SORRENTO E POMPEI SCIOPERO TRENI IN PIENO AGOSTO “CHIEDEREMO I DANNI

0

Danni economici e di immagine: la voce corre da Sorrento a Pompei. Le agenzie di viaggio sul piede di guerra annunciano azioni legali contro i responsabili dello sciopero dei treni della Circumvesuviana. «In pieno agosto, nel clou della stagione turistica, un affronto, uno schiaffo», dicono. Da Roma a Napoli e da Pompei a Sorrento i tour operator parlano di una procedura collettiva – una class action – per un maxi risarcimento a causa dei mancati guadagni, per i soldi anticipati – per l’acquisto dei biglietti di ingresso al sito archeologico – e che i turisti si sono rifiutati di pagare, non avendo potuto visitare le antiche vestigia, e per le ripercussioni sull’immagine. C’è, addirittura, chi ringrazia – in maniera provocatoria – il terrorismo per aver, indirettamente, dirottato i flussi turistici sull’Italia e in particolare in Campania. Soprattutto a Pompei si riapre una nuova ferita dopo la stagione cdhe sembrava chiusa delle assemblee e degli scioperi all’improvvisoc he costringevano a tenere fuori migliai di visitatori degli scavi. «Oggi è stato un sabato di inferno sotto tutti i punti di vista – racconta Francesca Grimaldi, addetta al call center di una agenzia di viaggi di Roma centro – per tutta la mattina è squillato il telefono. I turisti hanno contattato la nostra agenzia per lamentarsi che da Napoli non potevano raggiungere gli scavi di Pompei e pretendevano un mezzo alternativo. Altri hanno minacciato di farci causa per avergli rovinato la vacanza. Io e le mie colleghe siamo state insultate». Stessa storia per i tour operator di Napoli, Pompei e Sorrento. «Abbiamo anticipato i soldi per l’acquisto on-line dei biglietti agli scavi di Pompei ed Ercolano», spiega Pierfrancesco Anastasi, responsabile marketing di una agenzia di viaggi partenopea: «I soldi del rimborso li avrebbero dovuti riscuotere le guide prenotate per i tour archeologici. Niente tour e niente soldi». Stessa storia all’ombra degli scavi. Telefonate di disdette, lamentele e offese agli addetti del servizio clientela delle agenzie di viaggi di Pompei. Non sono bastati i toni garbati e le scuse a tranquillizzare i turisti che si sono visti negare la visita ai tesori dell’archeologia per lo stop del trasporto pubblico. La rabbia degli operatori del turismo, per il danno economico ricevuto, è tanta e tale da convincerli ad unirsi per una class action. «Abbiamo tutte le ricevute del denaro speso e mai rientrato e dei mancati guadagni – spiegano gli imprenditori del turismo – sono centinaia di migliaia di euro. Qualcuno dovrà pagare». Ma non sarà un lavoro semplice per il pool di avvocati che riceveranno l’incarico per procedere con questa azione legale collettiva. Individuare i singoli responsabili dell’ingente danno economico subito dai tour operator è cosa non da poco. Questo, tuttavia, non sarà di ostacolo alla determinazione degli agenti di viaggio di procedere. «Sarà un modo anche per far capire ai nostri clienti che i disagi, a cui sono stati sottoposti, e lo stress da vacanza rovinata non è dovuto ad una nostra negligenza. Anche la Regione Campania ha la sua fetta di responsabilità». Caos, disagi e proteste anche in penisola sorrentina. Le stazioni insolitamente vuote con i turisti costretti a rinunciare alle escursioni o, in alternativa, a pagare i taxi a caro prezzo pur di raggiungere Pompei, Ercolano e Napoli. Ecco la fotografia dei disagi provocati in Costiera dallo sciopero dei macchinisti dell’Eav, il secondo nel giro di due settimane. Una giornata di caos ampiamente annunciato che ha mandato su tutte le furie non solo i vacanzieri, che affollano Sorrento e dintorni, ma soprattutto gli albergatori e gli agenti di viaggio che pure hanno provato a scongiurare le conseguenze di questa ennesima figuraccia. Su tutte le furie Costanzo Iaccarino, presidente campano di Federalberghi e titolare dell’hotel Tramontano di Sorrento: «Bloccare il traffico ferroviario a pochi giorni da Ferragosto è vergognoso: questi scioperi selvaggi si aggiungono ai ritardi, alla sporcizia e alla scarsa sicurezza confermando che quello offerto dall’Eav è un servizio semplicemente osceno». D’intesa con i tour operator, Federalberghi ha tempestivamente informato i vacanzieri in merito allo sciopero, invitandoli a scegliere un mezzo di trasporto diverso rispetto ai treni della Circum. Ma questo non è bastato per evitare a centinaia di ospiti inglesi, statunitensi, sudamericani, australiani, giapponesi e arabi lo strazio della vana attesa in stazione o della stangata a bordo dei taxi. «Molti clienti ci hanno chiesto perché i responsabili del blocco dei convogli non siano stati licenziati in tronco conclude Iaccarino . Noi operatori turistici siamo stanchi di rimediare figuracce per un servizio di trasporto indegno di un paese civile così come siamo stufi di scrivere lettere di protesta alle quali puntualmente non viene dato un riscontro serio e concreto. Se questa è la Circumvesuviana, meglio chiuderla». Secondo Gino Acampora, tra i maggiori agenti di viaggio della penisola sorrentina, uno sciopero simile in altissima stagione rischia di vanificare gli sforzi compiuti tanto dalle istituzioni quanto dagli imprenditori attivi nel comparto. «È un episodio di una gravità inaudita: a che cosa serve attivare treni speciali per i vacanzieri, incrementare le corse, strutturare un’offerta turistica di qualità se poi si costringe la clientela a fare i conti con questi disagi? si chiede Acampora Certi scioperi danneggiano tutta la comunità, compresi i macchinisti, perché riducono il volume di affari di una terra che vive di turismo». Paolo Durante, tour operator e titolare dell’hotel Michelangelo, ringrazia provocatoriamente l’Isis: «Se non fosse per l’ondata di terrore che sta allontanando i turisti da mete come Egitto, Turchia e Tunisia, nessuno trascorrerebbe le vacanze in un Paese ostaggio dei sindacati e caratterizzato da un servizio di trasporto indecente». Sulle barricate anche i sindaci della Costiera, preoccupati dalle conseguenze che gli scioperi selvaggi rischiano di determinare sul comparto turistico in termini sia di immagine che di riduzione del volume d’affari. In prima linea Piergiorgio Sagristani, primo cittadino di Sant’Agnello: «Il turismo non è solo bellezza, ma anche sicurezza ed efficienza. Se vengono meno questi presupposti, è un disastro. Ci faremo sentire in tutte le sedi, a cominciare dalla Regione, per sottolineare la necessità di un servizio di trasporto pubblico all’altezza della vocazione turistica della penisola sorrentina». Un servizio di  Susy Malafronte  e Ciriaco M. Viggiano  su Il Mattino che deve far riflettere mentre ieri Positanonews ha trovato turisti inferociti e disperati

Danni economici e di immagine: la voce corre da Sorrento a Pompei. Le agenzie di viaggio sul piede di guerra annunciano azioni legali contro i responsabili dello sciopero dei treni della Circumvesuviana. «In pieno agosto, nel clou della stagione turistica, un affronto, uno schiaffo», dicono. Da Roma a Napoli e da Pompei a Sorrento i tour operator parlano di una procedura collettiva – una class action – per un maxi risarcimento a causa dei mancati guadagni, per i soldi anticipati – per l'acquisto dei biglietti di ingresso al sito archeologico – e che i turisti si sono rifiutati di pagare, non avendo potuto visitare le antiche vestigia, e per le ripercussioni sull'immagine. C'è, addirittura, chi ringrazia – in maniera provocatoria – il terrorismo per aver, indirettamente, dirottato i flussi turistici sull'Italia e in particolare in Campania. Soprattutto a Pompei si riapre una nuova ferita dopo la stagione cdhe sembrava chiusa delle assemblee e degli scioperi all'improvvisoc he costringevano a tenere fuori migliai di visitatori degli scavi. «Oggi è stato un sabato di inferno sotto tutti i punti di vista – racconta Francesca Grimaldi, addetta al call center di una agenzia di viaggi di Roma centro – per tutta la mattina è squillato il telefono. I turisti hanno contattato la nostra agenzia per lamentarsi che da Napoli non potevano raggiungere gli scavi di Pompei e pretendevano un mezzo alternativo. Altri hanno minacciato di farci causa per avergli rovinato la vacanza. Io e le mie colleghe siamo state insultate». Stessa storia per i tour operator di Napoli, Pompei e Sorrento. «Abbiamo anticipato i soldi per l'acquisto on-line dei biglietti agli scavi di Pompei ed Ercolano», spiega Pierfrancesco Anastasi, responsabile marketing di una agenzia di viaggi partenopea: «I soldi del rimborso li avrebbero dovuti riscuotere le guide prenotate per i tour archeologici. Niente tour e niente soldi». Stessa storia all'ombra degli scavi. Telefonate di disdette, lamentele e offese agli addetti del servizio clientela delle agenzie di viaggi di Pompei. Non sono bastati i toni garbati e le scuse a tranquillizzare i turisti che si sono visti negare la visita ai tesori dell'archeologia per lo stop del trasporto pubblico. La rabbia degli operatori del turismo, per il danno economico ricevuto, è tanta e tale da convincerli ad unirsi per una class action. «Abbiamo tutte le ricevute del denaro speso e mai rientrato e dei mancati guadagni – spiegano gli imprenditori del turismo – sono centinaia di migliaia di euro. Qualcuno dovrà pagare». Ma non sarà un lavoro semplice per il pool di avvocati che riceveranno l'incarico per procedere con questa azione legale collettiva. Individuare i singoli responsabili dell'ingente danno economico subito dai tour operator è cosa non da poco. Questo, tuttavia, non sarà di ostacolo alla determinazione degli agenti di viaggio di procedere. «Sarà un modo anche per far capire ai nostri clienti che i disagi, a cui sono stati sottoposti, e lo stress da vacanza rovinata non è dovuto ad una nostra negligenza. Anche la Regione Campania ha la sua fetta di responsabilità». Caos, disagi e proteste anche in penisola sorrentina. Le stazioni insolitamente vuote con i turisti costretti a rinunciare alle escursioni o, in alternativa, a pagare i taxi a caro prezzo pur di raggiungere Pompei, Ercolano e Napoli. Ecco la fotografia dei disagi provocati in Costiera dallo sciopero dei macchinisti dell'Eav, il secondo nel giro di due settimane. Una giornata di caos ampiamente annunciato che ha mandato su tutte le furie non solo i vacanzieri, che affollano Sorrento e dintorni, ma soprattutto gli albergatori e gli agenti di viaggio che pure hanno provato a scongiurare le conseguenze di questa ennesima figuraccia. Su tutte le furie Costanzo Iaccarino, presidente campano di Federalberghi e titolare dell'hotel Tramontano di Sorrento: «Bloccare il traffico ferroviario a pochi giorni da Ferragosto è vergognoso: questi scioperi selvaggi si aggiungono ai ritardi, alla sporcizia e alla scarsa sicurezza confermando che quello offerto dall'Eav è un servizio semplicemente osceno». D'intesa con i tour operator, Federalberghi ha tempestivamente informato i vacanzieri in merito allo sciopero, invitandoli a scegliere un mezzo di trasporto diverso rispetto ai treni della Circum. Ma questo non è bastato per evitare a centinaia di ospiti inglesi, statunitensi, sudamericani, australiani, giapponesi e arabi lo strazio della vana attesa in stazione o della stangata a bordo dei taxi. «Molti clienti ci hanno chiesto perché i responsabili del blocco dei convogli non siano stati licenziati in tronco conclude Iaccarino . Noi operatori turistici siamo stanchi di rimediare figuracce per un servizio di trasporto indegno di un paese civile così come siamo stufi di scrivere lettere di protesta alle quali puntualmente non viene dato un riscontro serio e concreto. Se questa è la Circumvesuviana, meglio chiuderla». Secondo Gino Acampora, tra i maggiori agenti di viaggio della penisola sorrentina, uno sciopero simile in altissima stagione rischia di vanificare gli sforzi compiuti tanto dalle istituzioni quanto dagli imprenditori attivi nel comparto. «È un episodio di una gravità inaudita: a che cosa serve attivare treni speciali per i vacanzieri, incrementare le corse, strutturare un'offerta turistica di qualità se poi si costringe la clientela a fare i conti con questi disagi? si chiede Acampora Certi scioperi danneggiano tutta la comunità, compresi i macchinisti, perché riducono il volume di affari di una terra che vive di turismo». Paolo Durante, tour operator e titolare dell'hotel Michelangelo, ringrazia provocatoriamente l'Isis: «Se non fosse per l'ondata di terrore che sta allontanando i turisti da mete come Egitto, Turchia e Tunisia, nessuno trascorrerebbe le vacanze in un Paese ostaggio dei sindacati e caratterizzato da un servizio di trasporto indecente». Sulle barricate anche i sindaci della Costiera, preoccupati dalle conseguenze che gli scioperi selvaggi rischiano di determinare sul comparto turistico in termini sia di immagine che di riduzione del volume d'affari. In prima linea Piergiorgio Sagristani, primo cittadino di Sant'Agnello: «Il turismo non è solo bellezza, ma anche sicurezza ed efficienza. Se vengono meno questi presupposti, è un disastro. Ci faremo sentire in tutte le sedi, a cominciare dalla Regione, per sottolineare la necessità di un servizio di trasporto pubblico all'altezza della vocazione turistica della penisola sorrentina». Un servizio di  Susy Malafronte  e Ciriaco M. Viggiano  su Il Mattino che deve far riflettere mentre ieri Positanonews ha trovato turisti inferociti e disperati

Lascia una risposta