Bogdanov: "Italia scusami"-Serbia: "Figc catastrofica

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 L’uomo nero” attraverso il suo legale: “Mai pensato di danneggiare questo paese, che mi piace molto. Non pensavo avrebbero sospeso il match”. La federcalcio serba:”Abbiamo informato tre volte dei rischi senza mai ricevere risposta”. Il presidente del Coni: “Figc e forze dell’ordine hanno fatto il possibile”. Al confine serbo fermati 19 protagonisti della notte folle di Genova

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Messo in gabbia “l’uomo nero” Ivan Bogdanov, e in attesa dei provvedimenti calcistici che l’Uefa prenderà non prima del 28 ottobre, Italia-Serbia di martedì sera resta soprattutto un caso diplomatico. La politica che vorrebbe Belgrado dentro l’Unione Europea, i nazionalisti che sognano ancora la grande Serbia. E intanto ci sono nuovi provvedimenti restrittivi delle autorità serbe, che hanno fermato al confine i pullman di ritorno da Genova.

le scuse — Nel primo pomeriggio Ivan Bogdanov mostra il suo lato umano, e tramite il suo avvocato si scusa. “Chiedo scusa all’Italia e agli italiani – ha detto “l’uomo nero” tramite Gianfranco Pagano, il suo legale -. Mai abbiamo pensato di danneggiare l’Italia che è un paese che mi piace molto. Non c’ero mai stato, ma è bellissimo”. L’avvocato Pagano ha rivelato altre parole di Bogdanov: “Non mi aspettavo problemi politici con l’Italia e nemmeno la sospensione della partita. Sono stato nazionalista come tutti i serbi, ma non appartengo alle Tigri di Arkan”. Domani “l’uomo nero” comparirà davanti al giudice per la convalida dell’arresto: rischia una pena da 1-4. “Potremmo tentare il patteggiamento e poi puntare sull’espulsione nel caso di una condanna che rientri nei limiti dei due anni – ha proseguito l’avvocato Pagano -. Il mio cliente è tranquillo e sereno, mi ha parlato dei problemi di sua madre che è in ospedale, mi è sembrato un ragazzo sereno, uno come tanti”. Intanto il quotidiano serbo “Blic” ha aperto uno squarcio sul passato di Bogdanov, rivelando che nel febbraio 2008 guidò l’assalto all’ambasciata degli Stati Uniti a Belgrado per protestare contro l’indipendenza del Kossovo. Uno dei principali membri di “Ultra Bojs”, la frangia più estrema dei tifosi della Stella Rossa, è stato coinvolto in aggressioni a forze dell’ordine, tifosi del Partizan Belgrado e del Maribor. Per lui anche accuse di possesso di stupefacenti e detenzione di animali pericolosi senza autorizzazione.

nuovi arresti — Anche la polizia serba ha fatto la sua parte contro gli ultrà che hanno messo a ferro e fuoco Genova. Il ministro degli Interni di Belgrado, Ivica Dadic, ha fatto sapere che gli autobus degli ultrà di ritorno da Marassi sono stati fermati al confine serbo e che 19 persone sono state arrestate. Si aggiungono alle 17 fermate a Genova subito dopo la partita. A questo punto ci sarebbe da capire se questi 19 sono sfuggiti dalle maglie dei controlli post-partita delle nostre forze dell’ordine, oppure sono stati fermati perché già conosciuti come teppisti dalle autorità serbe e allora ci si chiede come li abbiamo fatti uscire dal Paese senza un lavoro preventivo. Secondo Dadic gli incidenti di Genova sono correlati agli scontri di domenica a Belgrado tra polizia serba e gruppi di estrema destra che cercavano di disperedere la parata del gay pride. “Questi eventi hanno dei punti in comune e sono stati organizzati da persone che la pensano allo stesso modo, anche se non c’è certezza che siano le stesse”. A Belgrado intando cresce la preoccupazione per il derby di campionato tra Stella Rossa e Partizan, in programma domenica 23: negli ultimi 20 anni gli scontri tra le due tifoserie hanno causato diversi morti e centinaia di feriti. E’ probabile che la partita venga rinviata.

Vladimir Stojkovic, portiere del Partizan. Ap
Vladimir Stojkovic, portiere del Partizan. Ap

aggredito — Il prologo della guerriglia di martedì sera è stata l’aggressione a Vladimir Stojkovic, quello che sarebbe dovuto essere il portiere titolare della Serbia. Il motivo dell’aggressione da parte dei suoi stessi tifosi è il fatto che lui, cresciuto nella Stella Rossa, gioca attualmente col Partizan: “Mi hanno aggredito quelli che non amano la nazionale serba – ha raccontato in un’intervista al sito della sua squadra -. Son contento che in mio appoggio si sono schierati la mia squadra e i miei tifosi. Per me questo è la cosa più importante. Tutto il resto è secondario. Questi problemi li devono risolvere le istituzioni”.

le accuse — Intanto sulla testa della Figc piovono le accuse di Zoran Lakovic, segretario della federcalcio serba che definisce “catastrofica” l’organizzazione italiana della partita: “Gli italiani avranno difficoltà a spiegare le loro mancanze nell’ organizzazione della partita Italia-Serbia a Genova – racconta al quotidiano belgradese Vecernje Novosti -. In un incontro tecnico-organizzativo svoltosi alle 10 di martedì abbiamo informato la Federcalcio italiana e il delegato della partita sulla possibilità che accadesse quello che poi è effettivamente accaduto. Non avendo avuto alcuna risposta, alle 13 abbiamo ripetuto nuovamente dell’esistenza di un grande pericolo, anche perchè gli hooligan erano già in città. Neanche a questo avviso c’è stata risposta, abbiamo così fatto un ultimo ammonimento alle 18 telefonando al primo uomo Uefa per la sicurezza. Lo abbiamo trovato alle Isole Far Oer e abbiamo detto tutto a lui”.

il ministro — “Noi sponsorizziamo la Serbia, abbiamo un interesse strategico e politico affinché diventi un Paese dell’Unione Europea – ha dichiarato il ministro degli Esteri Franco Frattini -. Il problema non è la Serbia, ma i criminali serbi, che il governo di quel paese si è impegnato ad arrestare. La Serbia ha fornito le scuse ufficiali. Ci sono stati anche coloro che in modo improprio hanno adombrato critiche alla nostra polizia. Ma i nostri agenti hanno evitato conseguenze peggiori. Certamente ci sono stati difetti di comunicazione tra le intelligence. Abbiamo chiesto che venga chiarito perchè le informazioni preventive non ci siano arrivate. L’accordo di Schenghen? Ci sono dei casi limite per cui si può sospendere in concomitanza di eventi sportivi internazionali. Gli strumenti ci sono, ma non si pensava che per una singola partita della Nazionale,fosse necessario sospendere l’accordo di Schenghen”.

Ivan Bogdanov in versione 'uomo nero'. Ansa
Ivan Bogdanov in versione “uomo nero”. Ansa

minacce — Intanto gli ultrà serbi giurano vendetta nella sfida di ritorno. “Dopo quello che è successo stavolta, cosa vi aspettate? – fa sapere uno di quelli che erano a Genova -. Ci saranno problemi sia per la vostra Nazionale sia per quelli che la seguiranno. La vostra polizia è stata troppo violenta, ma non siamo contenti che la partita non si sia giocata”. Un altro ultrà, che dice di essere un avvocato, racconta: “Nel settore serbo poteva entrare di tutto, non solo fumogeni. L’obiettivo era la nostra Federazione. Siamo arrabbiati col presidente Karadzic perché ha esonerato l’ex c.t. Antic, che per noi è un idolo”.

sanzioni — L’Uefa deciderà solo il 28 quali sanzioni sportive comminare alla Serbia, che però è uno dei grandi sponsor di Michel Platini, circostanza che dovrebbe mettere la federazione di Belgrado al riparo dal rischio esclusione da Euro 2012. Lo scenario più probabile al momento è la sconfitta per 3-0 a tavolino, almeno tre partite a porte chiuse (forse anche in campo neutro) e una forte multa. Ma rischia anche l’Italia, che ha organizzato l’evento: una multa è praticamente inevitabile, ma si potrebbe arrivare anche a un turno di squalifica se la punzione alla Serbia sarà particolarmente severa.

Sarebbe stato giusto da parte di Blatter – dice Giancarlo Abete – ricordare chi ci ha creato dei traumi non leggeri al Mondiale 2002″

istituzioni sportive — Dal presidente del Coni Gianni Petrucci arriva un’assoluzione per Figc e forze dell’ordine: “La Figc ha fatto tutto quello che era umanamente possibile fare, si tratta di episodi che vanno oltre ogni logica e ogni criterio di civiltà umana. Ringrazio le forze di Polizia e il ministro Maroni per quello che hanno fatto: è facile parlare dopo, ma se hanno deciso di intervenire in quel modo hanno fatto bene, perché sono loro che hanno il polso della situazione. Al Viminale hanno lavorato ottimamente, se Maroni dice certe cose, io credo al ministro. Affiancheremo la Figc in ogni decisione che intraprenderà. Possibili penalità? Ci penseremo dopo, oggi non me lo auguro. Non vedo quale responsabilità possa avere la Federcalcio”. Giancarlo Abete invece se la prende con Blatter, che ieri aveva sottolineato l’inadeguatezza degli stadi italiani: “Da lui mi attendevo prima qualche riflessione sulla qualità delle persone che ci hanno diretto ai Mondiali del 2002 – risponde seccato il numero uno della Figc -. Sarebbe stato giusto ricordare all’opinione pubblica italiana chi ci ha creato dei traumi non leggeri. Ripeto mi sarei aspettato qualche riflessione su fatti di cronaca del passato”.

il bilancio della questura — E’ di 8 arresti, 47 denunce e 35 espulsioni già effettuate (e altre ancora da ultimare) il bilancio fornito dalla questura di Genova degli scontri avvenuti durante Italia-Serbia di martedì sera. Oltre a quello di Ivan Bogdanov, tra i nomi dei denunciati compare anche quello di un altro ultrà, attualmente in cella, a cui sono stati contestati anche reati che non implicano l’arresto.

Gasport         scelto da michele de lucia

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