Affare concluso Diawara è un calciatore del Napoli

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Diawara era stato preso dal Bologna nel 2015 dopo una stagione in Lega Pro con il San Marino 

 

Acquisti: Tonelli, d (Empoli, 10+2 mln); Sepe, p (Fiorentina, fp); Zuniga, d (Bologna, fp); Uvini, d (Twente, fp); Radosevic, d (Eibar, fp); Dezi, c (Bari, fp); De Guzman, c (Carpi, fp); R. Insigne, a (Avellino, fp); Dumitru, a (Latina, fp); Tutino, a (Bari, fp); Giaccherini, c (Sunderland, 1,5 mln); Milik, a (Ajax, 25+5 mln). 

Cessioni: Higuain, a (Juventus, 90 mln); Gabriel, p (Milan, fp); Regini, d (Sampdoria, fp); Chalobah, c (Chelsea, fp); Zuniga, d (Watford, p); Gnahorè, c (Crotone, prest.; era al Carpi); Andujar, p (Estudiantes, 0,45 mln; era già in prestito). 
Obiettivi: Tolisso, c (Lione); Icardi, a (Inter); Sportiello, p (Atalanta); Zielinski, c (Udinese); Widmer, d (Udinese).

 
C’è tutto un Mondo che muove e in questo mercato che viaggia a ritmo incontrollabile, si vola (virtualmente) dall’Argentina alla Guinea, dalla Serbia alla Polonia alla velocità della luce, del suono, del vento che gira. Qui Icardi a te Diawara, però lasciando che compaiano, nel vortice d’una estate bollente, anche Maksimovic e poi (ma seriamente) Milik, la cui sagoma s’intravede a Dimaro quando sta per farsi buio. E’ (sempre) il Napoli-day, è una telefonata dietro l’altra, è ansia allo stato puro (all’esterno) mentre al Rosatti Sport Hotel è dominio rassicurante d’una situazione che va evolvendosi in varie zone di quest’universo.  
 
FATTA. Alle cinque della sera, mentre il can-can di ciò che accade altrove diventa un’eco, Amadou Diawara (19) diventa un centrocampista del Napoli: Aurelio De Laurentiis ed Andrea Chiavelli, presidente ed amministratore del Napoli, telefonano a Claudio Fenucci e Riccardo Bigon, che del Bologna rappresentano l’asse operativo: il centrocampista è diventato un obiettivo, l’offerta è di 15 milioni con pagamento triennale, la contropartita tecnica prevede la cessione in rossoblù di Dezi, la condizione necessaria perché tutto ciò diventi contratto esecutivo è legato alla cessione di Valdifiori al Torino. Ma ci sono già i sì: c’è quello del Bologna (nonostante incassi solo una parte di quella somma, perché un’altra rappresenta le commissioni destinate agli agenti, definiti dal club emiliano «il cerchio magico»), c’è quello del calciatore alla proposta economica del Napoli. 
 
MESSAGGIO. Ma a Dimaro c’è attenzione prioritaria su Maurito Icardi: stavolta non decolleranno elicotteri, ma l’‘offerta può essere adeguata ed il piano di avvicinamento studiato prosegue. Il Napoli fa sapere all’Inter che i milioni per l’argentino sono intanto diventati 57, quindici in più dopo i 42 di partenza, e che questa è diventata la soglia ultima. E’ un modo per tentare di accelerare, anche se gli aggiornamenti sono sistematicamente in corso d’opera e Gabbiadini, che piace a Mancini, può diventare il passepartout per andare oltre. Ci avviamo ad una prova di forza, com’è nei fatti, ma converrà resistere, perché il romanzone dell’estate diventerà questo, e protagonisti ed ingredienti ce ne sono, ed i soldi non mancano. 
 
INTRECCIO. Ma sono giornate ricchissime di indicazioni e di colpi di scena, perché Maksimovic è ricomparso prepotentemente nel Napoli, che ha deciso di esagerare: venti milioni più Valdifiori la prima idea, che ha chiaramente lasciato il segno, inducendo Cairo a riflettere. Per ora, comunque, Maksimovic non può avviarsi verso Napoli, complice l’irrigidimento di Cairo che, come un anno fa, ha preso tempo, poi ha frenato; e Valdifiori potrebbe comunque andare verso Torino: ma 4 milioni sono pochi. Non è mica detto che Koulibaly vada verso Londra: il Chelsea lo vuole, si spinge sino a 45 milioni, ma non sono stati sufficienti per far barcollare le fondamenta d’una resistenza. 
 
HH. La cronaca è densa: Milik c’è, l’hanno visto, fotografato: è atterrato nel pomeriggio a Verona, è arrivato intorno alle cinque in ritiro e dopo che avrà firmato il quinquennale verrà ufficializzato. Hector Herrera resta una splendida ombra: il Napoli osserva da lontano, vuole capire le reali intenzioni del Porto; non a caso sono sempre vivi i contatti per Bazoer dell’Ajax. Al portiere si penserà eventualmente poi, però la prima telefonata ufficiale è partita e i due ds Giuntoli e Sartori dell’Atalanta hanno cominciato a parlare di Sportiello

– Si è fidanzato con Ivanka Trump, presto convoleranno a giuste nozze, papà Donald ha già scelto la pettinatura per il grande giorno. Sta protestando in corteo a Taranto con i lavoratori dell’Ilva, fa il sindacalista, chiede un aumento. E’ in tour con gli One Direction, ha preso il posto di Zayn Malik, zoppica un po’ sugli acuti ma insomma, l’impegno c’è. Nonostante una verruca al piede ha salvato un capriolo, dalle parti di Reggio Emilia. Nei week end serve ai tavoli alla sagra della salsiccia di Borgo San Martino. Si è fatto ipnotizzare da un mago in pensione e qualcosa è andato storto, no, è a una convention di vegani a Recanati, anzi no, l’hanno preso nel cast di Mary Poppins Returns. E comunque si farà trovare solo con Pokémon Go. Dove sia finito Amadou Diawara nessuno lo sa. E quindi: vale tutto in questa storia – purtroppo – esemplare per capire come vanno le cose oggi al circo del calciomercato. 
 
 
SCOMPARSO. Ghostbusters, altro che film. Diawa-qua, Diawa-là. Scomparso. E latitante. Dal 10 luglio. Giorno in cui avrebbe dovuto presentarsi alla partenza del ritiro del Bologna per Castelrotto. Dà buca, il giorno dopo nella sede del club arriva un certificato medico: stress. Si è fatto visitare nella casa di cura San Rossore, a Massa Carrara. Prognosi di quindici giorni, firmata dalla dott.ssa Doria. Stress da contratto? Anche. Bisogna dire che: ha chiesto di essere ceduto, il Bologna gli ha proposto il rinnovo, lui ha pensato bene di sparire. Ha un contratto che scade nel 2020. Stipendio: 70.000 euro lordi l’anno (41.000 netti, sono 3.400 al mese), la scorsa stagione però – al debutto in A – ne ha presi, tra un bonus e l’altro, circa 200.000. Dopo la prima sparizione il Bologna cerca di mettersi in contatto con il suo entourage. Mica facile. Si va allo scontro. «E’ protetto da un cerchio magico», ammettono i dirigenti del Bologna. Parte la minaccia di una multa, ma al massimo – da regolamento – si può arrivare al 30% dello stipendio. E quindi: 21.000 euro. Sopportabili, come no.  
 
(RI)SCOMPARSO. Due giorni fa, giovedì, Diawara non si è presentato per il ritiro di Kitzbuhel. Altro certificato medico. E’ stressato, l’aveva già detto. E non dà notizie di sè. Pasticciaccio brutto, quello del ragazzo – Amadou ha 19 anni – che tiene sotto scacco il Bologna. Era già successo. Nel gennaio del 2015, giocava nel San Marino, venne – complice – chiuso nella stanza del residence dove alloggiava. E vi rimase tre giorni, senza presentarsi agli allenamenti. In ballo, all’epoca – sai la novità – c’erano dei soldi, che parte del suo entourage pretendeva dal club. Venti giorni dopo la sua sparizione: Diawara c’è (sul mercato, ma non c’è (nella realtà). Non si allena. Ve l’abbiamo detto che è stressato? Il Bologna se ne è fatto una ragione. Deve venderlo, è un tesoretto da far fruttare. Quindi: fa comodo a tutti far finta di niente. Nessuno può concedersi il lusso dello stupore: questa storia è la fotografia di un calcio storto e bacato dove può succedere che un lavoratore dipendente – puff – sparisca nel nulla, salvo poi ricomparire – scommettiamo? – il giorno in cui poserà con la nuova maglia e giurerà: ho sempre sognato di giocare qui. Alla sagra della salsiccia si è liberato un posto. 
 

 

 

fonte:orrieredellosport

Diawara era stato preso dal Bologna nel 2015 dopo una stagione in Lega Pro con il San Marino 

 

Acquisti: Tonelli, d (Empoli, 10+2 mln); Sepe, p (Fiorentina, fp); Zuniga, d (Bologna, fp); Uvini, d (Twente, fp); Radosevic, d (Eibar, fp); Dezi, c (Bari, fp); De Guzman, c (Carpi, fp); R. Insigne, a (Avellino, fp); Dumitru, a (Latina, fp); Tutino, a (Bari, fp); Giaccherini, c (Sunderland, 1,5 mln); Milik, a (Ajax, 25+5 mln). 
Cessioni: Higuain, a (Juventus, 90 mln); Gabriel, p (Milan, fp); Regini, d (Sampdoria, fp); Chalobah, c (Chelsea, fp); Zuniga, d (Watford, p); Gnahorè, c (Crotone, prest.; era al Carpi); Andujar, p (Estudiantes, 0,45 mln; era già in prestito). 
Obiettivi: Tolisso, c (Lione); Icardi, a (Inter); Sportiello, p (Atalanta); Zielinski, c (Udinese); Widmer, d (Udinese).

 
C’è tutto un Mondo che muove e in questo mercato che viaggia a ritmo incontrollabile, si vola (virtualmente) dall’Argentina alla Guinea, dalla Serbia alla Polonia alla velocità della luce, del suono, del vento che gira. Qui Icardi a te Diawara, però lasciando che compaiano, nel vortice d’una estate bollente, anche Maksimovic e poi (ma seriamente) Milik, la cui sagoma s’intravede a Dimaro quando sta per farsi buio. E’ (sempre) il Napoli-day, è una telefonata dietro l’altra, è ansia allo stato puro (all’esterno) mentre al Rosatti Sport Hotel è dominio rassicurante d’una situazione che va evolvendosi in varie zone di quest’universo.  
 
FATTA. Alle cinque della sera, mentre il can-can di ciò che accade altrove diventa un’eco, Amadou Diawara (19) diventa un centrocampista del Napoli: Aurelio De Laurentiis ed Andrea Chiavelli, presidente ed amministratore del Napoli, telefonano a Claudio Fenucci e Riccardo Bigon, che del Bologna rappresentano l’asse operativo: il centrocampista è diventato un obiettivo, l’offerta è di 15 milioni con pagamento triennale, la contropartita tecnica prevede la cessione in rossoblù di Dezi, la condizione necessaria perché tutto ciò diventi contratto esecutivo è legato alla cessione di Valdifiori al Torino. Ma ci sono già i sì: c’è quello del Bologna (nonostante incassi solo una parte di quella somma, perché un’altra rappresenta le commissioni destinate agli agenti, definiti dal club emiliano «il cerchio magico»), c’è quello del calciatore alla proposta economica del Napoli. 
 
MESSAGGIO. Ma a Dimaro c’è attenzione prioritaria su Maurito Icardi: stavolta non decolleranno elicotteri, ma l’‘offerta può essere adeguata ed il piano di avvicinamento studiato prosegue. Il Napoli fa sapere all’Inter che i milioni per l’argentino sono intanto diventati 57, quindici in più dopo i 42 di partenza, e che questa è diventata la soglia ultima. E’ un modo per tentare di accelerare, anche se gli aggiornamenti sono sistematicamente in corso d’opera e Gabbiadini, che piace a Mancini, può diventare il passepartout per andare oltre. Ci avviamo ad una prova di forza, com’è nei fatti, ma converrà resistere, perché il romanzone dell’estate diventerà questo, e protagonisti ed ingredienti ce ne sono, ed i soldi non mancano. 
 
INTRECCIO. Ma sono giornate ricchissime di indicazioni e di colpi di scena, perché Maksimovic è ricomparso prepotentemente nel Napoli, che ha deciso di esagerare: venti milioni più Valdifiori la prima idea, che ha chiaramente lasciato il segno, inducendo Cairo a riflettere. Per ora, comunque, Maksimovic non può avviarsi verso Napoli, complice l’irrigidimento di Cairo che, come un anno fa, ha preso tempo, poi ha frenato; e Valdifiori potrebbe comunque andare verso Torino: ma 4 milioni sono pochi. Non è mica detto che Koulibaly vada verso Londra: il Chelsea lo vuole, si spinge sino a 45 milioni, ma non sono stati sufficienti per far barcollare le fondamenta d’una resistenza. 
 
HH. La cronaca è densa: Milik c’è, l’hanno visto, fotografato: è atterrato nel pomeriggio a Verona, è arrivato intorno alle cinque in ritiro e dopo che avrà firmato il quinquennale verrà ufficializzato. Hector Herrera resta una splendida ombra: il Napoli osserva da lontano, vuole capire le reali intenzioni del Porto; non a caso sono sempre vivi i contatti per Bazoer dell’Ajax. Al portiere si penserà eventualmente poi, però la prima telefonata ufficiale è partita e i due ds Giuntoli e Sartori dell’Atalanta hanno cominciato a parlare di Sportiello

Si è fidanzato con Ivanka Trump, presto convoleranno a giuste nozze, papà Donald ha già scelto la pettinatura per il grande giorno. Sta protestando in corteo a Taranto con i lavoratori dell'Ilva, fa il sindacalista, chiede un aumento. E' in tour con gli One Direction, ha preso il posto di Zayn Malik, zoppica un po' sugli acuti ma insomma, l'impegno c'è. Nonostante una verruca al piede ha salvato un capriolo, dalle parti di Reggio Emilia. Nei week end serve ai tavoli alla sagra della salsiccia di Borgo San Martino. Si è fatto ipnotizzare da un mago in pensione e qualcosa è andato storto, no, è a una convention di vegani a Recanati, anzi no, l'hanno preso nel cast di Mary Poppins Returns. E comunque si farà trovare solo con Pokémon Go. Dove sia finito Amadou Diawara nessuno lo sa. E quindi: vale tutto in questa storia – purtroppo – esemplare per capire come vanno le cose oggi al circo del calciomercato. 
 
 
SCOMPARSO. Ghostbusters, altro che film. Diawa-qua, Diawa-là. Scomparso. E latitante. Dal 10 luglio. Giorno in cui avrebbe dovuto presentarsi alla partenza del ritiro del Bologna per Castelrotto. Dà buca, il giorno dopo nella sede del club arriva un certificato medico: stress. Si è fatto visitare nella casa di cura San Rossore, a Massa Carrara. Prognosi di quindici giorni, firmata dalla dott.ssa Doria. Stress da contratto? Anche. Bisogna dire che: ha chiesto di essere ceduto, il Bologna gli ha proposto il rinnovo, lui ha pensato bene di sparire. Ha un contratto che scade nel 2020. Stipendio: 70.000 euro lordi l'anno (41.000 netti, sono 3.400 al mese), la scorsa stagione però – al debutto in A – ne ha presi, tra un bonus e l'altro, circa 200.000. Dopo la prima sparizione il Bologna cerca di mettersi in contatto con il suo entourage. Mica facile. Si va allo scontro. «E' protetto da un cerchio magico», ammettono i dirigenti del Bologna. Parte la minaccia di una multa, ma al massimo – da regolamento – si può arrivare al 30% dello stipendio. E quindi: 21.000 euro. Sopportabili, come no.  
 
(RI)SCOMPARSO. Due giorni fa, giovedì, Diawara non si è presentato per il ritiro di Kitzbuhel. Altro certificato medico. E' stressato, l'aveva già detto. E non dà notizie di sè. Pasticciaccio brutto, quello del ragazzo – Amadou ha 19 anni – che tiene sotto scacco il Bologna. Era già successo. Nel gennaio del 2015, giocava nel San Marino, venne – complice – chiuso nella stanza del residence dove alloggiava. E vi rimase tre giorni, senza presentarsi agli allenamenti. In ballo, all'epoca – sai la novità – c'erano dei soldi, che parte del suo entourage pretendeva dal club. Venti giorni dopo la sua sparizione: Diawara c'è (sul mercato, ma non c'è (nella realtà). Non si allena. Ve l'abbiamo detto che è stressato? Il Bologna se ne è fatto una ragione. Deve venderlo, è un tesoretto da far fruttare. Quindi: fa comodo a tutti far finta di niente. Nessuno può concedersi il lusso dello stupore: questa storia è la fotografia di un calcio storto e bacato dove può succedere che un lavoratore dipendente – puff – sparisca nel nulla, salvo poi ricomparire – scommettiamo? – il giorno in cui poserà con la nuova maglia e giurerà: ho sempre sognato di giocare qui. Alla sagra della salsiccia si è liberato un posto. 

 

 

 

fonte:orrieredellosport