Carminati la stella del concerto all’ alba di Ravello

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Donatella Longobardi Il Mattino  Il Concerto in La minore per pianoforte e orchestra di Grieg nell’alba di Ravello. Roberto Cominati torna in Costiera come protagonista di uno degli eventi clou del festival, l’ormai tradizionale concerto all’alba in programma nella notte di San Lorenzo, normalmente votata alla ricerca delle stelle cadenti. L’orario dell’appuntamento è dei più insoliti: domani, alle 4.45 del mattino. E non spaventa il pianista napoletano che fino a qualche anno fa ha fatto abilmente coesistere l’attività di pilota di Boeing in una importante compagnia aerea con la passione per la musica ed è quindi abituato ai problemi fisiologici del jet lag. «Beh, dovrò svegliarmi nel cuore della notte, forse non dormirò affatto, ma sono curioso di vedere quante persone rinunceranno al sonno per ascoltare musica durante il periodo magico nel quale dai monti del salernitano si colgono i primi bagliori del giorno, un’atmosfera più suggestiva se si tiene conto che Ravello di per se è già un luogo unico. L’unica cosa che mi preoccupa è l’umidità sulla tastiera», nota Cominati che dopo aver vinto il prestigioso premio Busoni nel ’93 si è esibito spesso negli anni passati al festival. Ora arriva sul belvedere a picco sul mare di Villa Rufolo diretto dal maestro americano Robert Trevino alla guida dell’Orchestra Filarmonica Salernitana Giuseppe Verdi. In locandina, in apertura l’Ouverture de Le Ebridi di Mendelssohn e, in chiusura, la Seconda Sinfonia di Sibelius. Al centro del programma, Cominati con il Concerto di Grieg, il musicista norvegese che viaggiò a lungo in Campania tra Ischia e Sorrento e non rinunciò ad un soggiorno in Costiera attratto dalle bellezze di Ravello, finendo per diventare uno dei numi tutelari del luogo insieme con Wagner. Un motivo in più per rimarcare, in linea con le idee guida dell’edizione di quest’anno snocciolate dal direttore artistico Alessio Vlad, la vocazione di Ravello come Città della Musica, una location aperta ai suoni e alla memoria dei grandi artisti del passato che scelsero di soggiornarvi. «Sarà certamente una musica che si coniuga perfettamente con lo spirito del luogo, tra l’altro il Concerto è breve, non annoia», nota Cominati che si prepara a Grieg mentre studia un recital che lo vedrà protagonista in Turchia prima al Festival di Antalia e poi a Istanbul. A Napoli, invece, lo si potrà ascoltare in concerto in aprile, nel corso della prossima stagione del San Carlo con un programma interamente dedicato a Ravel a ottant’anni dalla scomparsa. «È un autore al quale mi dedicherò molto dopo averne inciso l’integrale per pianoforte qualche anno fa, in attesa, nel 2018 di affrontare il centenario di Debussy», spiega Cominati il quale all’interno di uno studio e di una ricerca perenni da virtuoso della tastiera ha da poco affidato a un cd edito dall’etichetta tedesca Acousence Classic alcune interessanti trascrizioni di Bach e Handel: «Un progetto che ho molto amato, nato dalla consapevolezza che c’è un mare di musica meravigliosa che pochi conoscono e che, in alcuni casi, non è stata mai incisa. Non mi andava di proporre per la trecentesima volta le sonate di Beethoven, volevo qualcosa di più interessante». La scelta, così, è caduta sui due giganti del Barocco riletti attraverso l’occhio di artisti romantici e virtuosi della tastiera. Ecco, allora, la celebre Ciaccona della Partita n.2 per violino solo trascritta da un personaggio come Ferruccio Busoni o la trascrizione per pianoforte firmata da Leopold Godowsky della Suite per violoncello n.2 o il raro minuetto riletto da Wilhelm Kempf: «Un progetto che mi permette di offrire novità al pubblico di appassionati che mi segue e a me da l’opportunità di interpretare un repertorio in gran parte inesplorato, una miniera di curiosità destinata a chi ama il suono del pianoforte e non rinuncia a cercare stimoli nuovi, che vanno oltre il repertorio più abituale come l’ascolto del celebre Lascia ch’io pianga di Handel- Moszkowsky di cui ho voluto offrire un assaggio sul mio sito web».

Donatella Longobardi Il Mattino  Il Concerto in La minore per pianoforte e orchestra di Grieg nell'alba di Ravello. Roberto Cominati torna in Costiera come protagonista di uno degli eventi clou del festival, l'ormai tradizionale concerto all'alba in programma nella notte di San Lorenzo, normalmente votata alla ricerca delle stelle cadenti. L'orario dell'appuntamento è dei più insoliti: domani, alle 4.45 del mattino. E non spaventa il pianista napoletano che fino a qualche anno fa ha fatto abilmente coesistere l'attività di pilota di Boeing in una importante compagnia aerea con la passione per la musica ed è quindi abituato ai problemi fisiologici del jet lag. «Beh, dovrò svegliarmi nel cuore della notte, forse non dormirò affatto, ma sono curioso di vedere quante persone rinunceranno al sonno per ascoltare musica durante il periodo magico nel quale dai monti del salernitano si colgono i primi bagliori del giorno, un'atmosfera più suggestiva se si tiene conto che Ravello di per se è già un luogo unico. L'unica cosa che mi preoccupa è l'umidità sulla tastiera», nota Cominati che dopo aver vinto il prestigioso premio Busoni nel '93 si è esibito spesso negli anni passati al festival. Ora arriva sul belvedere a picco sul mare di Villa Rufolo diretto dal maestro americano Robert Trevino alla guida dell'Orchestra Filarmonica Salernitana Giuseppe Verdi. In locandina, in apertura l'Ouverture de Le Ebridi di Mendelssohn e, in chiusura, la Seconda Sinfonia di Sibelius. Al centro del programma, Cominati con il Concerto di Grieg, il musicista norvegese che viaggiò a lungo in Campania tra Ischia e Sorrento e non rinunciò ad un soggiorno in Costiera attratto dalle bellezze di Ravello, finendo per diventare uno dei numi tutelari del luogo insieme con Wagner. Un motivo in più per rimarcare, in linea con le idee guida dell'edizione di quest'anno snocciolate dal direttore artistico Alessio Vlad, la vocazione di Ravello come Città della Musica, una location aperta ai suoni e alla memoria dei grandi artisti del passato che scelsero di soggiornarvi. «Sarà certamente una musica che si coniuga perfettamente con lo spirito del luogo, tra l'altro il Concerto è breve, non annoia», nota Cominati che si prepara a Grieg mentre studia un recital che lo vedrà protagonista in Turchia prima al Festival di Antalia e poi a Istanbul. A Napoli, invece, lo si potrà ascoltare in concerto in aprile, nel corso della prossima stagione del San Carlo con un programma interamente dedicato a Ravel a ottant'anni dalla scomparsa. «È un autore al quale mi dedicherò molto dopo averne inciso l'integrale per pianoforte qualche anno fa, in attesa, nel 2018 di affrontare il centenario di Debussy», spiega Cominati il quale all'interno di uno studio e di una ricerca perenni da virtuoso della tastiera ha da poco affidato a un cd edito dall'etichetta tedesca Acousence Classic alcune interessanti trascrizioni di Bach e Handel: «Un progetto che ho molto amato, nato dalla consapevolezza che c'è un mare di musica meravigliosa che pochi conoscono e che, in alcuni casi, non è stata mai incisa. Non mi andava di proporre per la trecentesima volta le sonate di Beethoven, volevo qualcosa di più interessante». La scelta, così, è caduta sui due giganti del Barocco riletti attraverso l'occhio di artisti romantici e virtuosi della tastiera. Ecco, allora, la celebre Ciaccona della Partita n.2 per violino solo trascritta da un personaggio come Ferruccio Busoni o la trascrizione per pianoforte firmata da Leopold Godowsky della Suite per violoncello n.2 o il raro minuetto riletto da Wilhelm Kempf: «Un progetto che mi permette di offrire novità al pubblico di appassionati che mi segue e a me da l'opportunità di interpretare un repertorio in gran parte inesplorato, una miniera di curiosità destinata a chi ama il suono del pianoforte e non rinuncia a cercare stimoli nuovi, che vanno oltre il repertorio più abituale come l'ascolto del celebre Lascia ch'io pianga di Handel- Moszkowsky di cui ho voluto offrire un assaggio sul mio sito web».