LA CULTURA TROVA CASA AD ATRANI

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Domani, 9 agosto 2016 è una giornata memorabile per Atrani che riscopre ed esalta il meglio delle sua

storia e delle sue grandi e nobili tradizioni culturali e batte sul tempo gli altriri centri della Costiera,

dotandosi di una Casa della Cultura con tanto Centro Polifunzionale e Biblioteca attrezzata. Un plauso di

tutto cuore al sindaco Luciano De Rosa e alla sua squadra di amministratori giovani e capaci che con

motivata determinazione vanno nella direzione giusta per la promozione del turismo di qualità, anzi di

eccellenza, nel segno CULTURA. Per chi come me da decenni si è battuto e si batte per questo obiettivo è

un giorno di festa da gridare con grande soddisfazione come un miracolo da gridare al mondo intero, come

una inversione di tendenza ce lascia ben sperare per il futuro della Divina:Come ho avuto modo di

testimoniare con messaggio di stima profonda e calda amicizia al sindaco, io non sarò fisicamente ad

Atrani, perche impegnao a migliaia di kilometri di distanza per precedenti impegni,, ma il mio cuore batterà

lì ,in quel deliziosa perla di bellezza, che il mondo intero ci invidia e di cui io ho avuto modo di scrivere a

più riprese nel corso degli anni. Lo faccio ancor un volta recuperando un mio articolo di pochi anni fa,

scritto e pubblicato alla vigilia della inaugurazione della riapertura della Chiesta di San Salvatore de Birecto

fresca di artistico restauro. Lo stato d’animo era lo stesso di oggi, come dimostra l’incipit dell’articolo, che

ripropongo qui di seguit, con l’impegno che ritornerò sul tema con maggiore documentazione e riccheezza

di particolari quando di qui a qualche settimana rientrerò nella Divna

 

A volte basta un nonnulla per far scattare il coinvolgimento , quando il pensiero vola ai territori dell’anima e

si mettono in moto le mare del sangue a scatenare emozioni da nostalgia lancinante. Oggi mi è capitato

con Atrani, di cui ho sottomano l’invito per l’ inaugurazione della Chiesa di San Salvatore de Birecto, fresca

di restauro e riaperta al pubblico dopo 25 anni.

Una frazione di secondo ed il miracolo del transfert mi porta dal chiuso della mia casa romana, flagellata da

una pioggia battente, alla spianata del viadotto dell’incantevole paese della Costa d’Amalfi, meritatamente

annoverato tra i più belli borghi d’Italia. E mi attardo all’incanto delle case a sbalzo che sagomaroe la

montagna­ E dentro mi riecheggia calda ed affabulante la voce dell’Amico e Maestro, Alfonso Gatto:” Verde

di casa rosa Atrani bianca/ città d’un tempo e d’ogni giorno è colta/dalla sorpresa d’essere/…. nel tessere

per saldo e per nitore/terrazze a sghembo, cupole di chiese”:La risacca che sfrangia ricami ai frangiflutti

concilia i ricordi….E nell’ateliei/romitaggio a fuga di arcate si materialiazza, esile e curva d’anni e di

malinconia, la figura di Domenico De Vanna. ingiustamente dimenticato. Alle pendici del Monte Aureo, su di

un parallelepido di roccia squilla, per arditezza di costrutto e nitore di facciata, la chiesa di Santa Maria del

Bando, a memoria di condanne a morte gridate sulle ali del vento ai rei in trepida attesa e di rari miracoli di

grazie accordate. Sotto, la Casa bianca di Masaniello canta ancora la breve esaltante epopea di un

pescivendolo/eroe, ubriaco di rivoluzione e di potere, finito a colpi di archibugio a Napoli, nella Chiesa del

Carmine, a Piazza del Mercato, luogo deputato dalla storia a tumulazione di altri ideali repressi nel sangue..

Nella “casbah” dei vicoli, tentacoli di un polipo pietrificato, si ha la sensazione di cogliere odori, umori,

misteri, atmosfere di Algeri e Tunisi. Non mi svelò mai la sua vera origine, ma il colore della pelle, la solarità

del sorriso, la simpatia contagiosa degli occhi furbi, la calda mediterraneità dell’incarnato di Caterina

Lingenz suggerivano proprio ascendenze afro/arabeggianti. Fu proprietaria animatrice dello “Chez-
Checco”, un locale di classe e di livello che prometteva trasgressioni già a metà degli anni ’60

Villa Cimbrone minaccia il volo nell’abisso con tutto il suo carico di arte e di natura ed incombe, balconata

ardita, sullo spiazzo della Maddalena, la bella chiesa collegiata, che, con la facciata rococò ed il

caratteristico campanile, tende la mano a Capo Luna e insieme chiudono il breve arco lunato della

caratteristica baia. Sulla scalinata/sagrato, aperta ai venti, al mare e alle montagne di Maiori e Capodorso,

vissi una intensa notte di emozioni in un caldo plenilunio di giugno,nella scia dei tanti che qui si sono

abbandonati a naufragi smemori d’amore.

Ma oggi la centralità del protagonismo è tutta della Chiesa di San Salvatore de birecto con la bellissima e

solare scalinata aerea a conquista del neoclassico della facciata. L’orologio, sormontato dall’agile

campaniletto a vela, batte le ore della grande storia e dalla cancellata del pronao fuoriescono, per incanto,

dignitari e clero, cavalieri e mercati, a precedere, nel fasto dei costumi, il duca di Amalfi in festa per fresca

investitura: corteo che si replica per fiction per le celebrazioni della Regata Storica. Un plauso alla

Sovrintendenza che restituisce da oggi questo gioiello di chiesa al culto e alla cultura. I lavori di restauro,

scrupolosi e di grande rigore professionale, hanno portato alla luce elementi che risalgono al XIII secolo. Gli

archi intrecciati della parete di fronte all’altare richiamano quelli di Villa Rufolo a Ravello. Da incanto le

ceramiche del pavimento, da visibilio di godimento estetico i bassorilievi. Non cessano di stupire le volte

ariose della navata laterale a sinistra, come di quella centrale. All’esterno l’orologio sembra che batta

ancora le ore della grande storia , mentre sottolinea la tecnica della scienza con gli ingegnosi meccanismi

di peso e contrappeso nel gioco di carrucole e funi in grado di regolare sul quadrante ore, minuti e secondi.

E come non sperdersi nell’incantamento smemore di fronte ai riccioli del rosone dell’urna cineraria e al

gioco e fuga degli archi e volte. Se Atrani è, come è riconosciuto ed ampiamente motivato da storici di tutto

il mondo un museo all’aperto in quel groviglio di chiese, conventi e palazzi lungo la strada che dal mare si

imbuta nella Valle del Dragone, la Chiesa di San Salvatore ne è il cuore più vivo e palpitante: Se mai c’è la

sottolineare la necessità che i restauri vengano completati nel più breve tempo possibile in modo che

Atrani, Amalfi e tutta la costa possano esporre lungo tutto l’arco dell’anno e tutti i giorni questo straordinario

capolavoro di storia, di arte e non solo in occasione della Settimana dei Beni Culturali (14/22 aprile).

approfondendo magari,con l’apporto di studiosi di chiara fama fino a che punto è da avvalorare la tesi che

vuole il luogo di culto costruito sui resti di una villa romana­ Non cessa mai di sorprendere questa nostra

costa, miniera inesauribile di cultura. Dobbiamo solo convincerci, ed operare di conseguenza, che quella

della cultura è la strada da percorrere senza esitazioni, perplessità e sbandamenti e fino in fondo per la

promozione di una offerta del turismo di qualità.

Me convinco sempre più con negli occhi lo spettacolo di Atrani che mi regala un pieno di ricordi/frammenti

di flash back alla moviola, mentre la voce di Gatto passa lieve a carezza di vento:”Nelle arcate profonde

del viadotto/ il mare verde inabissato annera./In alto i vetri del tramonto, sotto/questo parlare franco ch’è già

sera”

Questo il mio ricordo in una sira d pellegrinaggio d’amore e di cultura a distanza sile ali della fantasia, con

l‘augurio/certezza che la CASA DELLA CUTURA è un altro tassello che va nella direzione giusta ad aprire

porte di FUTURO. Auguri, ATRANI! Grazie, Sindaco, DE ROSA!!!

Giuseppe Liuccio

Domani, 9 agosto 2016 è una giornata memorabile per Atrani che riscopre ed esalta il meglio delle sua

storia e delle sue grandi e nobili tradizioni culturali e batte sul tempo gli altriri centri della Costiera,

dotandosi di una Casa della Cultura con tanto Centro Polifunzionale e Biblioteca attrezzata. Un plauso di

tutto cuore al sindaco Luciano De Rosa e alla sua squadra di amministratori giovani e capaci che con

motivata determinazione vanno nella direzione giusta per la promozione del turismo di qualità, anzi di

eccellenza, nel segno CULTURA. Per chi come me da decenni si è battuto e si batte per questo obiettivo è

un giorno di festa da gridare con grande soddisfazione come un miracolo da gridare al mondo intero, come

una inversione di tendenza ce lascia ben sperare per il futuro della Divina:Come ho avuto modo di

testimoniare con messaggio di stima profonda e calda amicizia al sindaco, io non sarò fisicamente ad

Atrani, perche impegnao a migliaia di kilometri di distanza per precedenti impegni,, ma il mio cuore batterà

lì ,in quel deliziosa perla di bellezza, che il mondo intero ci invidia e di cui io ho avuto modo di scrivere a

più riprese nel corso degli anni. Lo faccio ancor un volta recuperando un mio articolo di pochi anni fa,

scritto e pubblicato alla vigilia della inaugurazione della riapertura della Chiesta di San Salvatore de Birecto

fresca di artistico restauro. Lo stato d’animo era lo stesso di oggi, come dimostra l’incipit dell’articolo, che

ripropongo qui di seguit, con l’impegno che ritornerò sul tema con maggiore documentazione e riccheezza

di particolari quando di qui a qualche settimana rientrerò nella Divna

 

A volte basta un nonnulla per far scattare il coinvolgimento , quando il pensiero vola ai territori dell'anima e

si mettono in moto le mare del sangue a scatenare emozioni da nostalgia lancinante. Oggi mi è capitato

con Atrani, di cui ho sottomano l'invito per l' inaugurazione della Chiesa di San Salvatore de Birecto, fresca

di restauro e riaperta al pubblico dopo 25 anni.

Una frazione di secondo ed il miracolo del transfert mi porta dal chiuso della mia casa romana, flagellata da

una pioggia battente, alla spianata del viadotto dell'incantevole paese della Costa d'Amalfi, meritatamente

annoverato tra i più belli borghi d'Italia. E mi attardo all'incanto delle case a sbalzo che sagomaroe la

montagna­ E dentro mi riecheggia calda ed affabulante la voce dell'Amico e Maestro, Alfonso Gatto:" Verde

di casa rosa Atrani bianca/ città d'un tempo e d'ogni giorno è colta/dalla sorpresa d'essere/…. nel tessere

per saldo e per nitore/terrazze a sghembo, cupole di chiese":La risacca che sfrangia ricami ai frangiflutti

concilia i ricordi….E nell'ateliei/romitaggio a fuga di arcate si materialiazza, esile e curva d'anni e di

malinconia, la figura di Domenico De Vanna. ingiustamente dimenticato. Alle pendici del Monte Aureo, su di

un parallelepido di roccia squilla, per arditezza di costrutto e nitore di facciata, la chiesa di Santa Maria del

Bando, a memoria di condanne a morte gridate sulle ali del vento ai rei in trepida attesa e di rari miracoli di

grazie accordate. Sotto, la Casa bianca di Masaniello canta ancora la breve esaltante epopea di un

pescivendolo/eroe, ubriaco di rivoluzione e di potere, finito a colpi di archibugio a Napoli, nella Chiesa del

Carmine, a Piazza del Mercato, luogo deputato dalla storia a tumulazione di altri ideali repressi nel sangue..

Nella "casbah" dei vicoli, tentacoli di un polipo pietrificato, si ha la sensazione di cogliere odori, umori,

misteri, atmosfere di Algeri e Tunisi. Non mi svelò mai la sua vera origine, ma il colore della pelle, la solarità

del sorriso, la simpatia contagiosa degli occhi furbi, la calda mediterraneità dell'incarnato di Caterina

Lingenz suggerivano proprio ascendenze afro/arabeggianti. Fu proprietaria animatrice dello "Chez-
Checco", un locale di classe e di livello che prometteva trasgressioni già a metà degli anni '60

Villa Cimbrone minaccia il volo nell'abisso con tutto il suo carico di arte e di natura ed incombe, balconata

ardita, sullo spiazzo della Maddalena, la bella chiesa collegiata, che, con la facciata rococò ed il

caratteristico campanile, tende la mano a Capo Luna e insieme chiudono il breve arco lunato della

caratteristica baia. Sulla scalinata/sagrato, aperta ai venti, al mare e alle montagne di Maiori e Capodorso,

vissi una intensa notte di emozioni in un caldo plenilunio di giugno,nella scia dei tanti che qui si sono

abbandonati a naufragi smemori d'amore.

Ma oggi la centralità del protagonismo è tutta della Chiesa di San Salvatore de birecto con la bellissima e

solare scalinata aerea a conquista del neoclassico della facciata. L'orologio, sormontato dall'agile

campaniletto a vela, batte le ore della grande storia e dalla cancellata del pronao fuoriescono, per incanto,

dignitari e clero, cavalieri e mercati, a precedere, nel fasto dei costumi, il duca di Amalfi in festa per fresca

investitura: corteo che si replica per fiction per le celebrazioni della Regata Storica. Un plauso alla

Sovrintendenza che restituisce da oggi questo gioiello di chiesa al culto e alla cultura. I lavori di restauro,

scrupolosi e di grande rigore professionale, hanno portato alla luce elementi che risalgono al XIII secolo. Gli

archi intrecciati della parete di fronte all'altare richiamano quelli di Villa Rufolo a Ravello. Da incanto le

ceramiche del pavimento, da visibilio di godimento estetico i bassorilievi. Non cessano di stupire le volte

ariose della navata laterale a sinistra, come di quella centrale. All'esterno l'orologio sembra che batta

ancora le ore della grande storia , mentre sottolinea la tecnica della scienza con gli ingegnosi meccanismi

di peso e contrappeso nel gioco di carrucole e funi in grado di regolare sul quadrante ore, minuti e secondi.

E come non sperdersi nell'incantamento smemore di fronte ai riccioli del rosone dell'urna cineraria e al

gioco e fuga degli archi e volte. Se Atrani è, come è riconosciuto ed ampiamente motivato da storici di tutto

il mondo un museo all'aperto in quel groviglio di chiese, conventi e palazzi lungo la strada che dal mare si

imbuta nella Valle del Dragone, la Chiesa di San Salvatore ne è il cuore più vivo e palpitante: Se mai c'è la

sottolineare la necessità che i restauri vengano completati nel più breve tempo possibile in modo che

Atrani, Amalfi e tutta la costa possano esporre lungo tutto l'arco dell'anno e tutti i giorni questo straordinario

capolavoro di storia, di arte e non solo in occasione della Settimana dei Beni Culturali (14/22 aprile).

approfondendo magari,con l'apporto di studiosi di chiara fama fino a che punto è da avvalorare la tesi che

vuole il luogo di culto costruito sui resti di una villa romana­ Non cessa mai di sorprendere questa nostra

costa, miniera inesauribile di cultura. Dobbiamo solo convincerci, ed operare di conseguenza, che quella

della cultura è la strada da percorrere senza esitazioni, perplessità e sbandamenti e fino in fondo per la

promozione di una offerta del turismo di qualità.

Me convinco sempre più con negli occhi lo spettacolo di Atrani che mi regala un pieno di ricordi/frammenti

di flash back alla moviola, mentre la voce di Gatto passa lieve a carezza di vento:"Nelle arcate profonde

del viadotto/ il mare verde inabissato annera./In alto i vetri del tramonto, sotto/questo parlare franco ch'è già

sera"

Questo il mio ricordo in una sira d pellegrinaggio d’amore e di cultura a distanza sile ali della fantasia, con

l‘augurio/certezza che la CASA DELLA CUTURA è un altro tassello che va nella direzione giusta ad aprire

porte di FUTURO. Auguri, ATRANI! Grazie, Sindaco, DE ROSA!!!

Giuseppe Liuccio