Milik vicinissimo al Napoli

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Arkadiusz Milik è nato il 28 febbraio 1994. Calciatore polacco, inizia la sua carriera nel Górnik Zabrze dove, a partire dalla stagione 2011-12 viene stabilmente aggregato in prima squadra e fa il suo esordio da titolare a 17 anni in una trasferta pareggiata 1-1 contro lo Slask Wroclaw. L’1 gennaio 2013 passa al Bayer Leverkusen. Il 2 febbraio esordisce con i tedeschi nella partita contro il Borussia Dortmund, persa 3-2. Il 30 agosto 2013 viene mandato all’Augusta in prestito. L’1 luglio 2014 passa, sempre in prestito ma con diritto di riscatto, all’Ajax. Qui realizza una grandissima stagione segnando complessivamente tra campionato e coppe 23 gol in 35 partite. Diventa capocannoniere della Coppa d’Olanda con 8 gol e miglior marcatore della squadra in Eredivisie con 11 gol in 21 presenze. L’1 luglio 2015 viene riscattato dai lancieri firmando un contratto per 4 anni. Convocato per gli Europei 2016, in Francia segna il gol decisivo per la vittoria contro l’Irlanda del Nord. Il Napoli sarebbe la sua 5ª squadra in carriera e la Serie A il suo 4° campionato.

C’è solo un modo per esorcizzare il «fantasma»; anzi: ce ne sono due; e volendo ce ne sarebbero (ce ne saranno?) tre: c’è una nuvola azzurra che s’allunga sul mercato e fa a cascare quasi a pioggia, una dietro l’altro, una serie di sagome in mezzo al San Paolo: è il primo – e poi il secondo – passo verso una rivoluzione ch’è nei fatti, scatenata dall’addio a sorpresa di Gonzalo Higuain, è la scelta di campo per scavare un solco, lasciandosi il passato alle spalle e provare a guardare con ottimismo lontano. Arkadiusz Milik (22) è un giovanotto in carriera, una delle stelline della Polonia all’ultimo Europeo: è attaccante moderno, può giocare largo a destra ed anche come centravanti, ha nelle corde l’occupazione del fronte attacco, vede e sente la porta e piace anche a Sarri. Al Napoli di sicuro, che si è tuffato con decisione e lasciando soffiare il vento dell’Est ha cominciato a diradare il «pessimismo cosmico» che s’avverte intorno ad una squadra di suo già forte: l’offerta che ha spostato l’irrigidimento dell’Ajax è di venticinque milioni, con dentro qualche bonus, ed ora l’affare è prossimo alla conclusione, con tanto di conferma di Marc Overmars, il diesse-monumento d’una società che sforna calciatori di classe. «E’ vero, a loro piace trattare con noi». Sarà un caso, ma Milik non è stato convocato per la sfida al Paok Salonicco, preliminare di Champions.

E UNO. I dettagli, che rappresentano il sale, andranno risolti rapidamente: ma in Olanda si sono sbilanciati, pure sulle cifre (proposta choc da 35, secondo) e si sono spinti avanti. Il Napoli crede ormai agli affari conclusi soltanto quando ha in mano anche le firme e non lascia trapelare uno spiffero, né una sensazione: però Milik, che nella classifica di gradimento era terzo, dopo Icardi e Bacca, ha scalato immediatamente posizioni avendo l’identikit ideale per soddisfare il progetto. L’età e il talento hanno spostato le gerarchie e Milik va considerato prossimo all’investitura.

E DUE. Il mercato prevede varie cose, in questa pazza, pazza giornata ricca di colpi di scena: Corentin Tolisso, un altro enfant-prodige, mediano e mezzala del Lione, non sembra più congelato, come accaduto fino all’altro giorno. Ha cominciato a vacillare anche Aulas, che ha concesso una limpida apertura con una frase che non ammette interpretazioni: «Con Aurelio De Laurentiis ho un ottimo rapporto, è una persona che mi piace molto. Ammetto che per Tolisso ha fatto un’offerta assai importante ma la nostra intenzione è quella di trattenere il ragazzo a Lione. Ma il giorno in cui il Napoli venderà Higuain alla Juventus, a quel punto avrà una clamorosa disponibilità economica». Fatto: accordo con il Pipita depositato, prima parte della clausola versata, cambiano gli scenari e l’assalto a Tolisso è ripartito, in diretta, sempre sul filo dei ventisei milioni e ciò che pareva una tentazione o un’ossessione è diventata una risorsa concreta a cui attingere. C’è ancora qualcosa da dirsi, perché al mercato (del calcio) è diverso, e magari c’è una tempistica che può rappresentare un problema: però Tolisso è prossimo ad una investitura ufficiale e va ad irrobustire un settore nel quale Allan, Jorginho e Hamsik offrono già parecchia qualità.

PROSPETTIVA. E comunque non finisce qua, almeno nelle intenzioni, perché l’arrivo di Milik non esclude Icardi, per il quale l’offerta è sistematicamente in aggiornamento (adesso i milioni, con dentro i bonus, sono 52) e comunque quello di Tolisso non sbarra la porta ad un’idea di Cristiano Giuntoli, che ha monitorato l’Ajax ripetutamente: voleva Klaassen ed ha dovuto arrendersi ma non ha mai smesso di pensare a Riechedly Bazoer (20) altro centrocampista «di lotta e di governo», dalla valutazione rilevante, come solo i lancieri sanno fare. Altrimenti, rimane graditissimo Rog (2) della Dinamo Zagabria, ma anche Diawara (19) del Bologna, nel quale c’è anche Mbaye (22) esterno basso di destra, per il quale potrebbe nascere qualcosa prossimamente. Ma per il momento c’è concentrazione assoluta sul centrocampo e sull’attacco: uno, due, anzi tre metodi per liberarsi dai fantasmi

fonte:orrieredellosport

Arkadiusz Milik è nato il 28 febbraio 1994. Calciatore polacco, inizia la sua carriera nel Górnik Zabrze dove, a partire dalla stagione 2011-12 viene stabilmente aggregato in prima squadra e fa il suo esordio da titolare a 17 anni in una trasferta pareggiata 1-1 contro lo Slask Wroclaw. L’1 gennaio 2013 passa al Bayer Leverkusen. Il 2 febbraio esordisce con i tedeschi nella partita contro il Borussia Dortmund, persa 3-2. Il 30 agosto 2013 viene mandato all’Augusta in prestito. L’1 luglio 2014 passa, sempre in prestito ma con diritto di riscatto, all’Ajax. Qui realizza una grandissima stagione segnando complessivamente tra campionato e coppe 23 gol in 35 partite. Diventa capocannoniere della Coppa d’Olanda con 8 gol e miglior marcatore della squadra in Eredivisie con 11 gol in 21 presenze. L’1 luglio 2015 viene riscattato dai lancieri firmando un contratto per 4 anni. Convocato per gli Europei 2016, in Francia segna il gol decisivo per la vittoria contro l’Irlanda del Nord. Il Napoli sarebbe la sua 5ª squadra in carriera e la Serie A il suo 4° campionato.

C’è solo un modo per esorcizzare il «fantasma»; anzi: ce ne sono due; e volendo ce ne sarebbero (ce ne saranno?) tre: c’è una nuvola azzurra che s’allunga sul mercato e fa a cascare quasi a pioggia, una dietro l’altro, una serie di sagome in mezzo al San Paolo: è il primo – e poi il secondo – passo verso una rivoluzione ch’è nei fatti, scatenata dall’addio a sorpresa di Gonzalo Higuain, è la scelta di campo per scavare un solco, lasciandosi il passato alle spalle e provare a guardare con ottimismo lontano. Arkadiusz Milik (22) è un giovanotto in carriera, una delle stelline della Polonia all’ultimo Europeo: è attaccante moderno, può giocare largo a destra ed anche come centravanti, ha nelle corde l’occupazione del fronte attacco, vede e sente la porta e piace anche a Sarri. Al Napoli di sicuro, che si è tuffato con decisione e lasciando soffiare il vento dell’Est ha cominciato a diradare il «pessimismo cosmico» che s’avverte intorno ad una squadra di suo già forte: l’offerta che ha spostato l’irrigidimento dell’Ajax è di venticinque milioni, con dentro qualche bonus, ed ora l’affare è prossimo alla conclusione, con tanto di conferma di Marc Overmars, il diesse-monumento d’una società che sforna calciatori di classe. «E’ vero, a loro piace trattare con noi». Sarà un caso, ma Milik non è stato convocato per la sfida al Paok Salonicco, preliminare di Champions.

E UNO. I dettagli, che rappresentano il sale, andranno risolti rapidamente: ma in Olanda si sono sbilanciati, pure sulle cifre (proposta choc da 35, secondo) e si sono spinti avanti. Il Napoli crede ormai agli affari conclusi soltanto quando ha in mano anche le firme e non lascia trapelare uno spiffero, né una sensazione: però Milik, che nella classifica di gradimento era terzo, dopo Icardi e Bacca, ha scalato immediatamente posizioni avendo l’identikit ideale per soddisfare il progetto. L’età e il talento hanno spostato le gerarchie e Milik va considerato prossimo all'investitura.

E DUE. Il mercato prevede varie cose, in questa pazza, pazza giornata ricca di colpi di scena: Corentin Tolisso, un altro enfant-prodige, mediano e mezzala del Lione, non sembra più congelato, come accaduto fino all’altro giorno. Ha cominciato a vacillare anche Aulas, che ha concesso una limpida apertura con una frase che non ammette interpretazioni: «Con Aurelio De Laurentiis ho un ottimo rapporto, è una persona che mi piace molto. Ammetto che per Tolisso ha fatto un’offerta assai importante ma la nostra intenzione è quella di trattenere il ragazzo a Lione. Ma il giorno in cui il Napoli venderà Higuain alla Juventus, a quel punto avrà una clamorosa disponibilità economica». Fatto: accordo con il Pipita depositato, prima parte della clausola versata, cambiano gli scenari e l’assalto a Tolisso è ripartito, in diretta, sempre sul filo dei ventisei milioni e ciò che pareva una tentazione o un’ossessione è diventata una risorsa concreta a cui attingere. C’è ancora qualcosa da dirsi, perché al mercato (del calcio) è diverso, e magari c’è una tempistica che può rappresentare un problema: però Tolisso è prossimo ad una investitura ufficiale e va ad irrobustire un settore nel quale Allan, Jorginho e Hamsik offrono già parecchia qualità.

PROSPETTIVA. E comunque non finisce qua, almeno nelle intenzioni, perché l’arrivo di Milik non esclude Icardi, per il quale l’offerta è sistematicamente in aggiornamento (adesso i milioni, con dentro i bonus, sono 52) e comunque quello di Tolisso non sbarra la porta ad un’idea di Cristiano Giuntoli, che ha monitorato l’Ajax ripetutamente: voleva Klaassen ed ha dovuto arrendersi ma non ha mai smesso di pensare a Riechedly Bazoer (20) altro centrocampista «di lotta e di governo», dalla valutazione rilevante, come solo i lancieri sanno fare. Altrimenti, rimane graditissimo Rog (2) della Dinamo Zagabria, ma anche Diawara (19) del Bologna, nel quale c’è anche Mbaye (22) esterno basso di destra, per il quale potrebbe nascere qualcosa prossimamente. Ma per il momento c’è concentrazione assoluta sul centrocampo e sull’attacco: uno, due, anzi tre metodi per liberarsi dai fantasmi

fonte:orrieredellosport