Castellammare e Gragnano i Ballottaggi è il giorno della verità – Dati affluenza

0

Alle ore 12.00 a Castellammare di Stabia l’affluenza è pari al 10, 34%, mentre a Gragnano si attesta al 15,32% 

CASTELLAMMARE. Èil giorno della verità. Arriva la resa dei conti tra Antonio Pannullo (centrosinistra) e Gaetano Cimmino (centrodestra), che si sfidano oggi nel duello del ballottaggio. Urne aperte dalle 7 alle 23. Poi, spazio alla scrutinio. È l’ultima tappa di un lungo e estenuante percorso ad ostacoli, ultimo giro di un tour che, da mesi ormai, tiene la città intera con il fiato sospeso. Dopo le denunce (il 5 giugno scorso) di tre elettori sorpresi dalla polizia a fotografare le schede già votate nei seggi di Moscarella, quello di oggi sarà comunque un ballottaggio ad urne blindate. Tra i due schieramenti sono infatti ancora vive le polemiche legate ai brogli, alla presunta compravendita di voti e alle «liste pulite». Veleni che, fino all’ultimo minuto della campagna elettorale, hanno portato Pannullo e Cimmino a condurre una vera e propria guerra di nervi, tra voci e sospetti sulle liste e scontro sul tema della legalità. Per questo motivo (come ha riferito lo stesso ministro Angelino Alfano durante il question time alla Camera di mercoledì scorso) le 65 sezioni elettorali saranno presidiate dalle forze dell’ordine. Tanto più che la Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha già aperto un’inchiesta, al fine di smascherare i responsabili della presunta compravendita di voti emersa al primo turno. Una città blindata dunque, con uomini delle forze dell’ordine impegnati a garantire la massima regolarità delle operazioni di voto. Ma l’attesa è tutta per i risultati. Antonio Pannullo (Pd) riparte dal 41,1% ottenuto al primo turno e può contare sul sostegno delle cinque liste che lo hanno affiancato in tutta la campagna elettorale. Tra gli alleati del Pd non ci sarà invece l’ex sindaco Nicola Cuomo, sfiduciato lo scorso ottobre anche da quattro consiglieri del suo partito. Sull’altro versante, invece, Cimmino (Forza Italia) punta a convincere gli elettori stabiesi rimasti senza candidato per recuperare i quindici punti di svantaggio (26%, circa 5mila voti di differenza) accumulati nei confronti del suo avversario. L’esponente del centrodestra avrà il sostegno delle sette liste che già lo hanno sostenuto il 5 giugno scorso, ma deve assolutamente «pescare» nell’elettorato di Salvatore Vozza (civiche di sinistra), Vincenzo Amato (Movimento 5 Stelle) e Gennaro Comentale (Rivoluzione Cristiana), eliminati due settimane fa, per tentare il colpaccio. Nessun apparentamento è stato ufficialmente siglato. Questo scenario non esclude che vi possano essere comunque taciti e silenziosi accordi, tra i partiti e le civiche rimaste fuori al primo turno e i due candidati al ballottaggio. Pannullo fa leva sulla «filiera istituzionale» e sulla «vocazione rossa» consolidatasi negli anni, per vincere e aprire una nuova fase tra i democrat. Dopo l’exploit di Luigi Bobbio nel 2010, invece, Cimmino prova ad espugnare per la seconda volta la città definita «Stalingrado del sud», proprio per le sue forti radici di sinistra. Questa sera dunque Castellammare avrà un nuovo sindaco. Ad entrambi i candidati sono chiari i problemi da affrontare in caso di elezione. La nuova fascia tricolore dovrà infatti gestire soprattutto il dramma occupazionale, dettato dalla crisi di Terme di Stabia (azienda una volta fiore all’occhiello della città e oggi mestamente fallita per debiti) e dalle difficoltà attraversate da Fincantieri. Ma un grande sforzo dovrà essere profuso anche per combattere la criminalità organizzata e per far tornare Castellammare una città turistica, sfruttando in particolar modo villa e arenile e gestendo i fondi «PiuEuropa» per il restyling dell’area nord. Francesco Fusco  Il Mattino

 Gragnano. Il silenzio elettorale mette la parola «fine» agli ultimi veleni prima del ballottaggio. Il teatro dello scontro gragnanese, a caccia del voto in più, è stato Facebook, con scambi di accuse, commenti spietati e aspre dispute tra i vari sostenitori. Per fortuna, i due aspiranti sindaco Paolo Cimmino e Patrizio Mascolo non hanno mai alzato i toni, non avvelenando ulteriormente gli ultimi istanti di campagna elettorale e lasciando che i supporter da tastiera si confrontassero senza trascendere. Questa notte, dunque, Gragnano conoscerà il suo destino e saprà chi tra Cimmino e Mascolo sarà il nuovo sindaco. Entrambi sono sostenuti da 7 liste, per lo più civiche, con la presenza di partiti minori. I due sono arrivati al ballottaggio dopo aver affrontato un primo turno elettorale molto acceso, il riconteggio delle schede e il rischio di un ricorso da parte dell’esclusa Silvana Somma, fuori dalla contesa con il Pd per appena 18 preferenze di scarto. Cimmino arriva al ballottaggio con il risultato del primo turno che l’ha visto avanti con il 43,45% dei voti; Mascolo, invece, ha ottenuto una percentuale del 28,33. Saranno chiamati alle urne circa 23mila dei 29mila abitanti di Gragnano: al primo turno, i votanti sono stati sotto l’80%, con la previsione del calo «fisiologico» che di consuetudine arriva con il secondo turno elettorale. L’incognita dell’astensione potrebbe essere un fattore da non sottovalutare, così come gli accordi sotto banco tra gli esclusi delle liste che appoggiavano Silvana Somma e i due contendenti. La segretaria del Pd non ha dato indicazioni di voto, mentre alcuni suoi alleati sono usciti allo scoperto, parteggiando per uno e per l’altro. Paolo Cimmino, 50 anni, cardiologo, è il sindaco uscente, eletto al primo turno appena due anni fa; Patrizio Mascolo, 36 anni, è un avvocato penalista ed era nella sua ultima maggioranza. Recupero della Valle dei Mulini, periferie, rischio idrogeologico, alloggi popolari, maccaroneria sociale sono stati tra i temi preferiti della campagna elettorale, accanto al rilancio del centro storico, della produzione della pasta e del tipico panuozzo, nonché sicurezza e viabilità. Problematiche sulle quali da domani il nuovo sindaco di Gragnano si troverà a ragionare con i suoi alleati, alla ricerca di una giunta stabile che possa garantire accanto ad un consiglio comunale solido un’amministrazione più duratura delle ultime. La parola d’ordine, infatti, sarà «stabilità», una sconosciuta a Gragnano. Le ultime 5 amministrazioni non hanno mai concluso il loro mandato, nel segno di un’instabilità che si trascina dagli anni 90 nella città della pasta. Dopo il primo mandato pieno di Sergio Troiano, lo stesso primo cittadino cadde prima della chiusura del secondo; Michele Serrapica, due volte sindaco di Gragnano, in entrambe le occasioni ha terminato anzitempo la sua avventura politica; l’amministrazione di Annarita Patriarca, eletta nel 2009, è stata sciolta per infiltrazioni camorristiche nel 2012, dando il via ad un lungo commissariamento terminato nel 2014 con la vittoria elettorale di Paolo Cimmino, a sua volta decaduto per ineleggibilità dopo meno di 24 mesi. Dario Sautto , Il Mattino 

 

Alle ore 12.00 a Castellammare di Stabia l'affluenza è pari al 10, 34%, mentre a Gragnano si attesta al 15,32% 

CASTELLAMMARE. Èil giorno della verità. Arriva la resa dei conti tra Antonio Pannullo (centrosinistra) e Gaetano Cimmino (centrodestra), che si sfidano oggi nel duello del ballottaggio. Urne aperte dalle 7 alle 23. Poi, spazio alla scrutinio. È l'ultima tappa di un lungo e estenuante percorso ad ostacoli, ultimo giro di un tour che, da mesi ormai, tiene la città intera con il fiato sospeso. Dopo le denunce (il 5 giugno scorso) di tre elettori sorpresi dalla polizia a fotografare le schede già votate nei seggi di Moscarella, quello di oggi sarà comunque un ballottaggio ad urne blindate. Tra i due schieramenti sono infatti ancora vive le polemiche legate ai brogli, alla presunta compravendita di voti e alle «liste pulite». Veleni che, fino all'ultimo minuto della campagna elettorale, hanno portato Pannullo e Cimmino a condurre una vera e propria guerra di nervi, tra voci e sospetti sulle liste e scontro sul tema della legalità. Per questo motivo (come ha riferito lo stesso ministro Angelino Alfano durante il question time alla Camera di mercoledì scorso) le 65 sezioni elettorali saranno presidiate dalle forze dell'ordine. Tanto più che la Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha già aperto un'inchiesta, al fine di smascherare i responsabili della presunta compravendita di voti emersa al primo turno. Una città blindata dunque, con uomini delle forze dell'ordine impegnati a garantire la massima regolarità delle operazioni di voto. Ma l'attesa è tutta per i risultati. Antonio Pannullo (Pd) riparte dal 41,1% ottenuto al primo turno e può contare sul sostegno delle cinque liste che lo hanno affiancato in tutta la campagna elettorale. Tra gli alleati del Pd non ci sarà invece l'ex sindaco Nicola Cuomo, sfiduciato lo scorso ottobre anche da quattro consiglieri del suo partito. Sull'altro versante, invece, Cimmino (Forza Italia) punta a convincere gli elettori stabiesi rimasti senza candidato per recuperare i quindici punti di svantaggio (26%, circa 5mila voti di differenza) accumulati nei confronti del suo avversario. L'esponente del centrodestra avrà il sostegno delle sette liste che già lo hanno sostenuto il 5 giugno scorso, ma deve assolutamente «pescare» nell'elettorato di Salvatore Vozza (civiche di sinistra), Vincenzo Amato (Movimento 5 Stelle) e Gennaro Comentale (Rivoluzione Cristiana), eliminati due settimane fa, per tentare il colpaccio. Nessun apparentamento è stato ufficialmente siglato. Questo scenario non esclude che vi possano essere comunque taciti e silenziosi accordi, tra i partiti e le civiche rimaste fuori al primo turno e i due candidati al ballottaggio. Pannullo fa leva sulla «filiera istituzionale» e sulla «vocazione rossa» consolidatasi negli anni, per vincere e aprire una nuova fase tra i democrat. Dopo l'exploit di Luigi Bobbio nel 2010, invece, Cimmino prova ad espugnare per la seconda volta la città definita «Stalingrado del sud», proprio per le sue forti radici di sinistra. Questa sera dunque Castellammare avrà un nuovo sindaco. Ad entrambi i candidati sono chiari i problemi da affrontare in caso di elezione. La nuova fascia tricolore dovrà infatti gestire soprattutto il dramma occupazionale, dettato dalla crisi di Terme di Stabia (azienda una volta fiore all'occhiello della città e oggi mestamente fallita per debiti) e dalle difficoltà attraversate da Fincantieri. Ma un grande sforzo dovrà essere profuso anche per combattere la criminalità organizzata e per far tornare Castellammare una città turistica, sfruttando in particolar modo villa e arenile e gestendo i fondi «PiuEuropa» per il restyling dell'area nord. Francesco Fusco  Il Mattino

 Gragnano. Il silenzio elettorale mette la parola «fine» agli ultimi veleni prima del ballottaggio. Il teatro dello scontro gragnanese, a caccia del voto in più, è stato Facebook, con scambi di accuse, commenti spietati e aspre dispute tra i vari sostenitori. Per fortuna, i due aspiranti sindaco Paolo Cimmino e Patrizio Mascolo non hanno mai alzato i toni, non avvelenando ulteriormente gli ultimi istanti di campagna elettorale e lasciando che i supporter da tastiera si confrontassero senza trascendere. Questa notte, dunque, Gragnano conoscerà il suo destino e saprà chi tra Cimmino e Mascolo sarà il nuovo sindaco. Entrambi sono sostenuti da 7 liste, per lo più civiche, con la presenza di partiti minori. I due sono arrivati al ballottaggio dopo aver affrontato un primo turno elettorale molto acceso, il riconteggio delle schede e il rischio di un ricorso da parte dell'esclusa Silvana Somma, fuori dalla contesa con il Pd per appena 18 preferenze di scarto. Cimmino arriva al ballottaggio con il risultato del primo turno che l'ha visto avanti con il 43,45% dei voti; Mascolo, invece, ha ottenuto una percentuale del 28,33. Saranno chiamati alle urne circa 23mila dei 29mila abitanti di Gragnano: al primo turno, i votanti sono stati sotto l'80%, con la previsione del calo «fisiologico» che di consuetudine arriva con il secondo turno elettorale. L'incognita dell'astensione potrebbe essere un fattore da non sottovalutare, così come gli accordi sotto banco tra gli esclusi delle liste che appoggiavano Silvana Somma e i due contendenti. La segretaria del Pd non ha dato indicazioni di voto, mentre alcuni suoi alleati sono usciti allo scoperto, parteggiando per uno e per l'altro. Paolo Cimmino, 50 anni, cardiologo, è il sindaco uscente, eletto al primo turno appena due anni fa; Patrizio Mascolo, 36 anni, è un avvocato penalista ed era nella sua ultima maggioranza. Recupero della Valle dei Mulini, periferie, rischio idrogeologico, alloggi popolari, maccaroneria sociale sono stati tra i temi preferiti della campagna elettorale, accanto al rilancio del centro storico, della produzione della pasta e del tipico panuozzo, nonché sicurezza e viabilità. Problematiche sulle quali da domani il nuovo sindaco di Gragnano si troverà a ragionare con i suoi alleati, alla ricerca di una giunta stabile che possa garantire accanto ad un consiglio comunale solido un'amministrazione più duratura delle ultime. La parola d'ordine, infatti, sarà «stabilità», una sconosciuta a Gragnano. Le ultime 5 amministrazioni non hanno mai concluso il loro mandato, nel segno di un'instabilità che si trascina dagli anni 90 nella città della pasta. Dopo il primo mandato pieno di Sergio Troiano, lo stesso primo cittadino cadde prima della chiusura del secondo; Michele Serrapica, due volte sindaco di Gragnano, in entrambe le occasioni ha terminato anzitempo la sua avventura politica; l'amministrazione di Annarita Patriarca, eletta nel 2009, è stata sciolta per infiltrazioni camorristiche nel 2012, dando il via ad un lungo commissariamento terminato nel 2014 con la vittoria elettorale di Paolo Cimmino, a sua volta decaduto per ineleggibilità dopo meno di 24 mesi. Dario Sautto , Il Mattino