Higuain, respinto il primo assalto. De Laurentiis: «Higuain resta a Napoli». Ma la Juve insiste: «Per ora»

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Higuain resta a Napoli, respinto l’assalto della Juve: questo l’esito dell’incontro di ieri in Lega a Milano, a margine dell’assemblea, tra il presidente azzurro De Laurentiis e l’ad bianconero Marotta. «A Marotta ho chiesto: vuoi pagare la clausola? E lui ha risposto: non ci penso nemmeno. Non so se qualcosa cambierà, ma la Juve è intelligente: sa che non può fare questo torto e che è una battaglia persa. Una società di classe non disturberà questa situazione. Forse il calciatore potrebbe bussare a qualche personaggio di un club, compreso qualcuno della Juve, ma li farei comunque ragionare dicendo che non è il caso di insistere. Altrimenti, se vogliono fare in modo diverso, che vadano a sbattere contro il muro», le parole ferme di De Laurentiis che chiude così la partita Higuain. La replica di Marotta conferma la tesi del presidente azzurro, ma lascia intendere che l’operazione per i bianconeri non è da considerarsi definitivamente tramontata. «Con il Napoli nessuna trattativa per Higuain, non abbiamo intenzione di pagare la clausola: per ora discorso chiuso». Passa la linea dura del Napoli: il presidente De Laurentiis ha alzato un muro appena si sono diffuse la scorsa settimana le voci di una trattativa già intavolata dalla Juve che avrebbe offerto 60 milioni, più contropartite tecniche, dopo essersi già assicurata un sì di massima da parte dell’entourage dell’argentino. Fermo e deciso il no del Napoli: Gonzalo non si tratta, è incedibile, si può portare via solo con il pagamento della clausola rescissoria di 94,7 milioni. Questa la posizione del club azzurro da sempre, confermata ieri da De Laurentiis a Milano nel faccia a faccia con Marotta. Bloccata sul nascere l’idea della Juve di abbassare la cifra inserendo giocatori come Zaza, Pereyra o Rugani: il Napoli non tratta per il Pipita e lo aspetta in ritiro lunedì ed è pronto a rinnovargli l’offerta di un rinnovo triennale da 8 milioni a stagione con possibile abbassamento dell’entità della clausola. Comunque, anche senza rinnovo, il club azzurro ha la ferma intenzione di trattenerlo fino al termine del contratto nel 2018. Proprio sul rinnovo è arrivata la rottura perché il fratello-agente Nicolas a fine giugno, subito dopo la sconfitta dell’Argentina ai rigori in Coppa America contro il Cile, ha dichiarato l’intenzione del Pipita di non rinnovare perché non riteneva la campagna acquisti idonea a poter vincere lo scudetto. De Laurentiis ieri ha cominciato a togliersi i sassolini dalle scarpe lanciando una stoccata all’agente di Gonzalo. «È un procuratore, noi non parliamo con loro ma con il giocatore che arriverà il 25 luglio». Il presidente azzurro ribadisce il concetto che fa fede solo una cosa, l’esistenza di un contratto che lega il Pipita al Napoli fino al 2018. «C’è un contratto che dura cinque anni e ne sono passati solo tre. C’è una clausola rescissoria, se qualcuno vuole pagarla poi Higuain può accettare la proposta dell’eventuale club e il Napoli dovrebbe solo assecondare quelle richieste. Ma nessuna società fin qui ha fatto offerte, Gonzalo non mi ha detto nulla e io ho messo una clausola molto alta proprio perché non voglio vendere». La Juve, quindi, è costretta a fare un passo indietro perché non è andata a buon fine la strategia sulle contropartite tecniche per arrivare all’argentino: potrebbe riprovarci più avanti con i soldi della clausola da recuperare attraverso le cessioni di un paio di elementi in rosa (vedi Rugani, Sturaro, Zaza o Pereyra), oppure della super stella Pogba valutata 120 milioni. Il discorso di pensare al pagamento della clausola per arrivare a Gonzalo potrebbe ancora riguardare anche altri top club europei: dopo le voci dell’Atletico Madrid e Arsenal che non si sono tramutate in trattative reali, potrebbero venirne fuori più avanti delle altre (vedi Manchester City o Psg). Per il Napoli la questione è chiusa, aspetta qui in ritiro l’argentino per la ripresa della preparazione e non vuole allungare ulteriormente la questione. Importante in tal senso è anche la data di scadenza della clausola, sulla quale finora è emersa una doppia versione: una prima che sarebbe valida fino alla scadenza del contratto nel 2018, la seconda che invece terminerebbe il 31 luglio. Se quest’ultima ipotesi fosse reale il Napoli tra dieci giorni avrebbe ancora più forza potendo stabilire il prezzo. La Juve dopo il no del Napoli per Higuain intanto potrebbe virare su Icardi, l’attaccante dell’Inter, tenuto sotto osservazione anche dal club azzurro nel caso in cui dovesse perdere il Pipita, insieme ad altri centravanti di prima fascia in Europa. (Roberto Ventre – Il Mattino) 

Higuain resta a Napoli, respinto l’assalto della Juve: questo l’esito dell’incontro di ieri in Lega a Milano, a margine dell’assemblea, tra il presidente azzurro De Laurentiis e l’ad bianconero Marotta. «A Marotta ho chiesto: vuoi pagare la clausola? E lui ha risposto: non ci penso nemmeno. Non so se qualcosa cambierà, ma la Juve è intelligente: sa che non può fare questo torto e che è una battaglia persa. Una società di classe non disturberà questa situazione. Forse il calciatore potrebbe bussare a qualche personaggio di un club, compreso qualcuno della Juve, ma li farei comunque ragionare dicendo che non è il caso di insistere. Altrimenti, se vogliono fare in modo diverso, che vadano a sbattere contro il muro», le parole ferme di De Laurentiis che chiude così la partita Higuain. La replica di Marotta conferma la tesi del presidente azzurro, ma lascia intendere che l’operazione per i bianconeri non è da considerarsi definitivamente tramontata. «Con il Napoli nessuna trattativa per Higuain, non abbiamo intenzione di pagare la clausola: per ora discorso chiuso». Passa la linea dura del Napoli: il presidente De Laurentiis ha alzato un muro appena si sono diffuse la scorsa settimana le voci di una trattativa già intavolata dalla Juve che avrebbe offerto 60 milioni, più contropartite tecniche, dopo essersi già assicurata un sì di massima da parte dell’entourage dell’argentino. Fermo e deciso il no del Napoli: Gonzalo non si tratta, è incedibile, si può portare via solo con il pagamento della clausola rescissoria di 94,7 milioni. Questa la posizione del club azzurro da sempre, confermata ieri da De Laurentiis a Milano nel faccia a faccia con Marotta. Bloccata sul nascere l’idea della Juve di abbassare la cifra inserendo giocatori come Zaza, Pereyra o Rugani: il Napoli non tratta per il Pipita e lo aspetta in ritiro lunedì ed è pronto a rinnovargli l’offerta di un rinnovo triennale da 8 milioni a stagione con possibile abbassamento dell’entità della clausola. Comunque, anche senza rinnovo, il club azzurro ha la ferma intenzione di trattenerlo fino al termine del contratto nel 2018. Proprio sul rinnovo è arrivata la rottura perché il fratello-agente Nicolas a fine giugno, subito dopo la sconfitta dell’Argentina ai rigori in Coppa America contro il Cile, ha dichiarato l’intenzione del Pipita di non rinnovare perché non riteneva la campagna acquisti idonea a poter vincere lo scudetto. De Laurentiis ieri ha cominciato a togliersi i sassolini dalle scarpe lanciando una stoccata all’agente di Gonzalo. «È un procuratore, noi non parliamo con loro ma con il giocatore che arriverà il 25 luglio». Il presidente azzurro ribadisce il concetto che fa fede solo una cosa, l’esistenza di un contratto che lega il Pipita al Napoli fino al 2018. «C’è un contratto che dura cinque anni e ne sono passati solo tre. C’è una clausola rescissoria, se qualcuno vuole pagarla poi Higuain può accettare la proposta dell’eventuale club e il Napoli dovrebbe solo assecondare quelle richieste. Ma nessuna società fin qui ha fatto offerte, Gonzalo non mi ha detto nulla e io ho messo una clausola molto alta proprio perché non voglio vendere». La Juve, quindi, è costretta a fare un passo indietro perché non è andata a buon fine la strategia sulle contropartite tecniche per arrivare all’argentino: potrebbe riprovarci più avanti con i soldi della clausola da recuperare attraverso le cessioni di un paio di elementi in rosa (vedi Rugani, Sturaro, Zaza o Pereyra), oppure della super stella Pogba valutata 120 milioni. Il discorso di pensare al pagamento della clausola per arrivare a Gonzalo potrebbe ancora riguardare anche altri top club europei: dopo le voci dell’Atletico Madrid e Arsenal che non si sono tramutate in trattative reali, potrebbero venirne fuori più avanti delle altre (vedi Manchester City o Psg). Per il Napoli la questione è chiusa, aspetta qui in ritiro l’argentino per la ripresa della preparazione e non vuole allungare ulteriormente la questione. Importante in tal senso è anche la data di scadenza della clausola, sulla quale finora è emersa una doppia versione: una prima che sarebbe valida fino alla scadenza del contratto nel 2018, la seconda che invece terminerebbe il 31 luglio. Se quest’ultima ipotesi fosse reale il Napoli tra dieci giorni avrebbe ancora più forza potendo stabilire il prezzo. La Juve dopo il no del Napoli per Higuain intanto potrebbe virare su Icardi, l’attaccante dell’Inter, tenuto sotto osservazione anche dal club azzurro nel caso in cui dovesse perdere il Pipita, insieme ad altri centravanti di prima fascia in Europa. (Roberto Ventre – Il Mattino)