Juve con Higuain Ora Allegri sfida Ronaldo e Messi

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Con Higuain, la Juve non ha più la possibilità di nascondersi. Il suo vero obiettivo passa da “migliorare la posizione in Champions” a “lottare per la vittoria della Champions”. Pjanic alle spalle di due argentini, Dybala e Higuain, oppure Dani Alves, Pjanic e Dybala sempre dietro al centravanti argentino. Il meglio, in materia di attacchi, resta ancora in Spagna, al Real Madrid e al Barcellona, ma il salto che fa la squadra di Allegri, con l’aggancio del Pipita, è il più grosso fra tutte le concorrenti alla Champions.

LA SPAGNA E’ OLTRE. Real e Barça restano comunque irraggiungibili per il peso specifico dei rispettivi attacchi. Nella capitale gioca il prossimo Pallone d’Oro, Cristiano Ronaldo, in Catalogna il più grande cannoniere d’Europa della stagione scorsa, Luis Suarez (40 gol nell’ultima Liga). CR7 avrà accanto due fra Bale (uno dei protagonisti di Euro 2016), Morata e Benzema; con Suarez ci saranno i soliti Neymar e Messi, anche se su quest’ultimo pesano i dubbi sollevati in Coppa America, quando ha deciso di lasciare la Seleccion. Pur col mercato così aperto, è difficile migliorare i due attacchi spagnoli. Il terzo, quello dell’Atletico, ha messo dentro un esterno/interno come Gaitan, ma Simeone punterà soprattutto sul capocannoniere di Francia 2016, Antoine Griezmann: dopo le due finali europee perse, deve prendersi una rivincita.

LE NOVITA’ INGLESI. Stanno cambiando i due Manchester e da allenatori ambiziosi come Guardiola e Mourinho ci si può aspettare molto, se non tutto. L’United è stato stravolto con Mkhitaryan, Rooney e Martial alle spalle di Ibrahimovic, al suo ultimo assalto alla Champions. Mou, però, si è già fatto sentire, vuole altri giocatori nel reparto offensivo e se ne arrivano di un certo livello rischia il posto Rooney. Il City ha aumentato il peso offensivo (ma non di molto…) con Nolito che giocherà al fianco di De Bruyne e David Silva e alle spalle di Aguero. Il Leicester ha fatto il massimo, riuscendo a trattenere (almeno per ora) lo stesso attacco del clamoroso campionato scorso, con un’ala-fantasista come Mahrez e una coppia di punte formata da Vardy e Okazaki. Di sicuro il livello tecnico non è fra i più alti, ma l’efficacia di Vardy e Mahrez è stata sperimentata a sufficienza nella Premier di un anno fa. Premier che il Tottenham ha cercato di strappare alle Volpi fino all’ultimo e forse per questo, per fare un altro tentativo, c’è da aspettarsi qualche colpo nell’attacco degli Spurs che finora è rimasto identico al precedente. Per Conte, invece, c’è una sola novità, quella di Bathshuayi, ma la vera sfida dell’ex ct è su Diego Costa, uno dei responsabili del fallimento tecnico del Chelsea nella scorsa stagione. Era già sceso dai 27 gol dell’ultimo anno con l’Atletico Madrid ai 20 del primo anno col Chelsea ed è crollato ai 12 di un campionato fa.

POCA FRANCIA, MOLTA GERMANIA. Nel Psg, la partenza di Ibrahimovic è stata rimpiazzata dall’acquisto di Ben Arfa. La differenza numerica, nell’ultima Ligue 1, è questa: Ibra 38 gol, Ben Arfa 17. Anche se lo svedese giocava nell’incontrastata padrona francese e il suo successore nel più modesto Nizza, il passo indietro dei parigini è netto. Siamo poi curiosi di vedere come Thomas Tuchel, il tecnico del Borussia Dortmund, riuscirà a mettere insieme un attacco così pieno di stelle con il ritorno di Götze, l’arrivo di Schürrle e Dembelé, e la conferma di Reus e Aubameyang, che nell’ultima Bundesliga ha segnato 25 gol. La grande di Germania ha risolto il caso-Lewandowski che resterà in Baviera. Le squadre di Ancelotti di solito segnano valanghe di gol.

fonte:orrieredellospot

Con Higuain, la Juve non ha più la possibilità di nascondersi. Il suo vero obiettivo passa da “migliorare la posizione in Champions” a “lottare per la vittoria della Champions”. Pjanic alle spalle di due argentini, Dybala e Higuain, oppure Dani Alves, Pjanic e Dybala sempre dietro al centravanti argentino. Il meglio, in materia di attacchi, resta ancora in Spagna, al Real Madrid e al Barcellona, ma il salto che fa la squadra di Allegri, con l’aggancio del Pipita, è il più grosso fra tutte le concorrenti alla Champions.

LA SPAGNA E’ OLTRE. Real e Barça restano comunque irraggiungibili per il peso specifico dei rispettivi attacchi. Nella capitale gioca il prossimo Pallone d’Oro, Cristiano Ronaldo, in Catalogna il più grande cannoniere d’Europa della stagione scorsa, Luis Suarez (40 gol nell’ultima Liga). CR7 avrà accanto due fra Bale (uno dei protagonisti di Euro 2016), Morata e Benzema; con Suarez ci saranno i soliti Neymar e Messi, anche se su quest’ultimo pesano i dubbi sollevati in Coppa America, quando ha deciso di lasciare la Seleccion. Pur col mercato così aperto, è difficile migliorare i due attacchi spagnoli. Il terzo, quello dell’Atletico, ha messo dentro un esterno/interno come Gaitan, ma Simeone punterà soprattutto sul capocannoniere di Francia 2016, Antoine Griezmann: dopo le due finali europee perse, deve prendersi una rivincita.

LE NOVITA’ INGLESI. Stanno cambiando i due Manchester e da allenatori ambiziosi come Guardiola e Mourinho ci si può aspettare molto, se non tutto. L’United è stato stravolto con Mkhitaryan, Rooney e Martial alle spalle di Ibrahimovic, al suo ultimo assalto alla Champions. Mou, però, si è già fatto sentire, vuole altri giocatori nel reparto offensivo e se ne arrivano di un certo livello rischia il posto Rooney. Il City ha aumentato il peso offensivo (ma non di molto…) con Nolito che giocherà al fianco di De Bruyne e David Silva e alle spalle di Aguero. Il Leicester ha fatto il massimo, riuscendo a trattenere (almeno per ora) lo stesso attacco del clamoroso campionato scorso, con un’ala-fantasista come Mahrez e una coppia di punte formata da Vardy e Okazaki. Di sicuro il livello tecnico non è fra i più alti, ma l’efficacia di Vardy e Mahrez è stata sperimentata a sufficienza nella Premier di un anno fa. Premier che il Tottenham ha cercato di strappare alle Volpi fino all’ultimo e forse per questo, per fare un altro tentativo, c’è da aspettarsi qualche colpo nell’attacco degli Spurs che finora è rimasto identico al precedente. Per Conte, invece, c’è una sola novità, quella di Bathshuayi, ma la vera sfida dell’ex ct è su Diego Costa, uno dei responsabili del fallimento tecnico del Chelsea nella scorsa stagione. Era già sceso dai 27 gol dell’ultimo anno con l’Atletico Madrid ai 20 del primo anno col Chelsea ed è crollato ai 12 di un campionato fa.

POCA FRANCIA, MOLTA GERMANIA. Nel Psg, la partenza di Ibrahimovic è stata rimpiazzata dall’acquisto di Ben Arfa. La differenza numerica, nell’ultima Ligue 1, è questa: Ibra 38 gol, Ben Arfa 17. Anche se lo svedese giocava nell’incontrastata padrona francese e il suo successore nel più modesto Nizza, il passo indietro dei parigini è netto. Siamo poi curiosi di vedere come Thomas Tuchel, il tecnico del Borussia Dortmund, riuscirà a mettere insieme un attacco così pieno di stelle con il ritorno di Götze, l’arrivo di Schürrle e Dembelé, e la conferma di Reus e Aubameyang, che nell’ultima Bundesliga ha segnato 25 gol. La grande di Germania ha risolto il caso-Lewandowski che resterà in Baviera. Le squadre di Ancelotti di solito segnano valanghe di gol.

fonte:orrieredellospot