Torre Annunziata. Spiaggia «libera» ma negata ai disabili: polemica su Fb, parte esposto in Procura

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Torre Annunziata. Il «lido Mappatella» negato ai disabili. La denuncia parte su Facebook, dove alcuni utenti hanno segnalato il caso ed hanno postato prima delle foto e poi un video in cui si vedono tutte le difficoltà per una donna in carrozzina, costretta ad affrontare mille peripezie per trascorrere una giornata sulla spiaggia pubblica di Torre Annunziata. Tutto viene fuori pochi giorni dopo il Ferragosto grazie ad Aniello Montuoro, vicepresidente dell’associazione Vittime della strada, intenzionato anche a presentare «un esposto in Procura». Si parte dall’accesso alla spiaggia, delimitato da una sbarra blu con tanto di catenaccio. Poi si arriva sul lido, dove esiste una passerella in alluminio che si ferma a una decina di metri dalla battigia e, a metà agosto, è già parzialmente sgangherata e rende complicati gli spostamenti. Il mare, per i disabili, resta lontano. Una volta arrivati in cima, a fine giornata, bisogna essere fortunati a non trovare auto parcheggiate all’uscita della rampa e in alcuni casi c’è da fare lo slalom tra i rifiuti lasciati da alcuni bagnanti incivili. Insomma, un vero e proprio incubo. Decine di donne con bambini e carrozzini hanno vissuto in questi giorni le difficoltà, che però sono state raccontate in maniera cruda da un video di pochi secondi, postato sulla pagina Facebook del movimento «Insieme per Torre». Si vede solo l’ultimo tratto verso l’uscita dalla spiaggia. Una portatrice di handicap in sedia a rotelle è accompagnata da alcuni parenti dopo una sfacchinata tra la sabbia e la rampa interrotta in più tratti. Arrivati in cima trovano la sbarra blu che li «intrappola» con un catenaccio: la scena termina, ma la donna è stata costretta a piegarsi sulla sedia a rotelle per poter varcare l’accesso e, quindi, tornare a casa. A corredo del video, su Facebook sono state pubblicate diverse fotografie che mostrano la strana situazione della spiaggia pubblica. «Per attrezzare il lido Mappatella – spiega Salatore Sannino di Insieme per Torre – sono stati spesi 4.100 euro dal Comune, ma le opere effettuate non sono sufficienti. La passerella risulta smantellata in alcuni punti ed è impossibile raggiungere il mare». Una situazione sulla quale anche l’associazione Vittime della strada ha chiesto spiegazioni alle istituzioni, prima di rivolgersi alla Procura per capire se ci siano state delle violazioni. In giornata, però, Montuoro ha già annunciato che provvederà di tasca sua a comprare i pezzi mancanti della passerella e a installarli. Intanto, non appena venuto a conoscenza dell’episodio, Alfredo Vitagliano – gestore della vicina spiaggia privata «Lido Azzurro» – ha offerto alla malcapitata degli ingressi gratuiti fino al termine dell’estate. Una soluzione temporanea, trovata da un privato, alla quale seguirà nelle prossime ore l’intervento del Comune di Torre Annunziata. Una stagione estiva tribolata, quella del lido Mappatella. Nelle scorse settimane, infatti, era stata vietata la balneazione nel tratto di mare della spiaggia pubblica e di un lido privato attiguo a causa di un’anomala presenza di batteri fecali riscontrata dall’Arpac al termine delle analisi delle acque antistanti il litorale di Torre Annunziata. Le controanalisi, poi, avevano dato il nuovo via libera ai tuffi: il mare era tornato balneabile e non era più in vigore il divieto di balneazione. Divieto che resta, invece, sull’altro tratto di costa oplontina, quello che va dal porto alla foce del Sarno, compresa la spiaggia di Rovigliano, che viene letteralmente presa d’assalto ogni giorno nonostante la qualità delle acque sia considerata da «bandiera nera». Ad influire, a parte la vicinanza con la foce del Sarno, la presenza di fabbriche dismesse che per anni hanno scaricato veleni in mare. Tutto ciò non scoraggia i bagnanti di Rovigliano, alcuni dei quali avrebbero rotto per tre giorni consecutivi i catenacci che impedivano l’accesso alla zona demaniale trasformata in parcheggio. (Dario Sautto – Il Mattino) 

Torre Annunziata. Il «lido Mappatella» negato ai disabili. La denuncia parte su Facebook, dove alcuni utenti hanno segnalato il caso ed hanno postato prima delle foto e poi un video in cui si vedono tutte le difficoltà per una donna in carrozzina, costretta ad affrontare mille peripezie per trascorrere una giornata sulla spiaggia pubblica di Torre Annunziata. Tutto viene fuori pochi giorni dopo il Ferragosto grazie ad Aniello Montuoro, vicepresidente dell’associazione Vittime della strada, intenzionato anche a presentare «un esposto in Procura». Si parte dall’accesso alla spiaggia, delimitato da una sbarra blu con tanto di catenaccio. Poi si arriva sul lido, dove esiste una passerella in alluminio che si ferma a una decina di metri dalla battigia e, a metà agosto, è già parzialmente sgangherata e rende complicati gli spostamenti. Il mare, per i disabili, resta lontano. Una volta arrivati in cima, a fine giornata, bisogna essere fortunati a non trovare auto parcheggiate all’uscita della rampa e in alcuni casi c’è da fare lo slalom tra i rifiuti lasciati da alcuni bagnanti incivili. Insomma, un vero e proprio incubo. Decine di donne con bambini e carrozzini hanno vissuto in questi giorni le difficoltà, che però sono state raccontate in maniera cruda da un video di pochi secondi, postato sulla pagina Facebook del movimento «Insieme per Torre». Si vede solo l’ultimo tratto verso l’uscita dalla spiaggia. Una portatrice di handicap in sedia a rotelle è accompagnata da alcuni parenti dopo una sfacchinata tra la sabbia e la rampa interrotta in più tratti. Arrivati in cima trovano la sbarra blu che li «intrappola» con un catenaccio: la scena termina, ma la donna è stata costretta a piegarsi sulla sedia a rotelle per poter varcare l’accesso e, quindi, tornare a casa. A corredo del video, su Facebook sono state pubblicate diverse fotografie che mostrano la strana situazione della spiaggia pubblica. «Per attrezzare il lido Mappatella – spiega Salatore Sannino di Insieme per Torre – sono stati spesi 4.100 euro dal Comune, ma le opere effettuate non sono sufficienti. La passerella risulta smantellata in alcuni punti ed è impossibile raggiungere il mare». Una situazione sulla quale anche l’associazione Vittime della strada ha chiesto spiegazioni alle istituzioni, prima di rivolgersi alla Procura per capire se ci siano state delle violazioni. In giornata, però, Montuoro ha già annunciato che provvederà di tasca sua a comprare i pezzi mancanti della passerella e a installarli. Intanto, non appena venuto a conoscenza dell’episodio, Alfredo Vitagliano – gestore della vicina spiaggia privata «Lido Azzurro» – ha offerto alla malcapitata degli ingressi gratuiti fino al termine dell’estate. Una soluzione temporanea, trovata da un privato, alla quale seguirà nelle prossime ore l’intervento del Comune di Torre Annunziata. Una stagione estiva tribolata, quella del lido Mappatella. Nelle scorse settimane, infatti, era stata vietata la balneazione nel tratto di mare della spiaggia pubblica e di un lido privato attiguo a causa di un’anomala presenza di batteri fecali riscontrata dall’Arpac al termine delle analisi delle acque antistanti il litorale di Torre Annunziata. Le controanalisi, poi, avevano dato il nuovo via libera ai tuffi: il mare era tornato balneabile e non era più in vigore il divieto di balneazione. Divieto che resta, invece, sull’altro tratto di costa oplontina, quello che va dal porto alla foce del Sarno, compresa la spiaggia di Rovigliano, che viene letteralmente presa d’assalto ogni giorno nonostante la qualità delle acque sia considerata da «bandiera nera». Ad influire, a parte la vicinanza con la foce del Sarno, la presenza di fabbriche dismesse che per anni hanno scaricato veleni in mare. Tutto ciò non scoraggia i bagnanti di Rovigliano, alcuni dei quali avrebbero rotto per tre giorni consecutivi i catenacci che impedivano l’accesso alla zona demaniale trasformata in parcheggio. (Dario Sautto – Il Mattino)