la loro fine è stata uno sfinimento dell’animo e del corpo di tutti i palinuresi, che man mano che passava il tempo vedevano affievolire le speranze di trovarli in vita. Nel 2012 altri quattro sub trovarono la morte nel mare di Palinuro, forse qui Palinuro, il nocchiero di Ulisse cerca la compagnia di uomini audaci e combattenti. Riposino tutti in pace e questo paese non debba mai più veder l’alba di simili tragedie. Le grotte di Palinuro in questi frangenti sono come le sale di rianimazione in cui si attende di ora in ora l’evolversi di situazioni incresciose. E’ auspicabile trovare al più presto una soluzione e un regolamento per disciplinare questo sport. In quest’era quaternaria in cui si esplora lo spazio dettagliatamente e la tecnologia è super avanzata è inaudito morire come è accaduto e come continua ad accadere.