Napoli rischio pignoramento per 124 milioni di euro

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 Comune di Napoli a rischio pignoramento per 124 milioni di euro. Se venisse confermata dalla Cassazione la sentenza della Corte d’Appello di Napoli del 27 luglio, Palazzo San Giacomo vedrebbe in un colpo solo svuotarsi le casse dell’ente. In pratica rimarrebbe senza liquidità. A lanciare l’allarme è stata la deputata-consigliera del Pd, Valeria Valente, che ieri in una lunga nota chiede un «chiarimento all’amministrazione» rispetto ad una notizia che circola oramai da qualche giorno. Ma a cosa si riferisce la Valente? A una storia che parte da molto lontano, relativa ad una concessione di lavori di ricostruzione post terremoto (ex legge 219), affidata il 31 luglio 1981 al Consorzio Cr8, e con successivi atti all’ex Commissario straordinario di governo, cui il Comune è subentrato soltanto 1996. La sentenza della Corte d’Appello di due settimane fa, in sostanza, conferma il lodo arbitrale del 2003, in riferimento appunto alla concessione delle opere da compiere. L’iter processuale piuttosto tormentato aveva visto in un primo momento annullato il lodo, grazie al giudizio della Corte d’Appello che accolse la tesi dell’amministrazione comunale, «sull’incompetenza degli arbitri». Successivamente la Corte di Cassazione ha, a sua volta, annullato quella sentenza, rinviando a diversa sezione di Corte di Appello, la quale, questa volta, ha respinto l’impugnazione del Comune. «Gli addebiti mossi spiegano da Palazzo San Giacomo si riferiscono, nella massima parte, al periodo in cui il concedente era lo Stato, e a gestire il post terremoto era il Commissario di governo». In sostanza il Comune chiede che a farsi carico del debito con il Consorzio edile sia per il 90% lo Stato e non l’Ente municipale, che si troverebbe a pagare di parte sua soltanto 4 milioni. In ogni caso il Comune è già ricorso in Cassazione ed ha proposto un’istanza «di sospensione dell’esecutività della sentenza alla Corte di appello», la cui udienza di discussione è fissata il 17 agosto 2016. Palazzo San Giacomo ha anche chiesto un differimento dell’udienza, d’intesa con la controparte, visto che il Consorzio Cr8 ha promosso una rinuncia al pignoramento, notificata il 27 luglio. C’è poi l’aspetto politico della vicenda. L’amministrazione de Magistris ha già in corso da alcune settimane contatti con la presidenza del Consiglio dei Ministri e aperto un tavolo governativo, per avviare un percorso transattivo, che come rimarcano dal Comune è stato «più volte sollecitato per liberare l’Ente da un debito gravoso per il quale ha solo una minima responsabilità». L’appuntamento con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio è già fissato per il 20 settembre. «La notizia, se confermata attacca la capogruppo dei democrat Valente – sarebbe di una gravità inaudita e getterebbe l’ennesima inquietante ombra sulla trasparenza nella gestione finanziaria da parte dell’amministrazione comunale». «Il sindaco de Magistris e l’assessore Palma rilancia la deputata – hanno il dovere di fare chiarezza ad horas. Ma soprattutto, l’interrogativo ancora più serio a cui devono dare una risposta: perché di questa procedura di pignoramento non è stata fatta menzione nel corso della seduta di approvazione del bilancio e non si sono studiate in quella sede, che era la più opportuna, le misure necessarie quantomeno per attutirne gli effetti e prevenirne le conseguenze negative?». A rispondere ci pensa l’assessore alle Finanze Salvio Palma: «Per fortuna il pignoramento è stato bloccato tempestivamente e adesso cercheremo una soluzione con il governo, con il quale siamo già in contatto. Questo è il risultato delle stagioni dei commissariamenti che stiamo ancora pagando, vedi gestione post terremoto e questione rifiuti. Il passato torna ancora una volta a rompere i nostri equilibri di risanamento». Nel tardo pomeriggio arriva la controreplica della capogruppo del Pd in Consiglio comunale: «È evidente dice Valente – che la strategia dei giorni scorsi di tenere tutto nascosto, e la risposta di oggi (ieri per chi legge, ndr) da parte di Palazzo San Giacomo ne è la conferma, era solo una pezza a colori messa lì a pochi giorni dall’approvazione del bilancio per non avere problemi in Consiglio. Il metodo di de Magistris è nascondere i problemi finché questi non esplodono e poi provare a scaricarli su qualcun altro: l’abbiamo visto anche sui tagli al welfare e sulla riscossione. Alla faccia della tanto decantata trasparenza. Così si fa solo del male a Napoli». Valerio Esca , Il Mattino

 Comune di Napoli a rischio pignoramento per 124 milioni di euro. Se venisse confermata dalla Cassazione la sentenza della Corte d'Appello di Napoli del 27 luglio, Palazzo San Giacomo vedrebbe in un colpo solo svuotarsi le casse dell'ente. In pratica rimarrebbe senza liquidità. A lanciare l'allarme è stata la deputata-consigliera del Pd, Valeria Valente, che ieri in una lunga nota chiede un «chiarimento all'amministrazione» rispetto ad una notizia che circola oramai da qualche giorno. Ma a cosa si riferisce la Valente? A una storia che parte da molto lontano, relativa ad una concessione di lavori di ricostruzione post terremoto (ex legge 219), affidata il 31 luglio 1981 al Consorzio Cr8, e con successivi atti all'ex Commissario straordinario di governo, cui il Comune è subentrato soltanto 1996. La sentenza della Corte d'Appello di due settimane fa, in sostanza, conferma il lodo arbitrale del 2003, in riferimento appunto alla concessione delle opere da compiere. L'iter processuale piuttosto tormentato aveva visto in un primo momento annullato il lodo, grazie al giudizio della Corte d'Appello che accolse la tesi dell'amministrazione comunale, «sull'incompetenza degli arbitri». Successivamente la Corte di Cassazione ha, a sua volta, annullato quella sentenza, rinviando a diversa sezione di Corte di Appello, la quale, questa volta, ha respinto l'impugnazione del Comune. «Gli addebiti mossi spiegano da Palazzo San Giacomo si riferiscono, nella massima parte, al periodo in cui il concedente era lo Stato, e a gestire il post terremoto era il Commissario di governo». In sostanza il Comune chiede che a farsi carico del debito con il Consorzio edile sia per il 90% lo Stato e non l'Ente municipale, che si troverebbe a pagare di parte sua soltanto 4 milioni. In ogni caso il Comune è già ricorso in Cassazione ed ha proposto un'istanza «di sospensione dell'esecutività della sentenza alla Corte di appello», la cui udienza di discussione è fissata il 17 agosto 2016. Palazzo San Giacomo ha anche chiesto un differimento dell'udienza, d'intesa con la controparte, visto che il Consorzio Cr8 ha promosso una rinuncia al pignoramento, notificata il 27 luglio. C'è poi l'aspetto politico della vicenda. L'amministrazione de Magistris ha già in corso da alcune settimane contatti con la presidenza del Consiglio dei Ministri e aperto un tavolo governativo, per avviare un percorso transattivo, che come rimarcano dal Comune è stato «più volte sollecitato per liberare l'Ente da un debito gravoso per il quale ha solo una minima responsabilità». L'appuntamento con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio è già fissato per il 20 settembre. «La notizia, se confermata attacca la capogruppo dei democrat Valente – sarebbe di una gravità inaudita e getterebbe l'ennesima inquietante ombra sulla trasparenza nella gestione finanziaria da parte dell'amministrazione comunale». «Il sindaco de Magistris e l'assessore Palma rilancia la deputata – hanno il dovere di fare chiarezza ad horas. Ma soprattutto, l'interrogativo ancora più serio a cui devono dare una risposta: perché di questa procedura di pignoramento non è stata fatta menzione nel corso della seduta di approvazione del bilancio e non si sono studiate in quella sede, che era la più opportuna, le misure necessarie quantomeno per attutirne gli effetti e prevenirne le conseguenze negative?». A rispondere ci pensa l'assessore alle Finanze Salvio Palma: «Per fortuna il pignoramento è stato bloccato tempestivamente e adesso cercheremo una soluzione con il governo, con il quale siamo già in contatto. Questo è il risultato delle stagioni dei commissariamenti che stiamo ancora pagando, vedi gestione post terremoto e questione rifiuti. Il passato torna ancora una volta a rompere i nostri equilibri di risanamento». Nel tardo pomeriggio arriva la controreplica della capogruppo del Pd in Consiglio comunale: «È evidente dice Valente – che la strategia dei giorni scorsi di tenere tutto nascosto, e la risposta di oggi (ieri per chi legge, ndr) da parte di Palazzo San Giacomo ne è la conferma, era solo una pezza a colori messa lì a pochi giorni dall'approvazione del bilancio per non avere problemi in Consiglio. Il metodo di de Magistris è nascondere i problemi finché questi non esplodono e poi provare a scaricarli su qualcun altro: l'abbiamo visto anche sui tagli al welfare e sulla riscossione. Alla faccia della tanto decantata trasparenza. Così si fa solo del male a Napoli». Valerio Esca , Il Mattino