Mancini -Inter pace fatta – rinnovo solo con la Champions

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Mancini, il rinnovo con la Champions In caso di qualificazione, il presidente ha garantito al tecnico il nuovo contratto: rapporto ripristinato

 
Niente rinnovo immediato, ma la rassicurazione che in caso di qualificazione alla prossima Champions League lui sarà ancora l’allenatore dell’Inter. Al momento non c’è niente di scritto, ma i vertici del Suning, prima di lasciare giovedì notte New York, hanno garantito con la loro parola che l’impegno preso sarà rispettato e Mancini si fida. Dopo gli incontri con Steven Zhang, Jun Ren e con Thohir, riunioni importanti per vedere le cose sotto un’altra prospettiva, ieri il tecnico era sereno. Ancora più del giorno precedente all’Onu. L’allenatore sentiva il bisogno di parlare di persona con gli azionisti di maggioranza perché il rapporto di fiducia con Thohir si è incrinato dopo che il patron lo ha tenuto all’oscuro della cessione del 68,55% del club. Tra i due non potrà più essere tutto come prima, ma inevitabilmente dovranno trovare un punto d’intesa. Perché il Suning ha chiarito al Mancio che l’indonesiano è il loro uomo di riferimento, la loro interfaccia in Italia, colui che gestirà il club finché questa partnership andrà avanti. Arrivare allo scontro o alimentare la strategia della tensione con il presidente sarebbe controproducente per il tecnico: questo gli è stato fatto notare. Per il Suning prima di tutto viene il bene della società per la quale, hanno sottolineato, hanno fatto un grande investimento e altri ne hanno programmati. I cinesi hanno ammesso che avrebbero voluto farli già quest’anno, ma che sono impossibilitati, almeno per il mercato estivo. 
 
«PAZIENTA FINO A GENNAIO». La parte del discorso che a Mancini è piaciuta di più, però, è questa: i vertici del Suning hanno aggiunto che il “regalo” che faranno adesso è quello di non vendere neppure uno dei titolari che lui, nelle conferenze stampa di fine della scorsa stagione, voleva difendere. Al tempo stesso hanno preso l’impegno di inserire altri 2 giocatori (Candreva più un centrocampista) in attesa della “finestra” di gennaio quando la “potenza di fuoco” sarà maggiore perché saranno arrivati gli sponsor e i partner cinesi che il colosso di Nanchino sta cercando. Al Mancio è stato detto che se avrà bisogno di una “spinta” per arrivare in Champions durante la campagna invernale, gli verrà data. E in caso di piazzamento tra i primi tre, la panchina rimarrà sua. L’allenatore voleva sentire questo perché non gradiva l’idea di lavorare per un tecnico già… prenotato. Anche lui, da persone del mondo del calcio, aveva avuto conferme dei contatti tra l’Inter e Simeone (per il 2017) e con De Boer (per una sostituzione immediata) e non voleva arrivare alla rottura (tanto meno alle dimissioni) perché punta a fare una grande stagione. Ha promesso che concentrerà la sua attenzione solo sul campo anche perché ha già espresso le sue idee di mercato al ds Ausilio. In caso di Champions, risultato che maturerebbe al termine del programma triennale varato con lui a fine 2014, è convinto di avere un nuovo contratto di 2-3 anni. L’opzione “morale” c’è. Ora servono i risultati. 
 
THOHIR SPIEGA. L’argomento Mancini è stato trattato in un’intervista con Class CNBC dal presidente: «Sul mercato abbiamo fatto buoni acquisti, ma guarderemo ad altri 2-3 giocatori che ci possono essere utili per le varie competizioni. Con Mancini c’è un buon rapporto anche se abbiamo avuto qualche discussione e opinioni discordanti. L’importante però è lavorare per la squadra. Il Suning? L’ho scelto perché è molto più grande di me. Se non lo avessi portato all’Inter non avrei fatto il bene del club. Un giocatore che sogno? Messi». 

fonte:orrieredellosport

Mancini, il rinnovo con la Champions In caso di qualificazione, il presidente ha garantito al tecnico il nuovo contratto: rapporto ripristinato

 
Niente rinnovo immediato, ma la rassicurazione che in caso di qualificazione alla prossima Champions League lui sarà ancora l’allenatore dell’Inter. Al momento non c’è niente di scritto, ma i vertici del Suning, prima di lasciare giovedì notte New York, hanno garantito con la loro parola che l’impegno preso sarà rispettato e Mancini si fida. Dopo gli incontri con Steven Zhang, Jun Ren e con Thohir, riunioni importanti per vedere le cose sotto un’altra prospettiva, ieri il tecnico era sereno. Ancora più del giorno precedente all’Onu. L’allenatore sentiva il bisogno di parlare di persona con gli azionisti di maggioranza perché il rapporto di fiducia con Thohir si è incrinato dopo che il patron lo ha tenuto all’oscuro della cessione del 68,55% del club. Tra i due non potrà più essere tutto come prima, ma inevitabilmente dovranno trovare un punto d’intesa. Perché il Suning ha chiarito al Mancio che l’indonesiano è il loro uomo di riferimento, la loro interfaccia in Italia, colui che gestirà il club finché questa partnership andrà avanti. Arrivare allo scontro o alimentare la strategia della tensione con il presidente sarebbe controproducente per il tecnico: questo gli è stato fatto notare. Per il Suning prima di tutto viene il bene della società per la quale, hanno sottolineato, hanno fatto un grande investimento e altri ne hanno programmati. I cinesi hanno ammesso che avrebbero voluto farli già quest’anno, ma che sono impossibilitati, almeno per il mercato estivo. 
 
«PAZIENTA FINO A GENNAIO». La parte del discorso che a Mancini è piaciuta di più, però, è questa: i vertici del Suning hanno aggiunto che il “regalo” che faranno adesso è quello di non vendere neppure uno dei titolari che lui, nelle conferenze stampa di fine della scorsa stagione, voleva difendere. Al tempo stesso hanno preso l’impegno di inserire altri 2 giocatori (Candreva più un centrocampista) in attesa della “finestra” di gennaio quando la “potenza di fuoco” sarà maggiore perché saranno arrivati gli sponsor e i partner cinesi che il colosso di Nanchino sta cercando. Al Mancio è stato detto che se avrà bisogno di una “spinta” per arrivare in Champions durante la campagna invernale, gli verrà data. E in caso di piazzamento tra i primi tre, la panchina rimarrà sua. L’allenatore voleva sentire questo perché non gradiva l’idea di lavorare per un tecnico già… prenotato. Anche lui, da persone del mondo del calcio, aveva avuto conferme dei contatti tra l’Inter e Simeone (per il 2017) e con De Boer (per una sostituzione immediata) e non voleva arrivare alla rottura (tanto meno alle dimissioni) perché punta a fare una grande stagione. Ha promesso che concentrerà la sua attenzione solo sul campo anche perché ha già espresso le sue idee di mercato al ds Ausilio. In caso di Champions, risultato che maturerebbe al termine del programma triennale varato con lui a fine 2014, è convinto di avere un nuovo contratto di 2-3 anni. L’opzione “morale” c’è. Ora servono i risultati. 
 
THOHIR SPIEGA. L’argomento Mancini è stato trattato in un’intervista con Class CNBC dal presidente: «Sul mercato abbiamo fatto buoni acquisti, ma guarderemo ad altri 2-3 giocatori che ci possono essere utili per le varie competizioni. Con Mancini c’è un buon rapporto anche se abbiamo avuto qualche discussione e opinioni discordanti. L’importante però è lavorare per la squadra. Il Suning? L’ho scelto perché è molto più grande di me. Se non lo avessi portato all’Inter non avrei fatto il bene del club. Un giocatore che sogno? Messi». 

fonte:orrieredellosport