Sorrento . Da un anno senza acqua e fogna, viene accusata di inquinare

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Sorrento . Da un anno senza acqua e fogna, viene accusata di inquinare, l’incredibile storia raccontata su Il Mattino di Napoli primo quotidiano della Campania da Ciriaco M. Viggiano Sorrento. Da un anno non può lavare il pavimento né mangiare cibi per la cottura dei quali sia necessaria l’acqua corrente. La sua casa nel centro di Sorrento non risulta più allacciata alla fogna, il che l’ha costretta a installare un bagno chimico con una serie di comprensibili disagi. È una vicenda che ha dell’incredibile quella che vede protagonista suo malgrado Franca Lauro, 78enne ex insegnante e commercialista residente in un condominio in via Santa Lucia. La storia s’intreccia con i controlli avviati sui presunti scarichi abusivi nell’estate dello scorso dal Comune insieme all’Asl e alla Gori, la società consortile che gestisce le risorse idriche in penisola sorrentina. È il primo luglio 2015 quando la task-force effettua un sopralluogo nella casa di cui Lauro è comodataria. Il responso? Tutti gli scarichi risultano perfettamente in regola. Ma il secondo test, eseguito pochi giorni più tardi, dà incredibilmente esito sfavorevole: stavolta, secondo i tecnici, i reflui di casa Lauro sono abusivamente sversati nella condotta pluviale comunale. Immediatamente scatta l’ordinanza con cui il sindaco Cuomo ordina alla 78enne di interrompere il presunto scarico-killer e di avviare i lavori per fare in modo che i liquami vengano correttamente convogliati nella fogna nera. La task-force si presenta poi per un terzo sopralluogo, al termine del quale l’abitazione della Lauro viene privata dell’acqua corrente e dell’allaccio alla fogna. Da quel momento, per l’ex insegnante comincia un autentico calvario. Per mangiare deve accontentarsi di yogurt, verdure sott’olio e cibi che non richiedano acqua per la cottura; per bere è costretta ad acquistare cassette di bottiglie difficili da trasportare per un’anziana che, tra l’altro, abita al quarto piano. Stesso discorso per le taniche che Lauro riempie presso una fontana in via degli Aranci: un disagio straziante, ma indispensabile per le pulizie di casa. In più, non disponendo dell’allaccio in fogna, la 78enne è costretta a installare un bagno chimico nel quale può soltanto urinare: per altri bisogni è costretta a raggiungere la casa del nipote a Meta, a circa cinque chilometri di distanza da Sorrento, dove da dodici mesi trascorre pure le notti. «Il 17 agosto festeggerò un anno dall’inizio di questa situazione di disagio», racconta ironicamente Lauro che, negli ultimi mesi, ha chiesto al Comune i verbali dei tre sopralluoghi. «Mi è stata fornita la documentazione relativa alle sole due verifiche che hanno dato esito sfavorevole fa sapere la 78enne – nonostante in quelle carte si faccia riferimento al primo sopralluogo». Come se non bastasse, il condominio ha negato l’ok ai lavori che avrebbero permesso alla donna di avere nuovamente l’allaccio alla fogna. Solo la Gori, dopo mesi di tira e molla, le ha offerto la possibilità di un confronto per studiare la diramazione delle condotte fognarie in via Santa Lucia e valutare la possibilità di ripristino del servizio sospeso un anno fa. «Una situazione del genere è insostenibile per chiunque, figuriamoci per un’anziana conclude la 78enne Ho bisogno dell’acqua corrente così come dell’allaccio alla fogna, oltre che della documentazione necessaria per difendermi: non ci sto a passare per «inquinatrice ufficiale» di Sorrento».

Sorrento . Da un anno senza acqua e fogna, viene accusata di inquinare, l'incredibile storia raccontata su Il Mattino di Napoli primo quotidiano della Campania da Ciriaco M. Viggiano Sorrento. Da un anno non può lavare il pavimento né mangiare cibi per la cottura dei quali sia necessaria l'acqua corrente. La sua casa nel centro di Sorrento non risulta più allacciata alla fogna, il che l'ha costretta a installare un bagno chimico con una serie di comprensibili disagi. È una vicenda che ha dell'incredibile quella che vede protagonista suo malgrado Franca Lauro, 78enne ex insegnante e commercialista residente in un condominio in via Santa Lucia. La storia s'intreccia con i controlli avviati sui presunti scarichi abusivi nell'estate dello scorso dal Comune insieme all'Asl e alla Gori, la società consortile che gestisce le risorse idriche in penisola sorrentina. È il primo luglio 2015 quando la task-force effettua un sopralluogo nella casa di cui Lauro è comodataria. Il responso? Tutti gli scarichi risultano perfettamente in regola. Ma il secondo test, eseguito pochi giorni più tardi, dà incredibilmente esito sfavorevole: stavolta, secondo i tecnici, i reflui di casa Lauro sono abusivamente sversati nella condotta pluviale comunale. Immediatamente scatta l'ordinanza con cui il sindaco Cuomo ordina alla 78enne di interrompere il presunto scarico-killer e di avviare i lavori per fare in modo che i liquami vengano correttamente convogliati nella fogna nera. La task-force si presenta poi per un terzo sopralluogo, al termine del quale l'abitazione della Lauro viene privata dell'acqua corrente e dell'allaccio alla fogna. Da quel momento, per l'ex insegnante comincia un autentico calvario. Per mangiare deve accontentarsi di yogurt, verdure sott'olio e cibi che non richiedano acqua per la cottura; per bere è costretta ad acquistare cassette di bottiglie difficili da trasportare per un'anziana che, tra l'altro, abita al quarto piano. Stesso discorso per le taniche che Lauro riempie presso una fontana in via degli Aranci: un disagio straziante, ma indispensabile per le pulizie di casa. In più, non disponendo dell'allaccio in fogna, la 78enne è costretta a installare un bagno chimico nel quale può soltanto urinare: per altri bisogni è costretta a raggiungere la casa del nipote a Meta, a circa cinque chilometri di distanza da Sorrento, dove da dodici mesi trascorre pure le notti. «Il 17 agosto festeggerò un anno dall'inizio di questa situazione di disagio», racconta ironicamente Lauro che, negli ultimi mesi, ha chiesto al Comune i verbali dei tre sopralluoghi. «Mi è stata fornita la documentazione relativa alle sole due verifiche che hanno dato esito sfavorevole fa sapere la 78enne – nonostante in quelle carte si faccia riferimento al primo sopralluogo». Come se non bastasse, il condominio ha negato l'ok ai lavori che avrebbero permesso alla donna di avere nuovamente l'allaccio alla fogna. Solo la Gori, dopo mesi di tira e molla, le ha offerto la possibilità di un confronto per studiare la diramazione delle condotte fognarie in via Santa Lucia e valutare la possibilità di ripristino del servizio sospeso un anno fa. «Una situazione del genere è insostenibile per chiunque, figuriamoci per un'anziana conclude la 78enne Ho bisogno dell'acqua corrente così come dell'allaccio alla fogna, oltre che della documentazione necessaria per difendermi: non ci sto a passare per «inquinatrice ufficiale» di Sorrento».