Lettere da Piano di Sorrento. Tutto finisce in mare

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È venuta un’altra estate, ma lo stato di salute del nostro mare non è sostanzialmente diverso da quello degli anni precedenti. Questo perché, prescindendo dal degrado generale, ospite fisso del Golfo di Napoli, la Costiera Sorrentina è afflitta da diverse fonti inquinanti, risalenti nel tempo. Una delle principali cause sono gli scarichi fognari illeciti, provenienti, per esempio, dai valloni (vedi Lavinola), intasati di rifiuti di ogni specie (financo elettrodomestici e carcasse di veicoli). Le piogge violente catturano i rifiuti e li scaricano a mare, come è successo l’anno scorso, quando il Vallone di via Lavinola (definito, poi, Vallone killer) ebbe a riversare un fiume di sudiciume, colorando la superficie delle acque di uno strato di vergogna, immortalato in fotografie che fecero il giro del Globo. Nel novembre scorso, al Convegno sul Mare, Forum tenutosi alla Scuola Buonocore-Fienga di Meta, Convegno scaturito dalla sensibilità di pochi dopo il disastro ambientale prodotto dal Vallone di Via Lavinola, espressi il mio pessimismo per la tempestiva ed efficace risoluzione dei problemi diciamo così “marini”, e qualcuno storse il muso. Purtroppo avevo ragione perché il degrado del nostro mare, è la risultante, nel tempo, dell’incuria ed inefficienza di quanti tenuti alla tutela e salvaguardia ambientale, e alla inciviltà della gente comune che considera il mare una pattumiera, dove tutto può confluire. L’inquinamento è altresì prodotto da tutti gli altri scarichi nella rete fognaria non depurata e che finisce sistematicamente a mare. Avviene in modo legale lo smaltimento dei rifiuti tossici provenienti da officine meccaniche, autocarrozzerie e via discorrendo? Il lavaggio delle autovetture, i detersivi delle abitazioni e provenienti anche dalle pulizie dei negozi, dove vanno a finire? Senza contare quella complessa oscura vicenda del depuratore di Punta Gradelle. Lodevole l’intervento del neoeletto Sindaco di Piano di Sorrento, Dottor Vincenzo Iaccarino, il quale sembra aver preso veramente a “cuore” la vicenda del vallone di via Lavinola e degli scarichi fognari. Presto si accorgerà come arduo e difficile sia il cammino di chi affronta la difesa ambientale. Nel frattempo il popolo, quello senza risorse economiche e possibilità di una diversa villeggiatura, continuerà a cercare la striscia di spiaggia libera che, di anno in anno, si assottiglia sempre di più, e molte volte a bagnarsi al profumo di fogna. (avv. Augusto Maresca)

È venuta un’altra estate, ma lo stato di salute del nostro mare non è sostanzialmente diverso da quello degli anni precedenti. Questo perché, prescindendo dal degrado generale, ospite fisso del Golfo di Napoli, la Costiera Sorrentina è afflitta da diverse fonti inquinanti, risalenti nel tempo. Una delle principali cause sono gli scarichi fognari illeciti, provenienti, per esempio, dai valloni (vedi Lavinola), intasati di rifiuti di ogni specie (financo elettrodomestici e carcasse di veicoli). Le piogge violente catturano i rifiuti e li scaricano a mare, come è successo l’anno scorso, quando il Vallone di via Lavinola (definito, poi, Vallone killer) ebbe a riversare un fiume di sudiciume, colorando la superficie delle acque di uno strato di vergogna, immortalato in fotografie che fecero il giro del Globo. Nel novembre scorso, al Convegno sul Mare, Forum tenutosi alla Scuola Buonocore-Fienga di Meta, Convegno scaturito dalla sensibilità di pochi dopo il disastro ambientale prodotto dal Vallone di Via Lavinola, espressi il mio pessimismo per la tempestiva ed efficace risoluzione dei problemi diciamo così “marini”, e qualcuno storse il muso. Purtroppo avevo ragione perché il degrado del nostro mare, è la risultante, nel tempo, dell’incuria ed inefficienza di quanti tenuti alla tutela e salvaguardia ambientale, e alla inciviltà della gente comune che considera il mare una pattumiera, dove tutto può confluire. L’inquinamento è altresì prodotto da tutti gli altri scarichi nella rete fognaria non depurata e che finisce sistematicamente a mare. Avviene in modo legale lo smaltimento dei rifiuti tossici provenienti da officine meccaniche, autocarrozzerie e via discorrendo? Il lavaggio delle autovetture, i detersivi delle abitazioni e provenienti anche dalle pulizie dei negozi, dove vanno a finire? Senza contare quella complessa oscura vicenda del depuratore di Punta Gradelle. Lodevole l’intervento del neoeletto Sindaco di Piano di Sorrento, Dottor Vincenzo Iaccarino, il quale sembra aver preso veramente a “cuore” la vicenda del vallone di via Lavinola e degli scarichi fognari. Presto si accorgerà come arduo e difficile sia il cammino di chi affronta la difesa ambientale. Nel frattempo il popolo, quello senza risorse economiche e possibilità di una diversa villeggiatura, continuerà a cercare la striscia di spiaggia libera che, di anno in anno, si assottiglia sempre di più, e molte volte a bagnarsi al profumo di fogna. (avv. Augusto Maresca)