Ravello. Finalmente rampa disabili fu – FOTO

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Ravello, Costiera amalfitana . A dicembre 2013 veniva presentata richiesta per la realizzazione di una rampa che consentisse ad una “neodisabile” una vita più decente. Vuoto, ignavia, bugie, scaricabarile per due anni e passa. A luglio 2016 finalmente partono i lavori. Deo gratias, ma grazie anche a quanti davvero l’hanno voluta ed hanno dato il loro contributo per realizzarla! Come si sa le cose belle e giuste meritano un premio, ed ecco che dagli scavi emerge un piccolo premio per la collettività tutta: i resti di un fontanile che ci porta direttamente al 1863 e a Nevile Reid che realizzò a proprie spese il primo acquedotto Ravellese, portando l’acqua potabile in vari punti del paese. Il ricordo infantile e sbiadito di una nicchia e dei racconti di mio nonno Achille Benigno, conferiscono a questo ritrovamento un sapore ancora più dolce e intimo. Sentiremo parlare ancora e spesso nei prossimi giorni di Neville Reid, della sua opera e di quanto si possa e si debba fare per la nostra collettività, sempre più bisognosa di questo tipo di interventi, fisici per alleviare le disabilità fisiche, ma anche e soprattutto culturali, per sminuire gli effetti di un degrado sociale che fenomeni globali portano anche a Ravello con violenza ed effetti devastanti. Volentieri affidiamo questo pensiero e le foto alla sensibilità di quanti vorranno, almeno per un attimo, allontanare la mente da cattiverie e negatività.

Ravello, Costiera amalfitana . A dicembre 2013 veniva presentata richiesta per la realizzazione di una rampa che consentisse ad una “neodisabile” una vita più decente. Vuoto, ignavia, bugie, scaricabarile per due anni e passa. A luglio 2016 finalmente partono i lavori. Deo gratias, ma grazie anche a quanti davvero l’hanno voluta ed hanno dato il loro contributo per realizzarla! Come si sa le cose belle e giuste meritano un premio, ed ecco che dagli scavi emerge un piccolo premio per la collettività tutta: i resti di un fontanile che ci porta direttamente al 1863 e a Nevile Reid che realizzò a proprie spese il primo acquedotto Ravellese, portando l’acqua potabile in vari punti del paese. Il ricordo infantile e sbiadito di una nicchia e dei racconti di mio nonno Achille Benigno, conferiscono a questo ritrovamento un sapore ancora più dolce e intimo. Sentiremo parlare ancora e spesso nei prossimi giorni di Neville Reid, della sua opera e di quanto si possa e si debba fare per la nostra collettività, sempre più bisognosa di questo tipo di interventi, fisici per alleviare le disabilità fisiche, ma anche e soprattutto culturali, per sminuire gli effetti di un degrado sociale che fenomeni globali portano anche a Ravello con violenza ed effetti devastanti. Volentieri affidiamo questo pensiero e le foto alla sensibilità di quanti vorranno, almeno per un attimo, allontanare la mente da cattiverie e negatività.