Insieme per Ravello: "Le nomine del Comune? Suggello di un´attività amministrativa fallimentare"

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Ravello costiera amalfitana  Non si fanno attendere le reazioni alla notizia trapelata in mattinata delle nomine del Comune all’interno della Fondazione Ravello. Dura l’accusa del gruppo di opposizione Insieme per Ravello che dal proprio sito internet www.insiemeperravello.org, parla di “suggello di una fallimentare attività amministrativa”

Con le nomine dei rappresentanti del Comune di Ravello all’interno della Fondazione, – si legge nel comunicato – il Sindaco Paolo Imperato e il suo vice Salvatore Di Martino sottolineano, se ce ne fosse stato ancora bisogno, le loro incapacità e tutte le ipocrisie della loro azione amministrativa. Dopo aver avversato in tutti i modi la costruzione dell’Auditorium “Oscar Niemeyer” per poi rivendicarne la realizzazione, dopo aver ostacolato la Fondazione insultandone i dipendenti, tacciando il Presidente di clientelismo, dopo aver rivendicato per anni un non ancora specificato “ruolo centrale” del Comune, – azioni queste che hanno influito non poco sulla decisione della fuoriuscita dalla Fondazione di uno dei suoi soci fondatori nonché suo massimo finanziatore (Monte dei Paschi di Siena) –  dopo essere stati causa della perdita di ingenti finanziamenti per lo start up della struttura di Via della Repubblica e del trasferimento a Minori del Winter Festival, oggi 8 ottobre, il “capolavoro” dell’amministrazione Campana giunge a compimento. Alla vigilia dello scioglimento del Consiglio Comunale, – continua la nota – Sindaco e vicesindaco hanno pensato bene di autonominarsi quali rappresentanti del Comune di Ravello all’interno del Consiglio di Indirizzo della Fondazione.

Come non ricordare le polemiche e le recriminazioni, all’indomani delle elezioni del 2006, riguardo le nomine effettuate dall’ ex sindaco Secondo Amalfitano!!!

Ancora più dura la chiosa: Abbiamo veramente esaurito tutti gli aggettivi e gli epiteti per qualificare “l’onestà  intellettuale” e politica e le capacità amministrative di questi signori. I nostri avi non si sbagliavano: “al peggio non c’è mai fine!”.