Napoli. Gestore di un chiosco a Mergellina picchiato e spinto sulla scogliera da due algerini che non volevano pagare

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Napoli. «Ho avuto paura di morire». Le parole di Giovanni Topo, il 55enne napoletano scaraventato dalla balaustra che costeggia Mergellina, arrivano dal letto dell’ospedale Loreto Mare dove è stato ricoverato dopo una notte da incubo. Martedì poco dopo le 20 l’uomo, che è il proprietario di uno dei chioschi sul lungomare, è stato aggredito da due algerini che lo hanno insultato, minacciato e spinto giù dal muretto che fiancheggia il marciapiede. Un volo di cinque metri con un fortunato impatto sulla sabbia che ha attutito il colpo, sono costati a Giovanni la frattura di alcune costole e un trauma al braccio destro oltre a numerose contusioni in vari punti del corpo ma, come lui stesso dice, «c’era da rimetterci la pelle con una caduta del genere». «Inizialmente gli algerini non volevano pagare i due euro della birra che avevano acquistato – racconta Pietro, 22enne nipote di Giovanni che era con lui al momento dell’aggressione – dopo le loro minacce, le parolacce e gli insulti a cui noi non avevamo risposto per evitare problemi, ci hanno finalmente pagato ma non sono andati via e hanno continuato a provocarci». Quando il clima di tensione sembrava essersi sedato gli extracomunitari sono tornati alla carica e uno di loro ha spinto Giovanni mentre si trovava alle sue spalle sopra il muretto che costeggia il lungomare. «Ho cercato di bloccare l’extracomunitario che, dopo aver scaraventato dal muro mio zio, stava scappando – aggiunge Pietro – dopo è intervenuta la polizia e nonostante questo uno dei due stranieri continuava a minacciarci impugnando una bottiglia rotta». Una violenza di questo tipo non era mai accaduta né a Giovanni né ai familiari che lavorano al suo chiosco. «Sul lungomare sta crescendo il fenomeno di extracomunitari ubriachi che diventano pericolosi e spesso minacciano e impauriscono sia chi lavora che i turisti», dicono i parenti del 55enne. «Ci vorrebbero ancora più controlli delle forze dell’ordine», dice Pietro. Il dato certo è che martedì sera l’intervento della polizia è stato tempestivo. Gli uomini della VI sezione “Criminalità diffusa” della Squadra Mobile comandata dal vicequestore Fausto Lamparelli hanno arrestato Faui Chelabi, 31anni, per il reato di tentato omicidio, e Sabri Ayahi, 26enne, per violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale, entrambi algerini e senza fissa dimora in Italia. E mentre in tanti denunciano episodi pericolosi, l’area di Mergellina resta sottoposta ad attività di controllo ad alto impatto da parte di polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale. Secondo i moduli operativi avviati dalla Questura, al di fuori delle attività di contrasto ai fenomeni camorristici e dell’ordinario presidio nell’intera città, la zona è soggetta a monitoraggi appositamente creati per gli itinerari turistici che comprendono Mergellina, oltre a una stretta ulteriore per controllare la movida in zona e la vigilanza preventiva concepita dal piano messo in campo dalla Prefettura. La maggior parte di queste azioni sono suddivise tra interventi di polizia e carabinieri che si alternano, ma anche la polizia municipale presidia costantemente la zona ed è presente col pronto intervento notturno. (Melina Chiapparino – Il Mattino)

Napoli. «Ho avuto paura di morire». Le parole di Giovanni Topo, il 55enne napoletano scaraventato dalla balaustra che costeggia Mergellina, arrivano dal letto dell’ospedale Loreto Mare dove è stato ricoverato dopo una notte da incubo. Martedì poco dopo le 20 l’uomo, che è il proprietario di uno dei chioschi sul lungomare, è stato aggredito da due algerini che lo hanno insultato, minacciato e spinto giù dal muretto che fiancheggia il marciapiede. Un volo di cinque metri con un fortunato impatto sulla sabbia che ha attutito il colpo, sono costati a Giovanni la frattura di alcune costole e un trauma al braccio destro oltre a numerose contusioni in vari punti del corpo ma, come lui stesso dice, «c’era da rimetterci la pelle con una caduta del genere». «Inizialmente gli algerini non volevano pagare i due euro della birra che avevano acquistato – racconta Pietro, 22enne nipote di Giovanni che era con lui al momento dell’aggressione – dopo le loro minacce, le parolacce e gli insulti a cui noi non avevamo risposto per evitare problemi, ci hanno finalmente pagato ma non sono andati via e hanno continuato a provocarci». Quando il clima di tensione sembrava essersi sedato gli extracomunitari sono tornati alla carica e uno di loro ha spinto Giovanni mentre si trovava alle sue spalle sopra il muretto che costeggia il lungomare. «Ho cercato di bloccare l’extracomunitario che, dopo aver scaraventato dal muro mio zio, stava scappando – aggiunge Pietro – dopo è intervenuta la polizia e nonostante questo uno dei due stranieri continuava a minacciarci impugnando una bottiglia rotta». Una violenza di questo tipo non era mai accaduta né a Giovanni né ai familiari che lavorano al suo chiosco. «Sul lungomare sta crescendo il fenomeno di extracomunitari ubriachi che diventano pericolosi e spesso minacciano e impauriscono sia chi lavora che i turisti», dicono i parenti del 55enne. «Ci vorrebbero ancora più controlli delle forze dell’ordine», dice Pietro. Il dato certo è che martedì sera l’intervento della polizia è stato tempestivo. Gli uomini della VI sezione “Criminalità diffusa” della Squadra Mobile comandata dal vicequestore Fausto Lamparelli hanno arrestato Faui Chelabi, 31anni, per il reato di tentato omicidio, e Sabri Ayahi, 26enne, per violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale, entrambi algerini e senza fissa dimora in Italia. E mentre in tanti denunciano episodi pericolosi, l’area di Mergellina resta sottoposta ad attività di controllo ad alto impatto da parte di polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale. Secondo i moduli operativi avviati dalla Questura, al di fuori delle attività di contrasto ai fenomeni camorristici e dell’ordinario presidio nell’intera città, la zona è soggetta a monitoraggi appositamente creati per gli itinerari turistici che comprendono Mergellina, oltre a una stretta ulteriore per controllare la movida in zona e la vigilanza preventiva concepita dal piano messo in campo dalla Prefettura. La maggior parte di queste azioni sono suddivise tra interventi di polizia e carabinieri che si alternano, ma anche la polizia municipale presidia costantemente la zona ed è presente col pronto intervento notturno. (Melina Chiapparino – Il Mattino)