Il viaggio di Randolph Matthews

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“La musica può salvare il mondo” ha affermato il bluesman in conferenza stampa. Questa sera, alle ore 22,30, all’arena del Mare la leggenda Lurrie Bell’s Chicago Blues Explosion

Amadeus

Si è conclusa con una piccola esibizione l’incontro con Randolph Matthews e i suoi musicians, il batterista Pablo Leoni e il chitarrista Alessandro Daifiero, svoltosi nel salone della libreria Feltrinelli di Salerno. Il bluesman ha presentato il suo ultimo lavoro, “Afro Blues Project”, ove si racconta, in cui dona la sua anima contaminata, a quanti sapranno porvisi in ascolto, un progetto nato con questi due musicisti italiani, incontratisi a Londra quattro anni fa, sulle onde sonore di un linguaggio, di certe note, un po’ scorate, che sono parte viva delle tradizioni musicali di tutti i Sud del mondo. Gli spettatori sono invitati ad entrare nel Randolph Matthews World, attesi dal performer che ha una sua divisa riconoscibile su tutti i palcoscenici del globo, un po’ come Charlot, sotto il cui sguardo “blues”, ieri sera, ha stregato il pubblico dell’Arena del Mare. Ironia, denuncia, narrazione, per questi tre trovatori del III millennio, che hanno onorato splendidamente il tema di questa XI edizione del Campania Blues, “Contaminazioni Migranti”, descrivendo la loro vibrante, incessante, gioiosa mobilità, attraverso un viaggio comunicativo attraverso la musica blues, capace di raggrumare un sempre più intenso cumulo di elementi logici e armonici originali, inventando, risolvendo ed esprimendo concetti melodici e ritmici nuovi, tali da costituire una forma musicale “che ha da essere”, sorprendente, vitale, permeata di tensioni, “dissolvimento” e bellezza. Con il suo dire e la sua performance, Randolph dimostra ogni qualvolta sale sul palcoscenico, che questa musica immediata, dolorosa e dileggiata al primo sentire è emozione, vertigine, eros e pulsioni, verità, sofferta come gli incroci delle strade smarrite, universale, vincente, fino alla fine dei tempi, che va vissuta e suonata agli estremi, senza via intermedie, ed è capace di salvare anche il mondo, facendo prendere un “lift” all’animo dell’uomo. Stasera seconda serata del Campania Blues festival, ospite del Premio Charlot, che offre la ribalta, intorno alle ore 22,30, ad una vera leggenda del blues, Lurrie Bell & The Chicago Blues Explosion, con il leader, naturalmente alla voce e alla chitarra, Roosevelt Porifoy alle tastiere, Melvin Smith al basso e Willie Hayes alla batteria, che proporrà al pubblico salernitano il suo ultimo progetto “Blues in my soul”. Splendida voce da basso bariton, donerà un saggio del blues classico, la cui peculiarità sarà nella difficoltà della riproduzione: il suo blues è unico, solo lui sa come fare per rendere una canzone una vera opera d’arte, le sue linee melodiche e armoniche pungenti e liriche si ammantano di pura emozione su di un gioco vocale intensamente personale. La band che lo accompagna sarà come una dolce ombra di velluto che andrà a completare l’abbagliante virtuosismo della sei corde di Bell, in modo intuitivo e senza mai dominare, migliorando la sensazione e il ritmo della canzone. Figlio del leggendario armonicista Carey Bell. Cresciuto in un ambiente dove la musica era letteralmente di casa, imbraccia la sua prima chitarra a otto anni e ancora minorenne inizia una strabiliante carriera live al fianco di Willie Dixon. Nel 1977 è stato tra i fondatori dei The Sons of the Blues e l’anno seguente ha iniziato un lungo periodo da turnista con la Koko Taylor’s Band. Sideman di lusso, nella sua lunga carriera ha registrato più di 70 dischi con numerosi artisti della scena blues statunitense. Dopo aver inciso diversi dischi con le più prestigiose case discografiche del genere, come la Alligator Records, ha fondato la propria etichetta, la Aria B.G. Records, sotto la quale ha pubblicato i suoi ultimi lavori. Recentemente, ha ottenuto la definitiva consacrazione con il prestigioso premio come canzone dell’anno per “Blues my soul” ai Blues Music Awards del 2014 e l’anno successivo, allo stesso contest, si è portato a casa il titolo di “Traditional Blues Male Artist’s”. Ad aprire il live di stasera, alle 21 saranno i True Blues – quartetto nato nel 2003 dall’incontro tra l’armonicista Max Furio e il bassista Stefano Piccirillo.

La musica può salvare il mondo” ha affermato il bluesman in conferenza stampa. Questa sera, alle ore 22,30, all’arena del Mare la leggenda Lurrie Bell’s Chicago Blues Explosion

Amadeus

Si è conclusa con una piccola esibizione l’incontro con Randolph Matthews e i suoi musicians, il batterista Pablo Leoni e il chitarrista Alessandro Daifiero, svoltosi nel salone della libreria Feltrinelli di Salerno. Il bluesman ha presentato il suo ultimo lavoro, “Afro Blues Project”, ove si racconta, in cui dona la sua anima contaminata, a quanti sapranno porvisi in ascolto, un progetto nato con questi due musicisti italiani, incontratisi a Londra quattro anni fa, sulle onde sonore di un linguaggio, di certe note, un po’ scorate, che sono parte viva delle tradizioni musicali di tutti i Sud del mondo. Gli spettatori sono invitati ad entrare nel Randolph Matthews World, attesi dal performer che ha una sua divisa riconoscibile su tutti i palcoscenici del globo, un po’ come Charlot, sotto il cui sguardo “blues”, ieri sera, ha stregato il pubblico dell’Arena del Mare. Ironia, denuncia, narrazione, per questi tre trovatori del III millennio, che hanno onorato splendidamente il tema di questa XI edizione del Campania Blues, “Contaminazioni Migranti”, descrivendo la loro vibrante, incessante, gioiosa mobilità, attraverso un viaggio comunicativo attraverso la musica blues, capace di raggrumare un sempre più intenso cumulo di elementi logici e armonici originali, inventando, risolvendo ed esprimendo concetti melodici e ritmici nuovi, tali da costituire una forma musicale "che ha da essere", sorprendente, vitale, permeata di tensioni, "dissolvimento" e bellezza. Con il suo dire e la sua performance, Randolph dimostra ogni qualvolta sale sul palcoscenico, che questa musica immediata, dolorosa e dileggiata al primo sentire è emozione, vertigine, eros e pulsioni, verità, sofferta come gli incroci delle strade smarrite, universale, vincente, fino alla fine dei tempi, che va vissuta e suonata agli estremi, senza via intermedie, ed è capace di salvare anche il mondo, facendo prendere un “lift” all’animo dell’uomo. Stasera seconda serata del Campania Blues festival, ospite del Premio Charlot, che offre la ribalta, intorno alle ore 22,30, ad una vera leggenda del blues, Lurrie Bell & The Chicago Blues Explosion, con il leader, naturalmente alla voce e alla chitarra, Roosevelt Porifoy alle tastiere, Melvin Smith al basso e Willie Hayes alla batteria, che proporrà al pubblico salernitano il suo ultimo progetto “Blues in my soul”. Splendida voce da basso bariton, donerà un saggio del blues classico, la cui peculiarità sarà nella difficoltà della riproduzione: il suo blues è unico, solo lui sa come fare per rendere una canzone una vera opera d’arte, le sue linee melodiche e armoniche pungenti e liriche si ammantano di pura emozione su di un gioco vocale intensamente personale. La band che lo accompagna sarà come una dolce ombra di velluto che andrà a completare l’abbagliante virtuosismo della sei corde di Bell, in modo intuitivo e senza mai dominare, migliorando la sensazione e il ritmo della canzone. Figlio del leggendario armonicista Carey Bell. Cresciuto in un ambiente dove la musica era letteralmente di casa, imbraccia la sua prima chitarra a otto anni e ancora minorenne inizia una strabiliante carriera live al fianco di Willie Dixon. Nel 1977 è stato tra i fondatori dei The Sons of the Blues e l’anno seguente ha iniziato un lungo periodo da turnista con la Koko Taylor’s Band. Sideman di lusso, nella sua lunga carriera ha registrato più di 70 dischi con numerosi artisti della scena blues statunitense. Dopo aver inciso diversi dischi con le più prestigiose case discografiche del genere, come la Alligator Records, ha fondato la propria etichetta, la Aria B.G. Records, sotto la quale ha pubblicato i suoi ultimi lavori. Recentemente, ha ottenuto la definitiva consacrazione con il prestigioso premio come canzone dell’anno per “Blues my soul” ai Blues Music Awards del 2014 e l’anno successivo, allo stesso contest, si è portato a casa il titolo di “Traditional Blues Male Artist’s”. Ad aprire il live di stasera, alle 21 saranno i True Blues – quartetto nato nel 2003 dall’incontro tra l’armonicista Max Furio e il bassista Stefano Piccirillo.