Cava de Tirreni oggi il Tar decide sui Fuochi di Sant’ Antonio

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Valentino Di Domenico Cava de’ Tirreni. E venne di nuovo il giorno del giudizio del Tar nella querelle che da settimane vede contrapposti il sindaco di Cava de’ Tirreni, Vincenzo Servalli, ed il rettore del convento francescano, fra’ Luigi Petrone. Infatti, stamani, i giudici della seconda sezione del Tribunale Amministrativo Regionale di Salerno, si riuniranno in camera di consiglio per l’ulteriore trattazione del giudizio cautelare dello scorso primo giugno, con il quale hanno sospeso gli atti relativi ai dinieghi per lo spettacolo pirotecnico dal Monte Castello e all’istallazione delle luminarie lungo il borgo porticato in occasione della festa di Sant’Antonio. Nello stesso dispositivo, infatti, il Tar ha ordinato al Comune di Cava de’ Tirreni di emanare, nel caso di responso negativo, un nuovo provvedimento più dettagliato. E sembra andare proprio in questa direzione il primo cittadino metelliano, Vincenzo Sevalli, il quale ha ribadito il suo secco «no» allo sparo dei fuochi d’artificio dal Monte Castello. Il sindaco, dopo i festeggiamenti in onore del SS. Sacramento, giunti quest’anno alla 360esima edizione, non intende concedere una nuova deroga al divieto di sparare fuochi in aree boschive, come previsto dall’articolo 7 del decreto numero 387 del 2003, firmato dal Presidente della Giunta Regionale della Campania. «Ho confermato la scelta di non concedere la deroga al divieto previsto allo sparo dei fuochi a Monte Castello – ha annunciato il primo cittadino Vincenzo Servalli – La deroga va concessa per motivazioni ben precise e per casi eccezionali, altrimenti si corre il rischio che diventi una normale autorizzazione che può essere concessa a tutti. È questa la linea che cercheranno di far prevalere i nostri avvocati dinanzi ai giudici del Tar». La battaglia legale, a questo punto, dovrebbe interessare soltanto i fuochi che il frate avrebbe voluto sparare il prossimo 18 giugno. Infatti, per le luminarie il Comune ha autorizzato l’istallazione di luminarie lungo il centro storico, ma con una serie di prescrizioni ben precise che, a quanto pare, non sarebbero state accettate dai francescani. Intanto, proprio il legale di fra’ Gigino, Alfonso Senatore, nei giorni scorsi ha annunciato che è pronto a chiedere un risarcimento danni di 700mila euro al sindaco Servalli.

Valentino Di Domenico Cava de' Tirreni. E venne di nuovo il giorno del giudizio del Tar nella querelle che da settimane vede contrapposti il sindaco di Cava de' Tirreni, Vincenzo Servalli, ed il rettore del convento francescano, fra' Luigi Petrone. Infatti, stamani, i giudici della seconda sezione del Tribunale Amministrativo Regionale di Salerno, si riuniranno in camera di consiglio per l'ulteriore trattazione del giudizio cautelare dello scorso primo giugno, con il quale hanno sospeso gli atti relativi ai dinieghi per lo spettacolo pirotecnico dal Monte Castello e all'istallazione delle luminarie lungo il borgo porticato in occasione della festa di Sant'Antonio. Nello stesso dispositivo, infatti, il Tar ha ordinato al Comune di Cava de' Tirreni di emanare, nel caso di responso negativo, un nuovo provvedimento più dettagliato. E sembra andare proprio in questa direzione il primo cittadino metelliano, Vincenzo Sevalli, il quale ha ribadito il suo secco «no» allo sparo dei fuochi d'artificio dal Monte Castello. Il sindaco, dopo i festeggiamenti in onore del SS. Sacramento, giunti quest'anno alla 360esima edizione, non intende concedere una nuova deroga al divieto di sparare fuochi in aree boschive, come previsto dall'articolo 7 del decreto numero 387 del 2003, firmato dal Presidente della Giunta Regionale della Campania. «Ho confermato la scelta di non concedere la deroga al divieto previsto allo sparo dei fuochi a Monte Castello – ha annunciato il primo cittadino Vincenzo Servalli – La deroga va concessa per motivazioni ben precise e per casi eccezionali, altrimenti si corre il rischio che diventi una normale autorizzazione che può essere concessa a tutti. È questa la linea che cercheranno di far prevalere i nostri avvocati dinanzi ai giudici del Tar». La battaglia legale, a questo punto, dovrebbe interessare soltanto i fuochi che il frate avrebbe voluto sparare il prossimo 18 giugno. Infatti, per le luminarie il Comune ha autorizzato l'istallazione di luminarie lungo il centro storico, ma con una serie di prescrizioni ben precise che, a quanto pare, non sarebbero state accettate dai francescani. Intanto, proprio il legale di fra' Gigino, Alfonso Senatore, nei giorni scorsi ha annunciato che è pronto a chiedere un risarcimento danni di 700mila euro al sindaco Servalli.