Germania-Italia, finisce 7-6 ai rigori: in semifinale volano i tedeschi

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Fine di un sogno e di un tabù: in 120 minuti più rigori si chiudono l’inattesa rincorsa europea dell’Italia di Conte e mezzo secolo di sudditanza psicologica calcistica dei tedeschi nei confronti degli azzurri. Dopo 8 tentativi, per la prima volta in una manifestazione ufficiale la Germania si impone sull’Italia: lo fa nella maniera più crudele, vera e propria nemesi, vincendo 7-6 grazie ai tiri al dischetto che vanno ad oltranza. Sbagliano, per l’Italia, nell’interminabile serie di emozioni (18 rigori tirati, quello decisivo lo ha realizzato Hector), Zaza, Pellè, Bonucci e Darmian. Provare a regalare un raggio di gioia sportiva agli italiani nel giorno più buio per la strage di Dacca era compito, anche psicologicamente oltre che tecnicamente, non facile: ma Buffon e i suoi compagni ci hanno provato. 

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Hanno giocato alla pari con i campioni del mondo andando molto al di là dei propri limiti, come chiede l’ormai ex ct Conte. Possono essere orgogliosi dell’europeo che hanno disputato, sebbene resti l’amarezza: in semifinale con la vincente di Francia-Islanda va una Germania che non ha certo sovrastato l’Italia operaia Per non snaturare il modulo 3-5-2 e conseguenti certezze, Conte in avvio aveva ovviato all’ennesima assenza (quella, ampiamente annunciata, di De Rossi che si andava ad aggiungere a Candreva) inserendo come previsto Sturaro e spostando nel ruolo di centrale Parolo: anche Motta infatti era indisponibile per squalifica e così il convalescente romanista si andava a sedere in panchina pronto all’evenienza. Per il resto, solita squadra azzurra con difesa tutta juventina ed Eder e Pellè terminali d’attacco. Invece la Germania, segnale di grande rispetto per gli azzurri, modificava l’assetto che l’aveva portata ai quarti di finale senza subire gol e inseriva un terzino in più, Howedes, al posto di Draxler passando a una difesa a 3 con rotazione costante dei giocatori dalla cintola in su.

Restava comunque squadra zeppa di talenti a centrocampo (Khedira, peraltro presto sostituito per infortunio da Schweinsteiger, e Kros centrali, più il trio delle meraviglie Ozil-Kimmich-Muller) con Gomez punta avanzata, ma non bastava nel primo tempo a creare problemi seri a Buffon. Perché la sfida dell’epica calcistica si rivelava a euro 2016 per i primi 45′ una gara tattica, senza grandi emozioni: continui raddoppi di marcatura da entrambe le parti, e sterile superiorità nel possesso palla dei tedeschi. Doveva passare un quarto d’ora per vedere il primo tiro in porta (Florenzi, fiacco e parato con facilità da Neuer. Un brivido correva sulle spalle dei tifosi azzurri quando al 27′, su lancio di Hummels, Schweinsteiger metteva in rete di testa, essendosi liberato però di De Sciglio con un spinta evidente. Al 42′ dopo palla impazzita stile flipper nell’area azzurra era Muller a calciare malamente (prima parata di Buffon). E l’unica vera occasione da rete del primo tempo la regalavano proprio gli azzurri, confezionandola secondo il solito schema: palla lunga da Bonucci a Giaccherini, pronto cross in mezzo per caricare al tiro Sturaro: la cui botta di destro, pericolosissima, veniva deviata in angolo da Boateng. Nella ripresa ancora molto studio e prima emozione al’8′ per un tiro di Muller destinato in rete e deviato con colpo da kung fu da Florenzi. Kassai ammoniva in rapida successione Sturaro, De Sciglio (diffidato) e Parolo.

Ma l’Italia pur soffrendo mai dava l’impressione di essere sul punto di crollare. E invece il gol tedesco arrivava nella maniera più paradossale: su rinvio di Neuer, Florenzi sbagliava il tempo dell’intervento e Mario Gomez trovava una giocata da campione innescando Hector, sul cui cross da sinistra metteva in rete da due passi Ozil. Tre minuti dopo l’ex fiorentino sfiorava il raddoppio con un tocco ravvicinato che costringeva alla parata da fuoriclasse Buffon. Sembrava finita per gli azzurri, quando un tiro di Pellè finiva fuori di poco. Ma al 31′ su cross di Florenzi, Boateng colpiva di mano: rigore ineccepibile, che Bonucci realizzava calciando di destro alla sinistra di Neuer. E al 35′ su splendido contropiede un tiro di Eder veniva deviato di poco in angolo. Al 41′ Conte sostituiva Florenzi, esausto, con Darmian. E proprio in chiusura, De Sciglio colpiva l’esterno della rete con un gran destro da fuori area. Nei supplementari un tiraccio di Boateng, la sostituzione di Eder con Insigne e un guizzo del napoletano neutralizzato da Neuer: ma ineluttabilmente si va ai rigori. Con l’epilogo amaro per l’Italia.

UGO TRANI IL MATTINO

Fine di un sogno e di un tabù: in 120 minuti più rigori si chiudono l'inattesa rincorsa europea dell'Italia di Conte e mezzo secolo di sudditanza psicologica calcistica dei tedeschi nei confronti degli azzurri. Dopo 8 tentativi, per la prima volta in una manifestazione ufficiale la Germania si impone sull'Italia: lo fa nella maniera più crudele, vera e propria nemesi, vincendo 7-6 grazie ai tiri al dischetto che vanno ad oltranza. Sbagliano, per l'Italia, nell'interminabile serie di emozioni (18 rigori tirati, quello decisivo lo ha realizzato Hector), Zaza, Pellè, Bonucci e Darmian. Provare a regalare un raggio di gioia sportiva agli italiani nel giorno più buio per la strage di Dacca era compito, anche psicologicamente oltre che tecnicamente, non facile: ma Buffon e i suoi compagni ci hanno provato. 

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Hanno giocato alla pari con i campioni del mondo andando molto al di là dei propri limiti, come chiede l'ormai ex ct Conte. Possono essere orgogliosi dell'europeo che hanno disputato, sebbene resti l'amarezza: in semifinale con la vincente di Francia-Islanda va una Germania che non ha certo sovrastato l'Italia operaia Per non snaturare il modulo 3-5-2 e conseguenti certezze, Conte in avvio aveva ovviato all'ennesima assenza (quella, ampiamente annunciata, di De Rossi che si andava ad aggiungere a Candreva) inserendo come previsto Sturaro e spostando nel ruolo di centrale Parolo: anche Motta infatti era indisponibile per squalifica e così il convalescente romanista si andava a sedere in panchina pronto all'evenienza. Per il resto, solita squadra azzurra con difesa tutta juventina ed Eder e Pellè terminali d'attacco. Invece la Germania, segnale di grande rispetto per gli azzurri, modificava l'assetto che l'aveva portata ai quarti di finale senza subire gol e inseriva un terzino in più, Howedes, al posto di Draxler passando a una difesa a 3 con rotazione costante dei giocatori dalla cintola in su.

Restava comunque squadra zeppa di talenti a centrocampo (Khedira, peraltro presto sostituito per infortunio da Schweinsteiger, e Kros centrali, più il trio delle meraviglie Ozil-Kimmich-Muller) con Gomez punta avanzata, ma non bastava nel primo tempo a creare problemi seri a Buffon. Perché la sfida dell'epica calcistica si rivelava a euro 2016 per i primi 45' una gara tattica, senza grandi emozioni: continui raddoppi di marcatura da entrambe le parti, e sterile superiorità nel possesso palla dei tedeschi. Doveva passare un quarto d'ora per vedere il primo tiro in porta (Florenzi, fiacco e parato con facilità da Neuer. Un brivido correva sulle spalle dei tifosi azzurri quando al 27', su lancio di Hummels, Schweinsteiger metteva in rete di testa, essendosi liberato però di De Sciglio con un spinta evidente. Al 42' dopo palla impazzita stile flipper nell'area azzurra era Muller a calciare malamente (prima parata di Buffon). E l'unica vera occasione da rete del primo tempo la regalavano proprio gli azzurri, confezionandola secondo il solito schema: palla lunga da Bonucci a Giaccherini, pronto cross in mezzo per caricare al tiro Sturaro: la cui botta di destro, pericolosissima, veniva deviata in angolo da Boateng. Nella ripresa ancora molto studio e prima emozione al'8' per un tiro di Muller destinato in rete e deviato con colpo da kung fu da Florenzi. Kassai ammoniva in rapida successione Sturaro, De Sciglio (diffidato) e Parolo.

Ma l'Italia pur soffrendo mai dava l'impressione di essere sul punto di crollare. E invece il gol tedesco arrivava nella maniera più paradossale: su rinvio di Neuer, Florenzi sbagliava il tempo dell'intervento e Mario Gomez trovava una giocata da campione innescando Hector, sul cui cross da sinistra metteva in rete da due passi Ozil. Tre minuti dopo l'ex fiorentino sfiorava il raddoppio con un tocco ravvicinato che costringeva alla parata da fuoriclasse Buffon. Sembrava finita per gli azzurri, quando un tiro di Pellè finiva fuori di poco. Ma al 31' su cross di Florenzi, Boateng colpiva di mano: rigore ineccepibile, che Bonucci realizzava calciando di destro alla sinistra di Neuer. E al 35' su splendido contropiede un tiro di Eder veniva deviato di poco in angolo. Al 41' Conte sostituiva Florenzi, esausto, con Darmian. E proprio in chiusura, De Sciglio colpiva l'esterno della rete con un gran destro da fuori area. Nei supplementari un tiraccio di Boateng, la sostituzione di Eder con Insigne e un guizzo del napoletano neutralizzato da Neuer: ma ineluttabilmente si va ai rigori. Con l'epilogo amaro per l'Italia.

UGO TRANI IL MATTINO