Cava de Tirreni , caccia al piromane di Monte Sant’ Angelo

0

 Cava de’ Tirreni. È caccia al piromane di Monte Sant’Angelo. Dopo il ferragosto di fuoco, vissuto in città, con due grossi roghi che hanno minacciato ettari di vegetazione delle colline cavesi, ora le autorità sono impegnate a identificare il responsabile. Secondo le prime indiscrezioni, trapelate in queste ore, alcuni testimoni avrebbero visto qualcosa, o meglio qualcuno che potrebbe essere l’autore del vasto incendio, divampato nella mattinata di ferragosto. Ettari ed ettari di vegetazione andati in fumo, ma poteva andare anche peggio, se il corpo di protezione civile non avesse lanciato immediatamente l’allarme. Intorno alle 10 di lunedì scorso gli uomini diretti dal luogotenente Matteo Senatore, e in particolare le squadre a e b, coordinate da Felice Sorrentino, hanno fatto scattare l’allarme: due roghi di vaste proporzioni divampati su Monte Sant’Angelo. Sul posto sono intervenuti, oltre alla protezione civile cittadina, sotto la supervisione del comandante Antonino Attanasio, anche i vigili del fuoco, la forestale cavese ed i volontari del Contrapone. L’opera di spegnimento è iniziata subito ed ha visto impegnati due elicotteri regionali e un Canadair. Per rendere le operazioni più veloci e arginare i rischi, le squadre della Protezione civile hanno predisposto una vasca nell’area dell’ex velodromo a Sant’Arcangelo. Per tutta la mattina di ferragosto, fino al primo pomeriggio, le squadre dei soccorsi hanno lavorato senza sosta. Per il loro infaticabile impegno il vicesindaco, Nunzio Senatore, ha voluto spendere belle parole: «Ringrazio gli uomini della protezione civile pubblicamente: sono loro i veri angeli della natura. L’ incendio di ferragosto è stato il primo rogo di vaste dimensioni che si è registrato in città. Nonostante si tratta di un caso isolato c’è la volontà di identificare il responsabile o i responsabili». Prima che fosse terminata l’opera di spegnimento, le autorità competenti si sono messe al lavoro per cercare di acciuffare il piromane che ha appiccato il fuoco, o quantomeno riuscire a scoprire qualche indizio. Da subito si è parlato di incendio doloso e, secondo le prime indiscrezioni, ci sarebbe anche un testimone che avrebbe visto un tizio sospetto. Simona Chiariello, Il Mattino

 Cava de' Tirreni. È caccia al piromane di Monte Sant'Angelo. Dopo il ferragosto di fuoco, vissuto in città, con due grossi roghi che hanno minacciato ettari di vegetazione delle colline cavesi, ora le autorità sono impegnate a identificare il responsabile. Secondo le prime indiscrezioni, trapelate in queste ore, alcuni testimoni avrebbero visto qualcosa, o meglio qualcuno che potrebbe essere l'autore del vasto incendio, divampato nella mattinata di ferragosto. Ettari ed ettari di vegetazione andati in fumo, ma poteva andare anche peggio, se il corpo di protezione civile non avesse lanciato immediatamente l'allarme. Intorno alle 10 di lunedì scorso gli uomini diretti dal luogotenente Matteo Senatore, e in particolare le squadre a e b, coordinate da Felice Sorrentino, hanno fatto scattare l'allarme: due roghi di vaste proporzioni divampati su Monte Sant'Angelo. Sul posto sono intervenuti, oltre alla protezione civile cittadina, sotto la supervisione del comandante Antonino Attanasio, anche i vigili del fuoco, la forestale cavese ed i volontari del Contrapone. L'opera di spegnimento è iniziata subito ed ha visto impegnati due elicotteri regionali e un Canadair. Per rendere le operazioni più veloci e arginare i rischi, le squadre della Protezione civile hanno predisposto una vasca nell'area dell'ex velodromo a Sant'Arcangelo. Per tutta la mattina di ferragosto, fino al primo pomeriggio, le squadre dei soccorsi hanno lavorato senza sosta. Per il loro infaticabile impegno il vicesindaco, Nunzio Senatore, ha voluto spendere belle parole: «Ringrazio gli uomini della protezione civile pubblicamente: sono loro i veri angeli della natura. L' incendio di ferragosto è stato il primo rogo di vaste dimensioni che si è registrato in città. Nonostante si tratta di un caso isolato c'è la volontà di identificare il responsabile o i responsabili». Prima che fosse terminata l'opera di spegnimento, le autorità competenti si sono messe al lavoro per cercare di acciuffare il piromane che ha appiccato il fuoco, o quantomeno riuscire a scoprire qualche indizio. Da subito si è parlato di incendio doloso e, secondo le prime indiscrezioni, ci sarebbe anche un testimone che avrebbe visto un tizio sospetto. Simona Chiariello, Il Mattino

Lascia una risposta