Amalfi City seeghting perde il ricorso al Tar per la sosta in piazza Gioia. I tassisti “Dovrebbe pagare 8 mila al mese”

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ESCLUSIVA Amalfi. Infuria la polemica contro il City sightseeing nel capoluogo della Costiera amalfitana . I caratteristici autobus rossi che fanno servizio estivo riservato ai turisti avrebbero voluto essere considerati alla stessa stregua del servizio pubblico,  e hanno addirittura ottenuto una deroga al senso unico per gli autobus dal Prefetto di Salerno assommando caos al caos traffico, ma che non lo sono è evidente anche alla Giustizia amministrativa,  e sulla base di questa sentenza i sindaci della Costiera amalfitana , se hanno a cuore la vivibilità della Costiera dovrebbero quantomeno chiedere al Prefetto di ritirare tale deroga visto che la Divina è invivibile, non solo ma dovrebbero pagare la sosta in piazza Gioia alla pari di tutti, circa 8 mila euro al mese secondo i loro calcoli, ribadiscono i tassisti, tanto è vero che la società che copre Sorrento, Pompei , Ravello e tutta la Costiera amalfitana e Penisola Sorrentina  ha perso il ricorso al Tar Salerno per la sospensiva a essere decisivi sono stati  imotivi aggiunti, adottati dal responsabile della polizia municipale Agnese Martingano , che è anche avvocato, in data 24 e 29 marzo 2016,  per cui ha evidenziato che “la società ricorrente è stata diffidata a non occupare spazi di parcheggio né aree di divieto di sosta o di fermata in piazza Flavio Gioia, non avendo la stessa inoltrato alcuna richiesta di autorizzazione per il relativo capolinea, nonostante la determina dirigenziale provinciale del 30 ottobre 2013 numero 8920 di autorizzazione a svolgere servizio di trasporto di linea non convenzionale lungo la tratta Sorrento-Positano-Amalfi prevedesse espressamente che il capolinea del comune di Amalfi dovesse essere preventivamente autorizzato dal competente organo comunale”  Il Giudice ha dato ragione alla polizia municiapale anche su altri punti in base alle disposizioni del “Nuovo codice della strada”, decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni, la doverosa attività, compiuta dalle autorità di polizia municipale, consistente nel richiamare il rispetto delle regole di circolazione e sosta degli automezzi sulle strade cittadine; la diffida a non svolgere attività pubblicitaria in prossimità delle aree di sosta discende, invece, dalla applicazione dell’ordinanza sindacale numero 68 del luglio 2009, non impugnata, che vieta il procacciamento di clientela su tutto il territorio comunale, per qualsiasi tipo di attività economica. Nel contesto del ricorso  la ricorrente deduceva violazione della legge regionale numero 3 del 2002 ed eccesso di potere, in quanto” il comune avrebbe avuto l’obbligo di individuare il capolinea in esecuzione del provvedimento provinciale di autorizzazione allo svolgimento del servizio di trasporto pubblico; in violazione della libertà comunitaria di stabilimento e di concorrenza, l’atto comunale avrebbe ristretto il mercato del servizio di trasporto pubblico, interpretando erroneamente come concessorio un regime autorizzatorio” Sono stati  Ritenuti infondati i motivi, essendo motivati gli atti impugnati con la omessa richiesta, da parte della ricorrente, di specifica autorizzazione alla individuazione di un’area da utilizzare come capolinea per lo svolgimento del servizio; la comunicazione, da parte della ricorrente, della intenzione di continuare a svolgere il servizio autorizzato non comprende, come è palese, una specifica istanza per la individuazione del capolinea; ne deriva la insussistenza, sotto tale profilo, di qualsiasi violazione ai principi della libertà di stabilimento e della concorrenza nel mercato, per insussistenza del fatto, la ricorrente contesta il trattamento di favore garantito alla concorrente SITA Sud che godrebbe di un’area di sosta dedicata, centrale e gratuita, in asserita violazione della libertà di stabilimento e di concorrenza; inoltre la ricorrente richiama i principi enunciati dalla Corte di giustizia europea, con sentenza numero 338 del 22 dicembre 2010, a tutela dell’esercizio di linea di autobus; il regime di previa autorizzazione, perché sia giustificato in deroga a una libertà fondamentale, dovrebbe essere fondato su criteri oggettivi, non discriminatori e noti in anticipo, atti a circoscrivere sufficientemente l’esercizio del potere discrezionale delle autorità nazionali; i provvedimenti impugnati, dunque, sarebbero nulli in quanto restringerebbero illegittimamente una libertà fondamentale recata dal Trattato di funzionamento dell’unione europea agli articoli 49 e seguenti, è interessante a chiosa di questa notizia come affronta la vicenda il Giudice , una analisi che i sindaci della Costiera amalfitana dovrebbero inviare come il testa della sentenza al Prefetto per chiedere ragioni della concessione del doppio senso agli autobus ” Ritenuti infondati i motivi, non sussistendo la dedotta disparità di trattamento, venendo in esame fattispecie sufficientemente diverse, laddove la controinteressata svolge un servizio pubblico di linea di cui all’articolo 3, comma 3, lettera a), n.1, della legge regionale campana numero 3 del 2002, contraddistinto dalla regolarità del servizio, dall’essere rivolto a tutte le categorie di utenti, con orario e itinerario individuati, con frequenza e tariffa predeterminate; la ricorrente, da parte sua, gestisce un servizio di trasporto di gran turismo, di cui al n. 6 dello stesso comma 3, lett. a), disciplinato dal successivo art. 39, con finalità esclusivamente turistiche e con tariffa remunerativa del costo; prescindendo dalla considerazione che ne deriverebbe, in qualche misura, la possibile legittimità di un trattamento differenziato, comunque l’omessa domanda di autorizzazione al capolinea per la stagione 2016 impedisce al giudice amministrativo di sindacare le modalità di esercizio di un potere non affatto esercitato”

ESCLUSIVA Amalfi. Infuria la polemica contro il City sightseeing nel capoluogo della Costiera amalfitana . I caratteristici autobus rossi che fanno servizio estivo riservato ai turisti avrebbero voluto essere considerati alla stessa stregua del servizio pubblico,  e hanno addirittura ottenuto una deroga al senso unico per gli autobus dal Prefetto di Salerno assommando caos al caos traffico, ma che non lo sono è evidente anche alla Giustizia amministrativa,  e sulla base di questa sentenza i sindaci della Costiera amalfitana , se hanno a cuore la vivibilità della Costiera dovrebbero quantomeno chiedere al Prefetto di ritirare tale deroga visto che la Divina è invivibile, non solo ma dovrebbero pagare la sosta in piazza Gioia alla pari di tutti, circa 8 mila euro al mese secondo i loro calcoli, ribadiscono i tassisti, tanto è vero che la società che copre Sorrento, Pompei , Ravello e tutta la Costiera amalfitana e Penisola Sorrentina  ha perso il ricorso al Tar Salerno per la sospensiva a essere decisivi sono stati  imotivi aggiunti, adottati dal responsabile della polizia municipale Agnese Martingano , che è anche avvocato, in data 24 e 29 marzo 2016,  per cui ha evidenziato che "la società ricorrente è stata diffidata a non occupare spazi di parcheggio né aree di divieto di sosta o di fermata in piazza Flavio Gioia, non avendo la stessa inoltrato alcuna richiesta di autorizzazione per il relativo capolinea, nonostante la determina dirigenziale provinciale del 30 ottobre 2013 numero 8920 di autorizzazione a svolgere servizio di trasporto di linea non convenzionale lungo la tratta Sorrento-Positano-Amalfi prevedesse espressamente che il capolinea del comune di Amalfi dovesse essere preventivamente autorizzato dal competente organo comunale"  Il Giudice ha dato ragione alla polizia municiapale anche su altri punti in base alle disposizioni del "Nuovo codice della strada", decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni, la doverosa attività, compiuta dalle autorità di polizia municipale, consistente nel richiamare il rispetto delle regole di circolazione e sosta degli automezzi sulle strade cittadine; la diffida a non svolgere attività pubblicitaria in prossimità delle aree di sosta discende, invece, dalla applicazione dell’ordinanza sindacale numero 68 del luglio 2009, non impugnata, che vieta il procacciamento di clientela su tutto il territorio comunale, per qualsiasi tipo di attività economica. Nel contesto del ricorso  la ricorrente deduceva violazione della legge regionale numero 3 del 2002 ed eccesso di potere, in quanto" il comune avrebbe avuto l’obbligo di individuare il capolinea in esecuzione del provvedimento provinciale di autorizzazione allo svolgimento del servizio di trasporto pubblico; in violazione della libertà comunitaria di stabilimento e di concorrenza, l’atto comunale avrebbe ristretto il mercato del servizio di trasporto pubblico, interpretando erroneamente come concessorio un regime autorizzatorio" Sono stati  Ritenuti infondati i motivi, essendo motivati gli atti impugnati con la omessa richiesta, da parte della ricorrente, di specifica autorizzazione alla individuazione di un’area da utilizzare come capolinea per lo svolgimento del servizio; la comunicazione, da parte della ricorrente, della intenzione di continuare a svolgere il servizio autorizzato non comprende, come è palese, una specifica istanza per la individuazione del capolinea; ne deriva la insussistenza, sotto tale profilo, di qualsiasi violazione ai principi della libertà di stabilimento e della concorrenza nel mercato, per insussistenza del fatto, la ricorrente contesta il trattamento di favore garantito alla concorrente SITA Sud che godrebbe di un’area di sosta dedicata, centrale e gratuita, in asserita violazione della libertà di stabilimento e di concorrenza; inoltre la ricorrente richiama i principi enunciati dalla Corte di giustizia europea, con sentenza numero 338 del 22 dicembre 2010, a tutela dell’esercizio di linea di autobus; il regime di previa autorizzazione, perché sia giustificato in deroga a una libertà fondamentale, dovrebbe essere fondato su criteri oggettivi, non discriminatori e noti in anticipo, atti a circoscrivere sufficientemente l’esercizio del potere discrezionale delle autorità nazionali; i provvedimenti impugnati, dunque, sarebbero nulli in quanto restringerebbero illegittimamente una libertà fondamentale recata dal Trattato di funzionamento dell’unione europea agli articoli 49 e seguenti, è interessante a chiosa di questa notizia come affronta la vicenda il Giudice , una analisi che i sindaci della Costiera amalfitana dovrebbero inviare come il testa della sentenza al Prefetto per chiedere ragioni della concessione del doppio senso agli autobus " Ritenuti infondati i motivi, non sussistendo la dedotta disparità di trattamento, venendo in esame fattispecie sufficientemente diverse, laddove la controinteressata svolge un servizio pubblico di linea di cui all’articolo 3, comma 3, lettera a), n.1, della legge regionale campana numero 3 del 2002, contraddistinto dalla regolarità del servizio, dall’essere rivolto a tutte le categorie di utenti, con orario e itinerario individuati, con frequenza e tariffa predeterminate; la ricorrente, da parte sua, gestisce un servizio di trasporto di gran turismo, di cui al n. 6 dello stesso comma 3, lett. a), disciplinato dal successivo art. 39, con finalità esclusivamente turistiche e con tariffa remunerativa del costo; prescindendo dalla considerazione che ne deriverebbe, in qualche misura, la possibile legittimità di un trattamento differenziato, comunque l’omessa domanda di autorizzazione al capolinea per la stagione 2016 impedisce al giudice amministrativo di sindacare le modalità di esercizio di un potere non affatto esercitato"