Padula. Ricatto sessuale a giovane coppia. Arrestato 23enne

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I carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, agli ordini del tenente Davide Acquaviva, hanno tratto in arresto un 23enne di Padula. Il giovane è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Provvedimento disposto dal Tribunale di Lagonegro perché il 23enne ha violato la misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza ed il divieto di avvicinamento all’abitazione di una persona rimasta vittima di una estorsione a sfondo sessuale. La vicenda risale al mese di aprile dello scorso anno quando il 23enne, sostenendo di avere delle fotografie scattate ad una coppia mentre aveva un rapporto sessuale in una zona isolata del paese, per non divulgarle aveva chiesto in cambio la somma di 1.500 euro. La vittima del ricatto aveva fatto credere di accettare la proposta di scambio, ma subito dopo essere stato contattato dall’estorsore si era immediatamente recato dai carabinieri per sporgere denuncia. Aveva poi atteso di essere ricontattato per sapere come, dove e quando consegnare i 1.500 euro richiesti per poter mettere tutto a tacere. La vittima ed il suo aguzzino si erano dati appuntamento all’interno di una attività commerciale a Padula, dove sarebbe dovuto avvenire lo scambio. L’estorsore, però, trovò anche i carabinieri che con questo stratagemma lo arrestarono in flagranza di reato. (Erminio Cioffi – La Città)

I carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, agli ordini del tenente Davide Acquaviva, hanno tratto in arresto un 23enne di Padula. Il giovane è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Provvedimento disposto dal Tribunale di Lagonegro perché il 23enne ha violato la misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza ed il divieto di avvicinamento all’abitazione di una persona rimasta vittima di una estorsione a sfondo sessuale. La vicenda risale al mese di aprile dello scorso anno quando il 23enne, sostenendo di avere delle fotografie scattate ad una coppia mentre aveva un rapporto sessuale in una zona isolata del paese, per non divulgarle aveva chiesto in cambio la somma di 1.500 euro. La vittima del ricatto aveva fatto credere di accettare la proposta di scambio, ma subito dopo essere stato contattato dall’estorsore si era immediatamente recato dai carabinieri per sporgere denuncia. Aveva poi atteso di essere ricontattato per sapere come, dove e quando consegnare i 1.500 euro richiesti per poter mettere tutto a tacere. La vittima ed il suo aguzzino si erano dati appuntamento all’interno di una attività commerciale a Padula, dove sarebbe dovuto avvenire lo scambio. L’estorsore, però, trovò anche i carabinieri che con questo stratagemma lo arrestarono in flagranza di reato. (Erminio Cioffi – La Città)