Regione Campania polemiche sugli eventi una pioggia di finanziamenti

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Quarantuno eventi disseminati in lungo e in largo per la Campania: da Festival di tradizione ventennale come Pomigliano Jazz e Ethnos a recenti (e belle) sorprese come lo Sponz Fest, ideato in Alta Irpinia da Vinicio Capossela. Passando per concorsi ippici (la 55ma Coppa d’Oro Città di Caserta, finanziata con 150mila euro, il massimo previsto) e pseudo-sagre con nomi a metà tra il sacro e il bucolico, come Terra, grano, sapori nell’Irpinia nella devozione (Mirabella Eclano, 130mila euro). La fede va forte, e come non potrebbe essere altrimenti, anche nel borgo che ha dato i natali a Padre Pio: Pietrelcina come Betlemme, programma natalizio di Rai Uno, ottiene 150mila euro. Ad Afragola, invece, la devozione per Sant’Antonio ha «mille volti» e viene premiata con 84mila euro. Quarantuno eventi, dieci in più dell’anno scorso, per dar vita ad un mosaico che alimenta polemiche e mal di pancia. Certo: quando si sceglie, qualcuno che resta scontento c’è sempre. Ma è inevitabile, per esempio, domandarsi quanti turisti porterà tra l’11 e il 13 agosto alla prestigiosa Tavola della principessa Costanza in quel di Teggiano, provincia di Salerno, l’omonima festa medievale finanziata con 100mila euro. Soprattutto se in Regione il titolare del Turismo, l’assessorato che gestisce il bando (e quindi i fondi), è Corrado Matera, nato proprio a Teggiano. E ancor più perché a precedere la sua nomina a Santa Lucia c’è stata quella di Biagio Matera a capo della locale Pro Loco, che organizza l’evento. Non un omonimo, ma il fratello dell’assessore. Anche di fronte a cose del genere l’editto scandito qualche giorno fa da Vincenzo De Luca («Basta ai padrini politici e agli amici degli amici») sembra più che altro un monito rivolto al futuro. Perché la graduatoria pubblicata sul Burc non va certo nella direzione della concentrazione su pochi eventi. Al contrario: l’anno scorso la dotazione complessiva per il «Piano strategico per il Turismo – Programma di eventi promozionali» ammontava a 7 milioni ed è stata divisa, appunto, fra trentuno eventi, molti dei quali finanziati con il contributo massimo: 250mila euro. Stavolta le cose sono andate diversamente. Ma c’è di più: quella classifica, sostiene qualcuno, non premia i migliori. E se questo qualcuno non è un escluso, ma il terzo in graduatoria, viene facile pensare che qualcosa davvero non quadri. «Ci hanno massacrato con un budget ridottissimo, riconosciuto peraltro fuori tempo massimo, costringendoci ad organizzare un evento del genere in venti giorni. Dai 300mila euro di tre anni fa siamo scesi a 100mila, ai quali se ne potevano aggiungere 10mila per ciascuno dei Comuni partner, fino ad un massimo di cinque. Questo significa che, nel migliore dei casi, perdevi 100mila euro in un colpo solo». A parlare – anzi, a sfogarsi – è Gigi Di Luca, direttore artistico di Ethnos, festival di musica etnica nato vent’anni fa a San Giorgio. «Il criterio dei finanziamenti a pioggia che De Luca ha attaccato lo ritroviamo paro paro in questa graduatoria», dice l’organizzatore, descrivendo più che la prima pagina di un nuovo corso, l’ultima puntata di un brutto film con troppe puntate. L’appello dell’organizzatore è chiaro: dare più soldi a pochi, ma buoni, eventi. «Per i Festival che hanno dieci o vent’anni di storia dovrebbero esserci un bando a parte», auspica, sposando la linea del collega Onofrio Piccolo, direttore artistico del Pomigliano Jazz Festival, coetaneo di Ethnos e finanziato con 140mila euro, 10mila in meno della quota attesa. «Un Comune avrà partecipato anche ad un altro progetto. Perché – spiega Piccolo – in Regione due giorni prima della scadenza del bando hanno emanato un chiarimento secondo cui i Comuni non potevano finanziare più di un progetto, creando un gran caos». I tagli ai finanziamenti sanciscono intanto il declino, per la verità già iniziato, di Benevento Città Spettacolo: i 150mila euro per la ventisettesima edizione sono meno di un terzo rispetto ai 500mila dei tempi d’oro. E fa discutere anche l’aumento, deliberato in extremis, dello stanziamento. Lunedì i tre milioni stanziati inizialmente per gli «Eventi di rilevanza nazionale e internazionale» sono diventati magicamente cinque (ai quali vanno aggiunti 1 milione e 750 per i progetti locali da max 50mila euro ciascuno). L’intenzione, spiegano da Santa Lucia, è «allargare». Un verbo che i maligni traducono facilmente in «dispensare». E, precisando che questo bando era rivolto non alle associazioni e agli enti, ma ai Comuni, dalla Regione anticipano che ci si potrebbe spingere ancora oltre: per il Poc 2014-2020 sul turismo, infatti, ci sono 30 milioni e ieri il governatore ha chiesto all’assessore Matera di verificare la possibilità di coinvolgere altre aree della regione. L’ideatore di Ethnos, però, è contrariato. «Se quell’aumento della dotazione lo avessero deciso prima, ci avrebbero permesso di fare una programmazione decente», osserva. Ma l’assurdo ha un retrogusto evangelico. Perché, scorrendo la graduatoria, scopri che Intraterrae, festival pompeiano delle percussioni, piazzatosi quarantesimo, incassa 130mila euro, contro i 100mila del capolista M’Illumino d’inverno (un contenitore che a Sorrento raccoglie cose diverse, tra queste le Giornate professionali di Cinema) e i 110mila dello stesso Ethnos. Insomma: forse gli ultimi non saranno i primi, ma i penultimi incassano più dei terzi. «Criteri senza senso», taglia corto Gigi Di Luca. Accuse che chiamano in causa la dirigente del Turismo in Regione Rosa Maria Sciotto, a capo della commissione che ha vagliato i progetti, composta anche dai funzionari Maria Somma e Giuseppe Carannante. «Hanno fatto soltanto da notai, applicando criteri oggettivi», chiariscono i collaboratori del presidente. Il finanziamento massimo di 150mila euro va anche a Linea d’Ombra, festival del cinema organizzato a Salerno dal filo-deluchiano Peppe D’Antonio. Mentre tra gli esclusi eccellenti c’è il Meeting del Mare, che da vent’anni va in scena a Marina di Camerota. «Dopo un anno di lavoro, a una settimana dall’evento, ti dicono che il tuo progetto non è stato finanziato. È una storia molto triste e complicata, ma il festival lo faremo anche quest’anno, grazie ai Comuni che si fanno carico dell’impegno di realizzarlo», assicura don Gianni Citro, parroco di Camerota e direttore artistico della rassegna. «Ma – aggiunge – quest’operazione ha chiare sembianze politiche. Il vizio di forma che hanno usato in Regione come pretesto per escluderci se lo sono inventato loro. Per questo, abbiamo fatto subito richiesta di accesso agli atti. C’erano altri progetti molto, molto più difettosi del nostro. Eventi che di culturale non hanno niente, ma sono stati finanziati. Forse – sospetta don Gianni – facevano parte del partito del bottone. Ho stima per De Luca – chiarisce -, ma una gestione del genere mi preoccupa: porterà la cultura e il turismo nella fogna». E sottolinea un aspetto che si potrebbe definire geoculinario: «In quella graduatoria c’è parecchio Cilento, eppure località costiere come Camerota, Pollica, Palinuro e Scario, che attraggono centinaia di migliaia di turisti, sono state fatte fuori a vantaggio di sagre del caciocavallo». Anche Antonella Di Nocera, presidente del Clercc, il comitato che invoca una legge regionale sul cinema, è critica: «Le dichiarazioni del presidente De Luca contro i padrinaggi politici sulla cultura ci avevano fatto sperare che la Campania avesse inaugurato un nuovo corso incentrato su programmazione, merito e trasparenza. Invece, le cose non sono cambiate. Una delibera dell’8 agosto che mescola mera attività di promozione turistica con rassegne culturali lascia nel dubbio gli operatori che con coerenza portano avanti da anni progetti che hanno al centro il pubblico e la promozione culturale». E Gennaro Saiello, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, incalza: «L’elenco dei finanziamenti a pioggia a festival, eventi, sagre, premi e coppe erogati dalla Regione non ci sorprende. De Luca ha improntato la sua azione di governo al clientelismo spinto». Davide Cerbone  Il Mattino

Quarantuno eventi disseminati in lungo e in largo per la Campania: da Festival di tradizione ventennale come Pomigliano Jazz e Ethnos a recenti (e belle) sorprese come lo Sponz Fest, ideato in Alta Irpinia da Vinicio Capossela. Passando per concorsi ippici (la 55ma Coppa d'Oro Città di Caserta, finanziata con 150mila euro, il massimo previsto) e pseudo-sagre con nomi a metà tra il sacro e il bucolico, come Terra, grano, sapori nell'Irpinia nella devozione (Mirabella Eclano, 130mila euro). La fede va forte, e come non potrebbe essere altrimenti, anche nel borgo che ha dato i natali a Padre Pio: Pietrelcina come Betlemme, programma natalizio di Rai Uno, ottiene 150mila euro. Ad Afragola, invece, la devozione per Sant'Antonio ha «mille volti» e viene premiata con 84mila euro. Quarantuno eventi, dieci in più dell'anno scorso, per dar vita ad un mosaico che alimenta polemiche e mal di pancia. Certo: quando si sceglie, qualcuno che resta scontento c'è sempre. Ma è inevitabile, per esempio, domandarsi quanti turisti porterà tra l'11 e il 13 agosto alla prestigiosa Tavola della principessa Costanza in quel di Teggiano, provincia di Salerno, l'omonima festa medievale finanziata con 100mila euro. Soprattutto se in Regione il titolare del Turismo, l'assessorato che gestisce il bando (e quindi i fondi), è Corrado Matera, nato proprio a Teggiano. E ancor più perché a precedere la sua nomina a Santa Lucia c'è stata quella di Biagio Matera a capo della locale Pro Loco, che organizza l'evento. Non un omonimo, ma il fratello dell'assessore. Anche di fronte a cose del genere l'editto scandito qualche giorno fa da Vincenzo De Luca («Basta ai padrini politici e agli amici degli amici») sembra più che altro un monito rivolto al futuro. Perché la graduatoria pubblicata sul Burc non va certo nella direzione della concentrazione su pochi eventi. Al contrario: l'anno scorso la dotazione complessiva per il «Piano strategico per il Turismo – Programma di eventi promozionali» ammontava a 7 milioni ed è stata divisa, appunto, fra trentuno eventi, molti dei quali finanziati con il contributo massimo: 250mila euro. Stavolta le cose sono andate diversamente. Ma c'è di più: quella classifica, sostiene qualcuno, non premia i migliori. E se questo qualcuno non è un escluso, ma il terzo in graduatoria, viene facile pensare che qualcosa davvero non quadri. «Ci hanno massacrato con un budget ridottissimo, riconosciuto peraltro fuori tempo massimo, costringendoci ad organizzare un evento del genere in venti giorni. Dai 300mila euro di tre anni fa siamo scesi a 100mila, ai quali se ne potevano aggiungere 10mila per ciascuno dei Comuni partner, fino ad un massimo di cinque. Questo significa che, nel migliore dei casi, perdevi 100mila euro in un colpo solo». A parlare – anzi, a sfogarsi – è Gigi Di Luca, direttore artistico di Ethnos, festival di musica etnica nato vent'anni fa a San Giorgio. «Il criterio dei finanziamenti a pioggia che De Luca ha attaccato lo ritroviamo paro paro in questa graduatoria», dice l'organizzatore, descrivendo più che la prima pagina di un nuovo corso, l'ultima puntata di un brutto film con troppe puntate. L'appello dell'organizzatore è chiaro: dare più soldi a pochi, ma buoni, eventi. «Per i Festival che hanno dieci o vent'anni di storia dovrebbero esserci un bando a parte», auspica, sposando la linea del collega Onofrio Piccolo, direttore artistico del Pomigliano Jazz Festival, coetaneo di Ethnos e finanziato con 140mila euro, 10mila in meno della quota attesa. «Un Comune avrà partecipato anche ad un altro progetto. Perché – spiega Piccolo – in Regione due giorni prima della scadenza del bando hanno emanato un chiarimento secondo cui i Comuni non potevano finanziare più di un progetto, creando un gran caos». I tagli ai finanziamenti sanciscono intanto il declino, per la verità già iniziato, di Benevento Città Spettacolo: i 150mila euro per la ventisettesima edizione sono meno di un terzo rispetto ai 500mila dei tempi d'oro. E fa discutere anche l'aumento, deliberato in extremis, dello stanziamento. Lunedì i tre milioni stanziati inizialmente per gli «Eventi di rilevanza nazionale e internazionale» sono diventati magicamente cinque (ai quali vanno aggiunti 1 milione e 750 per i progetti locali da max 50mila euro ciascuno). L'intenzione, spiegano da Santa Lucia, è «allargare». Un verbo che i maligni traducono facilmente in «dispensare». E, precisando che questo bando era rivolto non alle associazioni e agli enti, ma ai Comuni, dalla Regione anticipano che ci si potrebbe spingere ancora oltre: per il Poc 2014-2020 sul turismo, infatti, ci sono 30 milioni e ieri il governatore ha chiesto all'assessore Matera di verificare la possibilità di coinvolgere altre aree della regione. L'ideatore di Ethnos, però, è contrariato. «Se quell'aumento della dotazione lo avessero deciso prima, ci avrebbero permesso di fare una programmazione decente», osserva. Ma l'assurdo ha un retrogusto evangelico. Perché, scorrendo la graduatoria, scopri che Intraterrae, festival pompeiano delle percussioni, piazzatosi quarantesimo, incassa 130mila euro, contro i 100mila del capolista M'Illumino d'inverno (un contenitore che a Sorrento raccoglie cose diverse, tra queste le Giornate professionali di Cinema) e i 110mila dello stesso Ethnos. Insomma: forse gli ultimi non saranno i primi, ma i penultimi incassano più dei terzi. «Criteri senza senso», taglia corto Gigi Di Luca. Accuse che chiamano in causa la dirigente del Turismo in Regione Rosa Maria Sciotto, a capo della commissione che ha vagliato i progetti, composta anche dai funzionari Maria Somma e Giuseppe Carannante. «Hanno fatto soltanto da notai, applicando criteri oggettivi», chiariscono i collaboratori del presidente. Il finanziamento massimo di 150mila euro va anche a Linea d'Ombra, festival del cinema organizzato a Salerno dal filo-deluchiano Peppe D'Antonio. Mentre tra gli esclusi eccellenti c'è il Meeting del Mare, che da vent'anni va in scena a Marina di Camerota. «Dopo un anno di lavoro, a una settimana dall'evento, ti dicono che il tuo progetto non è stato finanziato. È una storia molto triste e complicata, ma il festival lo faremo anche quest'anno, grazie ai Comuni che si fanno carico dell'impegno di realizzarlo», assicura don Gianni Citro, parroco di Camerota e direttore artistico della rassegna. «Ma – aggiunge – quest'operazione ha chiare sembianze politiche. Il vizio di forma che hanno usato in Regione come pretesto per escluderci se lo sono inventato loro. Per questo, abbiamo fatto subito richiesta di accesso agli atti. C'erano altri progetti molto, molto più difettosi del nostro. Eventi che di culturale non hanno niente, ma sono stati finanziati. Forse – sospetta don Gianni – facevano parte del partito del bottone. Ho stima per De Luca – chiarisce -, ma una gestione del genere mi preoccupa: porterà la cultura e il turismo nella fogna». E sottolinea un aspetto che si potrebbe definire geoculinario: «In quella graduatoria c'è parecchio Cilento, eppure località costiere come Camerota, Pollica, Palinuro e Scario, che attraggono centinaia di migliaia di turisti, sono state fatte fuori a vantaggio di sagre del caciocavallo». Anche Antonella Di Nocera, presidente del Clercc, il comitato che invoca una legge regionale sul cinema, è critica: «Le dichiarazioni del presidente De Luca contro i padrinaggi politici sulla cultura ci avevano fatto sperare che la Campania avesse inaugurato un nuovo corso incentrato su programmazione, merito e trasparenza. Invece, le cose non sono cambiate. Una delibera dell'8 agosto che mescola mera attività di promozione turistica con rassegne culturali lascia nel dubbio gli operatori che con coerenza portano avanti da anni progetti che hanno al centro il pubblico e la promozione culturale». E Gennaro Saiello, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, incalza: «L'elenco dei finanziamenti a pioggia a festival, eventi, sagre, premi e coppe erogati dalla Regione non ci sorprende. De Luca ha improntato la sua azione di governo al clientelismo spinto». Davide Cerbone  Il Mattino