DALL’ECO DELLA PULCARELLI ANTICHI MESTIERI : IL RESTAURATORE

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Massa Lubrense – Sant’Agata Qualche giorno fa io e Antonella siamo andate alla bottega del signor Michele, un restauratore di mobili antichi, che ci ha illustrato il suo mestiere con le varie procedure di intervento. Si è soffermato tra l’altro, sulle varie qualità di legno impiegate per la realizzazione dei diversi manufatti: il ciliegio e il noce per i mobili più pregiati e il pioppo per le finestre e le porte. Ci ha spiegato che quando gli portano un oggetto da restaurare nel suo primo intervento consiste nell’applicare dei prodotti specifici per eliminare eventuali tarli presenti nel legno; successivamente procede con la restaurazione delle parti rovinate o del tutto mancanti, passa poi alla stuccatura e alla carteggiatura per eliminare le imperfezioni e prosegue con l’applicazione della tinta detta anche mordente, che può essere ad alcool o ad acqua. In alcuni casi, infine, applica la gommalacca, sostanza resinosa prodotta da alcuni insetti e dal costo notevole, per mezzo di un tampone di lana avvolto in uno straccio di lino o in alternativa usa cera d’api. Per noi è stata un’esperienza molto emozionante il poter vedere un restauratore all’opera perché, grazie alla sua arte e alle sue capacità, molti oggetti antichi e rovinati tornano ad una vita nuova e splendente. E’ un vero peccato che questo mestiere come tanti altri, oggi stia scomparendo in quanto i mobili di vero legno massello non vengono più prodotti perché è più semplice ed economico utilizzare truciolato o altri materiali meno pregiati. Secondo noi si dovrebbe fare in modo da poter rivalutare questi mestieri in via di estinzione, per dare la possibilità alle nuove generazioni di conoscerli e di apprenderne i segreti. De Maria Alessandra Morvillo Antonella

Massa Lubrense – Sant'Agata Qualche giorno fa io e Antonella siamo andate alla bottega del signor Michele, un restauratore di mobili antichi, che ci ha illustrato il suo mestiere con le varie procedure di intervento. Si è soffermato tra l’altro, sulle varie qualità di legno impiegate per la realizzazione dei diversi manufatti: il ciliegio e il noce per i mobili più pregiati e il pioppo per le finestre e le porte. Ci ha spiegato che quando gli portano un oggetto da restaurare nel suo primo intervento consiste nell’applicare dei prodotti specifici per eliminare eventuali tarli presenti nel legno; successivamente procede con la restaurazione delle parti rovinate o del tutto mancanti, passa poi alla stuccatura e alla carteggiatura per eliminare le imperfezioni e prosegue con l’applicazione della tinta detta anche mordente, che può essere ad alcool o ad acqua. In alcuni casi, infine, applica la gommalacca, sostanza resinosa prodotta da alcuni insetti e dal costo notevole, per mezzo di un tampone di lana avvolto in uno straccio di lino o in alternativa usa cera d’api. Per noi è stata un’esperienza molto emozionante il poter vedere un restauratore all’opera perché, grazie alla sua arte e alle sue capacità, molti oggetti antichi e rovinati tornano ad una vita nuova e splendente. E’ un vero peccato che questo mestiere come tanti altri, oggi stia scomparendo in quanto i mobili di vero legno massello non vengono più prodotti perché è più semplice ed economico utilizzare truciolato o altri materiali meno pregiati. Secondo noi si dovrebbe fare in modo da poter rivalutare questi mestieri in via di estinzione, per dare la possibilità alle nuove generazioni di conoscerli e di apprenderne i segreti. De Maria Alessandra Morvillo Antonella

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