La castagna del comprensorio Scala-Ravello-Tramonti . Nessun sviluppo

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Torna la festa della castagna a Scala  in costiera amalfitana – in calendario dal 15 al 17 di questo ottobre – e nel programma non risulta alcuna discussione, come spesso accaduto, sull’importanza del frutto, sui suoi risvolti economici, attuali e futuri, sulla necessità di una più concreta organizzazione per il suo sfruttamento sul territorio. Dal momento che la castagna del comprensorio Scala-Ravello-Tramonti è indicata come una delle più pregiate, non si riesce a comprendere perchè ci si debba limitare alla sola raccolta e vendita, al naturale, del pur decantato frutto.

Si, perchè un consorzio della costa d’ Amalfi che accorpi tutti i produttori dei centri succitati, un impianto di stabilimenti, anche se qualcuno a carattere artigianale, non farebbero altro che apportare soddisfacenti benefici economici sia si proprietari dei castagneti che ai tanti giovani locali in affannosa ricerca di decente e degna occupazione sul posto di residenza.

Il Comune di Tramonti, già dalla passata Amministrazione comunale, ha iniziato e quasi concluso i lavori per la sistemazione della “Casa del gusto”, che dovrebbe racchiudere quanto di interessante produce la terra tramontina, non certo avara di vantaggi. Ebbene, questa Casa dovrebbe essere di sprono alle attese di tanta gente che vedrebbe di buon occhio il nascere di aziende che producano prodotti che abbiano alla base l’ingrediente principe che è la castagna: dolci, biscotti, marmellate, glacès, pasta e quanto altro la mente e l’estro dei tramontini, ravellesi e scalesi, abili ed indiscussi maestri dell’arte culinaria, possano ideare. Tanti giovani, anche se riuniti in cooperative, potrebbero avere la soddisfazione di un lavoro sottocasa: come tante ragazze, che hanno nel cassetto il diploma conseguito all’istituto per il Turismo o all’Alberghiero, potrebbero sfruttare al meglio questa loro indicazione scolastica.

gaspare apicella