Napoli. Protesta dei docenti che sono stati trasferiti: «Le graduatorie sono sbagliate». I sindacati preparano i ricorsi

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Napoli. Arrivano i trasferimenti per i docenti della cosiddetta fascia C della scuola primaria ed è subito caos. I sindacati, compatti, chiedono la revisione degli elenchi e già avanza la marea dei ricorsi. Le maestre improvvisano una protesta davanti alla sede dell’ufficio regionale scolastico e una delegazione viene ricevuta dalla responsabile, Luisa Franzese. E così l’estate della scuola napoletana diventa torrida. La temperatura era già salita nei giorni scorsi quando i dirigenti scolastici erano stati costretti a rinunciare alle ferie per scegliere i docenti che avevano fatto richiesta di trasferimento presso i diversi istituti ed è diventata ancora più calda quando il concorso per gli aspiranti prof è entrato nel vivo e sono state fissate le prove anche a ridosso di ferragosto. Alcuni dirigenti hanno rinunciato a fare le nomine e hanno rimandato tutto all’ufficio regionale scolastico che dovrà scegliere i docenti da assegnare a quegli istituti. Ma la tensione è arrivata alle stelle ieri con la contestazione delle graduatorie: quasi 5.000 maestre campane in viaggio verso il Nord. Secondo i docenti è stato utilizzato un algoritmo sbagliato: in sostanza, sostengono in molti, quello studiato per le assunzioni che assegnava le sedi in base all’ordine di preferenza. Per i trasferimenti era stato stabilito, invece, di privilegiare il punteggio. Un errore che è costato centinaia e centinaia di chilometri a molti docenti. Sempre che, come sostengono i sindacati, l’errore ci sia stato: in ogni caso molti sono già pronti al ricorso e i legali affilano le armi. Tante le «stranezze» segnalate dal sito della Flc (Cgil) di Napoli: «La prima è relativa al punteggio necessario per restare in provincia. Al netto dei trasferiti in base a precedenze stabilite dal contratto di lavoro e dalla legge, l’ultimo “assegnato” alla provincia di Napoli per il posto comune risulta avere 62 punti. È proprio certo che fuori provincia siano andati quelli con punteggio inferiore a 62 punti? La risposta è no. Con 82 punti qualcuno è finito a Lecco, con 76 a Verona, con 68 a Torino. Tre casi specifici, ovviamente documentabili ed oggetto di ricorso, che mostrano tutti gli errori di questa mobilità. Consultando gli elenchi degli ambiti territoriali è stato possibile verificare cosa è accaduto lungo tutta l’elaborazione della domanda presentata. Con un risultato che ci ha lasciati a bocca aperta: per il terzo caso risultano inspiegabili a cascata 941 movimenti, per il secondo 907, per il primo ben 1284». Un caso per tutti, quello di Luisa Petropaoli, 49 anni, una vita da precaria alle spalle e 40 punti accumulati, che spiega: «Sono stata destinata a Brescia mentre anche con zero punti c’è chi è andato in Toscana, in Emilia o in Abruzzo. Con il mio punteggio avrei dovuto conquistare almeno il Lazio. Adesso presenterò ricorso al Tar. Non mi resta che sperare nella giustizia amministrativa». E come lei faranno in tanti. Come tanti continuano a sperare nelle assegnazioni provvisorie (introdotte nell’ultima fase del confronto sindacale) per evitare la corsa verso il Nord. La Cisl Scuola, attraverso la leader nazionale Maddalena Gissi e quella provinciale Rosanna Colonna, ha chiesto la rettifica dei dati. «Il ministero dell’Istruzione – dice la Gissi – deve fornire una risposta immediata e adeguata ai docenti e ripristinare subito una situazione di regolarità. Non c’è altra strada. Eventuali contenziosi sono inaccettabili: a ciascun docente devono essere riconosciuti fino in fondo i propri diritti. E se la procedura informatica è stata gestita male, come è certo, bisogna ripristinare il corretto funzionamento del sistema». La sede di Napoli della Cisl, come quelle degli altri sindacati, è stata presa d’assalto da insegnanti inferociti nei confronti del ministero e la segretaria Colonna spiega: «Abbiamo almeno tre situazioni che si presentano con regolarità: il mancato trasferimento su sede, ottenuto da altro docente con minor punteggio; colleghi che, pur potendo essere soddisfatti su posto comune nel primo ambito richiesto, si trovano trasferiti d’ufficio su sostegno lontanissimi dalla provincia di residenza; ancora, docenti che pur godendo della precedenza per la legge 104, sono stati scavalcati da altri che non hanno lo stesso beneficio». In campo anche la responsabile confederale campana, con la numero uno Lina Lucci, che chiede l’intervento delle istituzioni. «Governo e Regione – dice la Lucci – devono attivarsi per evitare che ancora una volta siano i cittadini di questo territorio a pagare. Siamo la realtà con un reddito pro-capite al di sotto dei 17.000 euro e con il 49% dei cittadini che vivono in povertà. Dati intollerabili, ai quali si unisce ora il rischio di migliaia di trasferimenti con ulteriori disagi economici e sociali». Sulla stessa linea il segretario della Flc campana Enrico Grillo che sostiene: «Inedito centellinare i dati sulla mobilità; non tutti gli ambiti della regione hanno pubblicato i dati. E chiaro che qualcosa non ha funzionato come è chiaro che per rettificare una mobilità nazionale che coinvolge tante persone bisognerebbe fare migliaia di operazioni: chiediamo di rifare le assegnazioni con la correzione di eventuali errori informatici». E l’Anief, organizzazione leader nel settore dei ricorsi, ha diramato un comunicato: «Pur nel rispetto della privacy, vanno rese pubbliche le informazioni utili al personale coinvolto nei movimenti per verificare la correttezza dell’assegnazione della sede o dell’ambito territoriale. Inoltre siamo sempre in attesa che siano sanate, o spiegate con la dovuta trasparenza, le assegnazioni dei posti più vicini alla residenza a colleghi in possesso di punteggi più bassi rispetto ad altri, registrate la scorsa settimana». Ma non è finita qui. Oggi saranno pubblicati i trasferimenti delle scuole medie ed è prevedibile una nuova ondata di proteste mentre già si mobilitano i precari. Dice il responsabile di settore della Flc Noberto Gallo: «Le commissioni d’esame stanno facendo una maratona per selezionare i vincitori dei nuovi concorsi, ma già dopo i trasferimenti è chiaro che almeno per quest’anno non ci saranno posti disponibili. Quindi la corsa contro il tempo sarà inutile». (Daniela De Crescenzo – Il Mattino)

Napoli. Arrivano i trasferimenti per i docenti della cosiddetta fascia C della scuola primaria ed è subito caos. I sindacati, compatti, chiedono la revisione degli elenchi e già avanza la marea dei ricorsi. Le maestre improvvisano una protesta davanti alla sede dell’ufficio regionale scolastico e una delegazione viene ricevuta dalla responsabile, Luisa Franzese. E così l’estate della scuola napoletana diventa torrida. La temperatura era già salita nei giorni scorsi quando i dirigenti scolastici erano stati costretti a rinunciare alle ferie per scegliere i docenti che avevano fatto richiesta di trasferimento presso i diversi istituti ed è diventata ancora più calda quando il concorso per gli aspiranti prof è entrato nel vivo e sono state fissate le prove anche a ridosso di ferragosto. Alcuni dirigenti hanno rinunciato a fare le nomine e hanno rimandato tutto all’ufficio regionale scolastico che dovrà scegliere i docenti da assegnare a quegli istituti. Ma la tensione è arrivata alle stelle ieri con la contestazione delle graduatorie: quasi 5.000 maestre campane in viaggio verso il Nord. Secondo i docenti è stato utilizzato un algoritmo sbagliato: in sostanza, sostengono in molti, quello studiato per le assunzioni che assegnava le sedi in base all’ordine di preferenza. Per i trasferimenti era stato stabilito, invece, di privilegiare il punteggio. Un errore che è costato centinaia e centinaia di chilometri a molti docenti. Sempre che, come sostengono i sindacati, l’errore ci sia stato: in ogni caso molti sono già pronti al ricorso e i legali affilano le armi. Tante le «stranezze» segnalate dal sito della Flc (Cgil) di Napoli: «La prima è relativa al punteggio necessario per restare in provincia. Al netto dei trasferiti in base a precedenze stabilite dal contratto di lavoro e dalla legge, l’ultimo “assegnato” alla provincia di Napoli per il posto comune risulta avere 62 punti. È proprio certo che fuori provincia siano andati quelli con punteggio inferiore a 62 punti? La risposta è no. Con 82 punti qualcuno è finito a Lecco, con 76 a Verona, con 68 a Torino. Tre casi specifici, ovviamente documentabili ed oggetto di ricorso, che mostrano tutti gli errori di questa mobilità. Consultando gli elenchi degli ambiti territoriali è stato possibile verificare cosa è accaduto lungo tutta l’elaborazione della domanda presentata. Con un risultato che ci ha lasciati a bocca aperta: per il terzo caso risultano inspiegabili a cascata 941 movimenti, per il secondo 907, per il primo ben 1284». Un caso per tutti, quello di Luisa Petropaoli, 49 anni, una vita da precaria alle spalle e 40 punti accumulati, che spiega: «Sono stata destinata a Brescia mentre anche con zero punti c’è chi è andato in Toscana, in Emilia o in Abruzzo. Con il mio punteggio avrei dovuto conquistare almeno il Lazio. Adesso presenterò ricorso al Tar. Non mi resta che sperare nella giustizia amministrativa». E come lei faranno in tanti. Come tanti continuano a sperare nelle assegnazioni provvisorie (introdotte nell’ultima fase del confronto sindacale) per evitare la corsa verso il Nord. La Cisl Scuola, attraverso la leader nazionale Maddalena Gissi e quella provinciale Rosanna Colonna, ha chiesto la rettifica dei dati. «Il ministero dell’Istruzione – dice la Gissi – deve fornire una risposta immediata e adeguata ai docenti e ripristinare subito una situazione di regolarità. Non c’è altra strada. Eventuali contenziosi sono inaccettabili: a ciascun docente devono essere riconosciuti fino in fondo i propri diritti. E se la procedura informatica è stata gestita male, come è certo, bisogna ripristinare il corretto funzionamento del sistema». La sede di Napoli della Cisl, come quelle degli altri sindacati, è stata presa d’assalto da insegnanti inferociti nei confronti del ministero e la segretaria Colonna spiega: «Abbiamo almeno tre situazioni che si presentano con regolarità: il mancato trasferimento su sede, ottenuto da altro docente con minor punteggio; colleghi che, pur potendo essere soddisfatti su posto comune nel primo ambito richiesto, si trovano trasferiti d’ufficio su sostegno lontanissimi dalla provincia di residenza; ancora, docenti che pur godendo della precedenza per la legge 104, sono stati scavalcati da altri che non hanno lo stesso beneficio». In campo anche la responsabile confederale campana, con la numero uno Lina Lucci, che chiede l’intervento delle istituzioni. «Governo e Regione – dice la Lucci – devono attivarsi per evitare che ancora una volta siano i cittadini di questo territorio a pagare. Siamo la realtà con un reddito pro-capite al di sotto dei 17.000 euro e con il 49% dei cittadini che vivono in povertà. Dati intollerabili, ai quali si unisce ora il rischio di migliaia di trasferimenti con ulteriori disagi economici e sociali». Sulla stessa linea il segretario della Flc campana Enrico Grillo che sostiene: «Inedito centellinare i dati sulla mobilità; non tutti gli ambiti della regione hanno pubblicato i dati. E chiaro che qualcosa non ha funzionato come è chiaro che per rettificare una mobilità nazionale che coinvolge tante persone bisognerebbe fare migliaia di operazioni: chiediamo di rifare le assegnazioni con la correzione di eventuali errori informatici». E l’Anief, organizzazione leader nel settore dei ricorsi, ha diramato un comunicato: «Pur nel rispetto della privacy, vanno rese pubbliche le informazioni utili al personale coinvolto nei movimenti per verificare la correttezza dell’assegnazione della sede o dell’ambito territoriale. Inoltre siamo sempre in attesa che siano sanate, o spiegate con la dovuta trasparenza, le assegnazioni dei posti più vicini alla residenza a colleghi in possesso di punteggi più bassi rispetto ad altri, registrate la scorsa settimana». Ma non è finita qui. Oggi saranno pubblicati i trasferimenti delle scuole medie ed è prevedibile una nuova ondata di proteste mentre già si mobilitano i precari. Dice il responsabile di settore della Flc Noberto Gallo: «Le commissioni d’esame stanno facendo una maratona per selezionare i vincitori dei nuovi concorsi, ma già dopo i trasferimenti è chiaro che almeno per quest’anno non ci saranno posti disponibili. Quindi la corsa contro il tempo sarà inutile». (Daniela De Crescenzo – Il Mattino)