LIMONE COSTA D’AMALFI INESATTEZZE E ASSURDITA’

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Ancora una volta e dopo tanti anni dalla prima stesura in Audizione Pubblica del Disciplinare di produzione IGP del Limone Costa d’Amalfi (3 maggio 1997) leggo delle gravi lacune storiche che, fossero state dati invece esatti, probabilmente non avrebbero potuto avallare il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta dei “Frutti del più bell’albero”. Molti difatti, non solo voi, ancora fanno perdere alla storia del Limone in Campania, quindi anche in Costa d’Amalfi, circa 1000 anni, più o meno. Chi scrive è colui il quale si dedicò alla ricerca della presenza storica del limone in Costa d’Amalfi, dimostrando all’allora Ispettorato Agrario Regionale (SESIRCA) che il Limone (classificato esattamente soltanto nel 1810) innanzitutto per motivi religiosi, poi edonistici, poi farmaceutici, era già presente nel 79 d.C. e coltivato dai Romani come pianta ornamentale, da esperti vivaisti quali erano, come la pianta ornamentale ed esotica più bella del mondo conosciuto di allora. Basta andare a vedere “La Stanza del Frutteto” agli Scavi di Pompei, dove sono disegnati egregiamente pomi gialli dalla forma allungata tipo Sfusato (l’innesto ad occhio praticato dai Romani – leggasi Georgiche di Virgilio – era ed è una clonazione) e altri limoni del tipo “femminiello comune” più tipico della Costiera Sorrentina. Ma ancora sul “Vaso Blu” , straordinario esempio di arte dei Romani conservato al Museo Nazionale di Napoli, ci sono figure di limoni applicati in fusione vetrosa, ed alla Villa Oplontis di Torre Annunziata i 38 vasi che affiancavano le colonne e che ogni stagione cattiva venivano portati al riparo, riportano ceneri di vite e di agrumi !!!  Gli Arabi, semmai, da cui abbiamo acquisito tante cose, ci hanno assegnato il termine arabo “Limmun” giacchè prima non essendo commestibili erano definiti tutti “Citrus” pure i Cedri e gli Aranci, e poi ci hanno portato la grandiosa scoperta dello zucchero, con cui forse qualcuno cominciò a tentare di berne il succo…

Ritenendomi un esperto, sono a vostra disposizione per centinaia di altre notizie sul Limone e la sua straordinaria Storia, che riguarda gli Ebrei, I Romani, i Gesuiti, la Principessa Giovanna, i Normanni, la Scuola Medica Salernitana e tante altre popolazioni, molto prima degli Arabi !!! Ma per carità, non parliamo più degli Arabi e dei loro tantissimi pregi come se avessero portato tutto loro!

con affetto,

Pasquale Senatore,  già responsabile di zona Coldiretti dal 1984 al 2004 in Costiera Amalfitana, relatore della pubblicazione “I Frutti del più bell’Albero” con la quale dimostrò la storicità della presenza del Limone in Costa d’Amalfi, organizzatore della Audizione Pubblica per il Disciplinare di Produzione dell’Indicazione Geografica Protetta del “Limone Costa d’Amalfi”  

Ancora una volta e dopo tanti anni dalla prima stesura in Audizione Pubblica del Disciplinare di produzione IGP del Limone Costa d'Amalfi (3 maggio 1997) leggo delle gravi lacune storiche che, fossero state dati invece esatti, probabilmente non avrebbero potuto avallare il riconoscimento dell'Indicazione Geografica Protetta dei "Frutti del più bell'albero". Molti difatti, non solo voi, ancora fanno perdere alla storia del Limone in Campania, quindi anche in Costa d'Amalfi, circa 1000 anni, più o meno. Chi scrive è colui il quale si dedicò alla ricerca della presenza storica del limone in Costa d'Amalfi, dimostrando all'allora Ispettorato Agrario Regionale (SESIRCA) che il Limone (classificato esattamente soltanto nel 1810) innanzitutto per motivi religiosi, poi edonistici, poi farmaceutici, era già presente nel 79 d.C. e coltivato dai Romani come pianta ornamentale, da esperti vivaisti quali erano, come la pianta ornamentale ed esotica più bella del mondo conosciuto di allora. Basta andare a vedere "La Stanza del Frutteto" agli Scavi di Pompei, dove sono disegnati egregiamente pomi gialli dalla forma allungata tipo Sfusato (l'innesto ad occhio praticato dai Romani – leggasi Georgiche di Virgilio – era ed è una clonazione) e altri limoni del tipo "femminiello comune" più tipico della Costiera Sorrentina. Ma ancora sul "Vaso Blu" , straordinario esempio di arte dei Romani conservato al Museo Nazionale di Napoli, ci sono figure di limoni applicati in fusione vetrosa, ed alla Villa Oplontis di Torre Annunziata i 38 vasi che affiancavano le colonne e che ogni stagione cattiva venivano portati al riparo, riportano ceneri di vite e di agrumi !!!  Gli Arabi, semmai, da cui abbiamo acquisito tante cose, ci hanno assegnato il termine arabo "Limmun" giacchè prima non essendo commestibili erano definiti tutti "Citrus" pure i Cedri e gli Aranci, e poi ci hanno portato la grandiosa scoperta dello zucchero, con cui forse qualcuno cominciò a tentare di berne il succo…

Ritenendomi un esperto, sono a vostra disposizione per centinaia di altre notizie sul Limone e la sua straordinaria Storia, che riguarda gli Ebrei, I Romani, i Gesuiti, la Principessa Giovanna, i Normanni, la Scuola Medica Salernitana e tante altre popolazioni, molto prima degli Arabi !!! Ma per carità, non parliamo più degli Arabi e dei loro tantissimi pregi come se avessero portato tutto loro!

con affetto,

Pasquale Senatore,  già responsabile di zona Coldiretti dal 1984 al 2004 in Costiera Amalfitana, relatore della pubblicazione "I Frutti del più bell'Albero" con la quale dimostrò la storicità della presenza del Limone in Costa d'Amalfi, organizzatore della Audizione Pubblica per il Disciplinare di Produzione dell'Indicazione Geografica Protetta del "Limone Costa d'Amalfi"