De Luca-De Magistris, duello sulla chiusura degli ospedali

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San Gennaro e Annunziata. Sul destino di questi due ospedali, entrambi situati nel centro storico di Napoli, si consuma quello che potrebbe diventare l’ennesimo scontro istituzionale all’ombra del Vesuvio. Non più tra Comune e governo, ma tra il Comune da un lato e la Regione e il governo dall’altro. Il commissario alla Sanità Joseph Polimeni, d’intesa con la Regione e il presidente della giunta Vincenzo De Luca, ha infatti previsto nel nuovo piano ospedaliero la riconversione dei due nosocomi: il primo, che si trova nel rione Sanità, diventerà un centro pubblico di riabilitazione; il secondo manterrà la sua funzione pediatrica ma si trasformerà in una casa della maternità, una sorta di consultorio con punto di primo soccorso territoriale, non ospedaliero. Il sindaco Luigi de Magistris contesta però queste scelte e minaccia di impugnarle: «Stiamo valutando – ha chiarito l’ex pm nel corso di un incontro con una delegazione di cittadini, rappresentanti sindacali, operatori e comitati civici del settore della sanità pubblica – la possibilità di intervenire, mediante l’Avvocatura del Comune, sulle procedure di attuazione del piano ospedaliero di riconversione degli ospedali San Gennaro e Annunziata. Procederemo con tutti i mezzi necessari, finanche quelli giuridici, per la salvaguardia e la tutela della salute pubblica». Poi, annunciando che mercoledì alle 11 l’amministrazione comunale sarà presente alla conferenza stampa indetta davanti Palazzo Santa Lucia, ha aggiunto: «Non è tollerabile che le scelte che riguardano la salute pubblica, della quale il sindaco è garante, avvengano senza interpellare le istituzioni locali e senza un preventivo confronto con l’utenza e la cittadinanza». Ma perché Polimeni e De Luca hanno previsto la riconversione dei due ospedali? È una storia che parte da lontano. Precisamente dal 2010, quando venne approvato il piano ospedaliero (il decreto 49, messo a punto alla fine della seconda legislatura Bassolino e firmato da Caldoro) che prevedeva interventi drastici in particolare nel centro storico: gli ospedali San Gennaro, Ascalesi, Loreto Mare e Incurabili sarebbero dovuti confluire nell’Ospedale del Mare mentre l’Annunziata avrebbe dovuto cedere, passo dopo passo, funzioni e competenze al Santobono. Uno scenario, questo, che avrebbe di fatto indebolito l’assistenza sanitaria nel cuore della città. Nel piano Polimeni-De Luca lo schema di massima viene mantenuto, ma dai tagli si salvano Loreto Mare e Incurabili. Troppo poco secondo de Magistris, che si è detto pronto a scendere in strada per protestare al fianco dei manifestanti. Eppure il processo di riconversione di San Gennaro e Annunziata non comincia oggi. DI GERARDO AUSIELLO IL MATTINO

San Gennaro e Annunziata. Sul destino di questi due ospedali, entrambi situati nel centro storico di Napoli, si consuma quello che potrebbe diventare l’ennesimo scontro istituzionale all’ombra del Vesuvio. Non più tra Comune e governo, ma tra il Comune da un lato e la Regione e il governo dall’altro. Il commissario alla Sanità Joseph Polimeni, d’intesa con la Regione e il presidente della giunta Vincenzo De Luca, ha infatti previsto nel nuovo piano ospedaliero la riconversione dei due nosocomi: il primo, che si trova nel rione Sanità, diventerà un centro pubblico di riabilitazione; il secondo manterrà la sua funzione pediatrica ma si trasformerà in una casa della maternità, una sorta di consultorio con punto di primo soccorso territoriale, non ospedaliero. Il sindaco Luigi de Magistris contesta però queste scelte e minaccia di impugnarle: «Stiamo valutando – ha chiarito l’ex pm nel corso di un incontro con una delegazione di cittadini, rappresentanti sindacali, operatori e comitati civici del settore della sanità pubblica – la possibilità di intervenire, mediante l’Avvocatura del Comune, sulle procedure di attuazione del piano ospedaliero di riconversione degli ospedali San Gennaro e Annunziata. Procederemo con tutti i mezzi necessari, finanche quelli giuridici, per la salvaguardia e la tutela della salute pubblica». Poi, annunciando che mercoledì alle 11 l’amministrazione comunale sarà presente alla conferenza stampa indetta davanti Palazzo Santa Lucia, ha aggiunto: «Non è tollerabile che le scelte che riguardano la salute pubblica, della quale il sindaco è garante, avvengano senza interpellare le istituzioni locali e senza un preventivo confronto con l’utenza e la cittadinanza». Ma perché Polimeni e De Luca hanno previsto la riconversione dei due ospedali? È una storia che parte da lontano. Precisamente dal 2010, quando venne approvato il piano ospedaliero (il decreto 49, messo a punto alla fine della seconda legislatura Bassolino e firmato da Caldoro) che prevedeva interventi drastici in particolare nel centro storico: gli ospedali San Gennaro, Ascalesi, Loreto Mare e Incurabili sarebbero dovuti confluire nell’Ospedale del Mare mentre l’Annunziata avrebbe dovuto cedere, passo dopo passo, funzioni e competenze al Santobono. Uno scenario, questo, che avrebbe di fatto indebolito l’assistenza sanitaria nel cuore della città. Nel piano Polimeni-De Luca lo schema di massima viene mantenuto, ma dai tagli si salvano Loreto Mare e Incurabili. Troppo poco secondo de Magistris, che si è detto pronto a scendere in strada per protestare al fianco dei manifestanti. Eppure il processo di riconversione di San Gennaro e Annunziata non comincia oggi. DI GERARDO AUSIELLO IL MATTINO

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