I “Rasenna Brass” incantano con la loro musica la “città dei gigli” al Parco archeologico urbano di Nola

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NOLA (NA) – Proseguono alla grande i preparativi per quella che è la festa più amata dal popolo nolano, festa popolare religiosa che dal dicembre del 2013 è entrata a far parte del Patrimonio orale e immateriale dell’umanità dell’UNESCO.Ricco e variegato è il programma di eventi, ispirato propriamente alla musica, promosso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Geremia Biancardi con l’assessore alla Cultura Cinzia Trinchese.Nel clima delle manifestazioni culturali che precedono la ballata dei Gigli e della barca, attesa per domenica 26 giugno, si è tenuto in data 10 giugno 2016 nell’incantevole cornice del Parco archeologico urbano, il concerto musicale dei “Rasenna Brass”. Si tratta di un quintetto di ottoni, originario di Arezzo, nato nel 2014 in seguito ad una profonda amicizia tra cinque giovani musicisti, dall’idea che la musica, l’arte, la cultura, sia una grande risorsa per tutti. Il repertorio dei “Ravenna Brass” è vario e complesso. Questo grazie alla possibilità di avere a disposizione una grandissima gamma di suoni, partendo dai suoni gravi del bassotuba ai suoni acutissimi del trombino. La formazione, in tal senso, ha la facoltà di affrontare qualsiasi genere musicale, dalla musica barocca per arrivare alla musica contemporanea, passando per il jazz e il blues, servendosi di strumenti con la tromba ed il trombone, che hanno dato a questi generi, voce e colore. I musicisti, hanno ritenuto opportuno aprire la seratacon la marcia trionfale dell’Aida di G. Verdi, per evocare uno dei momenti più significativi della processione degli obelischi in legno (l’uscita dei gigli dal vicolo Piciocchi che rappresenta la conclusione della gara di forza e abilità). La formazione orchestrale ha eseguito con versatilità un vasto repertorio, particolarmente apprezzato dal pubblico presente. Di seguito, i pezzi proposti: brani celebri dalla Carmendi G. Bizet (Habanera e Toreador); Nessun dorma, celebre romanza per tenore dalla Turandot di G. Puccini; Obliviondi A. Piazzolla; Un americano a Parigi e Summertimedi G. Gershwin; MoonlightSerenadedi Glenn Miller;La pantera rosa di H. Mancini; The girl from Ipanemadi Vinicius De Moraes e Antonio Carlos Jobim; James Bond Medley di John Barry; Azzurro di A. Celentano; Nel blu dipinto di blu di F. Migliacci e D. Modugno; Lupin III di Y?ji?no; Micheal Jackson Medley; Hit the road Jack di Ray Charles; Vengo anch’io. No, tu no di E. Jannacci.
Di seguito i componenti del quintetto di ottoni:Filippo Mazzini -Tromba; Emanuele Antoniucci – Tromba; Francesco Agnello – Corno; Saverio Zacchei – Trombone; Riccardo Fabbri – Tuba
Al termine del concerto, il presidente del gruppo (Filippo Mazzini), ci ha concesso una breve intervista:
Da cosa trae origine il nome del gruppo? «Rasenna è il vero nome degli Etruschi e quindi abbiamo deciso di scegliere quest’ultimo per rendere omaggio alla nostra terra, visto che siamo tutti dei dintorni, tra Arezzo e Firenze.»
Quando è nato il gruppo e cosa si propone?«Il quintetto è nato nel 2014 ufficialmente, però come fulcro principale esisteva già da un paio di anni. Chi ha avuto modo di assistere al concerto di stasera, ha sicuramente notato il nostro repertorio variegato, dalla musica classica, alla leggera. Per l’occasione abbiamo deciso di basare il concerto più sulla musica leggera, anche per venire incontro ai ragazzi d’oggi che non ascoltano molto volentieri la musica classica, barocca ed altro ancora. Lo scopo principale del gruppo è quello di educare il nostro pubblico, in un momento di profonda crisi culturale, di valori. Di solito quando un paese va male, i primi fondi che vengono tagliati sono proprio alla cultura, senza pensare che un euro speso in cultura ne genera cinque, proprio secondo delle statistiche condotte dall’ISTAT. Forse i cinque euro vanno più sul territorio e non direttamente a chi l’ha investito. Ecco perché probabilmente scoccia un po’ investire in cultura.»
Questa sera siete ospiti d’onore a Nola, città dei gigli e di Giordano Bruno. Sapete qualcosa circa la storia di questa città? «Siamo contentissimi di essere qui a Nola, una città antichissima, preromana. Ho saputo da fonti che è stato ritrovato un villaggio prestorico datato all’età del bronzo. Cosa dire, siamo in Italia, un paese ricco di cultura. Colgo l’occasione per ringraziare il comune che ci ha fortemente voluto, l’Assessore ai Beni Culturali ed in particolare Francesco Passaro che ha fortemente incentivato il nostro intervento qui a Nola.»
Siete un gruppo musicale emergente, sicuramente da apprezzare. Immagino qualcuno di voi si starà ancora perfezionando. C’è qualcuno del gruppo che già collabora con qualche importante teatro italiano? «Siamo variegati di età: il più piccolo, il tubista, frequenta ancora le scuole superiori e tra l’altro è il motore del quintetto; io mi sono diplomato qualche anno fa, collaboro con il Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra di Sanremo; Francesco Agnello, che si occupa degli arrangiamenti del gruppo, ha suonato in molte orchestre importanti della Toscana; Saverio Zacchei al trombone, sta concludendo il suo percorso di studi al conservatorio. Userei dire che siamo un gruppo in divenire! Grazie per averci dato l’opportunità di esprimere il nostro pensiero. Speriamo l’iniziativa possa ripetersi nei prossimi anni.» (A cura di Antonio Franzese).NOLA (NA) – Proseguono alla grande i preparativi per quella che è la festa più amata dal popolo nolano, festa popolare religiosa che dal dicembre del 2013 è entrata a far parte del Patrimonio orale e immateriale dell’umanità dell’UNESCO.Ricco e variegato è il programma di eventi, ispirato propriamente alla musica, promosso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Geremia Biancardi con l’assessore alla Cultura Cinzia Trinchese.Nel clima delle manifestazioni culturali che precedono la ballata dei Gigli e della barca, attesa per domenica 26 giugno, si è tenuto in data 10 giugno 2016 nell’incantevole cornice del Parco archeologico urbano, il concerto musicale dei “Rasenna Brass”. Si tratta di un quintetto di ottoni, originario di Arezzo, nato nel 2014 in seguito ad una profonda amicizia tra cinque giovani musicisti, dall’idea che la musica, l’arte, la cultura, sia una grande risorsa per tutti. Il repertorio dei “Ravenna Brass” è vario e complesso. Questo grazie alla possibilità di avere a disposizione una grandissima gamma di suoni, partendo dai suoni gravi del bassotuba ai suoni acutissimi del trombino. La formazione, in tal senso, ha la facoltà di affrontare qualsiasi genere musicale, dalla musica barocca per arrivare alla musica contemporanea, passando per il jazz e il blues, servendosi di strumenti con la tromba ed il trombone, che hanno dato a questi generi, voce e colore. I musicisti, hanno ritenuto opportuno aprire la seratacon la marcia trionfale dell’Aida di G. Verdi, per evocare uno dei momenti più significativi della processione degli obelischi in legno (l’uscita dei gigli dal vicolo Piciocchi che rappresenta la conclusione della gara di forza e abilità). La formazione orchestrale ha eseguito con versatilità un vasto repertorio, particolarmente apprezzato dal pubblico presente. Di seguito, i pezzi proposti: brani celebri dalla Carmendi G. Bizet (Habanera e Toreador); Nessun dorma, celebre romanza per tenore dalla Turandot di G. Puccini; Obliviondi A. Piazzolla; Un americano a Parigi e Summertimedi G. Gershwin; MoonlightSerenadedi Glenn Miller;La pantera rosa di H. Mancini; The girl from Ipanemadi Vinicius De Moraes e Antonio Carlos Jobim; James Bond Medley di John Barry; Azzurro di A. Celentano; Nel blu dipinto di blu di F. Migliacci e D. Modugno; Lupin III di Y?ji?no; Micheal Jackson Medley; Hit the road Jack di Ray Charles; Vengo anch’io. No, tu no di E. Jannacci.
Di seguito i componenti del quintetto di ottoni:Filippo Mazzini -Tromba; Emanuele Antoniucci – Tromba; Francesco Agnello – Corno; Saverio Zacchei – Trombone; Riccardo Fabbri – Tuba
Al termine del concerto, il presidente del gruppo (Filippo Mazzini), ci ha concesso una breve intervista:
Da cosa trae origine il nome del gruppo? «Rasenna è il vero nome degli Etruschi e quindi abbiamo deciso di scegliere quest’ultimo per rendere omaggio alla nostra terra, visto che siamo tutti dei dintorni, tra Arezzo e Firenze.»
Quando è nato il gruppo e cosa si propone?«Il quintetto è nato nel 2014 ufficialmente, però come fulcro principale esisteva già da un paio di anni. Chi ha avuto modo di assistere al concerto di stasera, ha sicuramente notato il nostro repertorio variegato, dalla musica classica, alla leggera. Per l’occasione abbiamo deciso di basare il concerto più sulla musica leggera, anche per venire incontro ai ragazzi d’oggi che non ascoltano molto volentieri la musica classica, barocca ed altro ancora. Lo scopo principale del gruppo è quello di educare il nostro pubblico, in un momento di profonda crisi culturale, di valori. Di solito quando un paese va male, i primi fondi che vengono tagliati sono proprio alla cultura, senza pensare che un euro speso in cultura ne genera cinque, proprio secondo delle statistiche condotte dall’ISTAT. Forse i cinque euro vanno più sul territorio e non direttamente a chi l’ha investito. Ecco perché probabilmente scoccia un po’ investire in cultura.»
Questa sera siete ospiti d’onore a Nola, città dei gigli e di Giordano Bruno. Sapete qualcosa circa la storia di questa città? «Siamo contentissimi di essere qui a Nola, una città antichissima, preromana. Ho saputo da fonti che è stato ritrovato un villaggio prestorico datato all’età del bronzo. Cosa dire, siamo in Italia, un paese ricco di cultura. Colgo l’occasione per ringraziare il comune che ci ha fortemente voluto, l’Assessore ai Beni Culturali ed in particolare Francesco Passaro che ha fortemente incentivato il nostro intervento qui a Nola.»
Siete un gruppo musicale emergente, sicuramente da apprezzare. Immagino qualcuno di voi si starà ancora perfezionando. C’è qualcuno del gruppo che già collabora con qualche importante teatro italiano? «Siamo variegati di età: il più piccolo, il tubista, frequenta ancora le scuole superiori e tra l’altro è il motore del quintetto; io mi sono diplomato qualche anno fa, collaboro con il Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra di Sanremo; Francesco Agnello, che si occupa degli arrangiamenti del gruppo, ha suonato in molte orchestre importanti della Toscana; Saverio Zacchei al trombone, sta concludendo il suo percorso di studi al conservatorio. Userei dire che siamo un gruppo in divenire! Grazie per averci dato l’opportunità di esprimere il nostro pensiero. Speriamo l’iniziativa possa ripetersi nei prossimi anni.» (A cura di Antonio Franzese).