Campania scoperta stamperia di 20 euro falsi irriconoscibili da quelli veri

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 Casavatore , Napoli , Campania . A Francoforte, sede del settore tecnico della Bce, è stata realizzata la prima banconota della «Serie Europa», quella da 20 euro, ritenuta a prova di falsari. A Casavatore i militari della guardia di finanza hanno scoperto la prima stamperia clandestina in Europa specializzata nella falsificazione dei nuovi biglietti da 20. Il 24 febbraio 2015, presentando la banconota, il governatore Bce Mario Draghi dichiarava: «È un’autentica innovazione nel settore della tecnologia, frutto del lavoro svolto dall’Eurosistema affinché il denaro di carta sia difficili da falsificare». Poi spiegava i dieci punti di sicurezza della nuova divisa e tra questi quello impossibile da riprodurre: «La finestra con il ritratto della figura mitologica Europa, che costituisce un’autentica innovazione nel settore della tecnologia delle banconote». Ai falsari napoletani sono bastati soli otto mesi per clonare in maniera eccellente la banconota ritenuta più sicura. Finestra con il ritratto di Europa compreso. La Caporetto dei tecnici della Bce che avevano studiato per qualche anno come realizzate le nuove banconote della «Serie Europa» si è consumata in un modesto e anonimo appartamento di Casavatore. Qui i finanzieri hanno bloccato tre falsari che con un solo computer, una stampante ad altissima risoluzione e una piccola macchina punzonatrice avevano riprodotto a regola d’arte banconote di vario taglio. Le tre persone arrestate, sono state soprese mentre procedevano alle operazioni di stampa e taglio delle nuove banconote da 20 euro, serie Europa, e pronte ad invadere tutti i paesi che utilizzano la moneta unica. Il blitz è stato portato a termine dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria del comando provinciale di Napoli e dai colleghi del Nucleo speciale di polizia valutaria di Roma, investigatori che da tempo avevano sotto osservazione i tre arrestati, e che negli ultimi diciotto mesi, hanno scoperto nella stessa zona, una stamperia clandestina a Frattaminore, dove venivano realizzati biglietti da 50 euro, e un deposito di banconote da 10 euro a Casoria. Insieme con i falsari, le fiamme gialle hanno bloccato anche due donne, risultate essere le intestatarie dell’appartamento. Nel corso delle successive perquisizioni presso le abitazioni e alcuni box riconducibili ai tre falsari pescati con le mani nel sacco, i militari della finanza hanno sequestrato, oltre ad un fucile con le canne mozzate, migliaia di banconote da 20, 50 e 100 euro, abilmente falsificate per un valore nominale di circa sette milioni di euro, già impacchettate alla maniera delle mazzette bancarie, e pronte per essere distribuite sicuramente non solo in Italia, ma anche in Francia, Belgio e Germania, dove l’Europol l’agenzia europea delle polizie di tutti gli stati membri aveva segnalato la spendita proprio della banconota da 20 euro, della «serie Europa» , risultata essere taroccata. Al momento dell’irruzione i tre falsari, personaggi noti alle forze dell’ordine per reati specifici, hanno pure tentato un’improbabile fuga, che è stata bloccata dal pronto intervento dei militari. Quello che gli stessi inquirenti hanno definito sorprendente, è stato il software di grafica utilizzato dai falsari. Un programma, commissionato ad qualche informatico davvero molto in gamba, costato diverse decine di migliaia di euro, e che di fatto costituisce il «cuore» di tutto il processo di falsificazione, completato poi con varie tecniche per ottenere la nuova banconota da 20 euro, molto somigliante con quella a corso legale. Sembra un dettaglio, ma i falsari giocano tutta la loro strategia sull’effetto imprinting. Vale a dire, che se ci capita una di queste banconote taroccate, in quei pochissimi secondi che la teniamo in mano, ci deve dare «l’impressione» che sia quella originale. Fatto salvo poi trovare un commerciate dal tatto raffinato o una di quelle macchinette che riesce a leggere tutti e dieci i punti di sicurezza e a sentenziare cosi, che ci hanno fatto un «pacco» da venti euro. Marco Di Caterino, Il Mattino

 Casavatore , Napoli , Campania . A Francoforte, sede del settore tecnico della Bce, è stata realizzata la prima banconota della «Serie Europa», quella da 20 euro, ritenuta a prova di falsari. A Casavatore i militari della guardia di finanza hanno scoperto la prima stamperia clandestina in Europa specializzata nella falsificazione dei nuovi biglietti da 20. Il 24 febbraio 2015, presentando la banconota, il governatore Bce Mario Draghi dichiarava: «È un'autentica innovazione nel settore della tecnologia, frutto del lavoro svolto dall'Eurosistema affinché il denaro di carta sia difficili da falsificare». Poi spiegava i dieci punti di sicurezza della nuova divisa e tra questi quello impossibile da riprodurre: «La finestra con il ritratto della figura mitologica Europa, che costituisce un'autentica innovazione nel settore della tecnologia delle banconote». Ai falsari napoletani sono bastati soli otto mesi per clonare in maniera eccellente la banconota ritenuta più sicura. Finestra con il ritratto di Europa compreso. La Caporetto dei tecnici della Bce che avevano studiato per qualche anno come realizzate le nuove banconote della «Serie Europa» si è consumata in un modesto e anonimo appartamento di Casavatore. Qui i finanzieri hanno bloccato tre falsari che con un solo computer, una stampante ad altissima risoluzione e una piccola macchina punzonatrice avevano riprodotto a regola d'arte banconote di vario taglio. Le tre persone arrestate, sono state soprese mentre procedevano alle operazioni di stampa e taglio delle nuove banconote da 20 euro, serie Europa, e pronte ad invadere tutti i paesi che utilizzano la moneta unica. Il blitz è stato portato a termine dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria del comando provinciale di Napoli e dai colleghi del Nucleo speciale di polizia valutaria di Roma, investigatori che da tempo avevano sotto osservazione i tre arrestati, e che negli ultimi diciotto mesi, hanno scoperto nella stessa zona, una stamperia clandestina a Frattaminore, dove venivano realizzati biglietti da 50 euro, e un deposito di banconote da 10 euro a Casoria. Insieme con i falsari, le fiamme gialle hanno bloccato anche due donne, risultate essere le intestatarie dell'appartamento. Nel corso delle successive perquisizioni presso le abitazioni e alcuni box riconducibili ai tre falsari pescati con le mani nel sacco, i militari della finanza hanno sequestrato, oltre ad un fucile con le canne mozzate, migliaia di banconote da 20, 50 e 100 euro, abilmente falsificate per un valore nominale di circa sette milioni di euro, già impacchettate alla maniera delle mazzette bancarie, e pronte per essere distribuite sicuramente non solo in Italia, ma anche in Francia, Belgio e Germania, dove l'Europol l'agenzia europea delle polizie di tutti gli stati membri aveva segnalato la spendita proprio della banconota da 20 euro, della «serie Europa» , risultata essere taroccata. Al momento dell'irruzione i tre falsari, personaggi noti alle forze dell'ordine per reati specifici, hanno pure tentato un'improbabile fuga, che è stata bloccata dal pronto intervento dei militari. Quello che gli stessi inquirenti hanno definito sorprendente, è stato il software di grafica utilizzato dai falsari. Un programma, commissionato ad qualche informatico davvero molto in gamba, costato diverse decine di migliaia di euro, e che di fatto costituisce il «cuore» di tutto il processo di falsificazione, completato poi con varie tecniche per ottenere la nuova banconota da 20 euro, molto somigliante con quella a corso legale. Sembra un dettaglio, ma i falsari giocano tutta la loro strategia sull'effetto imprinting. Vale a dire, che se ci capita una di queste banconote taroccate, in quei pochissimi secondi che la teniamo in mano, ci deve dare «l'impressione» che sia quella originale. Fatto salvo poi trovare un commerciate dal tatto raffinato o una di quelle macchinette che riesce a leggere tutti e dieci i punti di sicurezza e a sentenziare cosi, che ci hanno fatto un «pacco» da venti euro. Marco Di Caterino, Il Mattino