Sarah, la madre ai pm: «Mi raccontò che lo zio le regalava soldi di nascosto»

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Cinque euro per mantenere il segreto. Bimbi delle elementari ai funerali: «Tanti angeli in cielo, troppe bestie sulla terra»

 – Ieri ad  Avetrana i  funerali di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa dallo zio Michele Misseri. Il rito funebre si tiene nello stadio comunale, officiato dai due sacerdoti delle parrocchie di Avetrana, don Dario Di Stefano e don Tommaso Fizzarotti. Grande la partecipazione della gente, mentre c’è tensione fra i familiari della giovane vittima. Questa mattina, poco dopo l’arrivo della madre di Sarah, Concetta Serrano Spagnolo, Cosima Spagnolo e Valentina Misseri, rispettivamente zia e cugina della vittima, hanno lasciato la camera ardente.

Giorni fa Concetta Serrano Spagnolo aveva rivelato agli inquirenti che la figlia le aveva raccontato di aver ricevuto soldi dallo zio, cinque euro, in due occasioni e di nascosto. Fatto strano per un uomo descritto come molto parsimonioso. Voleva comprare il silenzio della ragazza, per sua stessa ammissione già molestata in precedenza? E’ il fatto che, insieme al ritrovamento del trelefonino, ha indirizzato gli inquirenti sulle tracce di Misseri, le cui ammissioni di ieri convincono fino a un certo punto. E’ forte il sospetto che l’uomo non abbia raccontato tutto, così come pare non molto credibile che nessuno in casa, né la moglie, né le figlie di Misseri, si fossero accorte di nulla. Oggi sarà un giorno di ulteriori riflessioni e approfondimenti sul fronte delle indagini.

Il feretro è entrato nello stadio comunale del paese accolto dagli applausi di migliaia di persone, circa seimila, praticamente tutta Avetrana, che conta settemila abitanti. Durante il tragitto sino all’altare la gente ha lanciato fiori bianchi verso la bara. Ai piedi dell’altare campeggia una foto di Sarah e accanto una corona inviata dal comando provinciale dei carabinieri di Taranto. Ci sono anche rappresentanze di studenti delle scuole di Avetrana. All’arrivo della bara nello stadio non era presente la madre di Sarah. Lungo il tragitto dalla camera ardente la bara era seguita dal fratello Claudio, e dal padre, Giacomo Scazzi. Appena lasciata la camera ardente due colombe bianche sono state liberata da alcune persone e il gesto è stato sottolineato dagli applausi delle centinaia di persone presenti in strada.

«A te solo signore la giustizia, a noi la vergogna sul volto». Sono le parole pronunciate dal parroco della chiesa del Sacro Cuore di Avetrana, don Dario De Stefano, nell’omelia al rito funebre cattolico della liturgia della parola nello stadio comunale per l’ultimo saluto a Sarah Scazzi. «È un giorno triste – ha detto – che chiude un tempo di attese, sofferenze, speranze e delusioni. E anche Sarah, la nostra Sarah, che abbiamo cercato per tanti giorni senza arrenderci. Abbiamo lottato perchè volevamo rivederla sorridere, ascoltare i suoi progetti e desideri, ma tutto questo non si è avverato».

«Non è vero che i giovani sono vuoti, sono solo fragili», ha aggiunto l parroco. Il sacerdote ha rivolto un invito ai giovani: «Non abbiate paura a raccontare le vostre difficoltà, le vostre paure a chi vi ama veramente e vi può indicare una strada sicura. Non chiudetevi nella vostra solitudine che può diventare angoscia». E poi l’appello alla folla: «Se il mondo non ritornerà a Dio, non ci potrà essere futuro. Tra poche ore il cielo diventerà scuro, ma siamo certi che brillerà una nuova stella di nome Sara – ha concluso l’omelia salutando il feretro prima di benedirlo – Cara Sarah ora ci rivolgiamo a te. È giunto il momento di affidarti al Signore. Vorremmo che questo splendido sole ci parlasse un po’ dell’amore infinito di Dio in cui ora ti trovi. Vogliamo ricordarti così col tuo sorriso e i tuoi sogni».

La madre di Sarah è salita sul palco al termine del rito funebre. La donna, che è testimone di Geova, si è seduta accanto al figlio Claudio. Poi ha lasciato lo stadio, prima della fine del rito.

La bara di Sarah Scazzi ha lasciato il campo sportivo tra due ali di folla. Gli ultimi saluti alla quindicenne sono stati rivolti dal sindaco Mario De Marco, dal fratello Claudio e da compagni di scuola ed amici. «Sara era ed è diventata la figlia di tutti noi» ha detto il primo cittadino. Dopo l’intervento di Claudio, che ha anche ringraziato l’associazione Penelope che si occupa delle persone scomparse, due compagne di classe, Francesca e Maria, hanno salutato singhiozzando la loro amica. «Non hai potuto vivere la tua vita – ha detto Francesca – per colpa di gente che non ha ormai più rispetto di nessuno». «Ti hanno tolto la speranza di avere l’amore e forse anche una famiglia» ha aggiunto Maria. «Non si può morire in un modo così brutale e disgustoso». E dopo poche righe lette da due ragazzi di Novara che avevano seguito la vicenda di Sara pur non avendola mai conosciuta, l’addio alla quindicenne è stato rivolto da alcuni bambini delle scuole elementari. «Tanti angeli in cielo – hanno ricordato all’unisono – troppe bestie sulla terra».

La camera ardente è rimasta aperta per tutta la notte visto il notevole afflusso di persone che sta rendendo omaggio a Sarah, provenienti anche da paesi vicini. Molti i giovani e gli studenti che ieri sera si sono recati all’auditorium. «I giornali e i mezzi di informazione hanno scritto che la zia e le cugine avrebbero avuto paura a venire al funerale per la possibile reazione della gente – afferma il vicesindaco Alessandro Scarciglia – ma vi assicuro che è una paura ingiustificata».

La maggior parte degli studenti dell’istituto alberghiero Mediterraneo di Marugio (Taranto) non sono entrati in classe stamattina ed hanno deciso di andare ad Avetrana, alla camera ardente di Sarah Scazzi. Gli studenti arriveranno ad Avetrana con i pullman e dopo aver dato l’ultimo saluto alla ragazza, parteciperanno al rito funebre che si svolgerà alle ore 15.30 nel campo sportivo comunale.

«Misseri è una persona che secondo me ha capito il gesto che ha fatto, sa a cosa va incontro. Si vede che è un assassino – ha detto l’avvocato Daniele Galoppa, difensore di Michele Misseri – Ha assunto un ruolo e mi sembra consapevole di doverlo portare a termine. Al mio assistito non mi sento di dire nulla, forse solo di dire tutto quello che sa e anche quello che può aiutarlo. Ho visto la moglie e le figlie di Misseri la notte famosa degli interrogatori. Avevano notato in lui uno strano comportamento forse dovuto a stanchezza, mai però avevano pensato a quello che poi si è scoperto». L’avvocato Galoppa depositerà lunedì la richiesta di perizia psichiatrica per l’omicida al gip del Tribunale di Taranto, perchè venga accolta in sede di incidente probatorio. Il legale di Grottaglie ha smentito le voci secondo cui in questi giorni avrebbe ricevuto minacce. «Non mi è giunta nessuna minaccia – ha detto – e ritengo che non ne arriveranno. Io lavoro al fianco degli inquirenti per trovare tutta la verità. Il mio posto non è ad Avetrana, è qui dove svolgo la mia attività».

Il Mattino di Napoli

scelto da Michele Pappacoda