Casoria. Autocisterna si ribalta, carico di propano rovesciato sul ponte sopra i binari delle Ferrovie. Stop ai treni

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La stazione centrale di Napoli alle 7.30 del mattino sembra un girone infernale. Centinaia di persone con il mento all’insù e lo sguardo assonnato fisso sul tabellone delle partenze: «cancellato, cancellato, ritardo di 120 minuti, ritardo 132 minuti, cancellato…» leggono costernati. Lo sciopero previsto tra le ore 21 del 23 giugno e le ore 21 del 24 giugno ha spezzato in due la Penisola, pensano i più. Ma ci vorrà un’altra mezz’ora per capire che lo sciopero nazionale del personale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane (che però non ha interessato Lazio, Calabria e Sicilia), c’entra ben poco con il caos che regna a Napoli Centrale. Solo le fasce orarie di sicurezza avrebbero garantito alle centinaia di persone di raggiungere le proprie mete ma anche ai pendolari di arrivare a Napoli in tempo. Tutta colpa di un’autocisterna carica di 40 metri cubi di gas propano che, intorno alle 6.30 di ieri, si è ribaltata sullo svincolo della superstrada SP1 Cercola-Volla, in direzione Casoria, in prossimità della rampa di uscita verso Casalnuovo di Napoli. Un tratto nevralgico per la circolazione stradale ma soprattutto per la rete ferroviaria: lo svincolo infatti sovrasta sei binari della Rete Ferroviaria Italiana e interessa le linee a monte del Vesuvio, l’Alta velocità e quella su cui transitano i treni EAV Napoli-Cancello, e i binari delle linea vesuviana Napoli-Baiano tra le fermate di Volla e Salice. L’allarme viene lanciato immediatamente da alcune vetture che transitano in quel momento nell’area e sul posto arrivano polizia stradale, carabinieri, personale della RFI e vigili del fuoco. A questi ultimi tocca il lavoro più impegnativo e delicato, ovvero mettere in sicurezza l’area e l’autocisterna che con il ribaltamento aveva subìto danni: da uno squarcio sulla fiancata il gas propano, in fase liquida, ha iniziato a fuoriuscire. I caschi rossi hanno inizialmente contenuto gli effetti della perdita e organizzato le procedure di travaso. Per lo svuotamento è intervenuto il nucleo operativo specialistico di Roma. E hanno bloccato la circolazione, sia stradale che ferroviaria, per un raggio di almeno 200 metri. Ecco quindi spiegato il caos in stazione centrale, dove non solo sono stati bloccati i treni provenienti da Roma che avrebbero dovuto proseguire il viaggio verso Salerno o ancora più giù, verso la Calabria e la Sicilia, ma anche quelli provenienti dal Sud di Napoli, fermi in varie stazioni per non intasare le linee. Nessuno parte, nessuno arriva. Una situazione paradossale che ha avvilito i passeggeri in costante aumento, confusi dallo sciopero che solo parzialmente li avrebbe rallentati nei loro spostamenti. Caserta, Benevento, Roma, Salerno, Sapri: sul tabellone le parole affiancate agli itinerari più frequentati a quell’ora continuano a non riportare il numero del binario, ma solo sigle per cancellazioni o ritardi. Niente bus alternativi al treno, inutilizzabili in quanto l’area intorno all’incidente è stata off limits per qualsiasi mezzo che non fosse quello dei soccorsi. Ai disagi quotidiani degli utenti della Circumvesuviana, anche l’aggiunta della beffa di assistere a una circolazione ferroviaria limitata per le tratte Napoli-Pomigliano-Acerra e Napoli-Nola-Baiano. Fermata obbligatoria a Pomigliano per ambedue i sensi di marcia. Poi tutti giù dai vagoni sotto al sole cocente, a respirare l’afa insopportabile senza sapere come proseguire il viaggio. Soltanto nel primo pomeriggio sono potuti arrivare i bus del servizio sostitutivo, ma per ore centinaia di persone non hanno avuto nessun tipo di conforto. Le operazioni di soccorso sono state piuttosto lunghe, protratte per tutta la notte. Infatti, dopo lo svuotamento un mezzo di soccorso speciale proveniente da Roma ha rimosso l’autocisterna, e dopo il via libera dei vigili del fuoco, la circolazione ferroviaria è potuta riprendere. (Mariagiovanna Capone – Il Mattino)

La stazione centrale di Napoli alle 7.30 del mattino sembra un girone infernale. Centinaia di persone con il mento all’insù e lo sguardo assonnato fisso sul tabellone delle partenze: «cancellato, cancellato, ritardo di 120 minuti, ritardo 132 minuti, cancellato…» leggono costernati. Lo sciopero previsto tra le ore 21 del 23 giugno e le ore 21 del 24 giugno ha spezzato in due la Penisola, pensano i più. Ma ci vorrà un’altra mezz’ora per capire che lo sciopero nazionale del personale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane (che però non ha interessato Lazio, Calabria e Sicilia), c’entra ben poco con il caos che regna a Napoli Centrale. Solo le fasce orarie di sicurezza avrebbero garantito alle centinaia di persone di raggiungere le proprie mete ma anche ai pendolari di arrivare a Napoli in tempo. Tutta colpa di un’autocisterna carica di 40 metri cubi di gas propano che, intorno alle 6.30 di ieri, si è ribaltata sullo svincolo della superstrada SP1 Cercola-Volla, in direzione Casoria, in prossimità della rampa di uscita verso Casalnuovo di Napoli. Un tratto nevralgico per la circolazione stradale ma soprattutto per la rete ferroviaria: lo svincolo infatti sovrasta sei binari della Rete Ferroviaria Italiana e interessa le linee a monte del Vesuvio, l’Alta velocità e quella su cui transitano i treni EAV Napoli-Cancello, e i binari delle linea vesuviana Napoli-Baiano tra le fermate di Volla e Salice. L’allarme viene lanciato immediatamente da alcune vetture che transitano in quel momento nell’area e sul posto arrivano polizia stradale, carabinieri, personale della RFI e vigili del fuoco. A questi ultimi tocca il lavoro più impegnativo e delicato, ovvero mettere in sicurezza l’area e l’autocisterna che con il ribaltamento aveva subìto danni: da uno squarcio sulla fiancata il gas propano, in fase liquida, ha iniziato a fuoriuscire. I caschi rossi hanno inizialmente contenuto gli effetti della perdita e organizzato le procedure di travaso. Per lo svuotamento è intervenuto il nucleo operativo specialistico di Roma. E hanno bloccato la circolazione, sia stradale che ferroviaria, per un raggio di almeno 200 metri. Ecco quindi spiegato il caos in stazione centrale, dove non solo sono stati bloccati i treni provenienti da Roma che avrebbero dovuto proseguire il viaggio verso Salerno o ancora più giù, verso la Calabria e la Sicilia, ma anche quelli provenienti dal Sud di Napoli, fermi in varie stazioni per non intasare le linee. Nessuno parte, nessuno arriva. Una situazione paradossale che ha avvilito i passeggeri in costante aumento, confusi dallo sciopero che solo parzialmente li avrebbe rallentati nei loro spostamenti. Caserta, Benevento, Roma, Salerno, Sapri: sul tabellone le parole affiancate agli itinerari più frequentati a quell’ora continuano a non riportare il numero del binario, ma solo sigle per cancellazioni o ritardi. Niente bus alternativi al treno, inutilizzabili in quanto l’area intorno all’incidente è stata off limits per qualsiasi mezzo che non fosse quello dei soccorsi. Ai disagi quotidiani degli utenti della Circumvesuviana, anche l’aggiunta della beffa di assistere a una circolazione ferroviaria limitata per le tratte Napoli-Pomigliano-Acerra e Napoli-Nola-Baiano. Fermata obbligatoria a Pomigliano per ambedue i sensi di marcia. Poi tutti giù dai vagoni sotto al sole cocente, a respirare l’afa insopportabile senza sapere come proseguire il viaggio. Soltanto nel primo pomeriggio sono potuti arrivare i bus del servizio sostitutivo, ma per ore centinaia di persone non hanno avuto nessun tipo di conforto. Le operazioni di soccorso sono state piuttosto lunghe, protratte per tutta la notte. Infatti, dopo lo svuotamento un mezzo di soccorso speciale proveniente da Roma ha rimosso l’autocisterna, e dopo il via libera dei vigili del fuoco, la circolazione ferroviaria è potuta riprendere. (Mariagiovanna Capone – Il Mattino)