Assalto Svezia. Conte prepara le staffette. Previsti quattro cambi di formazione: Immobile probabile titolare

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Il turnover, subito o in corsa, lo impone l’impegno ravvicinato (in questo caso nemmeno 4 giorni da una gara all’altra): domani pomeriggio a Tolosa contro la Svezia Conte vuole subito ottenere la promozione agli ottavi e non può certo riuscirci puntando su interpreti stanchi. La rotazione, però, non sarà extralarge, anche per non andare a intaccare l’equilibrio di squadra. Il ct è contrario, non gli piace cambiare troppo. Si rischia di smarrire l’identità tattica e di perdere la sintonia tra i singoli. Saranno, dunque, un paio le novità (e al massimo quattro), con 5 o 6 azzurri che si giocano quei posti. Anche se il piano più credibile ricalca quello di lunedì: meglio le staffette in partita. Le certezze. La difesa è «la base». Conte lo ripete in privato e spesso pure in pubblico. Davanti a Buffon, spazio ancora a Barzagli, Bonucci e Chiellini. A centrocampo, invece, sembrano sicuri solo Candreva e Giaccherini, davanti Pellè che, nonostante la contusione al piede, si è allenato regolarmente. Sono 7 i giocatori sicuri (o quasi) di partire dall’inizio anche contro la Svezia. A parte il blocco Juve, gli altri sono da verificare negli allenamenti che precederanno la sfida di Tolosa. I ricambi. Le gerarchie all’interno del gruppo esistono e non solo in difesa. Ma le scelte di Conte, come sempre, dipenderanno dalla condizione atletica. Fisicamente l’Italia sta bene, ma lo sforzo di lunedì sera va pesato a livello individuale. C’è chi ha speso di più, come Parolo (l’azzurro che ha corso come nessun altro): Sturaro è l’alternativa (anche di Giaccherini), ma in quella posizione può finire pure Florenzi. Sono esperimenti che il ct ha fatto in partita, nell’amichevole contro la Finlandia che gioca con il 4-4-2 come la Svezia, e negli addestramenti, a Coverciano e anche qui. Sulla fascia sinistra, con Darmian fuori dopo un’ora contro il Belgio, è possibile che giochi Florenzi, utilizzato in quel ruolo, al posto di El Shaarawy negli ultimi 20 minuti proprio al Bentegodi. Thiago Motta è piaciuto e potrebbe, magari in corsa come lunedì, entrare per De Rossi. Recuperato Pellè, bisogna vedere come sta Eder: pronti Immobile e Zaza. I rifornimenti. Il 18 giugno del 2004, all’Estadio do Dragao di Oporto, l’Italia si è già scottata contro la Svezia (e proprio alla seconda partita), punita proprio da Ibrahimovic (malinteso tra Vieri e Buffon sul tacco ad alta quota di Zlatan) che nel finale firmò il pari (1 a 1) rispondendo al gol di Cassano. Quel risultato permise poi alla nazionale svedese di confezionare il biscotto con la Danimarca (2 a 2) e buttare fuori gli azzurri dall’Europeo. Conte non ha mai preparato le partite guardando al singolo, ma studiando invece il sistema di gioco degli avversari. È successo anche ieri, giornata dedicata soprattutto al videotape. Prima lezione al mattino, per poi applicare i concetti in allenamento. Approfondimento pomeridiano, ancora con l’aiuto delle immagini, dedicato sempre alla strategia da usare domani contro la nazionale di Hamren, che spesso lascia Ibra a tenere impegnati i difensori. Ma proprio il centravanti deve poi essere abile a smistare per i compagni che devono approfittare della libertà che gli viene concessa. È lì che vuole intervenire il nostro ct: Ibrahimovic va limitato per impedirgli di fare il rifinitore. Collegamenti, dunque, da interrompere, andando a occupare le zone pericolose (quasi anticipando le giocate di Zlatan). Gli allenamenti. Conte si è fermato in campo con gli azzurri per due ore abbondanti. Lo ha fatto in tarda mattinata, nell’ora più calda, e per due giorni di fila. L’obiettivo è abituarsi alla temperatura che l’Italia troverà, giocando alle ore 15, a Tolosa. (Ugo Trani – Il Mattino)

Il turnover, subito o in corsa, lo impone l’impegno ravvicinato (in questo caso nemmeno 4 giorni da una gara all’altra): domani pomeriggio a Tolosa contro la Svezia Conte vuole subito ottenere la promozione agli ottavi e non può certo riuscirci puntando su interpreti stanchi. La rotazione, però, non sarà extralarge, anche per non andare a intaccare l’equilibrio di squadra. Il ct è contrario, non gli piace cambiare troppo. Si rischia di smarrire l’identità tattica e di perdere la sintonia tra i singoli. Saranno, dunque, un paio le novità (e al massimo quattro), con 5 o 6 azzurri che si giocano quei posti. Anche se il piano più credibile ricalca quello di lunedì: meglio le staffette in partita. Le certezze. La difesa è «la base». Conte lo ripete in privato e spesso pure in pubblico. Davanti a Buffon, spazio ancora a Barzagli, Bonucci e Chiellini. A centrocampo, invece, sembrano sicuri solo Candreva e Giaccherini, davanti Pellè che, nonostante la contusione al piede, si è allenato regolarmente. Sono 7 i giocatori sicuri (o quasi) di partire dall’inizio anche contro la Svezia. A parte il blocco Juve, gli altri sono da verificare negli allenamenti che precederanno la sfida di Tolosa. I ricambi. Le gerarchie all’interno del gruppo esistono e non solo in difesa. Ma le scelte di Conte, come sempre, dipenderanno dalla condizione atletica. Fisicamente l’Italia sta bene, ma lo sforzo di lunedì sera va pesato a livello individuale. C’è chi ha speso di più, come Parolo (l’azzurro che ha corso come nessun altro): Sturaro è l’alternativa (anche di Giaccherini), ma in quella posizione può finire pure Florenzi. Sono esperimenti che il ct ha fatto in partita, nell’amichevole contro la Finlandia che gioca con il 4-4-2 come la Svezia, e negli addestramenti, a Coverciano e anche qui. Sulla fascia sinistra, con Darmian fuori dopo un’ora contro il Belgio, è possibile che giochi Florenzi, utilizzato in quel ruolo, al posto di El Shaarawy negli ultimi 20 minuti proprio al Bentegodi. Thiago Motta è piaciuto e potrebbe, magari in corsa come lunedì, entrare per De Rossi. Recuperato Pellè, bisogna vedere come sta Eder: pronti Immobile e Zaza. I rifornimenti. Il 18 giugno del 2004, all’Estadio do Dragao di Oporto, l’Italia si è già scottata contro la Svezia (e proprio alla seconda partita), punita proprio da Ibrahimovic (malinteso tra Vieri e Buffon sul tacco ad alta quota di Zlatan) che nel finale firmò il pari (1 a 1) rispondendo al gol di Cassano. Quel risultato permise poi alla nazionale svedese di confezionare il biscotto con la Danimarca (2 a 2) e buttare fuori gli azzurri dall’Europeo. Conte non ha mai preparato le partite guardando al singolo, ma studiando invece il sistema di gioco degli avversari. È successo anche ieri, giornata dedicata soprattutto al videotape. Prima lezione al mattino, per poi applicare i concetti in allenamento. Approfondimento pomeridiano, ancora con l’aiuto delle immagini, dedicato sempre alla strategia da usare domani contro la nazionale di Hamren, che spesso lascia Ibra a tenere impegnati i difensori. Ma proprio il centravanti deve poi essere abile a smistare per i compagni che devono approfittare della libertà che gli viene concessa. È lì che vuole intervenire il nostro ct: Ibrahimovic va limitato per impedirgli di fare il rifinitore. Collegamenti, dunque, da interrompere, andando a occupare le zone pericolose (quasi anticipando le giocate di Zlatan). Gli allenamenti. Conte si è fermato in campo con gli azzurri per due ore abbondanti. Lo ha fatto in tarda mattinata, nell’ora più calda, e per due giorni di fila. L’obiettivo è abituarsi alla temperatura che l’Italia troverà, giocando alle ore 15, a Tolosa. (Ugo Trani – Il Mattino)

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