Giaccherini al Napoli

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Dopo Lorenzo Tonelli, Emanuele Giaccherini può essere ormai considerato il secondo acquisto (quasi) ufficiale del Napoli 2.0 di Maurizio Sarri. Nel pomeriggio di ieri qui a Dimaro è avvenuto l’incontro risolutore fra il diesse azzurro Giuntoli e i rappresentanti del giocatore, Furio Valcareggi e l’avvocato Giulio Marinelli. L’operazione è costata al Napoli 2 milioni al Sunderland, proprietario del «cartellino», mentre l’ex-Juve è stato gratificato da un contratto triennale da 1,5 milioni di euro a stagione più bonus. Il Torino stato completamente spiazzato nonostante il club granata avesse offerto le medesime condizioni. L’ingaggio di Giaccherini, unito a quello ormai imminente d Pereyra, dovrebbe aver neutralizzato due altre importanti operazioni in cantiere. Candreva e Witsel stanno sfumando. In particolar modo il belga dovrebbe dare una risposta nella giornata odierna, ma aleggia un certo pessimismo sulla possibilità che possa accettare le condizioni del Napoli. 
 
JACKPOT. L’ex-Juventus dovrebbe così completare nel migliore dei modi sia il reparto d’attacco che quello di centrocampo a disposizione di Maurizio Sarri. Giaccherini può essere usato come vice-Callejon ma anche come sostituto di Hamsik o di Allan. Jack è stata una delle note positive dell’Italia di Conte. A 31 anni ha ancora grande corsa, voglia e forza fisica in abbondanza. Fra l’altro appare come il prototipo del giocatore perfetto per Sarri che predilige senso tattico, velocità e rapidità di esecuzione.  
 
MAL DI PANCIA. Con gli acquisti di Giaccherini e Pereyra, Aurelio De Laurentiis ha risposto nel migliore dei modi al doppio mal di pancia di Higuain e Hamsik. A questo proposito The Sun è convinto che l’Arsenal sarebbe particolarmente interessato alla la situazione del centrocampista slovacco del Napoli. I Gunners sono stati attratti dalle recenti dichiarazioni di suo padre Richard («Se ci sarà volontà di valutare Marek come merita resteremo a Napoli, in caso contrario si penserà ad altre offerte. E’ vero che i tifosi in caso di cessione non la perdonerebbero mai, ma loro possono avere una visione completamente diversa delle cose») che starebbero incoraggiando il club inglese a sfruttare la situazione. 
 
DELIO ROSSI. Il tecnico romagnolo, ex-allenatore di Giaccherini al Bologna, è intervenuto a Radio Kiss Kiss Napoli magnificando le doti del neo-azzurro: «Emanuele è uno di quei calciatori completamente sottovalutati. Non è uno che ruba la scena, ma in campo abbina qualità a quantità. E’ un giocatore molto duttile dal punto di vista tecnico, è evoluto, può essere collocato sia a centrocampo che da esterno. Non avrà la pretesa di giocare da titolare, ma sarà uno di quelli che metterà sicuramente in difficoltà Sarri». 
 
RABBIA. Il «blit«» del Napoli per Giaccherini ha fatto scoppiare la rabbia dei tifosi di Torino e Fiorentina, le due squadre antagoniste del Napoli in questa trattativa. Viola e granata sono davvero furibondi. «come siamo riusciti a farci scappare un giocatore costato due milioni?» si sono chiesti i fans del Torino. Quelli della Fiorentina, se possibile, lo sono ancora di più: «Siamo messi davvero male se non sono riusciti a prendere un giocatore per due milioni, che voleva venire a Firenze con il procuratore (Furio Valcareggi; ndi) tifoso viola!». 

fonte:corrieredellosport

«Sei finito». Così Dick Advocaat, un anno fa, quando Sunderland sembrava il gorgo nero entro cui era sprofondato il brutto anatroccolo. «Non hai il fisico per la Premier». Gli olandesi quando vogliono sanno usare parole che urlano dolore come unghie sulla lavagna. Il Già-ccherini inglese era un passato remoto. Però: puoi perdere la milza, a sedici anni, dopo uno scontro con un portiere avversario; ma mai la speranza, quella si coltiva fin da bimbi. Ci confidò prima dell’Europeo: «Sono alto 167 centimetri e da ragazzo mi prendevano tutti per il sedere. E io piangevo, seduto in macchina, mentre mamma o papà mi riportavano a casa dopo gli allenamenti». L’altezza mignon è diventata il piedistallo su cui il nostro Giaccherinho ha costruito la sua carriera, fatta di continue ripartenze, a dimostrazione che la vita bisogna caricarsela sulle spalle, gettarla oltre l’ostacolo e andarsela a riprendere. Con molta fede, in se stessi e nel cielo. «In braccio a Gesù» è il motto che la moglie, Dania, gli consegna prima di ogni partita. A Bologna si presentò così: «Sono qui per andare agli Europei». Era stato Conte a convincere il suo agente, Furio Valcareggi: «Riportalo in Italia, trovagli la squadra giusta e viene con me». L’Europeo ci ha restituito il piccolo cigno, che ora guarda il suo riflesso nello specchio del mare di Napoli e si scopre per quello che è: Giaccherini Emanuele, 167 centimetri di vita vissuta, dal basso in alto

 
Dopo Lorenzo Tonelli, Emanuele Giaccherini può essere ormai considerato il secondo acquisto (quasi) ufficiale del Napoli 2.0 di Maurizio Sarri. Nel pomeriggio di ieri qui a Dimaro è avvenuto l’incontro risolutore fra il diesse azzurro Giuntoli e i rappresentanti del giocatore, Furio Valcareggi e l’avvocato Giulio Marinelli. L’operazione è costata al Napoli 2 milioni al Sunderland, proprietario del «cartellino», mentre l’ex-Juve è stato gratificato da un contratto triennale da 1,5 milioni di euro a stagione più bonus. Il Torino stato completamente spiazzato nonostante il club granata avesse offerto le medesime condizioni. L’ingaggio di Giaccherini, unito a quello ormai imminente d Pereyra, dovrebbe aver neutralizzato due altre importanti operazioni in cantiere. Candreva e Witsel stanno sfumando. In particolar modo il belga dovrebbe dare una risposta nella giornata odierna, ma aleggia un certo pessimismo sulla possibilità che possa accettare le condizioni del Napoli. 
 
JACKPOT. L’ex-Juventus dovrebbe così completare nel migliore dei modi sia il reparto d’attacco che quello di centrocampo a disposizione di Maurizio Sarri. Giaccherini può essere usato come vice-Callejon ma anche come sostituto di Hamsik o di Allan. Jack è stata una delle note positive dell’Italia di Conte. A 31 anni ha ancora grande corsa, voglia e forza fisica in abbondanza. Fra l’altro appare come il prototipo del giocatore perfetto per Sarri che predilige senso tattico, velocità e rapidità di esecuzione.  
 
MAL DI PANCIA. Con gli acquisti di Giaccherini e Pereyra, Aurelio De Laurentiis ha risposto nel migliore dei modi al doppio mal di pancia di Higuain e Hamsik. A questo proposito The Sun è convinto che l'Arsenal sarebbe particolarmente interessato alla la situazione del centrocampista slovacco del Napoli. I Gunners sono stati attratti dalle recenti dichiarazioni di suo padre Richard («Se ci sarà volontà di valutare Marek come merita resteremo a Napoli, in caso contrario si penserà ad altre offerte. E' vero che i tifosi in caso di cessione non la perdonerebbero mai, ma loro possono avere una visione completamente diversa delle cose») che starebbero incoraggiando il club inglese a sfruttare la situazione. 
 
DELIO ROSSI. Il tecnico romagnolo, ex-allenatore di Giaccherini al Bologna, è intervenuto a Radio Kiss Kiss Napoli magnificando le doti del neo-azzurro: «Emanuele è uno di quei calciatori completamente sottovalutati. Non è uno che ruba la scena, ma in campo abbina qualità a quantità. E' un giocatore molto duttile dal punto di vista tecnico, è evoluto, può essere collocato sia a centrocampo che da esterno. Non avrà la pretesa di giocare da titolare, ma sarà uno di quelli che metterà sicuramente in difficoltà Sarri». 
 
RABBIA. Il «blit«» del Napoli per Giaccherini ha fatto scoppiare la rabbia dei tifosi di Torino e Fiorentina, le due squadre antagoniste del Napoli in questa trattativa. Viola e granata sono davvero furibondi. «come siamo riusciti a farci scappare un giocatore costato due milioni?» si sono chiesti i fans del Torino. Quelli della Fiorentina, se possibile, lo sono ancora di più: «Siamo messi davvero male se non sono riusciti a prendere un giocatore per due milioni, che voleva venire a Firenze con il procuratore (Furio Valcareggi; ndi) tifoso viola!». 

fonte:corrieredellosport

«Sei finito». Così Dick Advocaat, un anno fa, quando Sunderland sembrava il gorgo nero entro cui era sprofondato il brutto anatroccolo. «Non hai il fisico per la Premier». Gli olandesi quando vogliono sanno usare parole che urlano dolore come unghie sulla lavagna. Il Già-ccherini inglese era un passato remoto. Però: puoi perdere la milza, a sedici anni, dopo uno scontro con un portiere avversario; ma mai la speranza, quella si coltiva fin da bimbi. Ci confidò prima dell'Europeo: «Sono alto 167 centimetri e da ragazzo mi prendevano tutti per il sedere. E io piangevo, seduto in macchina, mentre mamma o papà mi riportavano a casa dopo gli allenamenti». L'altezza mignon è diventata il piedistallo su cui il nostro Giaccherinho ha costruito la sua carriera, fatta di continue ripartenze, a dimostrazione che la vita bisogna caricarsela sulle spalle, gettarla oltre l'ostacolo e andarsela a riprendere. Con molta fede, in se stessi e nel cielo. «In braccio a Gesù» è il motto che la moglie, Dania, gli consegna prima di ogni partita. A Bologna si presentò così: «Sono qui per andare agli Europei». Era stato Conte a convincere il suo agente, Furio Valcareggi: «Riportalo in Italia, trovagli la squadra giusta e viene con me». L'Europeo ci ha restituito il piccolo cigno, che ora guarda il suo riflesso nello specchio del mare di Napoli e si scopre per quello che è: Giaccherini Emanuele, 167 centimetri di vita vissuta, dal basso in alto

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