ATRANI ALLUVIONE SI APPALTANO I LAVORI. IL COMITATO ACCUSA, TUTTO COME PRIMA

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Lavori previsti per ripristinare le cose come prima. Nelle stesse condizioni che poi hanno portato all’esondazione. A un mese esatto dall’alluvione, sembra che la tragedia di Atrani in costiera amalfitana non abbia insegnato nulla. Si appaltano i lavori di “somma urgenza” che  prevedono solo il ripristino dello stato dei luoghi come prima dell’alluvione.  In parole povere i lavori previsti vanno anche ad interessare la “ricopertura” (per un importo di 300.000 euro) del fiume nel tratto che è esploso il 9 settembre scorso.Tutto ciò in contraddizione con quanto ha già da tempo segnalato per iscritto l’Autorità di Bacino Destra Sele:..una delle criticità per l’abitato di Atrani è rappresentata dal fiume tombinato.

 

“È un atto grave e irresponsabile – dicono dal Comitato S.O.S. Dragone  con un comunicato  che riportiamo – la decisione non è di qualche giorno fa, ma evidentemente delle prime settimane (forse dei primi 10giorni) allorquando al chiuso delle mura del Comune di ATRANI, evitando il confronto con il pubblico e con il Comitato SOS tdragone, si stabilisce il procedimento della SOMMA URGENZA che prevede il ripristino di quello che c’era prima.

 Se prima vi era una situazione di ALLERTA perché la TOMBINATURA del torrente era valutata, già dal 2002, dall’Autorità di Bacino Destra Sele – ente della Regione Campania preposto alla difesa del suolo- come INSUFFICIENTE per le portate relative alle COLATE, OGGI, nel momento che si fanno i lavori, NON si procede ad alcun miglioramento né alla riduzione sensibile di quello che la stessa Autorità regionale considera come rischio residuo (appunto l’intombinamento).

 Da informazioni riferiteci stamattina, direttamente dal Tecnico comunale Ing. De Santis, – continua il comunicato – unico accorgimento sarà quello di eliminare le vecchie travature per riservare al deflusso delle acque circa 30 cm in più. Poi TUTTO COME PRIMA. Lo prevede la procedura (di somma urgenza) che è stata avallata anche dagli organi regionali che, dall’altra, sono consci però (solo burocraticamente) del RISCHIO tant’è che ATRANI è valutata dagli stessi ZONA ROSSA a rischio4 (massimo, con perdita di vite umane).

 È una palese contraddizione. Mentre da una parte ci ALLERTANO , dall’altra, ci propinano, con il bene placet della somma urgenza, scelta da TUTTI (Comune incluso), lo stesso rischio di prima, per l’ultimo tratto. E di questo se ne assumeranno ogni responsabilità, verso la popolazione e l’abitato, per quello che dovesse succedere in futuro.

 Un interrogativo ci viene spontaneo?

Ma il disastro NON ci ha insegnato NULLA? Non ha insegnato nulla a questi signori?

Non era invece il caso di fermarsi un attimo per valutate rispetto al RISCHIO che sopporta l’intera popolazione, la MIGLIORE soluzione, progettando, attraverso gli studi del caso, per non ripetere ma correggere gli errori del PASSATO (la prima copertura è degli anni 30 del 900), scoperchiando tratti, realizzando griglie, liberando l’interno dagli ostacoli (non ultimo il tubo che collega una parte degli impianti fognari alla condotta sottomarina), pensando anche a soluzioni completamente alternative ?

 Il comitato è nato nel lontano 2003 (subito dopo due scariche di piena pericolose) per gridare e denunciare, non certo per sottacere.

 Al Comune e alla Regione, per ora, CHIEDIAMO che si FERMI tutto. Si blocchino i lavori di copertura, così congegnati (perché altrimenti ce li terremo A VITA!!!).

CHIEDIAMO L’INCONTRO PUBBLICO CON LA PRESENZA DEGLI ORGANI REGIONALI E OGNI RASSICURAZIONE PER UN PROGETTO SERIO DI RIDUZIONE DEL RISCHIO.

 

NULLA PIU’ COME PRIMA.

Il sacrificio di Francesca non sarà vano.

L’incontro è stato chiesto al Comune con lettera protocollata il 13/09/2010

a 4 giorni dal disastro perché ritenevamo che la popolazione dovesse

essere informata e ascoltata. Oggi è il 25° giorno e stiamo ancora aspettando, Comune e Regione.

NON INTENDIAMO ASPETTARE PIU’ OLTRE”.

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