Considerazioni e riflessioni sulla “Naples Shipping Week 2016

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La redazione eventi e cultura di Positanonews ha dato ampio spazio con più articoli e tanti video degli eventi ritenedo questa settimana di grande importanza per la Penisola Sorrentina Amalfitana, per la presenza di scuole nautiche e di tanti impiegati nel mondo marinaro  mercantile ,cantieristico e crocieristico.

La manifestazione “Naples Shipping Week 2016”, tenutasi questa settimana a Napoli, ha fornito molti spunti di riflessione, oltre all’opportunità di poter ammirare il gioiello della nostra Marina Militare, la Amerigo Vespucci, grande catalizzatore dell’evento di quest’anno, mi piace ricordare qui anche la Cristoforo Colombo, nave gemella ceduta alla Russia come risarcimento di Guerra, Durante i lavori si è discusso del futuro dello sviluppo economico, in particolare quello marittimo, della nostra Regione; ed anche dell’evoluzione della formazione nautica, della valorizzazione delle risorse umane, alla luce delle nuove sfide che il futuro ci presenta. Nell’ambito del Convegno: “Il mare educatore e formatore tra passato, presente e futuro”, il Comandante della Base Navale, l’Ammiraglio Donato Marzano, ricordava come: “Per capire dove andare, è bene capire da dove veniamo”, e come fosse necessario un riavvicinamento ed un “fare squadra” da parte di tutte le componenti sane della società, sottolineando come le basi su cui fondare lo sviluppo siano un serbatoio inesauribile di conoscenze, energie e risorse. Il Comandante ha anche assicurato l’impegno della Marina Militare, a collaborare a questo comune obiettivo, garantendo nei limiti del possibile, l’apertura anche fisica delle proprie strutture alle varie iniziative cittadine; è un lungo processo ed inarrestabile processo, iniziato con l’abbattimento delle barriere architettoniche, che isolavano di fatto la zona portuale dal resto della città, e che oggi invece si apre ad essa. L’Assessore regionale alle Attività Produttive, Amedeo Lepore ha sintetizzato brevemente le linee guida dell’Amministrazione Campana e gli atti concreti per lo sviluppo economico della Regione, dove il settore marittimo ed i porti di Napoli e Salerno, rappresentano un segmento molto importante, e debbano essere il volano allo sviluppo commerciale e turistico delle città e del loro entroterra, a tal fine ha fatto cenno al Patto per la Campania, che prevede per i porti di Napoli e Salerno, la costituzione di una Zona Economica Speciale, con un fondo di 300 milioni di euro, destinato alla loro riqualificazione, non solo limitata alle aree portuali, ma anche alla loro espansione verso il mare, alla loro capacità di attrarre investimenti, di rigenerarsi e di costituire una cerniera, tra i porti e le proiezioni delle aree urbane, ma soprattutto le aree interne, questo grazie all’enorme flusso turistico, che interessa i due scali campani, ed inoltre qualificazione e formazione delle persone, alla luce delle enormi potenzialità offerte dal mare in termini di produzione, trasporti e logistica ed alternative alle via terrestri . Temi cari al Governatore De Luca, che in occasione dell’inaugurazione della Stazione Marittima Salernitana, ricordò come questa rappresentasse occasione di sviluppo per le zone interne, e persino alla città Matera. Dunque lo sviluppo della Regione, attraverso le sue due “porte d’acqua”, Napoli e Salerno; come scrissi in un precedente articolo, secondo la mia opinione “benessere e crescita raggiunti, vanno condivisi; per i due principali scali regionali, una competizione spinta danneggerebbe entrambi, mentre un accorpamento, a mio avviso, sarebbe una soluzione illogica e penalizzante per lo scalo di minori dimensioni, che privato di autonomia, perderebbe la possibilità di operare con agilità ed efficienza, come ha dimostrato nel corso degli ultimi anni”, il dibattito è quanto mai aperto, pro o contro l’accorpamento amministrativo dei due scali. In conclusione, come ricordava l’Assessore Lepore, “Navigare necesse est”, prendendo a motto questo detto marinaro, occorre che tutte le componenti sane della comunità debbano navigare verso un rinnovamento delle istituzioni, verso la capacità di fare sistema tra loro, per poter al meglio utilizzare l’enorme patrimonio di conoscenze, strutture e risorse umane a disposizione. L’Armatore Giuseppe D’Amato, Presidente del “Naples Shipping Week”, ricordava come l’Istruzione Nautica campane è donna, infatti tutte le scuole nautiche della Campania o perlomeno le principali, sono dirette da Signore; egli ha anche sottolineato come insieme al bagaglio tecnologico, sia necessario fornire agli allievi anche la necessaria formazione umanistica. Già, ma dove sta andando la formazione nautica ? Ormai le scuole di formazione private, hanno circondato e sostituito in alcuni casi, i tradizionali Istituti Tecnici Nautici, non sempre però fornendo un’adeguata offerta formativa, la quale richiede sempre più una qualità spinta ed un aggiornamento continuo, anche alla luce delle nuove esigenze del mercato e del rispetto ambientale; le direttive IMO diventano sempre più stringenti, la politica nazionale, a mio avviso non sempre fornisce risposte adeguate che tengano conto di tutte le componenti, Scuole di formazione, Armatori e Gente di mare. L’interessante conferenza: “L’economia del mare: le nuove prospettive occupazionali e la risposta dell’ITS della Campania”, organizzato dalla Fondazione ITS (Istituti Tecnici Superiori) – Mobilità Sostenibile Trasporti Marittimi, ha ben rappresentato le attuali necessità specialistiche, e di come si siano affermate nuove categorie professionali: il “Tecnico superiore per la mobilità delle persone e delle merci in ambito marittimo” (Settore impianti elettrici ed elettronici navali); il “Tecnico superiore per l’oceanografia industriale applicata alle infrastrutture marine” ed il “Geometra del mare”. In conclusione, anche se il Settore Marittimo, occupa da sempre “direttamente”, a livello nazionale, percentuali minime di persone, è vitale per l’economia dell’intera nazione che ha la necessità di importare gran parte delle materie prime; l’indotto che ruota attorno a questa Economia è rilevante, a mio avviso sarebbe auspicabile la ricostituzione di un apposito Ministero e di un riordino del settore, anche per quanto riguarda la verifica delle competenze e del recepimento delle direttive internazionali in materia. Luigi Russo

 

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Napoli shipping week.Sala Caracciolo Base Navale

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Napoli. Molo San Vincenzo.Sala Caracciolo.

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Napoli – Base Navale Convegno “Il mare educatore e formatore”

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Napoli. Molo San Vincenzo.Sala Caracciolo.

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NAPOLI SHIPPING WEEK BASE NAVALE

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NAPOLI SHIPPING WEEK. BASE NAVALE AMMIRAGLIO

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Meta lavori sulla spiaggia proteste dei bagnanti

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Napoli – Base Navale Convegno “Il mare educatore e formatore”

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La redazione eventi e cultura di Positanonews ha dato ampio spazio con più articoli e tanti video degli eventi ritenedo questa settimana di grande importanza per la Penisola Sorrentina Amalfitana, per la presenza di scuole nautiche e di tanti impiegati nel mondo marinaro  mercantile ,cantieristico e crocieristico.

La manifestazione “Naples Shipping Week 2016”, tenutasi questa settimana a Napoli, ha fornito molti spunti di riflessione, oltre all’opportunità di poter ammirare il gioiello della nostra Marina Militare, la Amerigo Vespucci, grande catalizzatore dell’evento di quest’anno, mi piace ricordare qui anche la Cristoforo Colombo, nave gemella ceduta alla Russia come risarcimento di Guerra, Durante i lavori si è discusso del futuro dello sviluppo economico, in particolare quello marittimo, della nostra Regione; ed anche dell’evoluzione della formazione nautica, della valorizzazione delle risorse umane, alla luce delle nuove sfide che il futuro ci presenta. Nell’ambito del Convegno: “Il mare educatore e formatore tra passato, presente e futuro”, il Comandante della Base Navale, l’Ammiraglio Donato Marzano, ricordava come: “Per capire dove andare, è bene capire da dove veniamo”, e come fosse necessario un riavvicinamento ed un “fare squadra” da parte di tutte le componenti sane della società, sottolineando come le basi su cui fondare lo sviluppo siano un serbatoio inesauribile di conoscenze, energie e risorse. Il Comandante ha anche assicurato l’impegno della Marina Militare, a collaborare a questo comune obiettivo, garantendo nei limiti del possibile, l’apertura anche fisica delle proprie strutture alle varie iniziative cittadine; è un lungo processo ed inarrestabile processo, iniziato con l’abbattimento delle barriere architettoniche, che isolavano di fatto la zona portuale dal resto della città, e che oggi invece si apre ad essa. L’Assessore regionale alle Attività Produttive, Amedeo Lepore ha sintetizzato brevemente le linee guida dell’Amministrazione Campana e gli atti concreti per lo sviluppo economico della Regione, dove il settore marittimo ed i porti di Napoli e Salerno, rappresentano un segmento molto importante, e debbano essere il volano allo sviluppo commerciale e turistico delle città e del loro entroterra, a tal fine ha fatto cenno al Patto per la Campania, che prevede per i porti di Napoli e Salerno, la costituzione di una Zona Economica Speciale, con un fondo di 300 milioni di euro, destinato alla loro riqualificazione, non solo limitata alle aree portuali, ma anche alla loro espansione verso il mare, alla loro capacità di attrarre investimenti, di rigenerarsi e di costituire una cerniera, tra i porti e le proiezioni delle aree urbane, ma soprattutto le aree interne, questo grazie all’enorme flusso turistico, che interessa i due scali campani, ed inoltre qualificazione e formazione delle persone, alla luce delle enormi potenzialità offerte dal mare in termini di produzione, trasporti e logistica ed alternative alle via terrestri . Temi cari al Governatore De Luca, che in occasione dell’inaugurazione della Stazione Marittima Salernitana, ricordò come questa rappresentasse occasione di sviluppo per le zone interne, e persino alla città Matera. Dunque lo sviluppo della Regione, attraverso le sue due “porte d’acqua”, Napoli e Salerno; come scrissi in un precedente articolo, secondo la mia opinione “benessere e crescita raggiunti, vanno condivisi; per i due principali scali regionali, una competizione spinta danneggerebbe entrambi, mentre un accorpamento, a mio avviso, sarebbe una soluzione illogica e penalizzante per lo scalo di minori dimensioni, che privato di autonomia, perderebbe la possibilità di operare con agilità ed efficienza, come ha dimostrato nel corso degli ultimi anni”, il dibattito è quanto mai aperto, pro o contro l’accorpamento amministrativo dei due scali. In conclusione, come ricordava l’Assessore Lepore, “Navigare necesse est”, prendendo a motto questo detto marinaro, occorre che tutte le componenti sane della comunità debbano navigare verso un rinnovamento delle istituzioni, verso la capacità di fare sistema tra loro, per poter al meglio utilizzare l’enorme patrimonio di conoscenze, strutture e risorse umane a disposizione. L’Armatore Giuseppe D’Amato, Presidente del “Naples Shipping Week”, ricordava come l’Istruzione Nautica campane è donna, infatti tutte le scuole nautiche della Campania o perlomeno le principali, sono dirette da Signore; egli ha anche sottolineato come insieme al bagaglio tecnologico, sia necessario fornire agli allievi anche la necessaria formazione umanistica. Già, ma dove sta andando la formazione nautica ? Ormai le scuole di formazione private, hanno circondato e sostituito in alcuni casi, i tradizionali Istituti Tecnici Nautici, non sempre però fornendo un’adeguata offerta formativa, la quale richiede sempre più una qualità spinta ed un aggiornamento continuo, anche alla luce delle nuove esigenze del mercato e del rispetto ambientale; le direttive IMO diventano sempre più stringenti, la politica nazionale, a mio avviso non sempre fornisce risposte adeguate che tengano conto di tutte le componenti, Scuole di formazione, Armatori e Gente di mare. L’interessante conferenza: “L’economia del mare: le nuove prospettive occupazionali e la risposta dell’ITS della Campania”, organizzato dalla Fondazione ITS (Istituti Tecnici Superiori) – Mobilità Sostenibile Trasporti Marittimi, ha ben rappresentato le attuali necessità specialistiche, e di come si siano affermate nuove categorie professionali: il “Tecnico superiore per la mobilità delle persone e delle merci in ambito marittimo” (Settore impianti elettrici ed elettronici navali); il “Tecnico superiore per l’oceanografia industriale applicata alle infrastrutture marine” ed il “Geometra del mare”. In conclusione, anche se il Settore Marittimo, occupa da sempre “direttamente”, a livello nazionale, percentuali minime di persone, è vitale per l’economia dell’intera nazione che ha la necessità di importare gran parte delle materie prime; l’indotto che ruota attorno a questa Economia è rilevante, a mio avviso sarebbe auspicabile la ricostituzione di un apposito Ministero e di un riordino del settore, anche per quanto riguarda la verifica delle competenze e del recepimento delle direttive internazionali in materia. Luigi Russo

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