Ed ora… operosità! Salernitana, non puoi permetterti ancora ritardi sulla programmazione

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Un modo per dimenticare in fretta incomprensioni e veleni latenti sarebbe quello di affidarsi, senza indugio, ad una convinta operosità. Finalizzata a mettersi alle spalle una stagione intrisa di sofferenze assortite e difficoltà che hanno lasciato a lungo con il fiato sospeso la tifoseria granata. Avendo come traguardo ultimo la costruzione di un progetto tecnico in grado di riscattare un campionato prodigo di amarezze ed avaro di sorrisi. Impresa tutt’altro che ostica, considerando che i quarantacinque punti finali in quarantadue partite sono stati un bottino assolutamente misero. Nonostante il raggiungimento di una salvezza che, francamente, è da attribuire più alla pochezza tecnica generale che non ad un percorso travolgente compiuto dalla squadra. Una laboriosità che, in considerazione dei tempi strettissimi – tra poco più di un mese ripartirà la nuova stagione – non può essere procrastinata a lungo. Pertanto, dal punto di vista granata, si spera che il cammino dell’Italia nel campionato europeo (con conseguente impegno di Lotito al seguito della Nazionale) non rappresenti un ostacolo nella costruzione della squadra che ha il dovere di riscattare un torneo che ha prodotto non pochi problemi alle coronarie e all’apparato digerente dei fans del cavalluccio. Né deve rappresentare una barriera intralciante la strategia che Lotito ed il suo staff stanno portando avanti per rendere protagonista la Lazio nel prossimo campionato di serie A. Questo deve essere il primo punto, intoccabile, alla base della promessa fatta alla tifoseria granata dall’imprenditore capitolino nell’ultima conferenza stampa post partita della stagione. Una promessa legata alla volontà di non commettere gli errori (tanti) del torneo appena archiviato, ma anche un modo concreto e tangibile di dimostrare alla piazza salernitana la giusta riconoscenza per aver sostenuto la squadra per l’intero arco della stagione. Nonostante lo scoramento dettato da un’approssimazione tecnica sotto gli occhi di tutti e la quantità di fiele cagionata in misura industriale da una compagine incapace di mettere insieme due vittorie consecutive. Pertanto, Lotito ed i suoi collaboratori, oltre a sciogliere l’intricata matassa legata all’arrivo di Bielsa alla Lazio (tematica che interessa poco o nulla alla torcida granata), comincino a trovare anche il tempo per risolvere gli attuali dubbi legati alla gestione della ‘creatura minore’ della proprietà, come candidamente confessato dal patron laziale nella sua consueta filippica contro gli organi di stampa. Partendo dal prendere una rapida decisione sulla conferma o l’allontanamento di mister Leonardo Menichini. Il pubblico di Salerno, giustamente, per passione, competenza e presenza sulle gradinate, non può e non vuole sentirsi suddito di nessuno. Esso sa che, in cadetteria, il suo ruolo non ha nulla da spartire con una lunga serie di campionati sofferti o, nel migliore dei casi, anonimi. E’ tempo di restituire alla città la giusta dimensione calcistica che, al contrario di quanto affermato da Claudio Lotito, non è la terza serie. Del resto, considerato che un presidente è tenuto anche a conoscere la storia della squadra di cui è proprietario, tra uno spostamento e l’altro in terra transalpina ed un contatto telefonico con Bielsa (impresa ardua per la proverbiale riluttanza del ‘Loco’ alla telefonia mobile), l’imprenditore romano potrebbe sempre trovare il tempo per dare un’occhiata all’almanacco del gioco del calcio. Se non altro per una sorta di doveroso rispetto nei confronti dei dodicimila spettatori di media, i quali hanno appena messo alle spalle uno spettacolo per lunghi tratti deprimente.

fonte solosalerno.it

articolo inserito dal salernitana club costiera amalfitana

Un modo per dimenticare in fretta incomprensioni e veleni latenti sarebbe quello di affidarsi, senza indugio, ad una convinta operosità. Finalizzata a mettersi alle spalle una stagione intrisa di sofferenze assortite e difficoltà che hanno lasciato a lungo con il fiato sospeso la tifoseria granata. Avendo come traguardo ultimo la costruzione di un progetto tecnico in grado di riscattare un campionato prodigo di amarezze ed avaro di sorrisi. Impresa tutt’altro che ostica, considerando che i quarantacinque punti finali in quarantadue partite sono stati un bottino assolutamente misero. Nonostante il raggiungimento di una salvezza che, francamente, è da attribuire più alla pochezza tecnica generale che non ad un percorso travolgente compiuto dalla squadra. Una laboriosità che, in considerazione dei tempi strettissimi – tra poco più di un mese ripartirà la nuova stagione – non può essere procrastinata a lungo. Pertanto, dal punto di vista granata, si spera che il cammino dell’Italia nel campionato europeo (con conseguente impegno di Lotito al seguito della Nazionale) non rappresenti un ostacolo nella costruzione della squadra che ha il dovere di riscattare un torneo che ha prodotto non pochi problemi alle coronarie e all’apparato digerente dei fans del cavalluccio. Né deve rappresentare una barriera intralciante la strategia che Lotito ed il suo staff stanno portando avanti per rendere protagonista la Lazio nel prossimo campionato di serie A. Questo deve essere il primo punto, intoccabile, alla base della promessa fatta alla tifoseria granata dall’imprenditore capitolino nell’ultima conferenza stampa post partita della stagione. Una promessa legata alla volontà di non commettere gli errori (tanti) del torneo appena archiviato, ma anche un modo concreto e tangibile di dimostrare alla piazza salernitana la giusta riconoscenza per aver sostenuto la squadra per l’intero arco della stagione. Nonostante lo scoramento dettato da un’approssimazione tecnica sotto gli occhi di tutti e la quantità di fiele cagionata in misura industriale da una compagine incapace di mettere insieme due vittorie consecutive. Pertanto, Lotito ed i suoi collaboratori, oltre a sciogliere l’intricata matassa legata all’arrivo di Bielsa alla Lazio (tematica che interessa poco o nulla alla torcida granata), comincino a trovare anche il tempo per risolvere gli attuali dubbi legati alla gestione della ‘creatura minore’ della proprietà, come candidamente confessato dal patron laziale nella sua consueta filippica contro gli organi di stampa. Partendo dal prendere una rapida decisione sulla conferma o l’allontanamento di mister Leonardo Menichini. Il pubblico di Salerno, giustamente, per passione, competenza e presenza sulle gradinate, non può e non vuole sentirsi suddito di nessuno. Esso sa che, in cadetteria, il suo ruolo non ha nulla da spartire con una lunga serie di campionati sofferti o, nel migliore dei casi, anonimi. E’ tempo di restituire alla città la giusta dimensione calcistica che, al contrario di quanto affermato da Claudio Lotito, non è la terza serie. Del resto, considerato che un presidente è tenuto anche a conoscere la storia della squadra di cui è proprietario, tra uno spostamento e l’altro in terra transalpina ed un contatto telefonico con Bielsa (impresa ardua per la proverbiale riluttanza del ‘Loco’ alla telefonia mobile), l’imprenditore romano potrebbe sempre trovare il tempo per dare un’occhiata all’almanacco del gioco del calcio. Se non altro per una sorta di doveroso rispetto nei confronti dei dodicimila spettatori di media, i quali hanno appena messo alle spalle uno spettacolo per lunghi tratti deprimente.

fonte solosalerno.it

articolo inserito dal salernitana club costiera amalfitana