OPERAI IN PROTESTA NEL DEPURATORE DI ANGRI

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Stamattina gli operai della ditta di depurazione ANGRI-scrl sono in stato di agitazione per i mancati pagamenti ai loro stipendi. Una questione ormai diventata atavica da almeno due anni. Gli operai sono saliti sui silos (vedi foto) con gli striscioni per rivendicare i loro diritti. Erano le 7,30 di stamattina quando gli operai si sono decisi a protestare dopo l’ennesimo slittamento dello stipendio. Allertate le forze dell’ordine che sono intervenute cercando di intermediare tra gli operai e la dirigenza. Arrivando poi ad un accordo che prevede il pagamento solamente del 70% dello stipendio, il resto appena dopo che si incontreranno i vertici con gli enti preposti delle solite “tavole rotonde”.  Purtroppo non ne possiamo più dice uno degli operai intervistati, il giorno prima dello stipendio ci avvisano che non veniamo pagati perché non ci sono soldi, scaricando le colpe sulla Regione Campania che non paga gli appalti della ANGRI-scrl. Ricordiamo ai lettori che la ditta ANGRI-scrl fa parte della PASSAVANT Impianti s.p.a. di Novate Milanese (vedi foto) e comprende i territori dell’Agro-Nocerino di Angri, S. Egidio M. San Marzano e Pagani.

La società ANGRI-scrl dovrebbe comunque garantire gli stipendi, è quanto afferma il sindacalista e lavoratore nello stesso depuratore Antonio Roccolano; Noi lavoratori non possiamo sottostare alla beghe tra stazione appaltante (regione Campania) e l’appaltatore (ANGRI-scrl), da contratto collettivo nazionale dei lavoratori, il gestore deve garantire le spettanze mensili a prescindere dei ritardi dei canoni d’appalto, la vera irritualità è che ,l’impianto in questione, ricadente nell’ambito sarnese-vesuviano, dovrebbe essere gestito dalla GORI acque, ad oggi gestore unico nel settore idrico. Tale gestione non risulterebbe a norma in base alla legge 152/2006. L’impianto serve un bacino di 300.000 utenze ed ognuna paga il proprio canone di servizio. Perché continuare a pagare una ditta ( GORI) non titolare della gestione? Il costo per gestire gli impianti di depurazione delle acque sono un ulteriore spreco delle risorse regionale; continua Antonio Roccolano: e costa alla regione Campania oltre i 100 milioni annui per mantenere i depuratori distribuiti nell’Agro-Nocerino ( composto da 5 impianti), di cui 15 milioni in questo impianto di Angri, 30 milioni nell’impianto di Castellammare di Stabia gestito però dalla T.M.E. Termomeccanica Ecologia, una volta appartenente al soppresso “Gruppo di stato EFIM” (sempre di Milano, ma legata alla banca di San Paolo di Torino NdR) ed il restante negli impianti di Nola, Nocera Inferiore e Mercato San Severino. Queste ditte appaltatrici sono state affidate direttamente, senza bandi di gara, cioè la ditta che costruiva l’impianto doveva gestire l’impianto solamente nei 2 successivi anni, ma così non è andata, infatti dal 2007 sono sempre loro a gestire, addirittura sono 16 anni per l’impianto di Castellammare! Gli utenti pagano la bolletta idrica alla GORI Acque, di cui dovrebbe averne anche la gestione, ma invece la gestione depurazione acque bianche e nere viene gestita dal solito sistema di scatole cinesi innescando lo scaricabarile tra PASSAVANT s.p.a. Novate Milanese, che gestisce la ANGRI scrl, GORI e regione Campania (in questo caso ente oggetto di truffa), tenendo in ostaggio lo stipendio degli operai, i quali sarebbero passibili di denuncia di interruzione di servizio pubblico, qualora volessero fermarsi per rivendicare le dovute spettanze mensili. Tra l’altro la GORI Acque dovrebbe versare il 40% delle bollette all’ente Regione Campania e non lo ha mai fatto! Il motivo è che non ce la fanno a gestire (dicono loro). Ad oggi il debito della Gori ammonta ad oltre 250 milioni di euro nei confronti dell’ente regionale! Quindi i cittadini contribuenti (e soprattutto gli operai degli impianti) vengono beffati da queste logiche colonialiste-mafiose-partitiche, in quanto pagano dei servizi in bolletta per avere il fiume più inquinato d’Europa, una società idrica come la GORI che funge da esattore tenendosi quel 40% che andrebbe all’ente regione che servirebbe a pagare i servizi delle società colonialiste come la PASSAVANT s.p.a e la T.M.E. Facciamo appello alle varie magistrature di questo paese, da quella lavorativa, civile e soprattutto penale, affinchè dia risposte utili su questo immenso flusso di denari. Un affare sicuramente da seguire, come il depuratore di Castellammare di Stabia che fu anche posto sotto sequestro perché non svolgeva bene il suo operato.

 

Stamattina gli operai della ditta di depurazione ANGRI-scrl sono in stato di agitazione per i mancati pagamenti ai loro stipendi. Una questione ormai diventata atavica da almeno due anni. Gli operai sono saliti sui silos (vedi foto) con gli striscioni per rivendicare i loro diritti. Erano le 7,30 di stamattina quando gli operai si sono decisi a protestare dopo l’ennesimo slittamento dello stipendio. Allertate le forze dell’ordine che sono intervenute cercando di intermediare tra gli operai e la dirigenza. Arrivando poi ad un accordo che prevede il pagamento solamente del 70% dello stipendio, il resto appena dopo che si incontreranno i vertici con gli enti preposti delle solite “tavole rotonde”.  Purtroppo non ne possiamo più dice uno degli operai intervistati, il giorno prima dello stipendio ci avvisano che non veniamo pagati perché non ci sono soldi, scaricando le colpe sulla Regione Campania che non paga gli appalti della ANGRI-scrl. Ricordiamo ai lettori che la ditta ANGRI-scrl fa parte della PASSAVANT Impianti s.p.a. di Novate Milanese (vedi foto) e comprende i territori dell’Agro-Nocerino di Angri, S. Egidio M. San Marzano e Pagani.

La società ANGRI-scrl dovrebbe comunque garantire gli stipendi, è quanto afferma il sindacalista e lavoratore nello stesso depuratore Antonio Roccolano; Noi lavoratori non possiamo sottostare alla beghe tra stazione appaltante (regione Campania) e l’appaltatore (ANGRI-scrl), da contratto collettivo nazionale dei lavoratori, il gestore deve garantire le spettanze mensili a prescindere dei ritardi dei canoni d’appalto, la vera irritualità è che ,l’impianto in questione, ricadente nell’ambito sarnese-vesuviano, dovrebbe essere gestito dalla GORI acque, ad oggi gestore unico nel settore idrico. Tale gestione non risulterebbe a norma in base alla legge 152/2006. L’impianto serve un bacino di 300.000 utenze ed ognuna paga il proprio canone di servizio. Perché continuare a pagare una ditta ( GORI) non titolare della gestione? Il costo per gestire gli impianti di depurazione delle acque sono un ulteriore spreco delle risorse regionale; continua Antonio Roccolano: e costa alla regione Campania oltre i 100 milioni annui per mantenere i depuratori distribuiti nell’Agro-Nocerino ( composto da 5 impianti), di cui 15 milioni in questo impianto di Angri, 30 milioni nell’impianto di Castellammare di Stabia gestito però dalla T.M.E. Termomeccanica Ecologia, una volta appartenente al soppresso “Gruppo di stato EFIM” (sempre di Milano, ma legata alla banca di San Paolo di Torino NdR) ed il restante negli impianti di Nola, Nocera Inferiore e Mercato San Severino. Queste ditte appaltatrici sono state affidate direttamente, senza bandi di gara, cioè la ditta che costruiva l’impianto doveva gestire l’impianto solamente nei 2 successivi anni, ma così non è andata, infatti dal 2007 sono sempre loro a gestire, addirittura sono 16 anni per l’impianto di Castellammare! Gli utenti pagano la bolletta idrica alla GORI Acque, di cui dovrebbe averne anche la gestione, ma invece la gestione depurazione acque bianche e nere viene gestita dal solito sistema di scatole cinesi innescando lo scaricabarile tra PASSAVANT s.p.a. Novate Milanese, che gestisce la ANGRI scrl, GORI e regione Campania (in questo caso ente oggetto di truffa), tenendo in ostaggio lo stipendio degli operai, i quali sarebbero passibili di denuncia di interruzione di servizio pubblico, qualora volessero fermarsi per rivendicare le dovute spettanze mensili. Tra l’altro la GORI Acque dovrebbe versare il 40% delle bollette all’ente Regione Campania e non lo ha mai fatto! Il motivo è che non ce la fanno a gestire (dicono loro). Ad oggi il debito della Gori ammonta ad oltre 250 milioni di euro nei confronti dell’ente regionale! Quindi i cittadini contribuenti (e soprattutto gli operai degli impianti) vengono beffati da queste logiche colonialiste-mafiose-partitiche, in quanto pagano dei servizi in bolletta per avere il fiume più inquinato d’Europa, una società idrica come la GORI che funge da esattore tenendosi quel 40% che andrebbe all’ente regione che servirebbe a pagare i servizi delle società colonialiste come la PASSAVANT s.p.a e la T.M.E. Facciamo appello alle varie magistrature di questo paese, da quella lavorativa, civile e soprattutto penale, affinchè dia risposte utili su questo immenso flusso di denari. Un affare sicuramente da seguire, come il depuratore di Castellammare di Stabia che fu anche posto sotto sequestro perché non svolgeva bene il suo operato.