MAIORI: SOLARIUM, PORTO, LA FIAT E BABBO NATALE – CITTA’ NUOVA E INSIEME PER MAIORI LA PENSANO COSI’

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Ci hanno lavorato un anno, ma alla fine hanno trovato la soluzione per arenile San Francesco, solarium e magazzini al porto. Causa carenza di fondi (si sa, mettere e rimettere fiori costa parecchio), si è deciso di regalarli fino al 2020 per poche centinaia di euro all’anno purchè l’assegnatario provveda a risistemarli “riqualificando” l’area.
Poco importa che questo renda sempre più improbabile una nuova (o recuperata) Porto di Maiori Spa che partendo dall’area portuale arrivi a gestire in economia una pluralità di servizi locali a costi (e risorse umane) controllabili.
Hanno messo in piedi una “manifestazione di interesse” che ha indotto e induce perplessità amministrative (nessuna notifica agli esclusi di prima fase e con unico parametro di discrezionale selezione “ l’essere più vicino a quelli che sono gli obiettivi dell’Amministrazione”), e dopo ben tre mesi e mezzo, il coniglio dal cilindro della seconda fase è l’Azienda D’Avino Gennaro da San Marzano sul Sarno.
L’azienda D’Avino opera dal 1984 nel settore della coltivazione di frutta e ortaggi (sic), poi integrata dal 2011 con attività agrituristica e di ristorazione sulle colline di Nocera Inferiore, ed è risultata prima con un progetto di gestione che prevede di aprire un bar con orario 05-02 in estate e 06-22 in bassa stagione, e negozi di prodotti tipici, attrezzature nautiche da diporto, info-point, parco giochi e attività sportive da aprile a settembre dalle ore 9 alle ore 23.
Tra i criteri di punteggio, anche i livelli occupazionali, con una previsione “in via del tutto prudenziale” di “almeno” 39 (diconsi trentanove) assunzioni.
Praticamente, la FIAT. O meglio ancora la “Babbo Natale SpA”.
Vivaddio, direte voi: una Amministrazione rigorosa e attenta all’economia e al lavoro! Era ora!
Sennonché, siamo all’undici di agosto: la “riqualificazione” è in foto; al momento è aperto solo il bar con il solarium e un negozio di abbigliamento non granché tipico. Non vogliamo scoraggiare chi vuole investire qui da noi, anche perché sappiamo bene che è complicato ragionare con una Amministrazione che ti consegna l’area solo al 30 di giugno: e dunque aspetteremo il completamento dei lavori per contare fino a 39, facendo pure finta di non vedere quella specie di discarica che arreda da giorni l’arenile San Francesco.
Però c’è una cosa che i cittadini hanno il diritto di sapere fin d’ora.
Con questa brillante operazione affidiamo per 80 centesimi al giorno a metro quadrato 400 mq di locali commerciali, 800 di solarium e 2500 di spiaggia a un imprenditore per cinque stagioni: vuoi vedere che finirà come solitamente è successo al porto, che chiunque arriva ne diventa “padrone”? O per una volta saranno fatte rispettare regole e impegni assunti?
Alla fine della storia: quando il bar è operante (a maggior ragione col solarium in funzione), il progetto di gestione presentato per aggiudicarsi l’affidamento prevede che a luglio, agosto e settembre debba restare aperto con orario 05-02 su tre turni di sette ore con quattro persone a turno, cioè un minimo di 12 assunzioni (ormai) bimestrali a tempo pieno.
Mentre assieme ai lavoratori di Maiori aspettiamo Babbo Natale che ci apre la FIAT, l’Amministrazione deve dire a tutti noi: sono stati effettuati e certificati i previsti lavori (almeno nei locali aperti)?
Viene rispettato il progetto di gestione che ha consentito l’affidamento dell’area?
Quante assunzioni sono state finora effettuate dall’azienda?
Ne possiamo parlare domattina alle 5 al bar del molo davanti a un caffè.
Diversamente, la conclusione è quella di sempre: l’Amministrazione, piuttosto che tirare le cuoia tira a campare, tra approssimazione e deresponsabilizzazione, con il “Sindaco del fare” che non sa bene cosa fare e come farlo. Né riesce ad impararlo.Ci hanno lavorato un anno, ma alla fine hanno trovato la soluzione per arenile San Francesco, solarium e magazzini al porto. Causa carenza di fondi (si sa, mettere e rimettere fiori costa parecchio), si è deciso di regalarli fino al 2020 per poche centinaia di euro all’anno purchè l’assegnatario provveda a risistemarli “riqualificando” l’area.
Poco importa che questo renda sempre più improbabile una nuova (o recuperata) Porto di Maiori Spa che partendo dall’area portuale arrivi a gestire in economia una pluralità di servizi locali a costi (e risorse umane) controllabili.
Hanno messo in piedi una “manifestazione di interesse” che ha indotto e induce perplessità amministrative (nessuna notifica agli esclusi di prima fase e con unico parametro di discrezionale selezione “ l’essere più vicino a quelli che sono gli obiettivi dell’Amministrazione”), e dopo ben tre mesi e mezzo, il coniglio dal cilindro della seconda fase è l’Azienda D’Avino Gennaro da San Marzano sul Sarno.
L’azienda D’Avino opera dal 1984 nel settore della coltivazione di frutta e ortaggi (sic), poi integrata dal 2011 con attività agrituristica e di ristorazione sulle colline di Nocera Inferiore, ed è risultata prima con un progetto di gestione che prevede di aprire un bar con orario 05-02 in estate e 06-22 in bassa stagione, e negozi di prodotti tipici, attrezzature nautiche da diporto, info-point, parco giochi e attività sportive da aprile a settembre dalle ore 9 alle ore 23.
Tra i criteri di punteggio, anche i livelli occupazionali, con una previsione “in via del tutto prudenziale” di “almeno” 39 (diconsi trentanove) assunzioni.
Praticamente, la FIAT. O meglio ancora la “Babbo Natale SpA”.
Vivaddio, direte voi: una Amministrazione rigorosa e attenta all’economia e al lavoro! Era ora!
Sennonché, siamo all’undici di agosto: la “riqualificazione” è in foto; al momento è aperto solo il bar con il solarium e un negozio di abbigliamento non granché tipico. Non vogliamo scoraggiare chi vuole investire qui da noi, anche perché sappiamo bene che è complicato ragionare con una Amministrazione che ti consegna l’area solo al 30 di giugno: e dunque aspetteremo il completamento dei lavori per contare fino a 39, facendo pure finta di non vedere quella specie di discarica che arreda da giorni l’arenile San Francesco.
Però c’è una cosa che i cittadini hanno il diritto di sapere fin d’ora.
Con questa brillante operazione affidiamo per 80 centesimi al giorno a metro quadrato 400 mq di locali commerciali, 800 di solarium e 2500 di spiaggia a un imprenditore per cinque stagioni: vuoi vedere che finirà come solitamente è successo al porto, che chiunque arriva ne diventa “padrone”? O per una volta saranno fatte rispettare regole e impegni assunti?
Alla fine della storia: quando il bar è operante (a maggior ragione col solarium in funzione), il progetto di gestione presentato per aggiudicarsi l’affidamento prevede che a luglio, agosto e settembre debba restare aperto con orario 05-02 su tre turni di sette ore con quattro persone a turno, cioè un minimo di 12 assunzioni (ormai) bimestrali a tempo pieno.
Mentre assieme ai lavoratori di Maiori aspettiamo Babbo Natale che ci apre la FIAT, l’Amministrazione deve dire a tutti noi: sono stati effettuati e certificati i previsti lavori (almeno nei locali aperti)?
Viene rispettato il progetto di gestione che ha consentito l’affidamento dell’area?
Quante assunzioni sono state finora effettuate dall’azienda?
Ne possiamo parlare domattina alle 5 al bar del molo davanti a un caffè.
Diversamente, la conclusione è quella di sempre: l’Amministrazione, piuttosto che tirare le cuoia tira a campare, tra approssimazione e deresponsabilizzazione, con il “Sindaco del fare” che non sa bene cosa fare e come farlo. Né riesce ad impararlo.