Sorrento Per Angelo Vassallo: 10, 100, 1000 città del buon vivere

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Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica tragicamente assassinato nei giorni scorsi, è stato il promotore di una “rivoluzione culturale” nella sua terra, riuscendo, con il suo straordinario impegno e la sua passione, a mettere i valori della difesa dell’ambiente e dell’uso corretto del territorio in cima agli obiettivi della politica.

Secondo Alessandro Schisano, rappresentante del Partito Democratico nel Consiglio Comunale di Sorrento, «al di là delle cerimonie commemorative, il miglior modo per rendergli omaggio, è adoperarsi nel portare avanti le idee che hanno ispirato la sua vita. Per questo motivo, alcuni giorni fa, ho presentato in Consiglio Comunale una proposta, che è stata approvata, con la quale si invita l’Amministrazione di Sorrento a verificare la possibilità di aderire alla rete Cittaslow». Angelo Vassallo era, infatti, vicepresidente di questa Associazione, rete internazionale delle “città del buon vivere” che raccoglie 144 città in 21 paesi del mondo, e che annovera anche Positano tra i Comuni fondatori.

Cittaslow raccoglie e diffonde le iniziative e le esperienze di alcune città nelle quali la cultura del “buon vivere” impegna in via prioritaria le amministrazioni comunali, gli operatori economici ed i cittadini. Gli obiettivi di queste città sono il miglioramento della qualità della vita, la tutela dell’ambiente e del patrimonio storico, artistico e culturale, la salute dei cittadini, la salvaguardia e la valorizzazione delle produzioni tipiche; esse riconoscono l’importanza dei luoghi che costituiscono l’identità della città; sviluppano la cultura dell’accoglienza e dell’ospitalità.

«Tuttavia – sottolinea Giuliano De Luca coordinatore cittadino del PD – deve essere chiaro che l’eventuale adesione a Cittaslow non potrà e non dovrà esaurirsi in un’enunciazione di belle parole e di buoni propositi. Con questo intendiamo dire che gli Amministratori dovranno condividere fino in fondo i valori promossi dalla rete e che dovranno costantemente ispirarsi ad essi nel corso del loro mandato. Per fare un esempio, dovranno essere riconsiderati interventi come quello operato di recente in piazza Veniero, dove si è partiti con l’obiettivo di valorizzare l’area e si è finito con il sacrificare gli alberi per far posto ad aiuole ed un edificio anonimi sotto l’aspetto architettonico, conferendo alla piazza stessa un aspetto totalmente estraneo all’identità dei luoghi. In un momento di difficoltà anche per la nostra economia turistica gli Amministratori potrebbero cogliere un’opportunità e lanciare una vera e propria “rivoluzione culturale” per orientare il futuro di Sorrento verso una direzione più giusta».

 

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